I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

lunedì 30 dicembre 2013

Il 2013 è finito. Viva il 2013

Cosa dire, alla fine di questo entusiasmante 2013, se non che è stato l'anno più importante (finora!!!) della storia di Post Scriptum?
Siamo cresciuti, senza dubbio. Siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista.

  • Dal punto di vista mediatico, con l'apertura di questo blog, con quello di Mario Sacchi e con il canale Youtube.
  • Dal punto di vista commerciale, con le nuove partnership internazionali con ditte importanti come Cocktail GamesIelloLifeSyle ltd e Swan Panasia.
  • Dal punto di vista quantitativo, con tre titoli già usciti (ThémAtikFun Farm e Florenza Card Game), più un quarto, Golden Goal, a cui abbiamo lavorato per mesi e che annunceremo ufficialmente a breve.
  • Dal punto di vista produttivo, con il nostro primo gioco localizzato in diverse versioni nazionali (cinque, per il momento) e stampato in 15.000 copie.
Quello che negli anni scorsi era iniziato come un hobby è via via diventato un lavoro, sempre più coinvolgente. Man mano che cresciamo, il mestiere di editori diventa sempre più complesso, ma anche appagante, perché vediamo che i nostri giochi iniziano ad essere diffusi davvero in tutto il mondo e, adesso che si avvicina il decimo anno di attività, ci troviamo a un punto che nel 2005 non avremmo mai osato sognare. Da quei primi giorni, in cui vendere mille copie di un gioco sembrava un traguardo irraggiungibile, abbiamo fatto tanta strada. Abbiamo imparato un mestiere, che secondo noi è il più bello del mondo, e un po' lo abbiamo anche insegnato, con la Guida all'Autoproduzione, con le consulenze, le lezioni, le conferenze e le risposte private alle tantissime persone che ci hanno chiesto consigli e opinioni.
Ora il 2014 è alle porte, con un gioco in uscita subito a inizio anno e tanti altri progetti promettenti.
Buon anno, quindi. Buon anno a tutti quelli che sono stati coinvolti nella realizzazione dei nostri giochi:
  • Paolo Vallerga, prima di tutti, con cui collaboriamo costantemente dal 2006. Abbiamo già realizzato undici giochi insieme e siamo certi che ce ne saranno tanti altri. Spesso la gente ci ha chiesto se facessimo parte della stessa compagnia. No, Post Scriptum e Scribabs sono due realtà separate, ognuna con le proprie peculiarità, ma con la chiara intenzione di continuare a collaborare a lungo.
  • Stefano Groppi, Franco Arcelloni e Sandro Zurla di Placentia Games, che si sono rivolti a noi per il terzo gioco consecutivo, dimostrando che apprezzano il nostro lavoro di consulenti. E, viste le recensioni positive di FlorenzaArk & Noah e Florenza Card Game, non sono gli unici a pensarla così :)
  • Roberto Petrillo di Raven, per aver creduto in Post Scriptum fin dai tempi di Caligula ed essere sempre stato un valido interlocutore per mille questioni riguardanti in qualche modo i nostri giochi (o i suoi) e il mondo ludico in generale.
  • Luca Bellini e Carlo Emanuele Lanzavecchia, per aver proposto a noi le loro idee. Sono due autori geniali, che hanno già un presente di successo e sicuramente anche in futuro sforneranno tanti altri titoli divertentissimi.
  • Erika Signini, per la bravura, la velocità, ma anche la pazienza e la disponibilità che ha sempre dimostrato nell'accontentare le nostre richieste.
  • Massimo Gatto, per aver creduto nei nostri consigli e per averci affidato il suo gioco Golden Goal, di cui presto conoscerete i dettagli.
  • Tutti i nostri playtester e amici del mondo dei giochi: dai giocatori di SlowGameCustodi del Lago e Ludoteca Galliatese, fino agli autori affermati che incontriamo in giro per fiere e ai ragazzi di Lucca GamesBoard Game Designers ItaliaInventori di GiochiGioconomiconGiochi sul Nostro Tavolo, Idee Ludiche e Recensioni Minute, che ci hanno coinvolto nelle loro iniziative.
  • Tutti gli operatori internazionali con cui abbiamo lavorato, che non elenchiamo perché tanto questo Blog è in italiano e non capirebbero :)
  • Tutti quelli che ci seguono. Speriamo che anche nel 2014 possiate giocare tanto come facciamo noi!

BUON ANNO A TUTTI!

lunedì 9 dicembre 2013

Board...game, set and match!

In questo periodo non ci sono particolari notizie da parte di Post Scriptum (siamo in preparazione per Norimberga, ma non ci sono veri e propri annunci da fare), né sul fronte ludoteche (stanno per arrivare le cene di Natale di tutte e tre, ma non credo siano argomenti interessanti per il blog), quindi permettetemi di parlare di una notiziuola futile che però potrebbe rappresentare un'idea da provare per qualcuno: il torneo tennistico.
L'idea è nata quasi per caso: una sera, io e l'Avversario eravamo in ludoteca. Era tardi, la gente con cui avevamo giocato prima era andata a casa e le altre persone presenti erano intente a finire un giocone iper lungo che li avrebbe tenuti impegnati ancora per un'oretta. Noi due volevamo sfidarci a qualcosa, ma dovevamo decidere a cosa (la nostra eterna sfida ormai prosegue da quasi un decennio e bisogna scegliere sempre attentamente, perché nessuno dei due vuole perdere contro l'altro. Mai).
La scelta si stava restringendo a Saint Petersburg e Stone Age, due titoli che piacciono a entrambi (anche se giocati in due), ma non riuscivamo a metterci d'accordo, perché al primo è più forte lui e al secondo sono più forte io.
Decidemmo così di sfidarci tutte le settimane a uno di questi due giochi, vivendo la cosa come un set di tennis: quando si gioca a Saint Petersburg ha lui il servizio, quando si gioca a Stone Age ce l'ho io.
Ok, lo so, a molti sembrerà una minchiatella (termine tecnico), ma di fatto quest'idea aggiunge una tensione che, per giocatori competitivi come noi, risulta estremamente piacevole. Per dire, al momento siamo sul 5 a 5 ed entrambi abbiamo vinto tre partite avendo il servizio e per due volte abbiamo strappato il break all'avversario. Ciò è notevole, perché in precedenza, giocando in amichevole io non l'ho battuto praticamente mai a St. Petersburg e lo stesso vale per lui con Stone Age. Entrambi ci siamo impegnati come non mai, con una concentrazione mai vista prima, per non subire l'onta della sconfitta sul proprio terreno o per provare la gioia di vincere al gioco in cui eravamo sfavoriti. Inoltre, in occasione del set point di lunedì scorso, quando eravamo sul 5 a 4 per lui e si doveva giocare al suo gioco, si avvertiva nell'aria una carica davvero incredibile. Ne è uscita una partita tesissima, in cui personalmente ho osato e rischiato come non avevo mai fatto prima e, quando alla fine ho vinto di pochi punti, ho provato un meraviglioso senso di liberazione.
Ora si avvicina a larghi passi il tie break, che stabilirà il vincitore del primo set (sarà una partita secca a un gioco in cui siamo allo stesso livello) e già non riesco a pensare ad altro. Ma chiunque lo vinca, abbiamo già deciso i giochi per il secondo set, così che la sfida possa continuare ancora a lungo.

Siamo scemi, lo so. Ma ci divertiamo un casino :)

lunedì 2 dicembre 2013

A novembre 2013 ho giocato a:

Mese più scarso del solito, questa volta, per via di alcuni imprevisti che mi hanno fatto saltare ben cinque serate ludiche :(

In ordine cronologico:

Fun Farm (2)
Super Fantasy (2)
Florenza: the card game
Tzolk'in (con espansione Tribù e Profezie)
Vasco da Gama
Targi
Lords of Waterdeep (con espansione Scoundrels of Skullport)
Saint Petersburg
Kingdom Builder
Wherewolf: Red riding hood
Steam Park
Stone Age
Nations
Finca (2)
Tokio
Storie Nere

I giochi di cui parlo questa volta sono:

  • Vasco da Gama è da sempre uno dei miei preferiti: tutti i meccanismi che contiene mi sembrano molto ben oliati e lineari. L'idea di scegliere i numeri che determinano l'ordine di gioco, valutando quanti rischi correre, mi sembra ottima, come pure gli effetti dei personaggi e il sistema di navigazione. Certo, alcuni miei amici non lo giocano volentieri perché trovano difficile pianificare in anticipo l'intero turno, mentre invece per me è una sfida davvero appassionante. In questo mi ricorda Alta Tensione: Fabrikmanager, di cui ho già parlato in termini positivi.
  • A Lords of Waterdeep o, come lo chiamo io, Lords of Kingmaking, tutto sommato gioco volentieri, ogni tanto, a patto di prenderlo solo come un passatempo divertente in cui vince chi subisce meno bastardate dagli altri e in cui non c'è poi molto da pensare. È vero che ci sono parecchie scelte da fare, ma trovo che sia inutile scervellarsi troppo, perché si è totalmente in balia delle azioni altrui. Personalmente non è il mio genere preferito di gioco, ma ogni tanto ci sta.
  • Di Kingdom Builder mi piace l'estrema modularità nella composizione della mappa (che determina quali bonus saranno presenti nella partita in corso) e nell'estrazione degli obiettivi che permettono di far punti. Per il resto è un buon gioco di piazzamento dalla durata contenuta e dalle regole semplici. Vaccarino si conferma bravo a inserire nuove idee su meccanismi già rodati, ma siamo lontani anni luce dalla genialità di Dominion.
  • Tokio è la dimostrazione che basta avere la giusta compagnia e un po' di voglia di giocare, per divertirsi. Ovviamente, funziona meglio nella sua variante alcolica ;)

lunedì 11 novembre 2013

Un po' di sana invidia

Nei fine settimana successivi a Essen sono stato prima a Lucca e poi alla manifestazione Essen a Milano, organizzata dalla UESM. Ho letto inoltre un po' di report, fra le decine e decine che sono stati scritti sui vari siti che visito abitualmente e, come sempre, ho frequentato le mie solite ludoteche, dove sono spuntati i nuovi giochi arrivati freschi freschi dalla Germania (o da Lucca).
In barba alle mie nove edizioni di Essen, otto di Norimberga, nove di Modcon/Play, dieci di Lucca e a tutte le altre fiere in cui sono stato, mi sono trovato sinceramente a provare un po' di invidia per chi le frequenta da semplice appassionato e torna a casa coi borsoni pieni di giochi. Per me, queste manifestazioni sono più che altro scadenze, e le vivo sempre con un po' di ansia da prestazione:  il prototipo piacerà? Raccoglierò ordini? Venderò le copie in fiera? Ma soprattutto, sarà tutto pronto in tempo???
Di fatto, non ho mai vissuto nessuno di questi eventi con gli occhi di un semplice appassionato e un po' mi spiace. Intendiamoci: sono felicissimo di fare questo mestiere e adoro l'atmosfera che si respira durante i vari weekend che passo in giro: incontrare amici e collaboratori, avere idee per nuovi progetti, testare giochi, finalizzare accordi, o anche semplicemente giocare a qualcosa di nuovo, sono tutte esperienze che mi soddisfano e mi riempiono di energia, ma di certo non mi lasciano il tempo per informarmi su tutte le novità in uscita e spesso sono io a chiedere ai ragazzi della ludoteca che ci sono stati per la prima volta cosa c'era di interessante in fiera e sono loro a spiegare le regole dei giochi nuovi a me.
Soprattutto a Essen, non c'è davvero il tempo di visitare la fiera con occhi da appassionato. Lo stand è costantemente pieno di persone: ci sono quelli che chiedono sconti sui giochi già scontati, quelli maleducati che lasciano spazzatura sul tavolo, quelli ben educati che vogliono riporre il materiale nella scatola, ma lo fanno nel modo sbagliato e incasinano tutto, quelli che si fanno spiegare il gioco nei minimi dettagli, tempestandoti di domande del tipo: "posso davvero fare quello che c'è scritto chiaramente su questa carta? E quest'altra regola funziona davvero come è spiegata nel manuale?", oppure iniziano chiedendo una semplice panoramica del gioco, per poi farsi spiegare tutte le regole nei dettagli, compreso quello che accade in situazioni di gioco che sai essere del tutto impossibili, ma loro non ne sono convinti e cercheranno di persuaderti che il gioco non funziona, malgrado non l'abbiano mai giocato, mentre tu ci hai fatto cinquanta partite.
Ma ci sono anche quelli a cui piace davvero il gioco, che lo consiglieranno agli amici e che torneranno l'anno prossimo per vedere se c'è qualcosa di nuovo, ed è questo che rende la fiera un divertimento anche per me. E quando ci si diverte col proprio lavoro, la soddisfazione è doppia, si sa.
Certo che però, vedere tutta quella gente che va a casa con tutte quelle scatole... ;)

lunedì 4 novembre 2013

A ottobre 2013 ho giocato a:

Ottobre, finalmente!
Anche nel 2013, come già successo in passato, è in questo mese che sono usciti i frutti di tante sudate settimane di lavoro: Florenza Card Game e Fun Farm!
Ma non ho giocato solo a quelli, tranquilli. Anzi, li ho principalmente fatti giocare agli altri.

In ordine cronologico:
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
Kingdom Builder
Arkham Horror
Ubongo
Stone Age (2)
Florenza: the card game (2)
Drako
The Resistance (2)
Oddville
Clans
Fun Farm (9)
Alta Tensione: Fabrik manager
Saint Petersburg
Diamant
King of Tokyo
Race for the Galaxy
Pentos
Spyrium

Come di consueto, ecco qualche opinione sparsa su questi titoli:

  • ad Alta Tensione: Fabrik manager gioco almeno una partita quasi tutti i mesi. Mi piace molto il senso di crescita che provo mentre ci gioco e vedo i miei capitali e le mie rendite salire sempre più, ma apprezzo la maggior semplicità e minor durata nei confronti del suo fratello maggiore Alta Tensione (che è un capolavoro, beninteso). Certo: quando tutto sembra iniziare a girare bene e la fabbrica sembra lanciata verso successo ed espansione inarrestabili, il gioco finisce. Ma è proprio quello il bello: se avessimo tempo infinito saremmo capaci tutti di far fruttare le nostre risorse!
  • a Race for the Galaxy purtroppo riesco a giocare molto poco: in ludoteca non è molto apprezzato perché viene avvertito come "troppo pesante per essere un card game" (mah...), quindi di fatto fra una partita e l'altra passa sempre troppo tempo per ricordarmi le strategie che mi vengono in mente mentre gioco. Questo è un peccato, ma riconosco che sia un problema mio e non del gioco. Di fatto, non sono ancora in grado di giudicarlo in tutta la sua profondità, ma senz'altro è un titolo molto, molto valido. Anche qui, come nel caso precedente, apprezzo molto il senso di crescita che si avverte durante la partita.
  • Arkham Horror soffre di un paio di problemi comuni a tanti collaborativi: c'è un forte rischio che alcuni giocatori siano semplici esecutori di quelli più esperti e, soprattutto, mi sembra troppo facile vincere (di fatto, credo di aver avuto un 90% di successi). Inoltre ha troppi elementi che modificano le normali regole per periodi limitati di tempo (carte Miti, soprattutto, ma non solo) e spesso si corre il rischio di dimenticarsi qualche effetto. Ogni tanto ci gioco volentieri, perché comunque è un passatempo divertente, ma non lo trovo un capolavoro come molti altri ritengono.



sabato 19 ottobre 2013

Ma che bello lo startup weekend!

Nel fine settimana fra l'11 e il 13 ottobre ho partecipato allo Startup Weekend di Torino. Era la prima volta che prendevo parte a una tappa di questa manifestazione, ma di certo non sarà l'ultima: l'esperienza con Place Commander, infatti, è stata per me totalmente positiva in ogni aspetto e, come dissi all'epoca della Global Game Jam, credo sinceramente che nel settore delle startup ci siano tante possibilità di lavorare a progetti interessanti, divertenti e, se le cose vanno bene, remunerativi.
Anche se la nostra app per trasformare il marketing in un gioco non ha vinto, mi è piaciuta l'atmosfera che si è creata all'interno del team in cui ho lavorato. Eravamo in sette, e gli altri avevano tutti almeno dieci anni meno di me e arrivavano tutti dal politecnico, quindi si vedeva parecchio la differenza fra me e loro. Lo scambio di conoscenze è stato proficuo, perché la loro formazione universitaria mi ha fatto conoscere meglio alcune dinamiche che non avevo mai approfondito, mentre la mia esperienza professionale mi ha permesso di portare una visione più pratica al progetto. Di fatto, mi è stata subito affidata la supervisione dei lavori e mi ha fatto piacere che alla fine abbiano scelto me per il pitch finale. Credo sinceramente che in un ambiente molto giovane e ricco di conoscenze teoriche, le caratteristiche di chi, come me, ha ormai quasi dieci anni di lavoro sul campo possano trovare posto.
Insomma, sto cercando in tutti i modi di convincermi di non essere poi troppo vecchio per tentare quest'avventura! :)

Un grazie enorme per questa bella esperienza ad Alfredo, Luca, Laura, Nushin, Yari e Piero, con cui ho diviso la stessa stanza per tre giorni, a Paolo Lombardi che ha svolto egregiamente il suo ruolo di facilitatore della manifestazione, e a tutti gli organizzatori.
Sicuramente ci tornerò!

mercoledì 9 ottobre 2013

È arrivato Florenza Card Game!

Siamo lieti di annunciare che l'ultimo nato di casa Post Scriptum è finalmente disponibile! Dopo l’ottimo successo di Florenza, Stefano Groppi e Placentia Games sfornano il suo seguito! Pur essendo un gioco di durata più contenuta e dalle dinamiche semplificate rispetto al predecessore, Florenza: The Card Game ne mantiene il fascino, basato sull’arte fiorentina del rinascimento e sui 40 personaggi realmente esistiti (pittori, scultori, architetti e predicatori) già presenti nel titolo del 2010.
Essendo un gioco con materiali molto semplici, il nostro lavoro si è concentrato principalmente sulle scelte grafiche e sui playtest, che sono stati davvero numerosi e hanno portato a continui aggiustamenti di regole (in accordo con l'autore) fino a trovare l'alchimia perfetta. Alla fine si è scelto di porre l'attenzione sul limitato numero di azioni concesse al giocatore, che gli impone continue scelte, mai banali e spesso neanche semplici.
Questo fa sì che la pesca delle carte non sia mai decisiva ai fini della vittoria: le strade per ottenerla sono molteplici, ma passano tutte per la corretta gestione della propria mano.
L'attività di consulenti ormai procede da cinque anni e l'abbiamo svolta sia per giochi promozionali, sia per titoli più complessi. Ovviamente, ci siamo divertiti molto di più lavorando a questi ultimi, e particolarmente ai titoli di Placentia!
Configurazione di inizio partita
Informazioni sul gioco:
Giocatori: 2-4
Età: 14+
Durata: 45/60’
Contenuto:
220 carte grandi, suddivise in:
● 27 carte Monumento
● 76 carte Florenza (Abitazioni, Botteghe, Arti, Predicatori, Opere d’Arte)
● 28 carte Fiorini
● 86 carte Risorsa (Legno, Marmo, Metallo, Oro, Spezia, Tessuto)
● 1 carta Capitano del Popolo
● 2 carte Riassunto del turno
110 carte piccole, suddivise in:
● 85 carte Artisti
● 17 carte Botteghe centrali
● 3 carte Artisti anonimi
● 4 carte Famiglia
● 1 carta Segna azioni
Contenuti del gioco

Alla produzione abbiamo lavorato insieme allo stesso team che aveva già prodotto Florenza:
Autore: Stefano Groppi
Illustratori: Ivan Zoni, Daniele Zurla, Valeria Gobbi, Stefano Groppi
Grafica: Scribabs.

venerdì 4 ottobre 2013

Un arrivo e un ritorno: Youtube e Prototype Review Corner!

Siamo lieti di annunciare che ha ufficialmente preso il via un progetto che negli ultimi tempi ci stuzzicava parecchio: il canale youtube di Post Scriptum è diventato realtà! Per ora c'è un solo filmato prodotto da noi (ovvero il promo di Fun Farm), ma abbiamo già provveduto a integrarlo con tre playlist che raccolgono anche video altrui che parlano di nostri giochi. Speriamo che anche i prossimi titoli possano avere il successo di critica di Ark & Noah, così da poter condividere nuove recensioni con voi.
Il ritorno di cui si parla nel titolo, invece, è quello al Prototype Review Corner di Lucca Comics and Games, dove Mario Sacchi sarà presente e disponibile a valutare nuovi prototipi. Ovviamente, sono molto graditi i party games o i giochi semplici per continuare la linea tracciata da Fun Farm, ma siamo disposti a visionare qualsiasi tipologia di gioco da tavolo. Vi aspettiamo!

mercoledì 2 ottobre 2013

A settembre 2013 ho giocato a:

Il mese di settembre è stato intenso e bellissimo: sono stato impegnato in tutti i weekend, sia con Post Scriptum (presentazione di Fun Farm inclusa), sia con le ludoteche SlowGame e Custodi del Lago, i cui eventi sono andati davvero a gonfie vele (sia i Giochi dell'Uva, sia l'Inaugurazione Attività hanno avuto un successo di pubblico oltre le aspettative).
Quindi possiamo ben dire che questo mese, oltre che ai giochi, la frase "ho giocato a:" può anche avere una connotazione geografica, visto che a settembre ho giocato in questi posti:
  • 31 agosto: gazebo dimostrativo di SlowGame ad A-Gogna Street Fest;
  •   7 settembre: visita SlowGame a GiocaValsesia;
  •   8 settembre: Giochi dell'Uva, organizzati da SlowGame
  • 14 settembre: visita SlowGame a Evviva Borgosesia;
  • 15 settembre: visita Post Scriptum a Ludivarese;
  • 21-22 settembre: presentazione Fun Farm a Firenze Gioca;
  • 29 settembre: Inaugurazione Attività, organizzata dai Custodi del Lago
In ordine cronologico:
Augsburg 1520
Puerto Rico
Betrayal at the house on the hill (2)
Coloretto 
ThémAtik
Tokyo Train
Olympicards
Dobble
Tsuro (2)
Quoridor
It's alive!
Caligula (2)
Stone Age (2)
Kemet
Cave Troll
Dixit
Il Mistero dell'Abbazia
Bonhanza
K2
Dominion
Yspahan
Fairy Tale
Cartagena
St Petersburg (2)
Aztlan
DC Comics deck building game
Dungeon Fighter
7 Wonders (2)
Krosmaster: Arena
La Boca
1969
El Grande
Carcassonne (4)
Perudo
Florenza
Alta tensione: Fabric manager
Eclipse

Con così tanti titoli, i giochi su cui vorrei dire due parole sono questi quattro:
  • Augsburg 1520: gli ho dato una nuova chance, ma credo che non lo giocherò più. Mi rendo conto di non essere molto bravo in questo particolare gioco, ma trovo che sia troppo spietato con chi commette un errore (soprattutto a inizio partita). Inoltre, la pesca di carte mi sembra troppo importante, per un gioco di questo genere. Di fatto, per me l'esperienza di gioco è sempre stata di impotenza e frustrazione. Peccato, perché ha alcune idee davvero notevoli.
  • Betrayal at the house on the hill: mi vergogno un po' a dire che non ci avevo mai giocato prima, ma l'ho trovato coinvolgente. Certo, in alcuni casi può sembrare di essere semplici spettatori di un'avventura che si sta giocando da sola, ma per questo particolare genere non mi sembra poi un grosso problema. L'importante è divertirsi, no? 
  • La Boca: amore a prima vista! Per me è un gioco geniale. Punto.
  • Eclipse: per essere un gioco che dura tutta sera, la componente di alea è davvero elevata (soprattutto per quanto riguarda esplorazioni ed estrazione delle tecnologie), però nel complesso mi ha divertito molto anche in questa partita. Il sistema di gestione dei tre indicatori funziona molto bene e il senso di crescita che si avverte è davvero piacevole. Non è un gioco perfetto, ma direi che è senz'altro promosso.
PS: Le 4 partite a Carcassonne sono dovute al fatto che durante l'Inaugurazione Attività dei Custodi del Lago si è svolto un torneo di questo gioco che io ho vinto! E il fatto che lo scriva solo a questo punto del post non fa che confermare la mia enorme modestia ;)
Invece le partite a Stone Age e St Petersburg di questo mese rappresentano l'inizio di un torneo a due giocatori che vede contrapposti me e l'Avversario per antonomasia, che abbiamo concordato di sfidarci a settimane alterne a questi due titoli di Bernd Brunnhofer a tempo indeterminato. Quindi scusate, ma ora vado ad allenarmi ;)

venerdì 13 settembre 2013

LudiVarese: storia di una bella idea e... Di tanti prototipi da visionare.

Uno degli aspetti migliori del nostro lavoro è che ci dà la possibilità di frequentare diverse ludoteche, organizzare eventi e conoscere gente appassionata di giochi e in gamba.
Ed è proprio così che è successo questa volta: con l'associazione SlowGame di cui facciamo parte, abbiamo organizzato un torneo multigame a squadre a cui ha partecipato anche Mauro Bertozzi di Varese, che, colpito da quell'evento e da altri a cui aveva assistito in precedenza, si è buttato a capofitto nell'organizzazione di una manifestazione ludica nella sua città.
Inizialmente ambiva ad essere un piccolo evento, ma man mano che i lavori procedevano, LudiVarese prendeva forma e diventava sempre più grande. Abbiamo poi avuto modo di rivedere Mauro in numerose altre occasioni presso la Ludoteca Galliatese, che frequentiamo regolarmente, e abbiamo seguito passo dopo passo (dando anche qualche consiglio, quando richiesto), la crescita di questa bella idea.
Come è ovvio vista questa premessa, quindi, Post Scriptum parteciperà all'evento con uno stand dedicato alla valutazione di prototipi di chiunque voglia portarci le proprie idee.
Ci piace farlo e siamo contenti di farlo. Vi aspettiamo!

lunedì 9 settembre 2013

Arriva PlayToday, con la sua Piramide dei misteri

Archiviati i Giochi dell'Uva, che sono andati benissimo (gazebo pieni di gente per tutto il tempo e soverchi giochi dimostrati), posso dare spazio a un annuncio che mi riempie di orgoglio: è appena nato il nuovo sito PlayToday, che parlerà di intrattenimento e svariati argomenti partendo sempre dal mondo geek e dai giochi in particolare. La mente dietro tutto questo è Marco Valtriani, con cui siamo amici di vecchia data, e sono felice che mi abbia coinvolto per assegnarmi una rubrica fissa, con cadenza quindicinale in cui, da bravo sostenitore del CICAP, tratterò di misteri, enigmi, complotti e altri argomenti insoliti e affascinanti.
La rubrica si chiama La Piramide delle Bermuda e il primo articolo sui misteri di Torino è già online.
Il tono è volutamente leggero e ironico perché lo scopo è suscitare la curiosità dei lettori, segnalando argomenti che poi possono essere approfonditi su altri siti dedicati espressamente ad essi.
Quindi correte a leggerlo, per scoprire finalmente da dove arrivi la natura mysteriosa di Torino!

giovedì 5 settembre 2013

È nuovamente tempo di Giochi dell'Uva (e non solo)

E così, anche quest'anno siamo arrivati al tradizionale appuntamento con i Giochi dell'Uva, organizzati da SlowGame.
Giunti alla sesta edizione, abbiamo deciso di cambiare un po' la formula: dopo quella super ricca di eventi dell'anno scorso, infatti, ci siamo resi conto che avevamo materiale per fare due diverse manifestazioni! Abbiamo quindi spostato a maggio tutta la parte per giocatori (Incontro Tecnico di Playtest e la sezione tornei) e abbiamo lasciato ai Giochi dell'Uva quella divulgativa, con lo scopo di far conoscere i giochi ai passanti occasionali.
Il fatto poi che il comune di Borgomanero abbia deciso, con pochissimo preavviso, di annullare la tradizionale Festa dell'Uva, ci ha spinto a optare per un giorno solo, in cui sono previsti i pochi eventi sopravvissuti e in cui quindi pensiamo si concentrerà il flusso di persone a passeggio per i corsi cittadini.

Il programma 2013 è quindi composto da attività rivolte ai giocatori occasionali e consiste in:
-Ludoteca libera con dimostratori SlowGame, naturalmente;
-Giochi tradizionali per piccini e grandi che vogliono ritornare piccini;
-Tavolo di pittura miniature, che ha sempre avuto molto successo negli anni scorsi;
-Mostra di miniature dipinte, di conseguenza;
-Tornei di Yu-Gi-Oh e Magic, che hanno sempre parecchio seguito;
-E soprattutto l'evento più cool dell'estate 2013: il primo Torneo di Spada a Insulti in stile Monkey Island, che è un'idea mia, quindi non può che piacermi tantissimo ;)

Sempre in ottica informativa, abbiamo anche predisposto un'esposizione di pannelli riguardante il mondo dei giochi.
Li ho curati personalmente e so che sono tanto pieni di informazioni, ma lo scopo non è solo quello di incuriosire i passanti, ma anche, anzi soprattutto, quello di dare una panoramica su come davvero funzionino i nostri titoli preferiti. So benissimo che li leggerà una persona su cento, ma almeno saremo sicuri che è davvero interessata all'argomento ed è quindi una base da cui partire. Sono convinto che in giro ci sia tanta gente che passa le serate con i giochi da supermercato e che sarebbe entusiasta di provare questi, se solo li conoscesse.
Lo so perché è successo così anche a me :)

Quindi vi aspettiamo con entusiasmo ai Giochi dell'Uva 2013!
Poi, per me, i weekend ludici continueranno con LudiVarese, Firenze Gioca e la giornata dei Custodi del Lago, ma ne parleremo più avanti!

lunedì 2 settembre 2013

Ad agosto 2013 ho giocato a...

Agosto, agosto! Mese di vacanze anche per me, almeno per una settimana. Ammetto che per ben nove giorni consecutivi non ho giocato a nulla perché ero via con gente "non ludica". Era davvero da tantissimo che non succedeva. Speriamo non si ripeta troppo presto :)

In ordine cronologico:

Village
Lettere da Whitechapel
Florenza
Seasons (con espansione Enchanted Kingdoms)
Power Grid: Fabrikmanager (2)
Dixit (2)
Seasons (2)
Tzolk'in
Il Castello
The resistance
ThémAtik (3)
Dominion (2)
Olympicards
Colosseum
Glen More
Hive
Ubongo
Coyote
Memoir '44
Mamma mia
Diamant
Jungle Brunch
Takenoko

Come di consueto, vorrei approfittarne per dare il mio parere su qualche gioco, che in realtà avevo già provato, ma di cui non mi ero ancora fatto un'idea precisa finora.


  • Seasons: non sono mai stato un giocatore di Magic né altri collezionabili (ho sempre pensato che fosse un passatempo troppo costoso e impegnativo e continuo a ritenere di aver avuto ragione), quindi probabilmente la mia opinione vale meno rispetto a quella dei giocatori navigati in questo settore, ma a me diverte: la mia mente vergine si entusiasma a trovare combo che per un esperto possono sembrare banali, ma per me sono ricche di soddisfazione. A livello oggettivo, quello che non mi convince è che alcune carte mi sembrano fortissime, e prenderle nel draft iniziale mi sembra determinante. Se fosse effettivamente così sarebbe un grosso difetto, ma non mi ritengo in grado di stabilirlo. Di certo mi è piaciuta poco l'espansione, che contiene troppe carte d'attacco. In questo, come in quasi tutti gli altri giochi, personalmente le odio.
  • Glen More: seconda partita della mia vita. Mi era già piaciuto la prima volta che l'ho provato e ha confermato la buona impressione. In generale, amo i giochi in cui si possono fare punti durante la partita, ma rimane tutto incerto fino allo scoring finale (è un altro aspetto che mi piace anche di Seasons), inoltre le strade per fare punti sono davvero tante e questo permette di impostare strategie diverse. In questa partita, ho sempre spremuto a fondo le mie tessere, spendendo tutte le risorse ad ogni turno. Facevo pochi (ma non pochissimi) punti durante le valutazioni intermedie, ma molti nel corso dei turni. Ciò ha creato una piacevole tensione che è durata per tutta la partita. Sapevo che a ogni valutazione gli altri avrebbero recuperato terreno, ma non sapevo quanto. Secondo me è una delle cose migliori che possano capitare in un gioco.

lunedì 5 agosto 2013

Mario Sacchi nella giuria dello Smart Design 2013

Chi ci conosce e segue questo blog sa che dedichiamo sempre molte energie alle attività che promuovono la crescita del mondo del game design: nei mesi scorsi abbiamo parlato di lezioni ai politecnici di Torino e di Milano, di conferenze e interviste (1 e  2) per spiegare ai neofiti come rapportarsi a un editore e, ovviamente, della Guida all'Autoproduzione. Ora segnaliamo una nuova iniziativa da parte degli amici del Board Game Designers Italia, che ci vede in parte coinvolti: il concorso Smart design 2013, la cui premiazione avverrà a FirenzeGioca il 21-22 settembre (trovate tutte le informazioni a riguardo nel link).
Fra i giurati, come potete vedere, ci sono Mario Sacchi, titolare di Post Scriptum e anche Luca Bellini, autore di Fun Farm, che presto vedrà la luce, come già annunciato.
Inoltre, visti gli ultimi titoli da noi pubblicati, assegneremo la menzione per il miglior Party Game, che premieremo con una copia di ThémAtik, consegnata subito al vincitore, e una di Fun Farm, che gli spediremo a casa appena sarà disponibile.
Conoscendo la competenza degli organizzatori e la creatività degli autori italiani, ci aspettiamo di leggere davvero dei bei regolamenti!

Quindi, cosa state aspettando? Fate vedere di cosa siete capaci!!!

venerdì 2 agosto 2013

A luglio 2013 ho giocato a...

Luglio foriero di un gran numero di partite, anche per via di un paio di serate divulgative organizzate con SlowGame. Per questo motivo c'è un gran numero di giochi facili, spiegati ai profani intervenuti in quelle occasioni.

In ordine cronologico:
Asgard
Kingsburg (con espansione To forge a realm)
Ubongo (3)
ThémAtik (4)
Formula D
Carcassonne (base)
King of Tokyo (2)
Intrigue
Isla Chupita
Il gioco di carte dei Coloni di Catan
Imperial
Dixit (2)
DC Comics deck building game
Dominion (con espansione Dark Ages)
Race for the Galaxy (2)
Kaleidos
Dobble
Rock and ball
Timeline
Carcassonne (con espansioni Inns & Cathedrals e Traders & Builders)
Jungle Brunch
Lupus in tabula
Tsuro
Coyote
Bang!
Dungeon Fighter (3)
Viva il Re
The palaces of Carrara
Hanabi
Augustus
Qwixx

Da notare, proprio alla fine, i tre finalisti dell'ultimo Spiel des Jahres, provati uno dietro l'altro proprio per paragonarli. Il giudizio complessivo è buono, considerato il genere di giochi che questo premio intende promuovere.

Iniziamo dal vincitore:

  • Hanabi in effetti è quello che mi ha colpito di più per il rapporto semplicità/trasportabilità/interazione. La meccanica di "coperta corta" fornita dagli indizi mi sembra funzionare bene, e credo possa essere un buon passatempo da tenere in tasca. Quello a cui forse l'autore non aveva pensato, è che noi Italiani troviamo sempre il modo per darci a vicenda qualche informazione in più del previsto, pur senza violare apertamente le regole ;)
  • Qwixx riprende alcune meccaniche sia da Yahtzee, sia da Keltis o Città Perdute, riducendole all'osso. Devo dire che tutti e tre i miei avversari l'hanno trovato freddo e noioso, mentre a me non è dispiaciuto, ma io sono decisamente appassionato dai giochi di dadi e soprattutto dal genere push your luck, quindi forse non faccio testo. In generale, comunqe, se dovessi scegliere fra i due, comprerei (o regalerei) Hanabi.
  • Augustus l'avevo già provato tre o quattro volte e ci ho rigiocato volentieri. L'idea di Paolo Mori, secondo me è geniale: prendere un meccanismo conosciuto come la tombola e applicarci alcune meccaniche da gioco intelligente è davvero un ottimo modo per avvicinare nuovi adepti, tant'è che come associazione stiamo proprio cercando dei giochi che assomiglino a titoli classici per vincere la tipica ritrosia dell'Italiano medio. Quello che non mi convince, da editore, è la scelta grafica della scatola, che mi ricorda giochi come Tribunus o Trajan. Personalmente, se avessi avuto in mano un titolo con una simile potenzialità, avrei cercato di comunicarlo meglio, con una copertina più adatta: questa secondo me inganna gli acquirenti a due vie. Chi cerca un gioco semplice viene scoraggiato ad acqistarlo, perché si aspetta un titolo da gamer, mentre chi cerca un gioco complesso potrebbe rimanerne deluso. Poi, ovviamente, avendo ottenuto una nomination allo Spiel des Jahres, il gioco venderà tantissimo e, soprattutto, è sotto i riflettori e quindi chiunque bazzichi almeno un po' il nostro mondo sa di cosa si tratta, però da editore, prima di sapere di questo riconoscimento, avrei fatto una scelta diversa (sì, anche sui meeples!)


giovedì 25 luglio 2013

Arriva FUN FARM, e da oggi niente sarà più lo stesso!

L'abbiamo fatto aspettare parecchio, lo sappiamo. Ma finalmente è giunto il momento di annunciare il nuovo gioco di Post Scriptum!

Fun Farm, in uscita a Essen 2013 è il frutto di molte ore di lavoro (che non sono per nulla finite). Sinceramente, per un gioco dalle regole così semplici non pensavamo ce ne volessero tante, ma ne è valsa la pena perché si tratta di un vero e proprio punto di svolta per Post Scriptum!
Per la prima volta, infatti, un nostro gioco esce contemporaneamente in 5 diverse edizioni, con una tiratura iniziale di 15.000 copie. Per noi è un enorme passo avanti e siamo contenti che a portarci a questo traguardo sia un gioco di Luca Bellini, amico di Post Scriptum da ormai molti anni, inossidabile e instancabile inventore di giochi autoprodotti con cui abbiamo condiviso decine di fiere, e soprattutto autore emergente che abbiamo visto crescere fino a pubblicare Jungle Brunch (altro gioco stampato in molte versioni e distribuito in molte nazioni) per un editore importante come Giochi Uniti.
Poteva sembrare un punto di arrivo e invece era un punto di partenza per Luca e, ci contiamo, anche per noi.

Il gioco è davvero molto semplice e si inserisce nel filone dei fast catching games, che ultimamente ha visto nascere parecchi titoli, molto apprezzati anche nelle ludoteche che frequentiamo abitualmente.
E allora, chiederete, perché proporre l'ennesimo?
Beh, per tre motivi:

  1. perché quando Luca ce l'ha sottoposto ci siamo davvero divertiti TANTISSIMO!
  2. perché pensavamo che sarebbe stato perfetto per lo stile di Erika Signini, che consideriamo una "nostra scoperta", almeno per quanto riguarda le illustrazioni per i giochi da tavolo (senza dimenticare il solito preziosissimo lavoro di Scribabs, naturalmente)
  3. beh, guardatelo voi stessi :)
Mock up del gioco


Quindi che aspettate a provarlo?
Ah, sì, aspettate che esca...
Beh, anche noi non ne vediamo l'ora!!!

lunedì 8 luglio 2013

Due belle iniziative degli amici di Post Scriptum


Uno dei nostri aspetti preferiti del bel mestiere che ci siamo scelti è senza dubbio la possibilità di conoscere gente interessante ed entusiasta del mondo dei giochi.
Fra gli ultimi in ordine di tempo, ci sono i ragazzi della Ludoteca Galliatese, che fin dalla prima ora si sono mostrati molto disponibili come playtester, molto curiosi e interessati a ciò che riguarda la nostra attività ludica e soprattutto pieni di iniziativa, sia dal vivo che online. Siamo quindi davvero lieti di segnalarne due che ci coinvolgono:

La prima riguarda il blog Idee Ludiche di Max, che propone una nuova intervista a Mario Sacchi dopo quella su Giochi sul nostro Tavolo di qualche settimana fa.
Anche in questo caso, il tema centrale della chiacchierata è il mestiere di editore, ma stavolta Max ha posto l'attenzione anche sulla storia di Post Scriptum e sui gusti personali di Mario in campo ludico.

La seconda riguarda la Recensione minuta di ThémAtik, da parte di TeOoh, che spiega veramente in pochi secondi il funzionamento dell'ultimo nato in casa Post Scriptum.


Con l'occasione, ringraziamo entrambi e vi invitiamo a seguirli nelle loro iniziative anche quando parlano di altri editori ;)

martedì 2 luglio 2013

A giugno 2013 ho giocato a:

In questo mese, per un motivo o per l'altro, mi sono ritrovato a mostrare in giro i titoli della famiglia Post Scriptum (eh sì, ogni tanto bisogna anche lavorare), quindi ci sono più partite del solito a questi giochi.
Sono molto soddisfatto perché generalmente sono piaciuti. In particolare, mi ha fatto molto piacere la serata dai Guerrieri Valsesiani (che avevamo conosciuto al Torneo F. Besozzi), che hanno organizzato una sessione di board games straordinaria nella loro sede apposta per noi SlowGamers e hanno voluto provare Ark & NoahThémAtik, divertendosi in modo genuino e confermandomi, una volta di più, la bontà di questi due titoli.
Non che gli altri siano brutti, eh! ;)

In ordine cronologico:

Galaxy Trucker
Il gioco di carte dei Coloni di Catan (2)
Kingsburg (con espansione To Forge a Realm)
Kemet
Condottiere
Perudo (2)
Dominion: Intrigue
Ark & Noah (3)
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
Castles (2)
BauSquitMiao (2)
High Voltage
Turbo Taxi
Diamant
Asgard
Viva il Re!
Small World
The Resistance
ThémAtik (4)
Executive Decision
Takenoko
Dungeon Fighter
King of Tokyo
Jungle Brunch
Ubongo

Si noti la mia prima partita a Executive Decision, che rappresenta una tipologia del tutto nuova per me: non avevo mai provato un gioco di comitato propriamente detto, e devo dire che sembra proprio essere il mio genere. Ho clamorosamente perso, è vero, ma mi sono comunque divertito molto (alla facciaccia di chi dice che mi diverto solo quando vinco!), e spero di riprovarlo al più presto. Come difetto, posso dire che la traduzione di alcuni obiettivi è  decisamente infelice, e ha messo in confusione sia me, sia alcuni miei compagni di partita (e di partito, visto il tema politico del gioco!), mentre non mi sembra una lacuna la totale imprevedibilità dello scenario, perché trovo che sia avvincente dover risolvere la crisi in venti minuti di tempo, senza sapere cosa accadrà dopo.

Consueto moto di scoramento, invece per il Gioco di Carte dei Coloni di Catan, che non giocavo da qualche anno (ed evidentemente c'era un motivo): se la prima partita, giocata contro l'Avversario per antonomasia, è stata molto tirata fino alla fine (concludendosi poi con una mia vittoria), la seconda, giocata contro un avversario che non l'aveva mai provato e che non conosceva le carte (a differenza di me), si è risolta in una plateale sconfitta, ad ennesima riprova che il lancio del dado di produzione è davvero determinante in questo gioco. Peccato davvero, perché ha alcune meccaniche che apprezzo molto (soprattutto se consideriamo che è del 1996). Probabilmente introdurremo qualche house rule, oppure tornerà nel dimenticatoio dove è stato per lungo tempo :(

venerdì 28 giugno 2013

Post Scriptum al Politecnico di Milano. Prima parte: considerazioni.

Maresa Bertolo e Mario Sacchi si preparano a cominciare.
Martedì 25 giugno, come da programma, si è svolta l'ultima lezione del Corso di Game Design del Politecnico di Milano, tenuto dalla docente Maresa Bertolo, ricercatrice del Dipartimento di Design, e da Ilaria Mariani, Cultore della materia e PhD Candidate.
Per l'occasione, le organizzatrici hanno chiamato a parlare Mario Sacchi, in rappresentanza di Post Scriptum per dare agli studenti una testimonianza diretta di cosa sia il lavoro di editore e, successivamente, per valutare e commentare i regolamenti dei loro giochi. Di questo secondo argomento parleremo in un altro post, mentre ora vorremmo riassumere, per i lettori del blog, le considerazioni e le domande relative alla prima parte della lezione.
In sostanza, si è parlato del mestiere di editore, descrivendolo come un mix fra imprenditoria e creatività, condito con una considerevole disponibilità a spostarsi per andare a incontrare di persona clienti, fornitori, autori, o chiunque altro sia interessante conoscere, compresi i semplici appassionati.
I ragazzi hanno mostrato una certa curiosità per l'argomento, facendo domande, per esempio, sul rapporto fra autori ed editori e sull'impatto del gioco online su quello in scatola. Ne è emersa una piacevole chiacchierata fra Mario, Maresa e qualche studente più intraprendente degli altri, di cui non stiamo a riportare i dettagli, ma di cui vorremmo condividere le conclusioni.

Siamo fermamente convinti, come già espresso da Mario in questo post, che il mondo dei giochi sia un settore in cui è davvero possibile trovare uno sbocco lavorativo, alla faccia della crisi: il settore dei giochi continua a funzionare, per vari motivi:

  • è economico: con una scatola possono giocare in media 4 persone per svariate serate;
  • è aggregativo: intorno al tavolo si cementano le amicizie (e le rivalità!), e lo svolgimento della partita offre sempre numerosi spunti di discussione, a volte accesa, a volte canzonatoria, ma quasi sempre interessante e divertente;
  • è stimolante: si può lasciare da parte la propria "banale" identità e calarsi nei panni di un generale, una spia, uno zombie, un detective, un astronauta o chissà che altro, partecipando in modo attivo allo svolgimento della partita (a differenza di ciò che accade, per esempio, con libri o film);
  • è innato: giocare è un desiderio che tutti abbiamo fin dai primi mesi di vita;
  • è vasto: le tipologie di gioco sono tantissime, da quelli tradizionali, a quelli da tavolo, di ruolo, di miniature, agli astratti, ai collezionabili, alle app e ai videogames. Difficile che a una persona non ne piaccia neanche una.
Tutto ciò permette al mondo dei giochi di continuare a esistere anche in una società in cui la gente sta iniziando a rinunciare ad altri tipi di svago. Anzi, il discorso diventa ancora più promettente se viene esteso al mondo dei giochi su smartphone, che coinvolge un'utenza ancora più vasta (anche perché spesso le app possono essere scaricate gratuitamente).
Noi lo vediamo con i nostri occhi in ogni fiera, o frequentando community dedicate al gioco: i nuovi editori di giochi in scatola (e le nuove startup per quelli più tecnologici) continuano a nascere tutto intorno a noi, creando, ovviamente, anche nuovi posti di lavoro. Ovvio: si tratta di posti di lavoro certamente non solidi, e a volte anche poco (o pochissimo, o per nulla) pagati, perché sappiamo bene come questo mondo sia davvero pieno di opportunità, ma anche di vicoli ciechi: il successo di un gioco, e quindi dell'azienda che ci sta dietro, è determinato anche dal caso, o meglio dalla fortuna di aver avuto l'idea giusta nel momento giusto.
Ma dopotutto, non è forse così anche per molti altri settori, dove anzi non esistono neppure queste opportunità?
E soprattutto, avendo conoscenza, professionalità e sacrificio (oltre che, ovviamente, creatività), si può emergere in mezzo a tanti altri che sono convinti che fare giochi sia un gioco!

Quello del game designer è ancora un mestiere poco considerato, e spesso viene affidato a persone che fanno già parte dell'organigramma con altri compiti.
Per questo ci ha fatto immensamente piacere partecipare a questa lezione e conoscere i ragazzi del corso: perché formare dei game designer preparati a livello teorico, dando loro anche il compito di realizzare almeno un primo gioco a livello pratico, può aprire concrete possibilità lavorative per i ragazzi e, cosa non meno importante, può alzare il livello di professionalità all'interno del settore.
Certo, non basta un corso di un semestre per imparare il mestiere, ma è un ottimo punto di partenza!

lunedì 10 giugno 2013

Pubblicare un gioco: da dove si parte?

Giochi sul nostro tavolo è un interessante blog che si occupa, ormai da qualche anno, di giochi ad ampio raggio, con recensioni, interviste e articoli di divulgazione varia.
Per esempio, ai tempi di Caligula, apparvero diversi articoli di approfondimento sul gioco e sulla vita editoriale di Post Scriptum , con commenti e retroscena svelati dall'editore.
Ora, memori di quell'esperienza e grazie a un rapporto di collaborazione ormai consolidatosi nel tempo, i redattori ci hanno coinvolto nuovamente per un articolo di carattere più generale, sul rapporto fra aspiranti autori ed editori.
Per capire di che si tratta, basta leggere le parole introduttive di Fabio:
Con il passare del tempo, di pari passo con la crescente conoscenza dei titoli sul mercato, si sviluppa anche la curiosità degli appassionati sul 'dietro le quinte' del nostro mondo, tanto che gli articoli che stiamo dedicando alle varie case editrici raccolgono sempre un gran numero di letture.
Mi è inoltre successo diverse volte di essere contattato da alcuni lettori per consigli sulla pubblicazione di loro creazioni, dialogando sempre a lungo con loro sui modi, tempi e costi che si devono affrontare per tradurre l'idea di un gioco nella scatola che si vede negli scaffali.
Il processo è lungo ed attraversa diverse fasi, sulle quali ho pensato di cercare di gettare un po' di luce, ricorrendo anche all'expertise di addetti ai lavori: parto quindi con questo articolo, che dedico ai primissimi passi da compiere nel cammino per la pubblicazione, trovando stavolta come interlocutore Mario Sacchi, della Post Scriptum.

Da parte nostra, abbiamo accettato con entusiasmo di fare questa chiacchierata, che abbiamo trovato molto interessante. Se anche voi pensate che possa esserlo non vi resta che andare a leggerla!

mercoledì 5 giugno 2013

A maggio 2013 ho giocato a...

Mese densissimo di impegni, fra cui spiccano Firenze Gioca e il Torneo multigioco F. Besozzi (che ha richiesto, oltre a quelle di quel giorno, anche soverchie altre partite di allenamento).

In ordine cronologico:

7 Wonders
King of Tokyo (3)
El Grande (3)
Agricola (2)
Jerusalem
Thématik (2)
Ark & Noah
The Resistance (2)
Dominion
Wings of war
St. Petersburg
Senji
Kingsburg (con espansione To Forge a Realm)
Carcassonne
Dungeon Fighter
Galaxy Trucker
Crash! The bankrupt game
Trajan
Asgard
Ready to rock!
Caligula
Riff Raff
K2

Per alcuni giochi si trattava della mia prima partita:

  • Senji di per sé non mi è dispiaciuto: la meccanica di scambio carte mi sembra decisamente valida e quella di pianificazione delle azioni è già ben collaudata, ma la regola di poter sacrificare l'ostaggio come ritorsione per una sconfitta in combattimento inserisce proprio il tipo di sensazione che a me piace meno: come ben sa chi mi conosce, non amo per nulla l'interazione diretta, soprattutto nei giochi gestionali, perché non sopporto che mi venga toccato ciò che è mio, scombinandomi i piani. Ora, è chiaro che un gioco di menare come questo è interamente basato sull'interazione diretta, ma il fatto che intervenga a combattimento finito, e che tolga punti non mi piace per nulla. Se togliesse soldati o altro la sopporterei di più. Capisco perché gli autori l'abbiano messa, ma la trovo davvero poco elegante. Infatti sono arrivato ultimo :(
  • A Trajan avevo già giocato qualche volta, ma sempre con troppo intervallo fra una partita e l'altra: mi ha comunque confermato la buona impressione già avuta in passato: nel gioco praticamente tutte le azioni fanno punti, ma tutto si regge intorno alla meccanica del Mancala, che rende difficile fare sempre quello che si vuole. Personalmente, ho cercato di pianificare sempre qualche mossa avanti, in funzione della posizione dei cilindretti. Sono arrivato secondo, staccato di qualche punto, ma la partita mi ha dato sensazioni positive perché avevo l'impressione di stare portando avanti un piano.
  • Finalmente sono riuscito a giocare ad Asgard: il suo autore, Pierluca Zizzi, ce lo aveva proposto cinque anni fa, quando ancora si chiamava Oniria ed era molto diverso da ora. Lo avevamo sviluppato per un po', ma poi avevamo preferito puntare su Caligula, lasciando libero Pierluca di portarlo a What's your Game? e trasformarlo nel gioco che è ora. Gli anni e il lavoro di sviluppo gli hanno dato un'impronta caratteristica di questa casa editrice, ampiando di parecchio le possibili scelte, con un insieme di regole che trasmette quasi l'impressione di stare giocando a più giochi contemporaneamente, lasciando forse un po' spaesati, alla prima partita. Nel complesso, mi sono divertito: ho vinto stando in testa dall'inizio alla fine, anche se ho subito una rimonta finale che ha portato il mio vantaggio a ridursi quasi del tutto, il che mi sembra positivo, perché è giusto che un gioco non lasci mai troppo tranquillo chi è in testa. Mi riprometto di giocarlo di nuovo al più presto.
  • Riff Raff è semplicemente geniale, quantomeno dal punto di vista del marketing. Il gioco in sé è un filler divertente e molto scenografico :)
  • K2 mi ha colpito: confesso che lo avevo sempre sottovalutato, convinto che fosse un giochino da poco (forse per la copertina, boh), ma trovo che non sia per nulla banale. L'incidenza della fortuna mi sembra nella giusta quantità e mi piace molto la possibilità di decidere quanto rischiare salendo per la montagna. La partita è stata un testa a testa molto serrato (sono arrivato secondo per spareggio) e, cosa molto positiva per ogni gioco, mi ha fatto venir voglia di rigiocarci per provare (letteralmente) nuove strade :)




giovedì 30 maggio 2013

Si torna in Germania!

La location dell'evento.
Immaginatela piena di giocatori!
Pronti a rifare le valigie! Oltre agli immancabili appuntamenti di Norimberga ed Essen, a cui partecipiamo ormai da quasi un decennio, nelle ultime estati se ne è aggiunto uno che ci piace davvero molto: la convention di Burg Stahleck a Bacharach.
Questo evento, organizzato dal nostro distributore tedesco (nonché editore di Castles su nostra licenza) Heidelberger, è ormai diventato una tappa annuale fondamentale per la nostra attività: in mezzo ad altri editori di tutta Europa, distributori, autori più o meno famosi, negozianti tedeschi e qualche famiglia del luogo, si passeranno tre giorni a playtestare e proporre nuovi progetti, per tastare con mano le reazioni di un campione rappresentativo del mercato più importante d'Europa.
Il tutto in un castello medievale in mezzo a splendide colline e con un'atmosfera davvero molto conviviale e divertente (aiutata anche dalle ottime birre di vari tipi).
Quest'anno noi andremo su con quattro prototipi, fra Post Scriptum e Placentia Games, convinti della bontà di ciascuno di essi e con l'obiettivo di aprirci ulteriori nuovi spazi nel mercato internazionale.
E, come sempre, scommettiamo che ci divertiremo tantissimo! :)

mercoledì 22 maggio 2013

Dietro le quinte di due giornate entusiasmanti

Quello appena trascorso è stato il GRANDE WEEKEND DI SLOWGAME, composto dalla giornata di playtest di sabato 18 maggio e dal torneo multigioco a squadre - trofeo F. Besozzi, di domenica 19.

Trovate un entusiastico report dei due giorni sul blog di Idee Ludiche: Max si è subito precipitato a scriverlo e, ringraziandolo, lo sfrutto biecamente. ;)
In linea con l'intento di questo blog, in questo post mi soffermerò invece sugli aspetti più concreti dell'organizzazione di questi due eventi, curati da me per quanto riguarda la parte ludica, e dagli altri consiglieri dell'associazione per quanto riguarda quella logistica. Spero che possa essere utile per chi voglia fare qualcosa di simile.

SABATO 18 MAGGIO: GIORNATA DI PLAYTEST

Andrea Chiarvesio alle prese
con un prototipo
dei ragazzi della Ludoteca
Questa non era difficile: è bastato replicare l'ormai consolidata formula dell'incontro tecnico ai Giochi dell'Uva, che si svolge ormai da quattro anni, e chiamare a raccolta un po' di autori nella sala dove si svolgono i consueti ludedì della ludoteca. La scelta è stata fatta sia per avere a disposizione gli armadi pieni di giochi, utili per mostrare a qualche autore come si potrebbe realizzare qualche idea, o semplicemente per saccheggiarne i componenti, sia per la posizione centrale del Bar Mainelli che ci ospita, che ha permesso di andare comodamente a pranzo al Ristorante S. Pietro, lì di fronte.
Il fatto di pranzare tutti insieme è stato utile per tirare le somme dei playtest mattutini, in allegria e con davanti anche un bicchiere di vino, che piace sempre. :)
L'idea di organizzare questo evento è venuta perché ultimamente, sia da parte dei membri della Ludoteca di Borgomanero, sia da quelli della Ludoteca Galliatese, ci erano stati proposti alcuni prototipi davvero interessanti, e abbiamo pensato che fosse utile poter mettere queste promettenti nuove leve a confronto con autori già editi come Andrea Chiarvesio, Pierluca Zizzi e Luca Bellini (e ovviamente con noi di Post Scriptum), in modo che gli uni potessero avere dei pareri esperti, e gli altri potessero mostrare i propri nuovi progetti a persone nuove e un po' più vicine, come formazione, ai casual gamers.
Alla fine, la giornata ha avuto 20 partecipanti e almeno una dozzina di prototipi (non sono riuscito a vederli tutti). Tutti sono stati soddisfatti dell'esperienza, e sicuramente verrà ripetuta.

 DOMENICA 19 MAGGIO: TORNEO A SQUADRE

Torneo in corso
Il progetto era davvero ambizioso: far giocare squadre da 4 giocatori a 20 diversi titoli, per stilare una classifica e attribuire il trofeo itinerante a un'associazione, che lo rimetterà in palio l'anno dopo.
Essendo la prima edizione, c'è stato qualche piccolo imprevisto, ma a quanto pare tutti i partecipanti (7 associazioni, 10 squadre, 48 giocatori) sono stati soddisfatti dell'esperienza.
La formula, con giochi che andavano da Alta Tensione a Dixit, era un salto nel buio, perché spesso quando si cercano di accontentare tutti i gusti, si finisce per deludere un sacco di gente, ma questa volta pare che tutti abbiano capito e apprezzato lo spirito del torneo e hanno compreso che certi titoli "facili" inseriti nella rosa avevano il compito di permettere a ogni associazione di portare anche i giocatori che normalmente non amano il clima troppo agonistico.

Cosa non ha funzionato:
  • Parliamo subito del problema più macroscopico, di cui ci siamo già scusati con gli interessati: la classifica finale non era corretta a causa di un errore nel foglio di calcolo. Sicuramente è stato un disguido molto spiacevole (abbiamo già provveduto a sistemare le cose, comunque), ma dal punto d vista organizzativo lo considero trascurabile, perché abbiamo trovato la formula sbagliata, l'abbiamo corretta, e per le prossime edizioni è già fin d'ora un PROBLEMA RISOLTO.
  • Abbiamo finito con un notevole ritardo rispetto al previsto. Direi che avevamo sottovalutato alcuni aspetti, come il tempo necessario a prendere le iscrizioni (abbiamo iniziato a giocare alle 10.45!) e il fatto di non aver a disposizione alcuni tavoli apposta per il pranzo, perdendo quindi tempo ad apparecchiare e sparecchiare quelli di gioco. Inoltre, il tavolo da 3 giochi (Perudo/King of Tokyo/Dixit) si incrociava male con gli altri e ha costretto alcuni giocatori ad aspettare che i loro avversari finissero sugli altri tavoli. In sostanza, per le prossime edizioni la puntualità ci sembra un PROBLEMA FACILMENTE RISOLVIBILE.
Cosa ha funzionato:
  • La formula è piaciuta a tutti, soprattutto per l'estrema possibilità di incrociarsi continuamente fra un tavolo e l'altro, dando modo a tutte le squadre di schierare in ogni gioco il giocatore migliore. A questo proposito, era anche possibile portare delle riserve, e quasi tutti l'hanno fatto.
  • Il pranzo in loco, ottimo e abbondante, è stato apprezzato da tutti, così come il servizio bar gestito da SlowGame in collaborazione con la Pro Loco di Borgomanero.
  • Il clima amichevole, che abbiamo visto essere molto apprezzato dai nostri soci, ed evidentemente anche dagli altri.
  • I tavoli adibiti a ludoteca libera, in cui riserve e accompagnatori hanno giocato con membri di altre associazioni
  • Il sorteggio all'inizio di ogni turno, pilotato in modo da evitare che due membri della stessa associazione potessero trovarsi allo stesso tavolo (c'erano tre associazioni con due squadre), ma che ha consentito a tutti di giocare con tutti. Credo fermamente che uno dei punti di forza dell'iniziativa sia stata la possibilità, per ogni giocatore, di competere in titoli diverse contro persone diverse. Chissà che non sia nata anche qualche amicizia o collaborazione.
  • Tutto il resto :)
Il presidente di SlowGame (Luca Zaninetti) e il vice presidente  (uscito particolarmente male)
 con la squadra vincitrice dei 7 WondNerds!


Per finire, ringrazio pubblicamente, oltre alle associazioni intervenute ed elencate nei link, tutte quelle che ci hanno fornito scatole di gioco, perché ne servivano veramente tante: Aosta Iacta Est, Custodi del Lago, Ludoteca Galliatese e Terre Selvagge.
Grazie mille e alla prossima edizione!

martedì 21 maggio 2013

Complimenti a Paolo Mori!

Mentre ero intento a scrivere un post per parlare del weekend organizzato da noi di SlowGame (e conclusosi in maniera trionfale), ho letto una notizia che mi ha lasciato, lo confesso, piacevolmente sorpreso:
Augustus di Paolo Mori è candidato allo Spiel des Jahres 2013.
La notizia è epocale, perché era da 10 anni che un Italiano non arrivava così in alto (all'epoca fu, naturalmente, Leo Colovini con Clans) e mi rende davvero felice perché, come ho già spiegato, Paolo è un amico e fa parte di quella che io considero "la mia generazione", conosciuta a fra il 2004 e il 2005 e cresciuta negli anni fino a raccogliere ormai svariati successi.
Mi sento particolarmente legato alle persone che ho incontrato in quei primi anni, perché, anche se qualcuno si è perso per strada, ho avuto modo di seguire l'evoluzione di tutti quelli che sono diventati autori, editori, agenti e, soprattutto, protagonisti del settore ludico in Italia e non solo (per esempio, Carlo Rossi e Alex Zucchini hanno entrambi ottenuto nominations al Kinderspiel des Jahres negli anni scorsi).
Le capacità di Paolo si vedevano già allora, tanto che, solo un anno dopo, a Lucca vinse sia il Best of Show con Ur, che il premio Gioco Inedito con Borneo. Nel frattempo, tanti altri giochi (Vasco da Gama è a tutt'oggi uno dei miei preferiti), tanti altri eventi organizzati, tanti prototipi provati, tanti post scritti su inventoridigiochi e ora questo riconoscimento, che speriamo possa trasformarsi in qualcosa di ancora più prestigioso.
In bocca al lupo, Paolo :)

martedì 7 maggio 2013

Post Scriptum ospite a Firenze Gioca


Sono lieto di annunciare che sarò ospite di Firenze Gioca, con un info point, organizzato da bgditalia, dedicato a playtest e tematiche legate all'edizione di giochi, e con una conferenza domenica 12 maggio alle 15.00, su "Diventare editore: primi passi e considerazioni".

Ancora una volta, sarò in compagnia di Andrea Chiarvesio, co-autore della Guida all'autoproduzione e attualmente in forza a Scarabeo Edizioni, e insieme a lui cercherò di rispondere alle molte domande che su questo tema ci arrivano tramite forum o email personale.

A questo link potete trovare il programma completo della manifestazione.

giovedì 2 maggio 2013

Ad aprile 2013 ho giocato a...

Ad aprile sono stato in giro per convenion quasi tutti i weekend (Play, Torino Comics, Weekend Eno Gastro Ludico), ma mi sono dedicato principalmente ai playtest. Comunque qualche gioco nuovo l'ho provato e ne sono contento. Inoltre, ho partecipato al torneo di Dominion del Custodi Day, come si vede dal numero di partite giocate a questo titolo.

In ordine cronologico:

El Grande (2)
Wings of War
St. Petersburg (2)
ThémAtik
Fuori di rotella
Fantasmi!
Le leggende di Andor
Jungle Brunch (2)
Ark & Noah
Dominion (5)
Agricola: tutte le creature grandi e piccole
Augustus
Incan Gold
Stone Age
Dominion: Intrigue
Un Penny per i miei pensieri
Perudo
Eclipse
7 Wonders
Agricola (2)
Il Castello

Ancora una volta una lista molto eterogenea, in cui spiccano le partite a Eclipse e Le leggende di Andor, che non ero ancora riuscito a provare. Entrambi i giochi mi hanno lasciato incuriosito e mi hanno fatto venire voglia di riprovarli: Andor perché abbiamo giocato l'avventura introduttiva (vinta facilmente) e vorrei provarne qualcuna più complessa; Eclipse perché alcune meccaniche mi sembrano veramente ottime, mentre altre mi lasciano decisamente perplesso. Non vedo l'ora di farci una seconda partita per trarne un giudizio più ponderato.


lunedì 29 aprile 2013

Online la nuova Guida all'autoproduzione


La storia della Guida all'autoproduzione inizia nel 2008: l'idea di raccogliere in un unico documento una serie di consigli per neofiti ci venne perché avevamo notato che sul forum di  Inventori di giochi arrivavano periodicamente nuovi utenti a fare domande a cui avevo già ripetutamente risposto e questa cosa, insieme al fatto che avevamo da poco terminato la nostra prima consulenza (Salvanèl) e che Post Scriptum stava iniziando ad evolversi e ad entrare nel mercato internazionale con Sator Arepo Tenet Opera Rotas, ci aveva dato l'idea di metterci a disposizione di chi volesse imparare il mestiere di editore. A rafforzare questa scelta furono anche alcuni giochi visti in fiera, proposti da gente nuova e realizzati in modo davvero molto approssimativo (non citeremo i titoli): il comune denominatore di questi prodotti era il fatto di arrivare dal nulla, quindi di non essere stati testati a dovere (in nome dell'infondata paura di plagio che tutti i principianti hanno) e di essere stati poi realizzati con scelte e materiali a nostro parere inadeguati. Il nostro scoramento poi aumentava regolarmente quando, parlando con gli autori, scoprivamo quanto erano costati!
Si badi bene: non stiamo parlando di giochi artigianali, fatti a mano in poche copie solo per le fiere, ma di vere e proprie produzioni industriali, tirate in 1000 copie o anche di più.
Tutti questi fattori ci spinsero a considerare l'idea di ripetere l'esperienza di Salvanèl, mettendoci a disposizione di nuovi aspiranti editori e il primo passo fu proprio quello di andare a ricercare tutti i miei post sul forum di IDG e integrarli per dar loro una struttura organica e scrivere la prima versione della Guida. Appena terminato questo lavoro, la mandammo in anteprima ad alcuni amici esperti e competenti per avere il loro giudizio prima di pubblicarla. Fra questi c'era Andrea Chiarvesio, che fu entusiasta dell'idea ed espresse il desiderio di parteciparvi, ottenendo ovviamente la nostra piena approvazione. Come tocco finale chiedemmo a Walter Obert di scrivere la prefazione e poi il documento fu finalmente pronto per essere pubblicato.
Fu il primo passo della nostra attività di consulenza, che ha portato negli anni alla realizzazione di Isla ChupitaArtè, ma soprattutto Florenza011 e Ark & Noah.
In questi anni, molte persone hanno scaricato la nostra Guida ed è frequente trovare in giro qualcuno che ci venga a dire di averla letta e trovata utile.
Ora, nell'ottica di rinnovamento del sito che stiamo portando avanti in questi mesi, abbiamo deciso di rinfrescarla un po', aggiornando alcune parti alla luce dell'aumento della nostra esperienza e dell'evoluzione del mercato.
Crediamo possa essere una lettura interessante sia per chi vuole davvero autoprodursi, sia per chi vuole semplicemente sapere qualcosa di più sul mondo dei giochi
. Di certo, noi l'abbiamo scritta con passione, entusiasmo e, crediamo, professionalità.

lunedì 22 aprile 2013

La mia giornata al Custodi Day, fra Boardgame e GdR

Il Custodi Day, come dice il nome, è l'evento organizzato dall'associazione Custodi del Lago di Verbania (di cui sono consigliere). Per me è stata la seconda edizione, e devo dire che sia questa sia l'altra sono andate molto bene (anche perché l'anno scorso ho vinto il torneo di 7 Wonders e quest'anno sono arrivato secondo a quello di Dominion! ;) )

La manifestazione, che si svolge in un unico giorno, è strutturata come un contenitore con proposte ludiche di vario tipo: oltre ai boardgame, ci sono stati anche tornei e demo di D&D, gdr narrativi, Yu-Gi-Oh, Lego e Bloodbowl. Il risultato è stata una grande sala gremita di persone di ogni età, tutte impegnate a giocare a qualcosa.
C'erano i membri di almeno altre cinque o sei associazioni ed è stato molto soddisfacente.
Personalmente, ero  lì da semplice giocatore, una volta tanto. E' vero che ogni evento è buono per combinare qualcosa, playtestare o parlare di business, ma è altrettanto utile poter giocare con gente nuova: dopotutto i giocatori sono i clienti finali di ogni operatore ludico, e più se ne conoscono, meglio è.
Al mattino, ovviamente più tranquillo, mi sono dedicato a Un penny per i miei pensieri, un gdr narrativo che avevo già provato in un paio di occasioni precedenti: avevo preso accordi con dei ragazzi di Galliate che volevano fare il loro esordio in questo mondo e, con l'aiuto di un esperto giocatore che qui chiamerò Il Perfido, abbiamo fatto una partita molto coinvolgente, come spesso accade con questo titolo. Da parte mia, sono contento del fatto che il mio personaggio, pur essendo affetto da evidenti e preoccupanti pulsioni malsane nei confronti dei peluches (!!!), sia riuscito a non varcare mai del tutto la linea e non abbia commesso nulla di troppo abominevole. :)
Il mondo dei GdR è per me ancora tutto da esplorare, e probabilmente ne parlerò in modo più approfondito in seguito, però per il momento l'impressione è davvero buona.

Al pomeriggio, come dicevo, c'è stato il torneo di Dominion, con 14 partecipanti. E' stato incerto fino alla fine (io mi sono qualificato alla finale per spareggio e l'ho poi persa sempre per spareggio). Ogni volta che gioco a questo titolo (non spessissimo, devo ammetterlo), mi ritrovo a pensare a che grande idea sia e, col senno di poi, mi chiedo come mai nessuno l'abbia mai avuta prima. Questo è uno dei motivi per cui  mi sono davvero trovato a mio agio in questo torneo. Un secondo motivo è quello di aver battuto il malefico Paul Hetty, che in questo gioco ha molta più esperienza di me.  L'altro è che aveva tutte quelle caratteristiche amichevoli che tanto apprezzo, ma di questo ho già parlato in un altro post.
Per ora mi limito a salutarvi ricordando che anche in questo torneo è stata comprata e utilizzata la carta del Taglialegna!!!



giovedì 11 aprile 2013

Il nostro rapporto con PLAY (e altre manifestazioni).

Eccoci in un momento di duro lavoro

Anche quest'anno, come succede ormai dal 2004 (cioè prima ancora che Post Scriptum fosse ufficialmente realtà!), siamo stati a Modena per una delle manifestazioni più importanti d'Italia, organizzata dal Club TreEmme e dalla Tana dei Goblin. Allora era ModCon, adesso è diventata Play ed è cambiata parecchio, ma è rimasta un appuntamento fisso per tantissimi appassionati.
Come succede sempre più spesso, eravamo presenti come semplici visitatori e vorremmo cogliere l'occasione per spiegare i motivi che stanno alla base di questa scelta.
Pur essendo consapevoli, infatti, che da un grande spazio deriva una grande visibilità (come direbbe Stan Lee), di norma preferiamo essere liberi dal vincolo di uno stand, per poter fare quello che ci piace di più: parlare con la gente, mettere in moto nuovi progetti, testare nuovi possibili giochi. Ci rendiamo conto di essere una casa editrice atipica: di fatto, negli ultimi anni abbiamo lavorato più per altre aziende che per noi. Non è stata una scelta editoriale, ma una concatenazione di eventi che hanno ritardato l'uscita di Castles, inizialmente previsto per il 2010. In questo periodo in cui non ci serviva uno stand, abbiamo avuto modo di sviluppare un approccio alle grandi fiere basato sulla realizzazione di nuovi giochi, piuttosto che sulla vendita di quelli vecchi.
Di fatto, partecipiamo a tantissimi eventi ogni anno, e ognuno di questi è un passo avanti per la realizzazione di qualche progetto.
Nello specifico, Play è l'occasione ideale per fare molte cose interessanti: quest'anno abbiamo playtestato sei nuove proposte e abbiamo stretto accordi con clienti, fornitori e autori. Inoltre, cosa da non sottovalutare, siamo stati accompagnati dagli amici della ludoteca, con cui abbiamo semplicemente giocato in ogni momento libero, sia perché sappiamo bene che essere aggiornati è importante, sia, soprattutto, perché giocare ci piace.
Insomma, anche se non siamo in fiera per vendere, siamo comunque in fiera per creare nuovi giochi, che è la parte del nostro lavoro che amiamo di più.
Fortunatamente, le occasioni non mancano.