I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

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venerdì 28 aprile 2017

Marzo 2017: la diffusione dei regolamenti coperti da copyright.

Prototipo di Wendake (ancora senza grafica)
Terza puntata del 2017 con la nuova frizzantissima (cit. Shy) formula che tanto vi lascia indifferenti, ma che a me piace assai e che mi fa venire sempre più voglia di scrivere questi blog :)
Come sempre, parto dedicando qualche parola agli eventi a cui ho partecipato, che sono stati due:
A Cartoomics, come di consueto, sono andato da visitatore, unendo un po' di lavoro (principalmente, chiacchiere e playtest) a molto svago (giochi e soprattutto fumetti). Tappa fissa, come sempre, lo stand della DC comics dove ogni anno compro 3-4 volumoni cartonati per scoprire un universo che conosco abbastanza poco, visti i miei trascorsi giovanili da accanito Marvel fan. Per la cronaca, quello che mi è piaciuto di più (non solo fra quelli di quest'anno, ma in assoluto) è stato Batman: anno uno, anche se immagino che per molti di voi sia una scoperta dell'acqua calda.
L'altro evento a cui ho partecipato, stavolta in veste più ufficiale, è stato IDeA G Mantova dove ho avuto modo di provare qualche prototipo fra cui un paio davvero interessanti. Vedremo se salterà fuori qualcosa :)

Ah, dimenticavo: ovviamente Cartoomics è stata anche un'occasione per vedere Bigio, il che ci porta al punto successivo!

A cosa abbiamo lavorato
  • Al nostro primo fumetto! Sì, perché la scatola di carte di Drizzit: Personaggi & Poteri (più altre carte fichissime), che abbiamo annunciato qui, era già stata mandata in stampa a febbraio, ma l'albo allegato Drizzit Classic + Guida Strategica è stato realizzato tutto durante questo mese. Era la prima volta che lavoravo a un prodotto di questo genere e mi sono dovuto confrontare con esigenze per me nuove. Fortunatamente c'era Bigio a darmi qualche dritta e tutti pensiamo che il risultato finale sia davvero ottimo. Ad essere sincero, non so se ripeteremo mai quest'esperienza, ma sicuramente è stato interessante farla :)
  • Grandi Laghi procede a spron battuto: ormai abbiamo mostrato qualche prima immagine delle tessere ufficiali e abbiamo definito materiali e grafica. A livello di regole, come sempre, stiamo continuando a testare e ritestare mille idee, perché per noi un gioco è sempre migliorabile fino al giorno in cui va in stampa. Comunque abbiamo sviluppato una versione quasi definitiva da portare a Play, dove la gente ha apprezzato e provato il gioco.
    Altra cosa che ha riempito molto le mie giornate è stata la stesura del regolamento, che è ormai terminata, perlomeno nella sua prima versione "inglese maccheronico", che è quella che passo ai traduttori madrelingua per trasformarla in inglese vero. Di norma preferisco partire da quella italiana, ma per alcune esigenze editoriali stavolta l'ho scritta direttamente in questa lingua e a breve inizierò la traduzione.
    Abbiamo inoltre deciso il titolo, che sarà Wendake. Se volete scoprire cosa vuol dire, seguite i canali social di Post Scriptum :)
  • I test su Touché sono continuati per tutto il mese, dopodiché abbiamo mandato il nostro report alla Repos: ora proveranno a giocarlo loro con i nostri suggerimenti e poi toccherà di nuovo a noi. Sinceramente mi piace molto questo continuo scambio di pareri :)
  • Ovviamente abbiamo preparato Play: per la prima volta dopo la prima edizione, quest'anno avevamo preso uno stand Post Scriptum/Placentia, di cui parlerò il mese prossimo. Non ho mai nascosto di non amare particolarmente il lavoro di venditore: mi piace visitare le fiere, parlare con clienti, fornitori, blogger o anche semplici giocatori o referenti di associazioni, ma preferisco non avere l'assillo delle vendite. Non ho l'anima del commerciante, evidentemente.
    Però ci tenevo ad avere un'area demo tutta nostra dove mostrare sia Kepler, sia Grandi Laghi, sia tutti gli altri giochi, quindi sono stato favorevole a prendere lo stand, ma proprio per la mia scarsa propensione a questo aspetto del mestiere, non eravamo particolarmente organizzati. Meno male che Tambu ha una grossa esperienza di giocatore e visitatore, quindi non gli pareva vero di potermi guidare nell'organizzazione. A dire il vero non abbiamo realizzato neanche la metà delle sue idee, ma comunque direi che alla fine qualcosa di decente l'abbiamo messo in piedi :)
Cosa hanno detto di noi

Protagonista indiscusso del mese è stato Kepler-3042!
  • Gioconomicon: "Sapevo che Kepler 3042 era passato attraverso una profonda fase di test, dove ogni suo aspetto è stato vagliato a lungo e provato largamente prima di arrivare nella sua configurazione finale. Devo dire che questa attività svolta a monte si sente tutta: in partita la scorrevolezza dei turni è qualcosa che lascia a bocca aperta."
  • Dado Critico: "Kepler-3042 è un gioco di lucida programmazione a 3-4 mosse avanti, che non premia l'improvvisazione nè le giocate boh io ce provo. Il sistema di gestione delle tre risorse: energia, materia e antimateria, è stretto, asfissiante, severo, e concede poco margine agli errori e alle giocate creative: bisogna programmare cosa si spende e quando si spende, calcolare cosa entra e cosa esce dalla propria riserva. La plancia delle azioni è burrosa, voluttuosa, una tentazione continua, con tutte quelle azioni bonus che sembrano incastrarsi così bene e dar l'accelerazione giusta. Ma il prezzo da pagare è alto perchè le risorse che finiscono nel Pozzo di Clausius, sono difficilissime da recuperare."
  • Board Game Friends: "Mentre manovro sulle plance percepisco la rotondità dei materiali e delle meccaniche, tutto si inserisce perfettamente come un ingranaggio nel corpo di un rolex."

C'è stato però spazio anche per S.P.A.C.E. di cui è uscita anche la Recensione Minuta, con tanto di autore, che come ormai sapete, proprio grazie a questo gioco, è ormai diventato a tutti gli effetti parte di Post Scriptum.
Dai, non se l'è cavata male, no?

La polemica del mese

Devo pensare bene a come sistemare questa sezione, perché mentre scrivo, la polemica che cito qui è già sepolta e altre mille stanno infuocando i forum e mi piacerebbe parlare di esse. Ma io sto scrivendo ad aprile, quindi potrete magari leggere qualcosa il mese prossimo.
Vedremo se troverò un sistema migliore per organizzare questi contenuti, perché penso che possano essere interessanti (o quanto meno cerco di selezionare quelli che secondo me lo sono).

Comunque, una delle tante discussioni che hanno popolato il web è stata relativa all'annosa questione dei regolamenti tradotti e del loro copyright.
Ora, premesso che io vivo la questione dalla parte opposta, cioè non localizzo giochi esteri, ma do all'estero i miei giochi da localizzare, ho comunque presente in cosa consista il lavoro di chi importa le edizioni nazionali in Italia e penso sia importante per la crescita del mercato. Certamente per alcuni appassionati duri e puri non servirebbero neanche, tanto si possono comprare in inglese o in altre lingue, ma per il mercato sono fondamentali. Il lavoro che fanno i vari localizzatori ha sicuramente contribuito alla crescita della nostra passione presso il grande pubblico. Personalmente, quando devo proporre giochi a gente nuova, evito quelli con testo in inglese perché per molti (purtroppo) è ancora un ostacolo. Senza contare che i giochi per bambini e famiglie DEVONO assolutamente essere disponibili in italiano per far sbocciare oggi l'amore nei giocatori di domani. E se qualcuno di questi localizzatori non rilascia versioni online dei propri regolamenti per timore che qualcuno vada a comprarli all'estero, è una scelta legittima; personalmente vedo pro e contro in entrambe le opzioni, che vanno incontro a esigenze diverse. Sono politiche editoriali sicuramente ben ponderate e valutate: in un mondo piccolo come il nostro, la brand reputation conta e anche le piccole scelte possono influire su di essa, quindi dubito vengano fatte alla leggera. Non siete d'accordo e volete scrivere all'editore per fargli cambiare idea? Benissimo. Non siete d'accordo e volete che qualcuno pubblichi online le scansioni delle regole italiane per poter acquistare il gioco in tedesco a 5 euro meno? Beh, questo invece è illegale e immorale.
Quelle regole italiane sono un lavoro dell'editore italiano e solo lui ha il diritto di divulgarle pubblicamente o meno.
Ve lo dico da esportatore: giochi come Fun Farm e Brick Party sono totalmente ideati ed editi da autore, disegnatrice, grafico ed editore italiani, eppure stampare le loro edizioni italiane ci costa di più di quelle USA. Nonostante i giochi siano nati in italiano, siano già disponibili le regole, non ci siano impaginazioni e traduzioni aggiuntive da fare, non ci siano problemi di magazzino ecc.
Semplicemente, le tirature per gli Stati Uniti sono più alte, quindi la produzione costa meno, perché i costi fissi si spalmano su più copie.
Rifletteteci un attimo: costa meno produrre le copie USA che quelle italiane di due giochi completamente concepiti in Italiano e poi tradotti per il mercato estero (per intenderci, i costi di traduzione e impaginazione per le versioni estere sono a carico dei nostri partner, non le sosteniamo noi). Credo sia chiaro quindi che se costa di più comprare le versioni tradotte non è per italica cupidigia, ma perché nel nostro Paese questo settore non è ancora sviluppato e florido come altrove.
E quindi, sto dicendo che dovete pagare di più e stare zitti? No.
Sto dicendo che non è lecito comprare giochi all'estero avendone la possibilità? No.
Sto dicendo che è disonesto sfruttare materiale protetto da copyright senza averne il diritto. Ed è biasimevole farlo anche sapere in giro e vantarsene. E non è una battaglia giusta contro il grande impero malvagio degli editori che si arricchiscono alle vostre spalle. È solo un furto e come tale va considerato.
Al di là di questo, ci tengo a dire un'altra cosa: in generale, sostenere il mercato dovrebbe essere il primo interesse di ogni appassionato di giochi. Magari per un gamer super incallito non è importante lo stato di salute degli editori nostrani, perché tanto i giochi si possono comprare all'estero, ma per la stragrande maggioranza degli acquirenti non è così. Un mercato in salute è fondamentale, per creare un pubblico di appassionati, indispensabile per avere sempre più titoli, sempre più cura del cliente o, semplicemente, sempre più avversari con cui giocare,
Francamente, mi deprime molto leggere in continuazione polemiche sui prezzi dei giochi e vedere gente che si vanta di comprare all'estero a pochi euro meno. Chi mi conosce sa che sono avverso ai nazionalismi e anzi sogno un mercato (e un mondo) davvero globale, quindi non invoco politiche di protezione né voglio fare la morale a chi ne vuole approfittare, però, oltre a non  poter giustificare chi tenta di aggirare il sistema in modo non legale e magari ne fa una battaglia di principio, invito tutti anche a prendere in considerazione conseguenze a lungo termine, prima di decidere dove comprare.

A cosa ho giocato
A poco o niente, ancora una volta :(
Però devo dire che se la quantità è stata scarsa, la qualità è invece stata parecchio interessante. In particolare Magic Maze, Kreus e Tragedy Looper mi hanno fatto davvero una buona impressione, ma avendoli provati una sola volta non me la sento ancora di parlarne.

Escape Room: the game (2)
Story Line: fairy tales
Youtopia
Magic Maze
Dungeon heroes manager
Dead men tell no tales
Kreus
Holmes: Sherlock & Mycroft
Tragedy Looper


  • A Escape Room: the game ho in realtà giocato 2 volte, che sono comunque poche, ma visto che contiene 3 avventure in tutto, direi che posso esprimermi con cognizione, tutto sommato :)
    Lo dico apertamente, le escape room in scatola non mi convincono del tutto: la loro controparte live mi appassiona moltissimo, ma non è facile trasporre in scatola quel tipo di esperienza.
    Comunque è un trend del momento e cercherò di provarne il più possibile.
    Riguardo a questa, devo dire che il marchingegno che contiene è davvero una buona idea (anche se esteticamente mi lascia alquanto perplesso), sia per le 4 chiavi da inserire per generare i codici, sia per tutte le informazioni scritte in modo più o meno palese su di esso.
    Si sarebbe potuto fare tutto con una app, come effettivamente accade in altri titoli, ma comunque trovo che sia una scelta interessante. Certo, l'aspetto plasticoso e giocattoloso potrebbe allontanare qualcuno, ma sarebbe un peccato.
    Comunque l'assortimento degli enigmi secondo me è molto soddisfacente, sia per varietà, sia per compessità. Non è disponibile in Italiano, a quanto mi risulta, ma se vi capita un'edizione in una lingua che conoscete, vi consiglio di provarlo... E sì, in tal caso siete giustificati se lo comprate all'estero ;)

mercoledì 15 marzo 2017

Febbraio 2017: giochi fallati e customer care.

L'esclusiva Business Lounge di Cannes
Ed eccoci qua, al secondo blog del 2017, che sarà anche il secondo con la nuova incredibile formula inaugurata il mese scorso! Si è anche trattato del secondo mese di lavoro insieme a Tambu, che ho sfruttato principalmente per le sue capacità sia organizzative che grafiche, da un lato facendogli sistemare e mettere in ordine gli appunti che ho preso a Norimberga (a cui sono andato da solo perché ormai era già tutto prenotato da tempo e aggiungerlo sarebbe stato problematico), dall'altro facendogli preparare presentazioni e schede dei vari giochi da mandare ai clienti dopo gli appuntamenti.
Si sta confermando un acquisto prezioso, come previsto :)
Per premiarlo(*) l'ho anche portato insieme a me (e al mio prezioso Famiglio) a Cannes, dove ha presenziato ai suoi primi appuntamenti B2B (business to business, per quei due che ancora non conoscessero questa sigla), nello spazio vip vista mare super esclusivo! E credo gli sia piaciuto :)
(*in realtà per farlo lavorare e per far tirare a lui il trolley con prototipi e giochi editi)

Quindi in totale ecco la sezione che più interessa a chi vuole vedere il mondo degli editori da vicino!

A cosa abbiamo lavorato
  • Ai giochi futuri, ovviamente. A Norimberga si è parlato sia di nuove edizioni dei nostri giochi già editi, sia di nuovi progetti, alcuni presi a Idea G appena un paio di settimane prima della fiera, altri già in nostro possesso da tempo. Abbiamo tante belle idee sottomano e speriamo di pubblicarne il più possibile.
  • Prima, durante e dopo Cannes invece ci siamo dedicati principalmente a Touché! Eh, sì, finalmente siamo entrati in fase più concreta di sviluppo: abbiamo visto parecchio entusiasmo nel team Repos riguardo al gioco e siamo molto eccitati all'idea di portare avanti questo progetto con loro. Ci avevano detto che avremmo dovuto aspettare prima di iniziare seriamente a dedicarci a questi nostri moschettieri, ma finalmente il momento è giunto e siamo convinti che sia valsa la pena attendere pur di collaborare con loro. Il prodotto ci sembrava già ottimo quando lo stavamo per pubblicare noi, ma adesso ci sembra molto più bello! L'unione sta davvero facendo la forza, in questo caso. Uno per tutti, tutti per uno!
  • Nel frattempo, ovviamente, si continua anche con Grandi Laghi. Abbiamo ingaggiato un esperto di cultura irochese a cui stiamo sottoponendo tutte le bozze di Alan D'Amico man mano che arrivano. Ci stiamo appassionando sempre più al tema e abbiamo tutta l'intenzione di sfornare un prodotto con un'ambientazione davvero curata. A livello di playtest, ormai siamo davvero in dirittura d'arrivo: rimangono ancora un paio di tessere Progresso da tarare a perfezione, ma il gioco gira benissimo e ci appassiona a ogni partita. Bene così!
  • Concludiamo dando il giusto spazio anche a Drizzit, di cui è prevista una nuova uscita a Play: si tratta della scatola che contiene le carte già pubblicate nell'album Print & Play sulla pagina facebook di Post Scriptum, ma con Bigio e Andrea ne abbiamo sfornate altre 5 esclusive... E abbiamo inoltre lavorato all'albetto allegato Drizzit Classics, scegliendo il formato e i contenuti più succosi possibili per valorizzare queste strisce che molti appassionati aspettavano da tempo. Non vediamo l'ora di averlo fra le mani!

Cosa hanno detto di noi
Dopo i tanti articoli dei mesi scorsi, comprensibilmente causati dalle tante uscite di fine anno, in questo mese ne segnalo solo un paio:

  • La recensione di Ziuq da parte di BoardGameFriends, scritta nel solito scanzonato stile di Albo, che ha catturato in pieno lo spirito del gioco;
  • La ludografica di Geek.pizza dedicata a Time Bomb, che ne spiega il funzionamento in modo molto semplice e chiaro. Non che sia un gioco difficile, eh... Però questa paginetta rende bene l'idea. E poi volete mettere la soddisfazione di leggere "Ho voluto provare a tutti i costi Time Bomb a causa di quella P e quella S sulla scatola, perché da un po’ di tempo ho fatto voto di giocare a tutti i giochi a cui lavora Post Scriptum, dai più articolati come Kepler 3042 fino ai più semplici, come questo e nemmeno questa volta sono rimasto deluso" :)
  • Aggiungo poi un terzo link, in cui non si parla direttamente di noi, ma che ci riguarda in qualche modo: l'intervista che Dado Critico ha fatto a Bigio e Alan D'Amico su Idee Ludiche. Non ne sapevamo nulla ed è stata una piacevole sorpresa leggere questo post dedicato proprio a due nostri fidati collaboratori. Come ho scritto più volte, creare giochi è un lavoro di squadra, in cui sono sempre coinvolte persone che abbiamo scelto nel tempo e che apprezziamo per la loro serietà e la qualità del loro lavoro. Bigio e Alan sono due ottimi esempi in questo senso e siamo intenzionati a realizzare tanti altri bei progetti con loro.

La polemica del mese
Allora... In realtà di polemiche iniziate a febbraio ce ne sono state almeno 2, però una, riguardante le traduzioni dei giochi localizzati, è iniziata il 28 e poi si è sviluppata a marzo (quindi magari ne parlerò nel prossimo blog), mentre l'altra ha riguardato la gestione dei gruppi Facebook sui giochi da tavolo e non mi sembra sia un argomento interessante di cui parlare qui. Diciamo che le ho citate solo per far capire che l'universo social legato ai giochi è davvero animato e a volte turbolento e credo che gli addetti ai lavori lo debbano seguire con attenzione. In parte questo avviene e penso che sia un bene, perché non in tutti i settori succede che un utente qualunque scriva una considerazione su un gioco e gli risponda il capo della casa editrice che l'ha pubblicato (e non parlo solo di editori piccoli come noi). Questo filo diretto secondo me è prezioso e a volte anche divertente.
Quindi niente polemica del mese? Ni, nel senso che non linko nessun post in particolare, ma vorrei spendere due parole su un'abitudine abbastanza diffusa, sia su gruppi pubblici, sia su gruppi privati, sia su forum vari, ovvero quella di scrivere che il tal gioco spedito dal tal rivenditore o pubblicato dal tale editore è arrivato con scatola rovinata o pezzi mancanti e/o con errori di stampa.
Personalmente vorrei scoraggiare questa pratica, perché avendo vissuto episodi simili sia da acquirente, sia da venditore, ho sempre risolto tutto con il contatto diretto: quando ho chiesto di ricevere pezzi sostitutivi li ho sempre ricevuti, e quando mi è stato segnalato di spedirli a mia volta, li ho sempre sostituiti a mie spese. In caso di errori di stampa, ho richiesto foto che documentassero, ma per rendermi conto del tipo di errore, non per sfiducia nei confronti dell'interlocutore. Capisco che invece magari un negozio chieda le prove d'acquisto e non trovo la cosa fuori luogo: dopotutto ogni scatola di un gioco Post Scriptum, in un modo o nell'altro, arriva sempre da Post Scriptum, mentre un negoziante ha diritto di sapere se il cliente è effettivamente un cliente.
La cosa più importante, però è che cose come queste possono capitare e non hanno nulla a che fare con la qualità o la professionalità di un editore (e men che meno di un negoziante): quasi nessun editore al mondo stampa e assembla in casa. Un gioco da tavolo è il risultato di un processo produttivo che coinvolge parecchi fornitori: non esiste un macchinario che fa plastica, legno, carte da gioco e tabellone tutto insieme. Ogni fornitore ha i macchinari che fabbricano uno specifico elemento e alla fine qualcuno (di norma la cartotecnica che stampa fisicamente la scatola) li riceve tutti e li assembla.
Ormai ho lavorato a 36 giochi, in carriera, e mi sono avvalso di tanti fornitori diversi. Ognuna di queste ditte al suo interno ha dei dipendenti che fisicamente contano i vari elementi, li dividono per colore e li insacchettano. Succede così per chi fa il legno, la plastica, i mattoncini, gli animaletti gommosi e tutto il resto. Alla fine questi sacchetti confluiscono tutti nel magazzino della cartotecnica scelta per il gioco in questione, dove un'altra persona prende i vari sacchetti e li inserisce nella scatola finale, insieme a tutti gli altri elementi. Dopodiché mette un certo numero di scatole in un cartone, un certo numero di cartoni su un pallet e altre persone si occupano del trasporto fino al mio magazzino. Solo a quel punto io vedo fisicamente le scatole prodotte (a volte ho già visto dei campioni di preproduzione, ma non sempre, e comunque non è detto che siano uguali).
Tutto questo serve per dire che, se un gioco ha un problema in tutte le sue scatole (per esempio se in tutte le scatole di Kepler-3042 mancasse un cubo nero), allora è effettivamente possibile che io abbia sbagliato a dare istruzioni al fornitore, ma se manca un singolo cubo in una singola scatola... Beh, l'utente che acquista la scatola sfortunata ha tutto il diritto  di scrivermi e chiedere la spedizione a mie spese dell'elemento mancante o fallato (e in effetti è successo), ma se andasse su un forum a scrivere che i miei giochi non sono curati per questo motivo, mi darebbe fastidio.
Si noti che ciò può succedere anche per stampe decentrate o incomplete: se sono presenti in tutte le scatole, allora c'è un problema nel file, quindi è possibile che sia effettivamente un errore dell'editore, ma se è presente solo in poche scatole, è semplicemente un foglio andato fuori asse di cui l'operaio assemblatore non si è accorto.
Certo, se un fornitore sbagliasse SEMPRE l'assemblaggio di tutti i giochi nonostante abbia ricevuto istruzioni precise e l'editore continuasse a servirsi di lui, allora effettivamente non starebbe mettendo la qualità al primo posto, però io di fornitori che sbaglino in questo modo finora non ne ho mai incontrati.
Semplicemente, è un lavoro ripetitivo, meccanico, che qualcuno definirebbe alienante, svolto da persone che possono sbagliare, ogni tanto. Ma nessun editore può essere fisicamente presente mentre gli addetti dei vari fornitori assemblano i suoi materiali (e non sto parlando di produzioni in Cina, eh: sarebbe impossibile anche realizzando ogni componente in Italia), quindi possiamo concludere questo paragrafo con la frase "Non è mica da questi particolari che si giudica un editore".

A cosa ho giocato
A Grandi Laghi :)
Tanti, tanti playtest ancora, e pochi giochi editi.
Oltre ai consueti appuntamenti del lunedì, mercoledì e venerdì, ho portato avanti la solita serata ludica mensile alla Ca' Buiota, con affluenza davvero notevole e ho partecipato, insieme a SlowGame, a un'iniziativa per bambini organizzata a Gozzano, vicino alla nostra sede, per carnevale, ma in queste occasioni ho spiegato tanto e giocato poco.
Un po' meglio è andata alla domenica ludica dei Custodi del Lago (che sta diventando un altro appuntamento mensile), in cui ho ovviamente playtestato, ma visto che durava tutto il giorno sono riuscito anche a fare qualche partita ad altro.
In totale, quindi, solo 11 giochi.

In ordine cronologico:

Zagor: odissea americana
La festa per Odino
Mamma mia!
Formula Dé
Keep talking and nobody explodes
Sator - Malleus Maleficarum
Drizzit: il gioco di carte (con entrambe le espansioni)
Sushi dice (2)
Black Stories (2)
Picassimo
Mot pour mot


  • Due parole su Formula Dé, quindi! Era un gioco che mettevo in borsa già da mesi, per le serate alla Ca' Buiota, perché lì spesso ci sono gruppi molto numerosi, però non l'avevo mai fatto giocare, principalmente per via della durata. Stavolta l'ho proposto (anzi, imposto) perché c'erano tanti gruppi da gestire e ammetto biecamente che volevo tenerne impegnato uno per parecchio tempo così da seguire gli altri.
    Problema: mentre lo spiegavo mi è venuta voglia di rigiocarci e mi sono seduto anch'io :)
    Sì, perché questo gioco, che è vecchio, lungo e ingombrante, ha comunque un fascino magnetico su di me. Che non sono un appassionato di Formula 1, né di nessun altro tipo di automobilismo, beninteso. E ben mi rendo conto che l'enorme downtime fra un turno e l'altro, che di fatto mi permetteva di spiegare altri giochi ad altra gente mentre muovevano i miei avversari, sia un difetto. Anche la durata di un'ora e mezza per una partita da un solo giro e senza qualificazioni è eccessiva, senza dubbio (sì, anche se eravamo in nove a giocare), però che vi devo dire? Ha fascino. Ha fascino perché davvero secondo me esprime il bello e il brutto del dado, ovvero l'imprevedibilità. C'è gestione, in questo gioco. C'è tattica, c'è esperienza e fra un campione e un giocatore alle prime armi, 8 volte su dieci vincerà il campione, però ogni mossa è emozionante e quando il dado si ferma si possono sentire urla e strepiti per opposti motivi.
    Quindi sì, sto parlando di Formula Dé, ma più ancora sto parlando di tutto un universo di giochi che fanno leva su sentimenti irrazionali, in cui magari ci sono anche pianificazione, gestione del rischio e tattica, ma poi quando si arriva al momento del lancio, un singolo risultato imprevedibile causa esplosioni di giubilo o rabbia.
    Ma quelli che dicono semplicemente "i giochi di dadi non sono veri giochi" (e ne conosco tanti) temo non lo capiranno mai :(

martedì 8 marzo 2016

Tiriamo le somme: febbraio 2016

Ehi! Questo febbraio è andato davvero alla grande! Dopo le vacche magre di gennaio ho ricominciato a giocare una quantità decente di partite e ci sono anche un sacco di articoli e recensioni sui nostri giochi!
Inoltre sono stato al Festival des Jeux di Cannes, dove io e Matteo Post ci siamo incontrati con una certa casa editrice belga per parlare di un certo gioco sui moschettieri. Le cose si stanno sviluppando bene e non vediamo l'ora di darvi qualche anticipazione! :)

Veniamo dunque al consueto elenco di link!

A Max di Idee Ludiche piace Brick Party! Grazie, Max! :)

I ragazzi di Meeple Leaf consigliano Sator, anche se non riescono a pronunciarne il titolo :) (video in inglese).
TeOoh di Recensioni Minute, spiega brevemente sia Sator base che l'espansione, dandoci preziosi consigli.

Giochi e Giocatori dedica una recensione a Zena 1814, positiva come sempre. Pare proprio che questo gioco sia una bella sorpresa per tutti i blogger che lo provano :)

E veniamo quindi al vero protagonista del mese, ovvero Bretagne!
Board Game Friends prima dedica una recensione al gioco e poi intervista Alan d'Amico.
Il sito Late to the Table assegna al lavoro grafico di Alan e di Scribabs il primo posto per la plancia e il secondo per la copertina e al gioco il miglior tema.
Giochi sul nostro tavolo intervista l'autore, Marco Pozzi.
Rahdo racconta con entusiasmo i suoi pareri conclusivi sul gioco, promuovendolo in pieno. Nel video trovate anche i link alle spiegazioni dettagliate del regolamento (in inglese).

Veniamo quindi alla parte giocata: rispetto al mese di gennaio finalmente sono tornato ai consueti livelli, grazie anche alla seconda serata alla Ca Buiota di Vacciago (NO), che ormai diventerà un appuntamento fisso mensile per SlowGame: al momento li sto facendo giocare quasi solo a party games, ma credo che a breve introdurrò titoli un po' più complessi. Comunque c'è una bella atmosfera e ne sono molto felice.
Vediamo quindi a cosa ho giocato.

In ordine cronologico:

Mythotopia
Inkognito
Gino Pilotino
Tigris & Eufrates
Medieval Academy
The Castle of Burgundy
Saint Petersburg
Small World, con espansioni Be Not Afraid e Cursed!
Nosferatu (2)
To Court the King
One Night Ultimate Werewolf
Sheepland
Robinsoe Crusoe: viaggio verso l'isola maledetta
Insoliti Sospetti (2)
Karuba
Nome in Codice (2)
Brick Party
Funny Friends
Isle of Skye
Automania
Vanuatu
Imperial
Il Mistero dell'Abbazia
7 Wonders: Duel (5)


  • Abbiamo a giocato a Inkognito in occasione del carnevale, dietro mia insistenza, perché un po' è un tuffo nel passato, un po' è davvero un bel gioco. Era uno dei miei preferiti da piccolo e lo trovo più che valido anche ora. Senza dubbio è fra i migliori giochi da supermercato che io abbia mai giocato, come ho scritto anche sul profilo ask. Non a caso, è di Colovini e Randolph, quindi la cosa non stupisce. A voler essere pignoli, il gioco perde un pochino nel finale, perché, pur con la regola di fare un passo in più invece di avere un incontro, finché non escono i colori giusti non si può portare a termine la missione. Comunque ci sta: nessuno ha mai detto che fare la spia sia un lavoro facile :)
  • Isle of Skye mi ha conquistato per l'eleganza del sistema di commercio tessere. Davvero valido e lineare. Poi, per carità, non è male neppure il modo in cui vengono attribuiti i punteggi, però il vero cuore del gioco è nello stabilire i prezzi delle tessere da mettere in vendita. Ammiro molto come una meccanica così semplice abbia implicazioni così interessanti e per nulla banali.
  • 7 Wonders: Duel mi era stato regalato dai titolari della Repos dopo la scorsa Essen, ma per un motivo o per l'altro non l'avevo ancora giocato (vergogna a me). Beh, è stato un errore madornale, perché il gioco mi è piaciuto tantissimo! Tante scelte, tante strade verso la vittoria e tante variabili da tenere in considerazione. Il gioco è molto tattico, sia per via del fatto di liberare carte per l'avversario, sia per la possibilità di fare dei potentissimi doppi turni grazie alle meraviglie. Mi sembra pressoché impossibile vincere grazie alle carte verdi, ma sono sempre un ottimo spauracchio che ha una notevole influenza sulle scelte in partita.
    Insomma, super promosso! 



martedì 20 ottobre 2015

Tiriamo le somme: settembre 2015

Con Bigio!
Mamma mia, quanta roba questo mese! Annunci pazzeschi, uscite di giochi, novità, interviste, articoli! E in mezzo anche qualche partita a qualche bel gioco, fra cui le prime a Bretagne! <3 :)

A livello organizzativo, ci sono stati i Giochi dell'Uva, organizzati da SlowGame, a cui per una volta non ho partecipato perché ero a un matrimonio, ma che sono andati molto bene, nonostante il meteo abbia cercato di metterci i bastoni fra le ruote. Quest'anno abbiamo dato spazio anche a cosplay e pittura di miniature, anche se l'attività principale è stata come sempre quella di far giocare i passanti, indipendentemente dall'età!

Ecco qualche foto:







Main Event anche per i Custodi del Lago, con cui abbiamo organizzato la terza edizione del Concorso di Mastering: in questo caso è stato più che un successo, viste le 50 persone arrivate per l'evento da più parti, in un posto certamente non comodo da raggiungere come Verbania. La giornata è stata come sempre gradevole e divertente e sono particolarmente contento del fatto che sia voluto salire da Roma anche Bigio per partecipare con il GdR di Drizzit, che fra l'altro è stato finalista del Gioco di Ruolo dell'Anno 2015, quindi complimenti a lui e a Mini Games Studio... E pensare che noi il gioco di carte non l'avevamo neanche iscritto perché pensavamo fosse troppo di nicchia ;)
Per la cronaca, Bigio si è classificato secondo e, come sempre succede nei weekend in cui lo ospito da me, mi ha anche consigliato un sacco di bei film da vedere... E io in cambio gli ho fatto giocare un sacco di bei giochi da tavolo! Ah, che bello quando si collabora così :)

Ecco le foto dei giocatori e dei master partecipanti:




Ce ne sono poi tantissime altre e le trovate qui!

Veniamo ora alle mille attività di Post Scriptum!
Iniziamo subito dal super annuncione che avevamo in cantiere da mesi e che aspettava solo l'ufficialità: Touché verrà pubblicato dalla Repos Production e noi ne siamo entusiasti! La notizia è stata data anche da Gioconomicon, che ha anche dedicato un'anteprima a Zena1814.

L'annuncio di Touché ha poi suscitato la mia prima intervista a GeekPizza, in cui parlo dei giochi di Post Scriptum passati, presenti e futuri, a cui ne è poi seguita una seconda che riguarda il costo dei giochi in scatola (argomento molto dibattuto su forum e social vari), dando uno sguardo da addetto ai lavori che spero possa essere utile a qualcuno per chiarirsi le idee :)

Altro annuncio a cui abbiamo lavorato nell'ombra da quasi un anno è stato quello dell'apertura della Casa degli Enigmi a Torino, l'escape room a cui abbiamo lavorato insieme a Scribabs. È stato un lavoro molto diverso dal solito e a tratti decisamente faticoso, ma sono curiosissimo di sapere come andrà. A giudicare dalle prime settimane di apertura sembra bene, dai
Senz'altro, per me si tratta di un'avventura tutta nuova ed entusiasmante!
Qui potete trovare il sito internet e qui la pagina facebook. Per ora ci sono due avventure completamente diverse fra loro, che vi invito a provare :)

Proseguiamo dicendo che a settembre, un po' in anticipo sugli altri giochi, è uscito Bretagne, di Marco Pozzi, a cui abbiamo lavorato tantissimo per oltre due anni, con decine e decine di playtest. Il gioco sta avendo un ottimo successo (a Essen è andato benissimo, ma ne riparlerò nel post di fine ottobre). Marco è stato intervistato da Idee Ludiche e l'illustratore Alan D'Amico ha parlato del gioco sul suo blog, in un post che trovo molto interessante.

Chiudo segnalando anche il video per aziende che abbiamo realizzato per il nostro canale youtube (usatelo per convincere gli imprenditori che promuoversi con un gioco è meglio che farlo con una penna o un'agenda!)

Sì, vabbè, ma ho anche trovato il tempo per giocare a qualcosa o no?
Certo che sì!

In ordine cronologico:

Thumbs up!
Welcome to the dungeon
Pandemia: contagio
Fun Farm
ThémAtik
Concordia
Game of Crowns
Coloni imperiali
Dominion (2)
Bretagne (3)
Sushi Go!
Tobago
Hyperborea
Drizzit - il gioco di carte, con espansione Draghi, Spose e Coccole estreme
7 Wonders, con espansione Leaders
Ticket to Ride: Europa
Dominion Intrigo, con espansione Prosperità (2)
Lewis & Clark (2)
In the year of the dragon

In realtà questo mese me la sento di dare un parere su un solo gioco perché degli altri ho già parlato, oppure lo ho provati troppe poche volte per farmi un'idea definitiva e non mi piace dare giudizi affrettati! L'eletto è quindi...

  • Welcome to the dungeon mi è piaciuto tantissimo! Credo sia davvero un gioco geniale nella sua semplicità. Come tutti sanno, amo i giochi di bluff e i press your luck, e qui tutto è implementato in un modo davvero nuovo e divertente, secondo me. Se vi vengono in mente giochi simili segnalatemeli, perché io non ne ricordo :)