I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare
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martedì 30 aprile 2019

Marzo 2019: mille polemiche su Play!

Cartoomics!
Finalmente un post che parla di un solo mese! E lo iniziamo come sempre parlando di vita associativa!
La notizia è che SlowGame ha cambiato ancora una volta sede: dal 2009 a oggi è la sesta volta e tutti speriamo che sia l'ultima.
In questo caso, la scelta è stata nostra: il Polibrì cafè che ci ha ospitato nell'ultimo anno era un posto molto accogliente e Laura e Mauri sono stati gestori gentilissimi, che vorrei ringraziare pubblicamente, però purtroppo la struttura è troppo piccola per svolgere anche le attività di wargame, che notoriamente necessitano di molto spazio.
Ci siamo così spostati presso il Circolo di Santa Croce, tornando a Borgomanero, che ha una sala dove giochiamo da tavolo un po' più piccola rispetto alla vecchia sede, ma ha altre due sale in cui quei bruti spingitori di miniature si possono menare tranquillamente!

Per il resto, l'unico evento da segnalare è stato Cartoomics, in cui abbiamo fatto un sacco di demo di Radetzky e Gran Milàn in area Raven. Rispetto ai piani originari abbiamo dovuto raddoppiare i tavoli a grande richiesta perché c'era davvero tanta gente che voleva provarli. Bene così.

Fra l'altro, proprio a Cartoomics abbiamo incontrato di persona Giorgia Lanza e possiamo annunciare ufficialmente che abbiamo raggiunto un accordo con lei e l'abbiamo ingaggiata come disegnatrice del gioco che molto probabilmente NON si chiamerà Masamune!
Ci ha già mandato qualche bozza e ci piacciono tutte tantissimo!
Personalmente sono molto felice di questo nuovo acquisto perché trovare disegnatori validi è sempre più difficile e per una casa editrice come la nostra è indispensabile averne in squadra il più possibile. Giorgia ci piace sia artisticamente che umanamente e speriamo possa essere l'inizio di una grande collaborazione.

A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, a scartabellare un sacco di disegni di Giorgia e di altri artisti, ovviamente. È un lavoro di cui si sono occupati principalmente Sara e Tambu.
  • A testare sempre più il nostro primo American. Io sono esaltatissimo e non vedo l'ora di poterlo annunciare!
  • All'attività social di Post Scriptum, con il post di fine anno del blog "istituzionale" e soprattutto con i tanti nuovi contenuti della pagina Facebook di Legend Raiders, di cui vi mostro qualcosa qui sotto!





Cosa hanno detto di noi
A dire il vero non tantissimo, questo mese:
La polemica del mese
E veniamo a quella che è la sezione più letta di ogni mio post (o almeno così mi dicono quelli di voi che mi incontrano in giro, spezzandomi il cuore perché io spero sempre che leggiate tutto). Come sempre, visto che scrivo dopo Play, c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Qualche esempio:
  • "A Play si devono fare demo veloci, non partite intere" --> (in mille diversi post. Questa è facile! Ne ho già parlato due anni fa qui e resto d'accordo con me stesso anche oggi).
  • "Non è possibile che con tutti i giochi belli che escono di continuo si vedano in fiera così tante versioni di Monopoly" --> qui (anche di questo ho già parlato qui! Evvai, tutta fatica risparmiata, anche se sulla chiosa finale sugli addetti ai lavori avrei altro da dire, ma non c'è lo spazio per farlo).
  • "In fiera non ci sono dei veri sconti. Conviene provare i giochi e poi comprarli online" --> qui con un interessante corollario qui.
  • "Sono felice che il TG5 abbia detto che Play è una fiera dedicata a giochi vecchi, trottole e cosplay: è meglio se il nostro hobby resta di nicchia perché l'affollamento fa scendere la qualità dei giochi" --> qui (fra i commenti).
  • "Speriamo che a Play non ci siano i cosplayer!" --> qui.
  • "Ho incontrato un dimostratore antipatico che..." (no, questa non la linko e non la commento, che è meglio).
Sinceramente non vorrei entrare nel merito di una sola di queste (anche se l'argomento cosplay mi stimola, perché non ne ho mai parlato sul blog e prima o poi vorrei farlo), bensì fare una riflessione più ad ampio raggio sulle fiere, e su Play in particolare.
Non ho mai nascosto la mia particolare predilezione per questa manifestazione, che mi sembra sempre meglio organizzata di anno in anno. Una marea di tavoli da gioco, conferenze interessanti e, soprattutto, tigellari molto efficienti che ti servono in fretta nonostante le lunghe code :)
Insomma, dal mio punto di vista di persona che sta da questa parte della barricata, Play sembra il paradiso: non che a Lucca, a Essen o in altre fiere ci siano poche novità o pochi espositori, anzi. Non che siano male organizzate, anzi. Però la quantità di tavoli a disposizione di Modena, in proporzione alle aree commerciali è davvero spropositata. Solo a Gen Con ne ho visti di più (ma si sa che negli USA tutto è HUGE).
Eppure questa fiera più di ogni altra suscita polemiche e malumori nei giocatori. Anche dal vivo ho sentito con le mie orecchie, in diverse occasioni, alcune persone dire che non sapevano se ci sarebbero tornate perché non erano riuscite a giocare a quello che volevano.
Tutto ciò da una parte mi fa riflettere sulla distanza che ho io, come addetto ai lavori, rispetto ai giocatori più appassionati (come avevo già scritto in questo vecchio post). A me la fiera sembra bellissima e sono convinto che sia lo stesso per un gruppo di visitatori occasionali che, molto probabilmente, troveranno un tavolo a cui sedersi per provare qualcosa di ancora sconosciuto. Ma mi rendo conto che chi già ha consumato montagne di giochi a casa o in associazione ci vada con un altro spirito: provare le ultimissime novità per loro è fondamentale e non poterlo fare è frustrante. Dall'alto del mio scranno sulla Post Scriptum Tower non me ne ero reso conto fino in fondo, ma è innegabile che il problema ci sia e che chi si lamenta abbia valide ragioni per farlo.
E stavolta non do neanche la colpa al mercato ipertrofico, perché penso che sia perfettamente normale che tante nuove uscite si concentrino in occasione delle fiere più importanti. Succedeva anche dieci anni fa e succederà ancora a lungo, in questo e in altri settori.
Dall'altra parte, però, è anche normale che ciò accada: le fiere per un editore sono occasioni soprattutto di promozione, perché raramente si va in pari con le spese (ci sono eccezioni, ovviamente: per alcuni piccoli soggetti o per alcuni grandi-ma-specializzati-nelle-vendite-sottocosto, sono ottime anche a livello economico, ma non stiamo a parlarne qui) e sarebbe folle non sfruttarle per lanciare nuovi prodotti, a maggior ragione se organizzatori illuminati come quelli di Play permettono di avere tantissimi tavoli a disposizione per farli provare.
Quindi è un cane (o un Uroboro. Vedi sopra) che si morde la coda? Più una fiera è importante e più usciranno novità? E più gente ne sarà attratta, meno posto ci sarà per provarle?
Beh, secondo me sì, a dire il vero. Non vedo grandi soluzioni.
Però qualcosa si può fare, ed è dare seguito alle fiere nelle settimane successive, frequentando negozi o associazioni che abbiano a disposizione copie dei giochi in questione. Dopotutto, l'eccessivo affollamento può essere un problema, ma è anche sintomo di un grande numero di appassionati sparsi per tutta Italia e allora perché non approfittarne?
Il nostro hobby è di società per definizione. Uscire e andare a cercare altre persone con cui giocare è e resta uno dei punti cardine per goderselo in pieno.

So che per alcuni di voi questo consiglio non vale granché e che continueranno a essere insoddisfatti della situazione e, come scritto sopra, vi capisco. So che siete giocatori che già frequentano associazioni e negozi e che già sono aggiornatissimi su tutto e mi rendo conto che per voi la fiera è principalmente un momento per comprare (o vendere o scambiare) giochi e soprattutto per provare le ultime uscite, ma penso che viverla solo così sia un peccato. La fiera è anche altro: possibilità di giocare dal vivo con gente con cui avete passato ore a scrivere online (anche a un gioco vecchio, perché no? Ce n'erano tantissimi validi nella ludoteca della Tana dei Goblin che è un altro dei punti di forza della fiera), assistere alle conferenze, conoscere autori e disegnatori, o anche solo guardare un altro gruppo al tavolo, per iniziare a vedere i materiali di un gioco o impararne le regole per quando, finalmente, ci potrete mettere le mani sopra.
Più di ogni altra cosa, la fiera è possibilità di aggregazione e, come detto sopra, di attività di società: anche solo insegnare un nuovo gioco a chi non lo conosce è soddisfacente e, soprattutto, è importante e permette di far crescere il nostro hobby. L'ho visto in prima persona in tante serate associative e continuo a pensare che valga sempre la pena farlo.
Quindi lunga vita a Play e lunga vita a tutto il settore ludico di cui questa continua a restare una delle mie facce favorite.

PS: alla fine il post più bello sulla fiera è stato questo, comunque :)

A cosa ho giocato

Fiasco (gdr)
Mythos (2)
Flamme Rouge (4), con espansioni Meteo (4) e Peloton (3)
Radetzky - Milano 1848 (3)
No Thanks!
Dice Forge
Clank!
Sagrada (2)
The Game
That's pretty clever
Archipelago (gdr)
T.I.M.E Stories - la spedizione Endurance


mercoledì 28 marzo 2018

Febbraio 2018: i costi di produzione dei giochi da tavolo.

Nella nuova sede di SlowGame!
Ed eccoci a parlare di febbraio, iniziando da una grandissima e importantissima notizia, ovvero l'apertura del nuovo blog Sfoggiare Inutile Erudizione, che non c'entra nulla con i giochi, ma è davvero assai lepido e divertente. Visitandolo potrete trovare sia gli articoli che erano stati originariamente pubblicati su La Piramide delle Bermuda (che ora si chiama Occulturiamoci), opportunamente aggiornati, sia le nuove rubriche Personalità Buffe e Pillole di Erudizione.
Si è già parlato, fra le altre cose, di efferati assassini, eroi di guerra, fondatori di religioni, cani spaziali, calciatori cialtroni e poi arte, scienza, allucinazioni, esoterismo e tirannosauri.
Come potete resistere???
[SPAM MODE = OFF]

Veniamo quindi agli argomenti ludici, iniziando dal fatto che SlowGame, l'associazione di cui sono vicepresidente, dopo le peripezie degli ultimi mesi ha finalmente una nuova sede adatta alle sue esigenze e che sembra possa durare a lungo. Anche stavolta ci siamo appoggiati a un bar che avesse caratteristiche a noi adatte, visto che per noi è la scelta migliore.
Avevo parlato nel dettaglio della situazione nel post di fine anno, e molti di voi si erano preoccupati della nostra sorte, quindi ci tengo a tranquillizzarvi: tutto procede per il meglio e il lunedì sera è tornato più affollato che mai (ma io gioco pochissimo perché devo sempre playtestare...). Inoltre, abbiamo anche partecipato a una giornata di autogestione del liceo locale, dove abbiamo tenuto 4 ore di laboratorio ludico, che mi sembra abbia riscontrato un buon successo fra i ragazzi. Sono cose che fanno piacere!

A proposito di SlowGame, stiamo anche organizzando la sesta edizione del torneo multigioco a squadre. Lo schema dei titoli scelti è qui sotto, mentre l'evento Facebook è qui!

Ovviamente, io e Tambu siamo stati anche a Norimberga, dove abbiamo passato quattro intensissimi giorni a guidare in mezzo alla neve e a fare accordi di distribuzione per i nostri giochi presenti e futuri.
In generale, tutti i nostri partner continuano a dirci che abbiamo davvero dei giochi interessanti e contiamo che la maggior parte di essi vadano effettivamente in porto. Di certo, rispetto agli anni scorsi, alcune cose sono cambiate (anche per via di alcune acquisizioni) e questo è uno dei motivi per cui c'è sempre più lavoro da fare. Un altro è la nostra intenzione di aumentare il numero di uscite.
Ma abbiamo già dei piani su come fare a starci dietro, state tranquilli ;)

A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, innanzitutto ai follow up post Norimberga: contratti, bozze grafiche, preventivi e accordi vari. Un turbine di mail e telefonate parecchio eccitante e foriero di grande fibrillazione. Spero di non essermene dimenticata nessuna! :D
  • Abbiamo poi proseguito con l'espansione di Wendake, che ha ancora parecchi dettagli da limare, ma siamo davvero convinti di essere sulla strada giusta. I test stanno evidenziando delle possibilità di gioco davvero interessanti, con tattiche e strategie nuove, rese possibili anche dalla possibilità di realizzare alcune combo davvero notevoli.
  • Nel frattempo, siamo al lavoro su altri cinque giochi, senza contare quelli promozionali. In particolare, il nuovo progetto che stiamo portando avanti insieme a Demolâ è davvero promettente!
Cosa hanno detto di noi

Iniziamo da due video che hanno analizzato Wendake da punti di vista diversi dal solito:
  • TeOoh ha pubblicato il gameplay di una partita in solitario, che era una cosa che mancava e che abbiamo apprezzato molto. Come potete vedere, anche giocare contro l'automa può essere decisamente stimolante!
  • Il progetto BEC (Boardgame E Cultura) del Boardgame Empire Club ha dedicato una puntata alla recensione di Wendake dal punto di vista storico. Ci fa molto piacere, perché è un aspetto a cui noi teniamo tantissimo!
  • Infine, sono usciti alcuni video in altre lingue. Li trovate, come sempre, nella nostra playlist International videos, su YouTube.
La polemica del mese

Innanzitutto: la polemica in questione è di marzo, non di febbraio, ma sticazz come già scritto in passato ho deciso che mi terrò libero dai riferimenti temporali del titolo, che valgono per le altre sezioni ma non ha senso ripescare argomenti vecchi quando ce ne sono di più nuovi e attuali.
Ancora una volta, non metto nessun link, ma in questo caso il motivo è che vorrei parlare più di un argomento generale, che non del caso particolare da cui sto prendendo spunto.
Tale caso è presto descritto: una nota casa editrice italiana ha localizzato un gioco estero cambiando alcuni materiali e in particolare eliminando un libretto e trasformando degli elementi di legno in cartonati. Ciò ha suscitato alcune polemiche, a cui la casa editrice ha risposto dicendo che il mantenimento dei materiali originali avrebbe alzato il prezzo di vendita di circa 7 euro. Molti giocatori hanno però detto che lo avrebbero preferito e alla fine, in un comunicato successivo. si è offerta di vendere i componenti aggiuntivi a prezzo di produzione, ovvero a 1,50, ed è da qui che la cosa inizia a diventare interessante.
In sostanza, in mezzo ad alcuni plausi e, ovviamente, ad alcune critiche, si sono alzate delle voci che hanno accusato l'editore di mentire, perché "se ora lo vendete a 1,50 perché l'altra volta avete detto 7? Potevate metterli da subito e alzare il prezzo di 1,50!"


Ricordo che un ragionamento simile saltava fuori ogni tanto anche in anni passati, in cui qualcuno chiedeva che gli editori mettessero già le bustine dentro alle scatole di giochi perché "tanto loro ne comprano tante e quindi le pagano poco".


Ora, sinceramente qui non ci sono opinioni da esporre, ma, in linea con gli scopi di questo blog, semplicemente un meccanismo da spiegare, che secondo me dovrebbe essere assolutamente scontato per tutti, ma evidentemente non è così.
Il costo a cui viene venduto un gioco al pubblico NON È il costo di produzione del gioco e se volete saperne di più dovete venire alla Tavola rotonda organizzata a Play dalla SAZ, a cui parteciperò anch'io.
Quindi a posto, ci vediamo lì. Possiamo andare a casa.

Come dite? Ormai ho lanciato il sasso e ne devo parlare già qui? Uff, per una volta che volevo svicolare...
Ok, dai.
Il fatto è stucchevolmente semplice: fra il costo di produzione e quello di vendita ci sono di mezzo le possibilità di guadagno dell'editore (e l'autore, ovviamente), il distributore, il negoziante e infine dello Stato, che ci mette su il 22% di iva alla fine.
Quindi, 1 euro in più di spesa per l'editore, per cubetti o bustine o qualsiasi altro elemento, si traduce in almeno 5 euro in più al pubblico ed è giusto che sia così.
Davvero, mi rendo conto che siano ragionamenti banali, ma esplicitarli mi aiuta a far capire meglio alcuni aspetti che vedo ancora troppo sottovalutati da parte della community ludica:
  1. Un gioco da tavolo è un prodotto decisamente complesso, da realizzare. Ho già spiegato in passato che non esiste una macchina che sforna giochi, ma ne esistono tante diverse che producono carta, cartone (no, non sono la stessa cosa e vanno incollati una sull'altro), legno, plastica, metallo, resina, biglie di vetro e altri materiali meravigliosi. 
  2. Il lavoro di un editore, sia che si tratti di un colosso multinazionale, sia che si tratti di piccole povere ditte come noi, consiste nello scegliere accuratamente ciò che va messo nella scatola, stando attenti a estetica, ergonomia, fruibilità, comprensibilità e, sinceramente, anche ad ogni singolo centesimo di costo di produzione, perché o alzerà il prezzo al pubblico, o ridurrà il margine di guadagno. Altre opzioni non ci sono.
  3. Il mercato, soprattutto per i titoli per appassionati dedicati solo al mercato italiano come quello da cui era partita la polemica, è ancora troppo piccolo per poter agire concretamente sul punto precedente. Su tirature piccole, i costi di produzione sono enormi e ogni singolo elemento può fare la differenza, anche per editori che sono spesso presenti in fiera e quindi possono vendere a prezzo pieno direttamente al pubblico (non illudetevi che questo appiani i conti: le fiere costano parecchio e comunque non è pensabile vendere solo lì saltando la normale filiera).
In conclusione, quindi, ripeto una frase già scritta tante volte, ma visto che non ho la presunzione di pensare che tutti conosciate a memoria i miei post, la ribadisco nuovamente: gli editori di giochi non sono entità malvagie e senza cuore che vi succhiano i soldi dalle tasche e che realizzano i giochi tritando bambini e trasformandoli in cubetti, ma persone appassionate che hanno avuto il coraggio o l'incoscienza di provare a creare qualcosa che, vi assicuro, può dare grandissime soddisfazioni.
Farsi strada in un mercato sempre più affollato e competitivo, rispettando richieste qualitative sempre più elevate e sapendo che ormai è normalissimo che gli acquirenti possano ordinare all'estero per avere prezzi migliori, è tutt'altro che facile. Portare in Italia titoli validi che possano far diffondere la cultura ludica anche al di fuori del nostro cerchio magico di forum e gruppi facebook è opera lodevole e meritoria, senza dubbio alcuno.
Poi per carità, le cazzate le possiamo fare tutti ed è più che legittimo che il pubblico critichi se ritiene che sia necessario, però almeno lasciatemi tentare di spiegare certi meccanismi di base, perché se una critica non parte quantomeno da lì, difficilmente potrà avere un minimo di sostanza.

A cosa ho giocato

Caligula
13 Minutes: the cuban missile crisis
Pandemic Legacy: Season 1
Sulle tracce di Marco Polo
Alta Tensione
Ca$h and Gun$ (2)
Takenoko
Diamant (2)
Wendake
Timebomb: Moriarty vs. Sherlock

  • E finalmente, con ingiustificabile ritardo, sono riuscito a intavolare Pandemic Legacy! Mettere insieme un gruppo di gioco disponibile a vedersi con regolarità almeno due volte al mese ha richiesto quasi due anni di ricerche, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
    Doverosa premessa: a me Pandemic non ha mai fatto impazzire. Non sono un fan dei collaborativi puri di questo tipo, in cui un alpha player (che di solito è l'Avversario, che su queste cose è parecchio bravo) trova al volo la soluzione migliore e dice a tutti cosa fare (peggio ancora se in realtà non è neanche la soluzione migliore). Preferisco i giochi in cui ci siano dei traditori (qualcuno ha detto Battlestar Galactica???) o che impongano ai giocatori di decidere in fretta e/o senza poter condividere tutte le informazioni con gli altri (esempio classico: Space Alert).
    Devo però dire che questa versione Legacy, di cui tutti hanno sempre parlato benissimo, è davvero all'altezza delle aspettative. Nel momento in cui scrivo siamo a MARZO e sono già successe un sacco di cose super entusiasmanti. In qualità di proprietario della scatola, poi, mi sono anche occupato in prima persona di stracciare la prima carta. Son soddisfazioni!
    Insomma, al momento sta proprio rispettando tutte le promesse. A tutti i detrattori della modalità legacy dico che secondo me è davvero coinvolgente, al punto da trasformare un gioco nella media (pur arricchito da alcune meccaniche buone, su tutte quella di Contaminazione/Intensificazione che è davvero notevole) in un'esperienza di gioco incredibilmente appagante.
    E se alla fine non lo potremo più giocare... Ma chissenefrega!

lunedì 30 ottobre 2017

La miglior Essen di sempre

Innanzitutto, dico subito che il post mensile uscirà dopo Lucca (*) e comprenderà settembre e ottobre. Nel frattempo, scrivo questo dalla mia stanza d'albergo tedesca per dire subito qualcosa sulla fiera appena conclusa.
(*)spero non TROPPO dopo Lucca!

È stata la mia tredicesima Essen ed è stata in assoluto la migliore sotto tutti i punti di vista:

  • lo stand era il più grande e meglio arredato della mia carriera (l'arrivo di Tambu ha inciso molto sulla cosa, visto che ne ho affidato la progettazione a lui), con financo un VERO ufficio e un VERO magazzino.
  • le vendite sono andate molto bene: il sold out è arrivato all'ultimo giorno, quindi direi che avevamo fatto i conti giusti! Fra l'altro abbiamo finito anche Fun Farm, che fa sempre piacere (e ne avevo portati più dell'anno scorso!).
  • Gli appuntamenti sono stati tantissimi: più di 40. Abbiamo mostrato giochi editi e prototipi a tantissimi vecchi e nuovi partner commerciali, ricevendo molti complimenti. Parecchi ci hanno detto che abbiamo davvero dei giochi molto interessanti e noi abbiamo risposto che ne visioniamo tantissimi e siamo molto critici nella selezione, quindi se un prototipo arriva a loro, è perché secondo noi è davvero valido.
    A questo proposito, anche due o tre autori ci hanno mostrato delle buone idee. Vedremo cosa ne salterà fuori.
  • La squadra che ha permesso a me e Tambu di realizzare questi risultati è stata grandiosa: in ordine alfabetico ringrazio davvero di cuore Alex, Andrea, Carmine, Franco, Hardy, Ingo, Lello, Luna, Renata, Sandro nonché, ovviamente, Danilo, senza il quale non avremmo avuto questo splendido gioco. Mi spiace che alla fine, nella fretta e nella confusione, la foto tutti insieme non l'abbiamo fatta. Però mi raccomando, non nascondete le caramelle e i cioccolatini e continuate a chiamarmi the boss, che mi piace :D
  • E veniamo all'ultimo punto: il gioco! È uscito benissimo, mi piace un sacco e piace un sacco anche a tutti quelli che l'hanno provato. I tavoli erano sempre pieni, dall'apertura alla chiusura e mi sono sentito immensamente orgoglioso anche di questo prodotto. Sono cose che mi fanno amare il mio lavoro, ma immagino che questo già lo sappiate, no?

E quindi, grazie a tutti gli amici che sono passati a trovarci in stand, grazie a tutti i giocatori che hanno provato il gioco e grazie a tutti i lettori di questo post.
Io ora farò la valigia e partirò verso l'Italia. Domani meritato riposo, a parte qualche urgenza (traduzione: scaricare l'auto e ricopiare tutti gli appunti dalla moleskine finché ancora i ricordi mi permettono di interpretare la mia scrittura) e poi si parte per Lucca.

Ci vediamo là, se ci siete!

mercoledì 31 maggio 2017

Aprile 2017: partite complete in fiera o demo di durata ridotta?

Aprile! E di conseguenza... Play!!!! <3
Oh, sì, non ho mai nascosto di amare moltissimo questa fiera! Sì, è sempre stata parecchio stancante anche quando ci andavo senza stand, perché passavo due giorni a playtestare, far giocare o correre da un appuntamento all'altro, ma queste sono le cose che davvero mi fanno amare il mio lavoro!
E infatti tali attività non sono mancate anche quest'anno, nonostante la decisione di prendere uno stand Placentia/Post Scriptum, il primo per noi dopo la prima edizione del 2008 (non è un mistero che io non ami particolarmente il lavoro di venditore in fiera).
Quindi sì, questa edizione è stata ancora più stancante delle ultime, anche se va detto che eravamo in 9 a gestire lo stand, quindi io mi sono potuto dedicare comunque ai miei compiti da boss supremo, ad esempio:
parlare con clienti, parlare con fornitori, parlare con autori, parlare con blogger correre in giro per parlare con altra gente ancora, testare prototipi, valutare illustrazioni, comprare panini, portar fuori pass, trovare qualcosa che serve e che non si è portato, rispondere a svariati tipi di domande e risolvere svariati tipi di problemi, rigorosamente posti da almeno 3 persone diverse in contemporanea.
Inoltre, occasionalmente, spiegare giochi e venderli, ma solo quando gli altri scagnozz collaboratori erano occupati.
Comunque sia, la fiera è andata davvero molto bene: i nostri 7 tavoli sono stati SEMPRE occupati e anche le vendite sono state superiori alle aspettative, quindi sono soddisfatto.
Certo, siamo ancora poco organizzati in questo senso (l'ho già scritto che non mi piace vendere in fiera?), ma alla fine il nostro stand non era così male, dai.

Ho inoltre fatto un giro a Torino Comics come visitatore e immagino vi interessi moltissimo sapere che ho comprato altri volumoni cartonati di Batman, fra cui ho apprezzato particolarmente Il Lungo Halloween. Ma essendo il seguito di Anno Uno, di cui ricrea le atmosfere, non poteva essere altrimenti :)

A cosa abbiamo lavorato
  • A Wendake, tantissimo! Abbiamo ritoccato e bilanciato gli ultimi aspetti di regolamento, stiamo testando al massimo la variante in solitario e stiamo procedendo a spron battuto con le grafiche. Stiamo inoltre impostando la campagna Kickstarter, ovviamente.
  • Non ci è rimasto tempo per molto altro... Abbiamo ricevuto parecchi regolamenti da valutare, ma riusciamo a fare neanche quello. Meno male che alla fine Wendake sarà davvero un gran bel gioco!
Cosa hanno detto di noi

  • Giochi sul nostro tavolo si è occupato di un'anteprima di Wendake, ovviamente provato a Modena, e conferma ciò che ho scritto sopra: sta davvero promettendo bene.
    In generale, anche sui vari gruppi e forum, chi l'ha provato in fiera ne ha scritto molto bene. Siamo ovviamente felici e speriamo che il nostro marchio diventi sempre più garanzia di qualità.
  • Sempre Giochi sul nostro tavolo ha anche dedicato un'entusiastica recensione all'espansione 2.5 di Drizzit e all'albo ad essa allegato. Concordiamo con l'autore quando dice che, associata al base, questa scatoletta può essere un ottimo punto di partenza per entrare nel mondo del nostro elfo scuro preferito.
  • Grazie a Drizzit siamo anche sbarcati su Instagram, visto che Sandro Sacchini si è occupato del gioco base e poi anche di tutte le espansioni, nei post successivi. Abbiamo visto che ha ottenuto parecchi like, quindi siamo soddisfatti che anche il popolo, notoriamente giovane, che frequenta questo social sia attratto dal gioco :)

La polemica del mese

Polemica ormai un po' vecchia, visto che se ne è parlato appena dopo Play: in fiera bisogna giocare partite intere o liberare il tavolo al più presto? In questo post sono stati chiamati in causa direttamente alcuni editori (fra cui io) per dire la loro. Al di là di quanto ho già scritto nel topic, riassumibile in "alcuni giochi si prestano a demo ridotte, altri no", la domanda che mi faccio è: a chi serve una fiera come Play? Ai giocatori esperti? O agli occasionali? O agli editori?
Beh, la mia risposta è "a tutti". Già vi sento sospirare che sono il solito paracul sto cercando di non scontentare nessuno, ma in realtà sono sinceramente convinto che la strada giusta sia trovare l'equilibrio più costruttivo possibile. I giocatori esperti sono una parte importante del settore: sono esigenti a livello di meccaniche, grafica e produzione, sono spesso severi nei giudizi, ma altrettanto spesso entusiasti e pronti a far conoscere i titoli che più ritengono meritevoli. Per una certa tipologia di prodotti (e nel mio caso ovviamente penso a quelli di Placentia Games), sono indispensabili. Il ruolo di ambassador che svolgono è importante e spesso decisivo per le sorti di un titolo o a volte di un'intera casa editrice. E, soprattutto, solo loro si metterebbero a leggere un blog come questo :)
Però una fiera come play non può essere pensata e concepita solo per loro: i giocatori occasionali e le famiglie, in Italia e nel mondo, sono molte di più e sono un'immensa massa di persone che potrebbero scoprire il nostro hobby. Lo vedo settimanalmente in ogni ludoteca che frequento: continuano ad arrivare persone nuove, che nel 90% dei casi diventano frequentatori assidui, ma la prima volta che entrano non conoscono nulla di ciò che giochiamo e facciamo. E allora, sì, il lavoro dei gamers associati è fondamentale, ma è altrettanto fondamentale la presenza di qualcuno su cui svolgerlo (merci, monsieur De Lapalisse)! Ma queste "vittime" vanno trovate e coccolate anche in eventi come Play: la fiera è ormai parecchio conosciuta e pubblicizzata anche al di fuori del cerchio magico degli iper appassionati, quindi è frequentata anche da famiglie e giocatori occasionali, che devono ricevere le giuste attenzioni per reagire positivamente e capire quanto è bello e interessante il nostro mondo.
E poi, ovviamente, la fiera (come ogni fiera) deve essere per gli editori, perché anche se a qualcuno stanno antipatici e li critica o li considera avidi, di fatto senza editori non esisterebbero giochi, e senza giochi... Beh, non serve neanche scriverlo no?
En passant, questa tutela degli editori è lo stesso motivo per cui storco il naso ogni volta che leggo pretese (si badi bene: non richieste, ma pretese) di sconti enormi in fiera: se un editore sceglie di non farli ha i suoi motivi, che possono essere di non concorrenza verso i negozianti suoi clienti o semplicemente può essere che la fiera abbia dei costi molto alti e che banalmente non ci si possa permettere di chiedere troppo poco.
Come dite? Sto andando fuori tema? Tutto questo non c'entra nulla con la durata delle demo?
Beh, ma su quello ho risposto proprio all'inizio della sezione, se ci fate caso :)
In realtà quella diatriba è stato uno spunto per dare un'occhiata a come vengono viste le fiere da parte di alcuni giocatori, che le vorrebbero dedicate esclusivamente a loro, ma questo non è possibile, quantomeno per gli eventi più grandi.
La crescita del settore fa bene a tutti, e passa necessariamente per l'allargamento dell'utenza. Se per qualcuno questo comporta un imbarbarimento, è un problema di quel qualcuno, non certo del nostro hobby :)

A cosa ho giocato

A un po' di titoli, finalmente! Complici la pasquetta ludica e qualche serata finalmente strappata al playtest, ho potuto giocare decisamente di più degli ultimi mesi e confesso che mi serviva davvero!

Brick Party (3)
La isla
Glen more
Kubb
Artè
Jórvík
Boss Monster
La ricerca della felicità
La casa dei sogni (2)
Imhotep
Concept
Mammuz! (2)
Kepler-3042
Time Bomb
Unlock!
Le case della follia
Maiali al galoppo
Cacao
Kingdomino
Abyss
Nome in codice (2)
Splendor
Trotte Quenotte
The networks
Orléans

  • I giochi di piazzamento tessere mi piacciono e Cacao non fa eccezione: pur non avendo regole particolarmente innovative, gira bene e il suo sistema di attivazione dei vari effetti permette qualche colpo tattico niente male. Non un capolavoro, ma un gioco gradevole e veloce, che tutto sommato male non fa: ammetto che questa fascia intermedia è quella che più trovo difficile da giudicare (anche quando mi sottopongono giochi simili per la pubblicazione), ma non di soli cinghiali e party game si può vivere!







venerdì 11 novembre 2016

Tiriamo le somme: ottobre 2016

Ok, ok, tutti i blog di ottobre iniziano allo stesso modo: sì, anche quest'anno, per la dodicesima volta consecutiva, sono stato a ESSEN! Ed è andata benissimo!
La parte del leone l'ha fatta, ovviamente, Kepler-3042. Lo stand di Placentia era nella hall 7, quindi apparentemente un po' appartato, ma parecchia gente è venuta a trovarci lo stesso e i 3 o 4 tavoli demo sono sempre stati pieni senza sosta. Abbiamo iniziato a far provare il gioco al mercoledì, mentre allestivamo lo stand e abbiamo avuto gente veramente fino alla fine.
Abbiamo venduto tutte le scatole portate e fatto parecchi accordi commerciali interessanti. Una Essen trionfale sotto ogni aspetto, dunque! :)




Ovviamente c'è stata anche Lucca. Lì lo stand era decisamente più piccolo, ma Kepler-3042 è stato comunque molto giocato, complice anche la presenza di Simone Cerruti Sola, l'autore, che ha firmato parecchie scatole. Nei primi giorni c'era stato anche Alan D'Amico ed è passato a trovarci anche Adrian Fartade, quindi, che dire... Una vera e propria celebrazione di un gran gioco!

Emma Frausin, vincitrice del contest per avere la sua faccia nel gioco,
insieme ad Alan D'Amico e con il disegno originale.
Doppio disegno combinato di Alan D'Amico sulle scatole di Kepler-3042 e Bretagne. WOW! 
Demo in corso

Demo in corso

Due bambini hanno giocato a Drizzit. Si sono divertiti molto, ma ci chiediamo
come abbiano fatto a lasciare il tavolo così facendo una sola partita!

Adrian è passato a trovarci in stand! E ha firmato la scatola del baldo dimostratore
Mattèo, già autografata da Simone e con disegno di Alan.
Il tizio sulla destra invece è nella foto solo per renderla più bella :D

E poi, tanto tanto altro! A partire dal workshop Di-Stratti, che ho tenuto a inizio mese presso lo spazio MAST di Rho, organizzato dalla cooperativa La Fucina. In cinque giorni, da lunedì 3 a venerdì 7, ho coordinato un gruppo di ragazzi nella creazione di un gioco sulla mediazione dei conflitti. Non è stato semplice, anche perché il tema sarebbe stato più adatto a un gioco di ruolo, ma uno degli scopi del workshop era mostrare ai ragazzi in cosa consiste la produzione di un gioco in tutti i suoi aspetti, nel caso volessero candidarsi per lavorare presso una casa editrice. Per questo motivo, abbiamo scelto di realizzare un prodotto con scatola, carte, pedine e plancette varie, in modo da poter parlare della realizzazione concreta di questi elementi, dedicando del tempo anche ai testi sul retro della scatola e alla stesura di una cartella stampa.
La prima cosa che ho detto ai ragazzi è che per fare un gioco di solito ci vuole almeno un anno e non una settimana, quindi abbiamo dovuto saltare a piè pari tutta la parte di bilanciamento regole. In pratica ho iniziato il venerdì dicendo "ok, lo so bene che il gioco ha ancora molti problemi, ma diamo per scontato di averli risolti in mesi e mesi di playtest e passiamo alla finalizzazione del prodotto e alla stesura dei comunicati come se tutto girasse a perfezione".
Alla fine abbiamo preparato anche delle piccole slide a uso interno e abbiamo mostrato tutto agli altri relatori che si erano occupati delle parti più teoriche del workshop, suscitando parecchio entusiasmo.
Insomma, un'esperienza molto stancante, soprattutto perché nella settimana prima di Essen, ma anche molto appagante. Ho solo questa foto, fatta durante la chiacchierata introduttiva del lunedì mattina, perché dopo abbiamo iniziato a lavorare a spron battuto e mi sono dimenticato di farne :)


Altro grande evento di questo mese pienissimo è stata la quarta edizione del Concorso di Mastering organizzato a Verbania dai Custodi del Lago. Ho partecipato come giocatore e mi sono cimentato con due sistemi autoprodotti, uno di stampo molto narrativo e l'altro più tradizionale. I gdr non sono la mia specialità, quindi non mi permetto di giudicarli troppo (ma qualcosa ci capisco, comunque, perché alcuni aspetti sono comuni anche ai giochi da tavolo), comunque ho trovato in entrambi alcune idee interessanti e li ho giocati volentieri.
Il torneo ha come al solito attirato parecchia gente, fra cui alcuni giocatori nuovi da posti nuovi.
Unico dispiacere: la ridottissima presenza femminile di quest'anno. Alcune giocatrici storiche non hanno potuto partecipare (qualcuna perché diventata mamma nel frattempo, quindi è perdonata) e quindi la foto di gruppo è davvero composta QUASI totalmente da brutte facce come queste :)


Per chi fosse interessato a partecipare l'anno prossimo, ecco il link all'evento, con tanto di regolamento.
Qui, inoltre, c'è la classifica di quest'anno :)

Ok, con gli eventi abbiamo finito. Veniamo quindi ai link. Sarò rapidissimo perché il post è già abbastanza lungo. Per esempio, non includerò le anteprime su cosa porteremo a Lucca ed Essen fatte dai vari siti perché tanto ormai quelle fiere sono alle spalle :)

Segnalo quindi un podcast e quattro video!
Podcast: la puntata de Il dado incantato con le interviste da Essen, fra cui la mia in cui parlo di Kepler-3042 (al minuto 17).

Sempre in diretta da Essen, e sempre riguardo a Kepler-3042, ecco il video di Boardgamegeek in cui presento il gioco. Ok, sono molto impacciato e me ne rendo conto. La fiera era appena partita e io ero lì col corpo, ma con la testa ero ancora in stand a risolvere magagne. Va beh, accontentiamoci :)


Molto meglio di me se l'è cavata invece Luigi Cornaglia di Demoelâ che ha presentato Growerz! Fra l'altro ho dimenticato di scriverlo sopra, ma anche questo gioco sta andando benissimo, con una quantità impressionante di scatole vendute sia a Essen che a Lucca. Bravi ragazzi!




Proseguiamo con la Recensione Minuta di ZIUQ. Qui trovate l'articolo e qui sotto il video!



E per finire, sempre riguardo a ZIUQ, ecco il video dei Panpers che ci giocano! E su questo, cosa volete che vi dica? È divertentissimo! :)




Ma quindi, in totale, fra tutti questi eventi, sono riuscito a giocare a qualcosa?
Mah... Poco o niente, in realtà. Solo a questi titoli.

In ordine cronologico:

Race for the Galaxy
Aztlan
Il verme è tratto
Hermagor
Metropolis
Arboretum
Nome in codice (2)
Brick Party (2)
One Night Ultimate Werewolf
Chimère
Commissioner Victor: the lost painting case
7 Wonders Duel con espansione Pantheon
Augustus
Tobago
Dixit Jinx


  • Con così poca scelta, dedico solo qualche riga a Il verme è tratto, un gioco che nei primi anni di passione ludica giocavo tantissimo e che adesso per qualche motivo non salta fuori mai.
    Come tutti sanno, amo i press your luck e questo gioco ha davvero i meccanismi giusti per tenere alta la tensione e permettere rovesciamenti di fronte improvvisi. Il fatto di essere obbligati ad avere un solo verme, unito al fatto di non poter scegliere una faccia di dado già tenuta da parte in precedenza, crea spesso situazioni in cui non si sa se accontentarsi o sperare in un lancio migliore. Inoltre, la possibilità di rubare le tessere avversarie ottenendo il loro valore esatto aggiunge un ulteriore livello di profondità al gioco, perché fra i vari elementi da tenere in considerazione c'è la velocità con cui si vuol far finire la partita.
    Ciliegina sulla torta: le tessere in simil-avorio danno una bella soddisfazione tattile, soprattutto quando si toglie quella dalla cima della pila di un avversario per metterla sulla propria.
    Insomma, un gioco vecchio, ma sempre soddisfacente, con delle meccaniche davvero ben studiate. Probabilmente l'autore farà strada :)
Ah, dimenticavo: e la torta nella foto in alto? Beh, quella mi è stata fatta da un frequentatore della ludoteca perché a ottobre ho accidentalmente compiuto 40 anni... Ma tanto non invecchio finché non smetto di giocare, no? ;)

giovedì 4 giugno 2015

Tiriamo le somme: maggio 2015

Torneo in corso
Mese ricco di eventi, tanto per cambiare. Su tutti, naturalmente, c'è il torneo multigioco organizzato con Slowgame, a cui hanno partecipato anche i Custodi del Lago di Verbania, la Ludoteca Galliatese, In Ludo Veritas di Varese, i Guerrieri Valsesiani di Vanzone e la new entry ludoteca Spazio Gioco di Corbetta.

Personalmente ho giocato a Ticket to Ride Europa, arrivando terzo (su tre) per un erroraccio nel finale, a Rattus dove sono arrivato secondo, Agricola che ho vinto a pari merito e Dominion dove ho ottenuto un altro secondo posto.
Insomma, non una grande edizione come giocatore, ma sono molto soddisfatto come organizzatore, come già detto qui.

Inoltre, ci sono stati un meraviglioso addio al celibato ludico che ha coinvolto le due ludoteche di Slowgame e Galliate (dobbiamo rifarlo, ragazzi) e le trasferte a Giocacon, Galliate Fanta Comics and Games e Carrarashow, in ognuna delle quali ho avuto occasione di provare parecchi giochi per me nuovi. Riguardo alle prime due c'è poco da dire: ci ero già stato negli anni passati e si sono confermate piacevoli occasioni di gioco, concepite su scala locale e ottime per far appassionare i giocatori occasionali.
Riguardo a Carrara, beh, nell'unico giorno in cui ci sono stato (domenica 31) ho visto una fiera davvero enorme e con un'offerta pazzesca. Purtroppo le smisurate dimensioni dei padiglioni hanno creato un effetto di vuoto che non si poteva non notare. Un po' di gente ai tavoli c'era, ma i suddetti tavoli erano talmente tanti che sembravano comunque vuoti. A quanto mi dicono, non è stata molto pubblicizzata: io sapevo da tempo che ci sarebbe stata, ma fra i miei amici delle varie ludoteche nessuno ne sapeva nulla. Di fatto, quello di loro che mi ha accompagnato, (che chiamerò Waldo anche se non si veste di rosso e bianco) ha giocato insieme a me a parecchi giochi da due, ha fatto un paio di partite con altra gente, ma ha anche vagato da solo e senza trovare compagni di gioco quando io avevo gli appuntamenti di lavoro. Certo, c'erano parecchi stand da visitare, ma non si può dire che fosse una situazione ottima.

Beh, speriamo che comunque ci siano altre edizioni, perché senz'altro è molto promettente (comunque la coda per Bigio c'era anche lì, eh...)

Poi, va beh, durante il mese abbiamo anche celebrato il decimo compleanno di Post Scriptum (e anche salutato Lord Fiddlebottom), ma davvero credo che sia già stato detto nel post dedicato all'evento. Siamo contenti dell'affetto ricevuto e del disegno che ci ha fatto Bigio per l'occasione. Cercheremo di fare ancora tanta altra strada :)


Come al solito, ecco anche due parole sui giochi di questo mese.
In ordine cronologico:

Richard I
Alchimisti
Funny Friends
Ca$h and Gun$ (3)
Can't stop
Blood of the Werewolf (3)
Mysterium
Fake Artist
Alta Tensione
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
Animal upon animal
Love Letter (3)
One Night Ultimate Werewolf
Agricola
St. Petersburg
Medina
Historia
Packet Row (2)
El Grande
Alta tensione: Fabrikmanager
8 minuti per un impero (2)
Port Royal
Alhambra
Il piccolo principe
King of Tokyo (con espansione Halloween)
Alta tensione: first sparks
Perudo (3)
Ticket to ride: Europa
Rattus
Agricola
Dominion
Battlestar Galactica
Florenza
Ticket to ride: Nordic Countries
Argent: the consortium
Carcassonne: the city
Tobago
Safranito
Vichinghi selvaggi
Storie nere
Rush & Bash
Mahé
Spinderella
Beasty Bar
Tutti Frutti
Storie gialle: un piede nella fossa


  • Richard I fa parte dei giochi che avevo playtestato prima che uscissero, quando aveva ancora i cubetti al posto delle carte. Avevo sempre detto ad Andrea che era un peccato che non fosse adatto alla nostra linea editoriale, perché lo trovavo un bel gioco. Provandone la versione edita ho avuto conferma della buona impressione iniziale: è sì un classico worker placement, ma le opzioni che si possono scegliere sono molto interessanti. Immagino che ci sia gente che storcerà il naso per la meccanica di risoluzione della crociata, con la rivelazione delle carte inserite dai giocatori, e in effetti è un aspetto delicato, perché durante la partita non si fanno poi molti punti e l'ultima battaglia, che può essere vinta da una fazione per una singola carta, può  essere decisiva per la vittoria. Da una parte anche a me questo aspetto spaventa un po', ma dall'altra dà al gioco quel brivido di imprevedibilità che lo distingue da tanti altri del genere. In pratica, noi siamo tutti a corte in Inghilterra e possiamo fare del nostro meglio per aiutare od ostacolare il re lontano, ma come poi andrà la guerra non può certo dipendere da noi!
  • Love Letter è un gioco che di norma facciamo a tavola in attesa che arrivi il cibo. Confesso che non è il mio preferito, fra i titoli di bluff: è sicuramente semplice e veloce, ma per me lo è anche troppo. Mi mancano gli intricatissimi ragionamenti che spesso sono implicati da giochi di questo genere. C'è però da dire che, giocandolo con TeOoh diventa divertentissimo, soprattutto quando lo batto :)
  • St Petersburg è uno dei miei giochi preferiti. È stato terreno di scontro per eccellenza fra me e l'Avversario, visto che secondo noi rende ottimamente anche in 2. Alcuni giocatori, al torneo multigioco, si sono lamentati della troppa aleatorietà nell'uscita delle carte. Personalmente non sono d'accordo: trovo che costi e benefici siano ben bilanciati e che in genere vinca chi gioca meglio. Spesso mi trovo a dover prendere decisioni difficili e questo, come già detto più volte, mi elettrizza molto. È uno dei titoli che abbiamo preso a modello nello sviluppo di Florenza Card Game: volevamo che le sensazioni ed emozioni provate fossero simili a quelle di questo gioco e rifaremmo questa scelta mille volte :)
  • Carcassonne: the city è un titolo che giaceva in un armadio di casa mia da anni, perché agli albori della ludoteca era stato inserito nella lista di quelli da non portare perché non c'è spazio nell'armadio, visto che non piaceva all'Avversario. Io non sono mai stato d'accordo con questa scelta, ma ammetto che lo avevo proprio dimenticato. L'ho rispolverato (letteralmente!) in occasione di una trasferta a Galliate e ribadisco che per me è validissimo. Trovo che sia più complesso del Carcassonne base, perché ci sono due tipi di mosse senza ritorno, ovvero il piazzamento di meeples nelle aree residenziali (equivalenti ai campi) o sulle torri di guardia. Entrambi i piazzamenti vanno generalmente fatti in momenti in cui non si ha certezza di quanto frutteranno a fine partita, quindi bisogna fare molto attenzione alle decisioni che si prendono in merito (anche perché il numero di meeples a disposizione dei giocatori è lo stesso del gioco base, solo che ne tornano meno). Carina anche la gestione delle torri, che vanno posizionate al momento giusto per ottenere il massimo punteggio col minimo rischio.
  • Tobago ha quest'idea fantastica dei tesori che vengono individuati gradatamente, man mano che si procede col gioco. I giocatori possono contribuire attivamente alla determinazione del punto finale in cui si troveranno, in un susseguirsi di collaborazioni estemporanee e sgambetti improvvisi per ritrovarsi, alla fine, più ricchi di tutti gli altri! Sempre piacevole!

giovedì 12 marzo 2015

L'annuncio che tutti stavate aspettando: arriva la prima espansione per Drizzit!

Sappiamo bene che questo annuncio non vi coglierà impreparati, ma lo diamo comunque con estremo orgoglio:
la prima espansione per il gioco di carte di Drizzit sta per arrivare e sarà bellissima! 

Drizzit: Draghi, Spose e Coccole estreme uscirà a metà aprile in occasione del grande weekend ludico in cui si svolgeranno Romics e Play. La troverete rispettivamente negli stand Shockdom e Raven Distribution, al prezzo di 15,00 euro.

E, sì... Ovviamente troverete lì anche Bigio, che in un impeto di ubiquità si sdoppierà facendo giovedì e venerdì a Roma e sabato e domenica a Modena.
Visto l'ottimo successo riscontrato dal gioco base, già solo l'annuncio dell'espansione dovrebbe essere sufficiente a far fremere d'impazienza i fan del fumetto, ma noi vogliamo proprio farli sognare, quindi permetteteci di spiegare

Perché pensiamo che 
Drizzit: Draghi, Spose e Coccole Estreme 
sia un'espansione fichissima:
  • Perché aggiunge tre nuove avventure, raddoppiando così quelle presenti nel gioco base. I giocatori potranno infatti andare alla ricerca de Il Tesoro del drago, misurarsi con gli invitati di Wally e Driass oggi sposi oppure impedire la riuscita de La missione di Artemide Uscieri, ripercorrendo così le vicende narrate nei tre albi a fumetti successivi al primo.
  • Perché aggiunge due nuovi personaggi, molto amati dai lettori: per la gioia di Dotto arriva Dorna, la nana druida incantatrice, con la sua schiera di alleati e con poteri utili per aiutare i membri del gruppo, mentre per la gioia di Katy (che ha così un compagno in più da sfruttare), arriva Sir Tallis, il cavaliere di Fasturis con la sua Sacra Armatura e il suo ferreo codice morale.
  • Perché ci sono ora a disposizione nuovi poteri (dieci in tutto) per i personaggi del gioco base, in modo da poter cercare sempre nuove combinazioni mai provate prima.
  • Perché sono stati inseriti quattro potenti Cristalli, che hanno il duplice pregio di rendere utili anche le Ricompense che nel gioco base venivano scartate e di dare ulteriori nuove scelte agli avventurieri nel corso della partita.
  • Perché  finalmente è arrivata la Scopa Pimpata!!!

Insomma, pensiamo che si tratti di un prodotto che soddisferà in pieno gli appassionati del mondo di Drizzit, ma che andrà anche incontro ai palati più esigenti dei gamer esperti, visto che le possibilità di scelte da parte dei giocatori diventano ora molto più elevate in ogni fase della partita, permettendo agli uni di personalizzare al meglio la loro esperienza di gioco e agli altri di guidare il gruppo in modo più diretto.
Cosa chiedere di più? :)


Il gioco sarà distribuito da Raven Distribution e sarà acquistabile online e in fiera presso Shockdom Store e DragonStore a partire da giovedì 9 aprile.

Drizzit - il gioco di carte
Espansione 1: Draghi, Spose e Coccole estreme


Contenuto: 110 carte
Giocatori: 1-5
Durata: 30-60'
Età: 8+
Genere: collaborativo
Autori: Luigi "Bigio" Cecchi e Andrea Chiarvesio
Grafica: Luigi "Bigio" Cecchi, Marco "Special K" Cosentino e Scribabs di Paolo Vallerga.

lunedì 11 novembre 2013

Un po' di sana invidia

Nei fine settimana successivi a Essen sono stato prima a Lucca e poi alla manifestazione Essen a Milano, organizzata dalla UESM. Ho letto inoltre un po' di report, fra le decine e decine che sono stati scritti sui vari siti che visito abitualmente e, come sempre, ho frequentato le mie solite ludoteche, dove sono spuntati i nuovi giochi arrivati freschi freschi dalla Germania (o da Lucca).
In barba alle mie nove edizioni di Essen, otto di Norimberga, nove di Modcon/Play, dieci di Lucca e a tutte le altre fiere in cui sono stato, mi sono trovato sinceramente a provare un po' di invidia per chi le frequenta da semplice appassionato e torna a casa coi borsoni pieni di giochi. Per me, queste manifestazioni sono più che altro scadenze, e le vivo sempre con un po' di ansia da prestazione:  il prototipo piacerà? Raccoglierò ordini? Venderò le copie in fiera? Ma soprattutto, sarà tutto pronto in tempo???
Di fatto, non ho mai vissuto nessuno di questi eventi con gli occhi di un semplice appassionato e un po' mi spiace. Intendiamoci: sono felicissimo di fare questo mestiere e adoro l'atmosfera che si respira durante i vari weekend che passo in giro: incontrare amici e collaboratori, avere idee per nuovi progetti, testare giochi, finalizzare accordi, o anche semplicemente giocare a qualcosa di nuovo, sono tutte esperienze che mi soddisfano e mi riempiono di energia, ma di certo non mi lasciano il tempo per informarmi su tutte le novità in uscita e spesso sono io a chiedere ai ragazzi della ludoteca che ci sono stati per la prima volta cosa c'era di interessante in fiera e sono loro a spiegare le regole dei giochi nuovi a me.
Soprattutto a Essen, non c'è davvero il tempo di visitare la fiera con occhi da appassionato. Lo stand è costantemente pieno di persone: ci sono quelli che chiedono sconti sui giochi già scontati, quelli maleducati che lasciano spazzatura sul tavolo, quelli ben educati che vogliono riporre il materiale nella scatola, ma lo fanno nel modo sbagliato e incasinano tutto, quelli che si fanno spiegare il gioco nei minimi dettagli, tempestandoti di domande del tipo: "posso davvero fare quello che c'è scritto chiaramente su questa carta? E quest'altra regola funziona davvero come è spiegata nel manuale?", oppure iniziano chiedendo una semplice panoramica del gioco, per poi farsi spiegare tutte le regole nei dettagli, compreso quello che accade in situazioni di gioco che sai essere del tutto impossibili, ma loro non ne sono convinti e cercheranno di persuaderti che il gioco non funziona, malgrado non l'abbiano mai giocato, mentre tu ci hai fatto cinquanta partite.
Ma ci sono anche quelli a cui piace davvero il gioco, che lo consiglieranno agli amici e che torneranno l'anno prossimo per vedere se c'è qualcosa di nuovo, ed è questo che rende la fiera un divertimento anche per me. E quando ci si diverte col proprio lavoro, la soddisfazione è doppia, si sa.
Certo che però, vedere tutta quella gente che va a casa con tutte quelle scatole... ;)

giovedì 11 aprile 2013

Il nostro rapporto con PLAY (e altre manifestazioni).

Eccoci in un momento di duro lavoro

Anche quest'anno, come succede ormai dal 2004 (cioè prima ancora che Post Scriptum fosse ufficialmente realtà!), siamo stati a Modena per una delle manifestazioni più importanti d'Italia, organizzata dal Club TreEmme e dalla Tana dei Goblin. Allora era ModCon, adesso è diventata Play ed è cambiata parecchio, ma è rimasta un appuntamento fisso per tantissimi appassionati.
Come succede sempre più spesso, eravamo presenti come semplici visitatori e vorremmo cogliere l'occasione per spiegare i motivi che stanno alla base di questa scelta.
Pur essendo consapevoli, infatti, che da un grande spazio deriva una grande visibilità (come direbbe Stan Lee), di norma preferiamo essere liberi dal vincolo di uno stand, per poter fare quello che ci piace di più: parlare con la gente, mettere in moto nuovi progetti, testare nuovi possibili giochi. Ci rendiamo conto di essere una casa editrice atipica: di fatto, negli ultimi anni abbiamo lavorato più per altre aziende che per noi. Non è stata una scelta editoriale, ma una concatenazione di eventi che hanno ritardato l'uscita di Castles, inizialmente previsto per il 2010. In questo periodo in cui non ci serviva uno stand, abbiamo avuto modo di sviluppare un approccio alle grandi fiere basato sulla realizzazione di nuovi giochi, piuttosto che sulla vendita di quelli vecchi.
Di fatto, partecipiamo a tantissimi eventi ogni anno, e ognuno di questi è un passo avanti per la realizzazione di qualche progetto.
Nello specifico, Play è l'occasione ideale per fare molte cose interessanti: quest'anno abbiamo playtestato sei nuove proposte e abbiamo stretto accordi con clienti, fornitori e autori. Inoltre, cosa da non sottovalutare, siamo stati accompagnati dagli amici della ludoteca, con cui abbiamo semplicemente giocato in ogni momento libero, sia perché sappiamo bene che essere aggiornati è importante, sia, soprattutto, perché giocare ci piace.
Insomma, anche se non siamo in fiera per vendere, siamo comunque in fiera per creare nuovi giochi, che è la parte del nostro lavoro che amiamo di più.
Fortunatamente, le occasioni non mancano.

mercoledì 6 marzo 2013

Cannes: un esempio impossibile da seguire?


Durante l'ultimo weekend sono stato per la seconda volta al Festival dei giochi di Cannes e, come l'anno scorso, l'ho vissuta come una piccola vacanza, fra sole, mare e scorpacciate di croque monsieur e omelette, anche se non sono mancati playtest, accordi con clienti e, soprattutto, tanti giochi (fra cui le prime partite "ufficiali" di ThémAtik).
Forse sarà merito del clima spensierato con cui ho approcciato l'evento, però mi sono davvero goduto questa kermesse, ammirandone alcuni aspetti che, purtroppo, temo siano difficilmente replicabili in Italia.

Principalmente, si tratta di:
  • una vera fiera, (cioè di una manifestazione davvero ospitata in una struttura adeguata e non in una palestra o sotto una tenda);
  • a ingresso gratuito;
  • sulla Croisette, ovvero nella strada più importante della città (credo che la conoscano tutti, no?). 
Ciò comporta come naturale conseguenza un'enorme affluenza di pubblico, composto anche da famiglie, tanto che, nonostante la grandissima quantità di tavoli presente, è difficile trovare posto a sedere e se proprio si vuole provare un gioco, di norma bisogna aspettare.
L'offerta interna è molto variegata: oltre ai prevedibili colossi francesi della distribuzione, ci sono infatti anche aree dedicate ai microeditori, ai giochi tradizionali, al collezionismo e ai tornei. I videogame sono quasi del tutto assenti, mentre giochi per bambini come Playmobil e Kapla hanno grossi spazi.

Inoltre alla sera, dopo la chiusura della manifestazione principale, inizia il Festival OFF, sempre a ingresso gratuito, in cui viene messa a disposizione una grande sala per passare altre ore a playtestare (e fra l'altro i prototipi portati da Post Scriptum hanno avuto un notevole successo).

La sala è veramente gremita di gente, di età compresa fra i diciotto e i... boh?? (ricordo che l'anno scorso io e il mio Fido Famiglio facemmo provare il prototipo di Ark & Noah a due gentili signore francesi piuttosto agée, che lo avevano apprezzato molto).
Ovviamente si possono incontrare i volti noti del panorama francese, come Bruno Cathala, Bruno Faidutti e Thomas Vuarchex, (che mi ha anche offerto una pinta ed è quindi diventato il mio autore preferito di tutti i tempi), o operatori internazionali del settore (per l'Italia, ho visto e fatto due chiacchere con Cranio, Asterion, What's your game? e Raven), ma la maggior parte dei presenti sono semplici appassionati che vogliono provare nuovi giochi e divertirsi, in un'atmosfera davvero produttiva e allegra (forse anche per merito del basso costo delle birre al bar).
Insomma, una serata da cui io e i miei compagni di viaggio siamo usciti soddisfatti e arricchiti di idee e di contatti che speriamo si trasformino in business ludico.


Detto questo, viene spontaneo riflettere sul perché in Italia non ci siano eventi di questo tipo.
Al di là di mille piccoli o medi eventi locali, che sono senz'altro gratuiti e divertenti (per esempio quelli organizzati dai ragazzi dell'area torinese, ma anche i nostri Giochi dell'Uva), ma che non raggiungono queste dimensioni, esistono alcune convention di pari livello, (penso per esempio a Play), ma  hanno l'ingresso a pagamento che scoraggia le famiglie e i giocatori occasionali, risultando quindi sostanzialmente diverse.
Qui da noi le grandi manifestazioni sono frequentate principalmente dagli appassionati, e non è raro trovare sempre gli stessi volti in ogni fiera. Anzi, alcuni gamers vedono addirittura come negativa la presenza di quelli che chiamano, in gergo che io trovo spregiativo, babbani, che invece affollano i corridoi del Palais des Festivals. Il fatto che tale struttura, sicuramente centrale per la città, offra spazio anche ai microeditori e permetta agli organizzatori di far entrare gratuitamente i visitatori, mi fa dedurre che ci sia, da parte della proprietà, e/o del Comune di Cannes, una sensibilità nei confronti dell'evento ben diversa rispetto a quella che si trova in Italia. Un organizzatore italiano difficilmente può far quadrare i conti senza mettere un biglietto d'ingresso, quindi è evidente che i costi che quelli francesi devono sostenere sono più bassi rispetto a quelli richiesti da noi. Si vede che i Francesi hanno capito che un evento ludico può e deve essere valorizzato, non solo perché il gioco aggrega e fa crescere, ma anche per l'indotto che crea in città e agli espositori presenti (quasi tutti Francesi).

Il fatto che la gente, in una giornata così, stia all'interno del palazzo ad affollare i tavoli e giocare, deve far riflettere.
E' una questione di cultura ludica, sia da parte degli avventori, sia da parte degli organizzatori e delle istituzioni.
Come sempre, i Francesi riescono a valorizzare le loro attività molto meglio di noi Italiani :(
Purtroppo, nessuno di quelli che potrebbero davvero far qualcosa leggerà queste righe, temo.
Ma chissà, io intanto le ho scritte... 

mercoledì 6 febbraio 2013

Nuovo gioco per Post Scriptum: ThémAtik!


Alla Fiera dei giochi di Norimberga, si sa, si cammina tanto, si parla con mille persone, si bevono litri di caffè e, soprattutto, si stringono accordi commerciali.

È principalmente così che i prototipi che selezioniamo durante l'anno diventano poi veri giochi. È successo quest'anno (e ne vedrete presto i frutti) ed è successo gli anni scorsi.

In questo modo, a Norimberga 2012 è nata la collaborazione con Cocktail Games, che fra poco si concretizzerà in ThémAtik di Carlo Emanuele Lanzavecchia!

Il gioco è infatti annunciato in uscita (in Francese) per il Festival des Jeux di Cannes.

Carlo, secondo noi, è davvero un autore dalle ottime idee. Avevamo già avuto modo di visionare qualche suo prototipo in passato e a Idea G 2012 non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di aggiudicarci ciò che allora si chiamava Word Hunters.

Il gioco ci ha subito conquistato per la sua semplicità ed allegria e per il modo in cui spinge tante persone ad accalcarsi intorno a un tavolo per essere le più veloci di mente e di mano. L'abbiamo portato senza indugio in Germania, dove, grazie anche a Paolo Vallerga di Scribabs, abbiamo preso appuntamento con Cocktail, che ha subito aderito con entusiasmo all'idea di questa collaborazione.

Così, in un tempo editorialmente molto breve, questo nuovo titolo è pronto per arrivare nei negozi. La sua genesi è stata divertente e veloce, proprio come una partita a ThémAtik!