I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

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lunedì 9 gennaio 2017

Tiriamo le somme: dicembre 2016

Dicembre è passato, le feste sono alle spalle, il panettone (rigorosamente strapieno di canditi) è finito e con esso un altro anno e un altro mese.
Dell'anno ne parlerò con apposito post a breve, come di consueto, ma adesso vediamo com'è andato questo dicembre!

Innanzitutto ci tengo a dire che ho trascorso due giorni molto piacevoli a Torino Xmas Comics insieme ai ragazzi di GiocaTorino, a quelli del Jolly Joker e soprattutto ad Andrea Pisani e Carlo Emanuele Lanzavecchia.
Nelle fasce orarie in cui c'erano i due autori, ovviamente, il tavolo è stato dedicato solo a Ziuq, che è stato giocato da parecchie persone. Nel resto del tempo, qualche demo di Kepler-3042 e molte partite a Drizzit, che in eventi come questo è davvero sempre il gioco più apprezzato (e come al solito ci deve pensare Brandolino a togliere il party dai guai).
Ci tengo anche a esprimere per l'ennesima volta tutta la mia ammirazione per il modo in cui Andrea accoglie sempre col sorriso tutti quelli che vogliono farsi fotografare con lui. Fra parentesi, alla sera del sabato sono poi andato a vederlo partecipare al Festival della Canzone Improvvisata e mi sono divertito parecchio. Davvero un bel weekend.

Nel resto del mese ho continuato a testare Grandi Laghi in quasi tutte le serate ludiche e anche in altre occasioni. Ormai è davvero a buon punto e necessita solo degli ultimi ritocchi. A Idea G potrete provarlo con mano.
Uno degli effetti di questi playtest è stato quello di rendere il gioco più veloce, quindi a fine serata è sempre avanzato tempo per fare anche altro. Di conseguenza, rispetto a novembre il numero di partite giocate è tornato a salire e non può che farmi piacere. :)

Playtester d'eccezione per Grandi Laghi: Simone Cerruti Sola, autore di Kepler-3042!

In mezzo a tutto questo, comunque, c'è stato anche il tempo per lavorare a nuovi giochi in ottica 2017 e soprattutto di postare una nuova carta Print&Play per Drizzit sulla nostra pagina Facebook.
Fra l'altro, piccola indiscrezione: è molto probabile che nel 2017 esca qualcosa di nuovo per il gioco di Andrea e Bigio, quindi se ne siete appassionati, state sintonizzati :)

Veniamo quindi a cosa dicono di noi i vari siti:

Iniziamo dalle recensioni:

Tutte e tre fanno molto piacere, perché in questi giochi, in modi diversi, abbiamo davvero messo tanto lavoro e pensiamo siano prodotti ottimi per quello che si prefiggono di fare e che verranno apprezzati dai giocatori a cui sono destinati. Non nascondo che personalmente sono davvero felice di aver potuto lavorare a S.P.A.C.E., che unisce le mie due più grandi passioni, cioè gioco e scienza (in particolare astronomia).
  • Segnaliamo inoltre il numero 42 di ILSA, che presenta brevemente tutti i giochi usciti a Essen, dedicando ottime parole a Kepler-3042.
Proseguiamo con le liste di regali di Natale (o simili) in cui sono inseriti i nostri giochi. Spero le abbiate seguite!
Concludiamo con un paio di onori ricevuti:
Insomma, niente male, direi!!!

Veniamo quindi alle partite che mi hanno visto al tavolo questo mese, fra cui come sempre spunta Eat Poop You Cat, che non è un vero gioco, ma una tradizione irrinunciabile alla cena di Natale di SlowGame! Inoltre, le mie prime partite ufficiali a Kepler-3042 col gioco edito. Mi vergogno molto a non averne fatte prima, ma come già detto è stato un delirio. A ottobre e novembre l'ho però spiegato tantissime volte :)

In ordine cronologico:

Alta Tensione: First Sparks
King of Tokyo
Atlantis
Hystericoach (2)
Imagine (2)
In alto i calici (4)
Time Bomb
St. Petersburg
Ziuq
Mythomakya
13 indizi
Drizzit: il gioco di carte, con entrambe le espansioni (2)
Eat Poop You Cat
Kingdomino
Lorenzo il Magnifico
Kepler-3042 (2)
Star Realms
S.P.A.C.E.
Coloretto
Maiali al galoppo
Fabled fruit
Bruges
Diamant


  • Alta Tensione: First Sparks ricorda il suo illustre "genitore" in alcuni aspetti: l'asta per ottenere le nuove tessere che si svolge in ordine partendo dal giocatore con più punti e tutte le altre fasi che si svolgono in ordine inverso sono meccanismi collaudati e consolidati che funzionano benissimo (non a caso, sono presenti anche in Alta Tensione: Fabrikmanager, con cui questi due giochi condividono poco altro). Anche la meccanica di diffusione territoriale, con aumento di costi quando si raggiungono territori già posseduti da altri, è simile ed è uno dei punti di forza di entrambi i giochi. Come nella versione classica, penso che ci sia troppo il rischio che la partita sia condizionata dalle tessere estratte per il mercato, e che sia molto difficile, se non impossibile, riprendersi dopo un turno sbagliato. Restano comunque due bei giochi, se giocati con avversari di pari livello: impegnano e permettono considerazioni sia tattiche che strategiche molto interessanti. Fra i due preferisco questo perché lo trovo più vario. A livello produttivo, devo però esprimere il mio biasimo per questo dettaglio:


    Le tessere con la quantità di animali che vanno messe al contrario rispetto a quelle disegnate sulla plancia sono uno di quei particolari che se il mio grafico avesse proposto a me (o io a lui) avrebbero causato scariche di insulti, maledizioni e minacce a non finire!
  • Un gioco che invece ha componenti spettacolari è In alto i calici, edito da uno dei miei editori preferiti in assoluto  :)
    Ammetto che, quando l'avevo provato in anteprima sei mesi prima che uscisse, mi aveva lasciato perplesso. Era davvero un po' troppo incontrollabile anche per il party game che voleva essere. Mi sono quindi approcciato alla versione edita con qualche dubbio, ma alla fine ho notato che è decisamente migliorato (d'altronde è a questo che servono i playtest!). Ora è sempre difficilissimo sapere TUTTO, ed è questa la parte divertente del gioco, ma è possibile tenere d'occhio le cose a cui si è realmente interessati. Poi è chiaro che non sempre basta, ma credo che il brivido dell'imprevisto sia una parte fondamentale di ogni sua partita. Se diventasse un gioco matematico perderebbe totalmente il suo fascino.
    E poi volete mettere la soddisfazione di avvelenare i propri avversari???

martedì 9 dicembre 2014

Tiriamo le somme: novembre 2014

Mese pieno di impegni, tanto per cambiare, iniziato a Lucca, proseguito con GiocaTorino e finito col primo torneo ufficiale del gioco di carte di Drizzit, che sta andando molto bene, per la gioia di noi tutti. A questo proposito segnalo che la mia prima partita di Kingsport Festival è stata contro Bigio e Andrea Chiarvesio (invidiatemi pure) e l'ho anche vinta :)
Non lo troverete fra le consuete opinioni perché non mi esprimo mai dopo aver giocato una sola volta.
Fra l'altro, vorrei cogliere l'occasione per accennare a un aspetto della mia vita di editore che apprezzo molto, ovvero i viaggi verso le fiere in compagnia degli autori (nello specifico, Luca Bellini verso GiocaTorino e Bigio e Andrea verso il torneo di Drizzit), durante i quali vengono sempre ottime idee per la promozione dei giochi presenti o per la realizzazione di quelli futuri. Inoltre, sono tutte persone piacevoli da frequentare e si ride anche parecchio, il che non è da sottovalutare.

Ma veniamo al consueto riassuntone di fine mese:
Su La Piramide delle Bermuda ho svelato i trucchi usati da medium e veggenti per farvi credere di avere realmente poteri paranormali (consigliandovi di giocare a Divinare) e poi ho dedicato una puntata all'omicidio di John Fitzgerald Kennedy, spiegando quali sono i punti accertati e quelli ancora oscuri della vicenda (suggerendo Sherlock Holmes Consulente Investigativo).
Sul blog di Post Scriptum, invece, dopo aver finito di raccontare la storia della nostra casa editrice, Lord Fiddlebottom ha scritto due articoli molto interessanti che spiegano un po' di cose sul lavoro di un editore e su quello di un consulente. Se non li avete ancora letti, ve li consiglio vivamente.
Segnalo poi che il buon TeOoh ha messo online l'unboxing di Florenza, per chi abbia voglia di lustrarsi gli occhi :)

Riguardo alle serate ludiche, visto che in questo periodo si playtesta parecchio anche in ludoteca, non ho giocato a molti titoli editi, ma come sempre ce ne sono alcuni su cui scrivere due righe.

In ordine cronologico:

Fun Farm (2)
Drizzit: il gioco di carte
The Golden Ages
Lewis & Clark (2)
Takamatsu
One Night Ultimate Werewolf (4)
Concept
Dark Tales
Battlestar Galactica (con espansione Pegasus) (2)
Orcs Orcs Orcs
Alta Tensione
Glen More
King of New York
Alta Tensione: fabrikmanager
Mood X
Istanbul
Kingsport Festival
Tiny Epic Kingdoms


  • Lewis & Clark mi è piaciuto TANTISSIMO dalla prima volta che l'ho provato: trovo geniale il sistema di utilizzo delle carte a due per volta, inserito su un worker placement con elementi classici ben messi insieme e con anche una fase di mantenimento che, come ho detto più volte, è sempre un aspetto che mi piace molto. Il fatto che i personaggi del gioco siano storicamente esistiti, poi, dà un tocco in più al tutto. So che esiste una strategia vincente per la quale l'editore ha dovuto rilasciare una patch alle regole, però penso che anche senza, non avrebbe rovinato il gioco a me ai miei consueti avversari, perché avremmo senza problemi trovato un gentlemen agreement per non usarla (visto che non è divertente). Certo, da editore mi rendo conto che non è un problema da poco, ma a livello di gusto puramente personale non mi impedisce di godermi comunque il gioco.
  • Concept ha ricevuto tantissime critiche positive e infatti molti amici della ludoteca lo adorano. A me a dire il vero non piace granché, forse perché la meccanica mi ricorda quella già vista in Movie Trailer, forse perché su quello stile mi diverte molto di più Time's Up, o forse semplicemente perché non sono molto bravo a giocarci ;)
  • Alta Tensione è un capolavoro, lo sappiamo tutti. Ciò che ho sempre ammirato in questo gioco, fin dalla prima volta che l'ho provato anni fa, è l'eleganza nelle meccaniche, che permette sempre a tutti di essere in partita, facendo giocare i partecipanti in ordine dall'ultimo al primo e con altri accorgimenti, come la crescita del prezzo dei combustibili. In pratica, c'è sì un fortissimo senso di crescita, che si avverte molto bene, ma ciò non conduce necessariamente a un runaway leader, che a volte ho visto accadere, ma erano sempre casi in cui un giocatore era davvero nettamente più bravo degli altri (e devo dire che quel Giuda Iscariota del mio Ex-Famiglio è davvero forte, a questo titolo). Alcuni, come l'Avversario, non amano questo gioco dicendo che si tratta solo di fare calcoli, ma trovo che sia una critica ingiusta: le scelte da fare sono tantissime e continue e apprezzo particolarmente che, oltre alla componente puramente gestionale (quanto offrire per le varie centrali e quanti combustibili comprare), ci sia anche quella geografica, ovvero che sia molto importante decidere dove costruire, in base alle mosse degli altri.
    Certo, giocarci significa passare una serata impegnativa, per cui a volte si preferisce ripiegare su qualche titolo più semplice, come per esempio il fratellino minore Fabrik Manager, di cui ho già parlato qui.
  • Istanbul è un tatticone veloce e iper competitivo che gioco sempre volentieri. In pratica, vince chi è più bravo a trovare la strada più efficiente verso i cinque rubini e spesso le partite si concludono sul filo del rasoio: quando finisce, c'è sempre almeno un altro giocatore che l'avrebbe fatta finire al turno successivo e che è stato battuto per un soffio. Cosa chiedere di più?




lunedì 4 novembre 2013

A ottobre 2013 ho giocato a:

Ottobre, finalmente!
Anche nel 2013, come già successo in passato, è in questo mese che sono usciti i frutti di tante sudate settimane di lavoro: Florenza Card Game e Fun Farm!
Ma non ho giocato solo a quelli, tranquilli. Anzi, li ho principalmente fatti giocare agli altri.

In ordine cronologico:
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
Kingdom Builder
Arkham Horror
Ubongo
Stone Age (2)
Florenza: the card game (2)
Drako
The Resistance (2)
Oddville
Clans
Fun Farm (9)
Alta Tensione: Fabrik manager
Saint Petersburg
Diamant
King of Tokyo
Race for the Galaxy
Pentos
Spyrium

Come di consueto, ecco qualche opinione sparsa su questi titoli:

  • ad Alta Tensione: Fabrik manager gioco almeno una partita quasi tutti i mesi. Mi piace molto il senso di crescita che provo mentre ci gioco e vedo i miei capitali e le mie rendite salire sempre più, ma apprezzo la maggior semplicità e minor durata nei confronti del suo fratello maggiore Alta Tensione (che è un capolavoro, beninteso). Certo: quando tutto sembra iniziare a girare bene e la fabbrica sembra lanciata verso successo ed espansione inarrestabili, il gioco finisce. Ma è proprio quello il bello: se avessimo tempo infinito saremmo capaci tutti di far fruttare le nostre risorse!
  • a Race for the Galaxy purtroppo riesco a giocare molto poco: in ludoteca non è molto apprezzato perché viene avvertito come "troppo pesante per essere un card game" (mah...), quindi di fatto fra una partita e l'altra passa sempre troppo tempo per ricordarmi le strategie che mi vengono in mente mentre gioco. Questo è un peccato, ma riconosco che sia un problema mio e non del gioco. Di fatto, non sono ancora in grado di giudicarlo in tutta la sua profondità, ma senz'altro è un titolo molto, molto valido. Anche qui, come nel caso precedente, apprezzo molto il senso di crescita che si avverte durante la partita.
  • Arkham Horror soffre di un paio di problemi comuni a tanti collaborativi: c'è un forte rischio che alcuni giocatori siano semplici esecutori di quelli più esperti e, soprattutto, mi sembra troppo facile vincere (di fatto, credo di aver avuto un 90% di successi). Inoltre ha troppi elementi che modificano le normali regole per periodi limitati di tempo (carte Miti, soprattutto, ma non solo) e spesso si corre il rischio di dimenticarsi qualche effetto. Ogni tanto ci gioco volentieri, perché comunque è un passatempo divertente, ma non lo trovo un capolavoro come molti altri ritengono.



giovedì 14 febbraio 2013

Il torneo giusto nel posto giusto


Ieri sera, presso la Ludoteca Galliatese si è svolto il primo torneo di Carcassonne, a cui hanno partecipato ben 26 iscritti. 
Un altro torneo che ricordo con piacere è il multigame di Puerto RicoAgricola e Alta Tensione tenutosi a novembre presso i Custodi del Lago. Sicuramente più scoraggiante per via dei titoli complessi e del fatto che impegnava un'intera giornata, ha comunque raccolto 14 partecipanti.

Entrambi i tornei erano a carattere amichevole, ovvero non sanzionati da alcuna organizzazione ufficiale e si sono svolti in un'atmosfera molto piacevole.
In altre occasioni, con SlowGame, abbiamo organizzato tornei sotto l'egida della Board Game League (che ho visto nascere e dei cui organizzatori sono amico), ottenendo risultati inferiori, nonostante fossero spesso Master regionali.
Il motivo non è difficile da comprendere: il torneo ufficiale intimorisce di più: bisogna fare bella figura, bisogna giocare bene, magari arriva gente da fuori, magari è gente che chiama l'arbitro per ogni minima cosa, magari faremo una mossa che regalerà punti a qualcuno e qualcun altro ci sgriderà, ecc.
Magari, cosa da non sottovalutare, non sappiamo perfettamente le regole del gioco e nel torneo amichevole possiamo chiederle, mentre in quello ufficiale ce ne vergogniamo. 
Lo so: due esempi sono pochi per trarre conclusioni, però bastano per indurre a una riflessione. Da editore e, prima ancora, da giocatore, sono forse troppo abituato a considerare tutti gli appassionati come gamers, sempre attenti al dettaglio di ogni regola e sempre pronti a lottare su ogni punto, ma in realtà non è così. In ogni associazione ci sono i soggetti competitivi (di cui mi pregio di essere un pessimo esemplare), ma sono molti di più quelli che vogliono giocare tranquilli e rilassati solo per divertirsi e senza neanche (orrore!) voler per forza vincere. Il torneo amichevole, in questo senso, è davvero una gran bella soluzione: si gioca con i propri amici, senza eccessivi formalismi (di fatto, si ride e si scherza da un tavolo all'altro), ma con un impegno un po' maggiore del solito, fosse anche solo per vincere una medaglia ritagliata nel cartone. Si prendono in giro i propri avversari che arrivano dietro in classifica, si accampano scuse fantasiose con quelli che arrivano davanti, si insulta tutti in coro quello a cui continuano ad arrivare notifiche sul cellulare (per tutelarne la privacy lo chiamerò Paul Hetty) e, soprattutto, si impara meglio un gioco, che spesso e volentieri, come negli esempi indicati, è un gioco bello.
In sostanza, si fa associazionismo nel migliore dei modi, quindi viva i tornei amichevoli e la loro spensieratezza :)

PS: Questo post sembra forse banale e per qualcuno sarà senz'altro la scoperta dell'acqua calda, ma come è successo a me in prima persona, forse anche ad altri può succedere di essere troppo addentro al mondo ludico classico per rendersi conto che l'evento organizzato in modo "leggero" possa essere la scelta migliore per fare quello che davvero ci interessa: divertirci coi nostri amici.

PPS: Nel torneo di Carcassonne sono arrivato quarto e in quello multigame quinto. Ovviamente se li avessi vinti sarebbe stata la prima cosa che avrei scritto all'inizio del post ;)