I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare
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venerdì 1 giugno 2018

Aprile 2018: editori incapaci o commentatori saccenti?

In prima fila, Dorothy. In seconda fila decidete voi...
Sì, sì, lo so... Tutti vi aspettate che il blog di aprile inizi parlando di Play, ma dovrete aspettare qualche riga, perché prima devo fare due importanti comunicati ufficiali!
Il primo, da me attesissimo, è l'allargamento del team!
Ormai ne sentivo la necessità da parecchi mesi e finalmente io e i miei soci ci siamo decisi ad assumere una persona che ci aiutasse con la gestione della compagnia. Ecco quindi Sara, che potete vedere nella foto d'apertura. Dite ciao a Sara!
Sara sta affiancando Tambu nell'art direction e nella realizzazione di materiale grafico (le abbiamo anche fatto fare alcune illustrazioni, di cui siamo decisamente soddisfatti), e soprattutto sta aiutando me nelle questioni amministrative e pratiche, permettendomi di organizzare meglio tutti i lavori da cui sono sempre circondato, occupandosi in prima persona di parecchi di essi.
In pratica, Sara è ormai diventata la Pepper Potts di Post Scriptum: ora dobbiamo solo trovare un Tony Stark e siamo a posto!



Secondo comunicato: Wendake sbarca (o forse, sarebbe meglio dire "torna"?) in America, grazie a Renegade, che già aveva localizzato Kepler-3042! Siamo molto contenti di aver rafforzato la nostra partnership con loro e non vediamo l'ora che i nostri Nativi preferiti si espandano in tutto il continente. Qui trovate l'annuncio ufficiale.
Per chi se lo chiedesse: no, stavolta non rifaranno le illustrazioni. Sarà identico alla nostra versione, ad eccezione del fatto che sarà solo in inglese.

Ok, veniamo quindi agli eventi, inziando ovviamente da Play, in cui avevamo uno stand grande il doppio rispetto all'anno scorso.
Il weekend è iniziato dal venerdì, con Play Trade, in cui ho anche tenuto un paio di conferenze, di cui trovate le slide sulla nostra pagina Instagram, su cui fra l'altro ci sono un sacco di immagini della fiera e anche le splendide infografiche sui nostri giochi, che trovate anche in questo album Facebook.
Ah, come siamo fighi e social, noi di Post Scriptum!
Stavo dicendo?
Ah, sì, Play Trade.

La nostra postazione a Play Trade
Per essere una prima edizione, direi che è stata molto interessante: c'era parecchio pubblico, c'erano tanti espositori, c'erano tanti eventi. A dire il vero, secondo me erano persino troppi, per una sola giornata: l'unica vera critica che ho alla manifestazione è che mi sono trovato sballottato in giro per tutto il giorno, correndo verso l'impegno successivo. Addirittura, alcuni si sono accavallati e ho dovuto rimandare alcuni incontri al sabato, che sarebbe dovuto essere il giorno dedicato solo alla fiera.
Insomma: un buon inizio. Ora si può migliorare.
La fiera in sé è andata piuttosto bene, per noi: ci siamo trasferiti nel padiglione B per poter raddoppiare le dimensioni del nostro stand e la scelta pare aver funzionato, visto che i nostri tavoli sono sempre stati pieni tutto il tempo.



Anche il nuovo gioco annunciato per l'anno prossimo (il-german-che-attualmente-chiamiamo-Masamune) è stato molto apprezzato, come vedrete poi nella sezione dedicata ai link. In generale, ci hanno detto tutti che è all'altezza dei suoi predecessori, e ne siamo convinti anche noi.
Ultima nota: Danilo si è aggiudicato il premio come miglior autore italiano scelto dagli utenti di Board-Games.it, che fa sempre piacere :)


Prima di passare al prossimo punto, inserisco al volo qui qualche considerazione su una polemica che ha tenuto banco dopo la fiera (lo so che la sezione delle polemiche è un'altra, ma state tranquilli che c'è anche stavolta), cioè l'annosa questione delle demo, che già avevo trattato dodici mesi fa e vi rimando al mio vecchio post, perché la penso ancora allo stesso modo.
Aggiungo che, per quanto riguarda i nostri giochi Placentia, io personalmente penso che sarebbero sempre da provare dall'inizio alla fine, perché una componente presente in molti di essi è il senso di crescita che si avverte durante la partita e, spesso, vista la loro complessità, non è proprio possibile valutarli in mezz'ora. In generale, sono abbastanza convinto che chi afferma di poter capire in pochi turni qualsiasi gioco stia sopravvalutando sé stesso, perché molte volte non è possibile, come dirò poi anche nella sezione dedicata alla Polemica vera e propria (disclaimer: se tu che stai leggendo sei un autore a cui ho detto la stessa cosa, probabilmente il tuo gioco aveva un difetto di design, o comunque una caratteristica che lo rendeva inadatto al nostro catalogo, che si vedeva fin da subito).
Poi, nella realtà dei fatti, in fiera di solito il team che si occupa dello stand fissa dei tempi massimi per la partita perché deve gestire le tante richieste di demo che riceviamo. Io li lascio liberi di agire come meglio credono, tanto per me è fondamentale che il lato B2C possa essere gestito interamente senza di me, che di solito sono in altre faccende affaccendato. A Modena facevano demo di un'ora e mezza compresa spiegazione, che di norma lasciavano soddisfatti tutti.

Doverosa citazione anche per Torino Comics, dove abbiamo avuto uno stand in area games. Come di consueto, a farla da padrone in questa manifestazione è stato Drizzit, di cui abbiamo ormai esaurito la scatola base, che abbiamo in programma di ristampare.

Abbiamo inoltre partecipato alla Gioca Con di Piacenza, come ogni anno, dove ci siamo dedicati a playtest matto e disperatissimo... E abbiamo portato a casa un nuovo prototipo ;)

A cosa abbiamo lavorato
Beh, una volta passata la frenesia da fiera abbiamo proseguito il lavoro di sviluppo sui vari giochi:
  • L'espansione di Wendake ci piaceva già due mesi fa, ma abbiamo deciso di non accontentarci e proseguire cercando nuove strade. Sinceramente, abbiamo perso un paio di settimane cercando di introdurre un nuovo concetto che ci piaceva molto sulla carta, ossia il fatto che Inglesi e Francesi venissero a ostacolare i Nativi, ma purtroppo l'esperienza di gioco era molto più frustrante di quanto ci aspettassimo. La cosa buona è che da quei tentativi andati a vuoto sono uscite idee molto interessanti, che ci stanno convincendo parecchio e che sembrano davvero ben indirizzate.
  • Ovviamente, a mente fresca dopo Play, abbiamo dedicato qualche sessione anche a Il-german-che-attualmente-chiamiamo-Masamune e ci convince sempre di più, di partita in partita. Questo è per l'anno prossimo, ma ci teniamo a lavorare con parecchio anticipo per evitare le super corse degli ultimi due anni.
  • Abbiamo dedicato parecchie ore alla grafica dei giochi più leggeri. Per la precisione, tre party games e un family. Ancora non sappiamo quando usciranno, ma l'obiettivo è PRIMA POSSIBILE, perché secondo noi meritano.
  • Abbiamo inoltre proseguito il lavoro sul nuovo progetto con Demoelâ, di cui parlo ormai tutti i mesi senza dire nulla... Ma prima o poi lo farò!
  • Approfittando di Torino Comics, abbiamo messo giù il piano dell'opera della terza espansione di Drizzit, perché ormai il fumetto sta per volgere al termine e anche il gioco deve fare lo stesso.
  • Sempre a proposito di Drizzit, abbiamo pubblicato le carte Print&Play di Ugi da Quaggoth. Godetevele!
Cosa hanno detto di noi
  • Iniziamo da Wendake, con questa recensione di Balena Ludens. Sì, sì, è positiva... Ormai dovreste esserci abituati! :)
  • Stiamo sempre in tema, con una nuova intervista a Danilo Sabia su Giocareinscatola!
  • Passiamo invece a il-german-che-attualmente-chiamiamo-Masamune, di cui ha parlato Gioconomicon (sì, questo è uscito a maggio, ma si lega a Play, quindi lo segnalo in questo post... Che peraltro sta uscendo a giugno...).
  • Sempre di Masamune si parla anche in questo articolo post Play su Board-games.it...
  • ...E nella relativa diretta streaming.
  • Per finire, segnalo questo articolo su OggiScienza in cui si parla di giochi scientifici, e che non poteva che iniziare con S.P.A.C.E. e Kepler-3042!

La polemica del mese
Il post da cui prendo le mosse questa volta è questo, che non ha invero scatenato accesissime polemiche, ma offre parecchi spunti interessanti ai miei occhi.
Vado quindi di seguito ad elencarli:
  1. Sempre la solita solfa, sempre la solita minestra, questo Mario Sacchi scrive sempre le solite cose, uff.
    Sì, lo so, ma che ci devo fare? Alla fine pare proprio che il pettine a cui vengono tutti i nodi sia sempre il solito mercato ipertrofico: escono tantissimi giochi, sempre di più, e questo crea, fra mille altre conseguenze, anche le due che cito qui sotto:
  2. Sì, succede che escano giochi mal testati, a volte. In realtà è sempre successo, perché la lotta con le tempistiche esiste da quando esiste questo mestiere, ma ultimamente il problema si sta probabilmente acuendo. E a volte le tempistiche impongono di tagliar corto e andare in stampa(*), sacrificando la grafica, o l'ergonomia, o la qualità dei materiali, o il game design.
    Oppure succede perché non tutti gli editori sono poi così bravi e può capitare che sbaglino. Può anche capitare ripetutamente, come certamente anche voi avrete visto in alcuni casi.
    Come ho già scritto più volte, fare l'editore è un lavoro parecchio complesso, fatto di mille diverse fasi. Senza considerare tutta la parte amministrativa e quella commerciale, che pure portano via un sacco di ore e richiedono sforzi notevoli (ma che sono comuni a tutte le realtà imprenditoriali), va detto che la creazione di un gioco è davvero fatta di tante diverse competenze, che si devono incastrare alla perfezione. Di norma, include il lavoro di parecchie persone, magari che parlano ognuna la propria lingua, che devono essere coordinate al meglio perché un singolo errore di uno, che è sempre in agguato, può diventare un serio problema sul prodotto finale.
    Ovvio che comunque non è una scusante: se un prodotto è davvero buggato, o se ha una grafica incomprensibile o materiali pessimi, l'editore ha lavorato male, senza se e senza ma. Di casi simili me ne vengono in mente parecchi.
    Però, a volte non è questo il caso...
  3. Già, perché a volte il problema non sta davvero nel gioco, bensì nell'utente. Un'altra conseguenza del punto 1 è che spesso i giocatori hanno fretta di recensire un gioco perché presto ne avranno altri, quindi corrono a dare le loro valutazioni dopo una sola partita, a volte neanche completa. È vero che questo tipo di giocatori spesso ha davvero una grande esperienza, a livello di titoli provati, proprio perché non vede l'ora di giocare al successivo, ma può essere che tale esperienza si traduca più in un'esigenza di criticare, che in reale competenza per farlo, soprattutto nei casi citati dal post linkato, che parla espressamente di giochi apprezzati dalla critica, e soprattutto se tutte queste partite sono appunto PRIME partite, magari neanche complete.
    A volte succede proprio ai giocatori più appassionati, che cadono nel circolo vizioso del i giochi da tavolo sono la mia super passione -> li voglio provare tutti tuttissimi subito -> li voglio sempre più fichi e perfetti -> me ne piace uno ogni dieci -> quello che mi piace lo rigioco all'infinito, degli altri nove scrivo peste e corna sui social perché sono un appassionato e parlare di giochi mi interessa più di qualsiasi altro argomento. So bene che è una dinamica comune a molti altri settori, ma secondo me non è particolarmente positiva in nessuno di essi. Intendiamoci: il feedback dei giocatori a volte è preziosissimo e spesso e volentieri l'ho tenuto in grande considerazione in fase di sviluppo prodotto. Altre volte però mi sembra sia proprio solo figlio della voglia di dimostrare la propria (presunta) competenza.
    Faccio un paio di esempi che riguardano i nostri giochi, per far capire meglio a cosa mi riferisco:
    • "Ah, guarda, con Wendake ci avete preso, ma Kepler proprio no: le carte Progresso casuali rovinano completamente il gioco. Io non sono neanche riuscito a finire la prima partita".
      Ok, per carità... Tutti i pareri sono legittimi e se uno non riesce a finire una partita perché trova una regola così insopportabile, io non sono nessuno per giudicare i suoi gusti. Però il fatto che me lo venga a dire in fiera con tale sufficienza, aggiungendo pure che Wendake l'abbiamo azzeccato (wow! Che fortuna averlo azzeccato! Neanche ci avessimo fatto due anni di playtest intenso, eh...) mi ha davvero irritato. La regola in questione è stata provata con una marea di gente per oltre un anno, durante una pletora di partite e l'abbiamo inserita nel gioco nella formulazione che a nostro parere funzionava meglio. E per carità, noi siamo fallibili, come tutti, però vedere la spocchia con cui un giocatore qualunque si stava rivolgendo all'editore di un gioco che aveva ricevuto la quasi totalità di critiche positive mi ha davvero fatto girare le scatole (ah, come bisogna essere educati, qui sul blog!). Ma più che l'opinione in sé, mi ha seccato il fatto che tale opinione venisse presentata come un fatto, incontrovertibile e assoluto... E scaturito da una partita neanche finita.
      Sgrunt.
    • "Eh, sì, Wendake è carino, ma si vede proprio che la scala delle maschere l'avete aggiunta all'ultimo per far quadrare le cose. Peccato, avreste potuto fare di meglio, ma si capisce che avevate fretta".
      No. La scala delle maschere esiste fin dal primo prototipo e anzi è una delle poche meccaniche che è  giunta nel prodotto finale senza alcuna modifica, perché Danilo era partito dall'ambientazione e questo ne è un aspetto fondamentale (praticamente, è ciò che distingue gli Irochesi da tutte le altre tribù).
      Questo secondo esempio non mi ha dato fastidio quanto il primo, forse perché mi è stato espresso con un sorriso, ma analizzandolo non è poi così diverso. La critica sul fatto che la scala maschere sia slegata dal resto è accettabile, per carità. Lo sappiamo anche noi, e abbiamo deciso di tenerla perché ci piaceva lasciare un modo di fare punti che fosse indipendente da ciò che succedeva sulla plancia di gioco.
      Quello che invece disturba è l'accenno alla meccanica aggiunta in fretta e furia alla fine. Spiace, perché dopo anni a testare giochi fino alla nausea per sfornare prodotti sempre accolti benissimo dalla critica, fa male che qualcuno pensi che lavoriamo così.
      Per carità, non sto dicendo che  la gente non debba più esprimere le proprie opinioni sui giochi, eh. Anzi, sono importanti e spesso interessanti. Dico solo che, nella maggior parte dei casi, le scelte editoriali (comprese quelle di game design) hanno alle spalle precise motivazioni, e che liquidarle con sufficienza senza un'analisi approfondita è sbagliato. Precipitarsi online a sparare fango su un gioco prima di tutti gli altri non ha alcun effetto positivo sul settore, né sulla propria reputazione. Si generano solo flame dannosi, che presto fanno stancare la gente e che danno l'idea di una community con la puzza sotto il naso. Poi è chiaro che le critiche meritate esistano e siano anche utili, ma se vengono sommerse da quelle immotivate, rischiano di sparire nel mare di fastidio.
In conclusione: stiamoci attenti noi editori, a far uscire dei prodotti in grado di soddisfare il pubblico appassionato, ma stia attento anche il pubblico appassionato a non avere troppa fretta di valutare.
Il discorso si ricollega anche un po' a quanto scritto sopra riguardo alle demo in fiera e in particolare a chi sostiene che "in mezz'ora di partita si riesce a valutare qualsiasi gioco".
No, ragazzi. Io cito i miei giochi perché sono quelli che conosco, ma vi assicuro che né Kepler, né Wendake (né nessun altro gioco di Placentia) sono valutabili in mezz'ora di partita, davvero.
Giocateli bene, questi giochi. Date loro la possibilità di conquistarvi. Vi assicuro che ne vale la pena.

(*)
È successo anche a noi, a volte, di cedere alla fretta su qualche aspetto del gioco, ma si trattava sempre di questioni che ritenevamo del tutto secondarie. I prodotti effettivamente usciti ci hanno sempre convinto in pieno. In più di un'occasione abbiamo rimandato l'uscita di un gioco perché per noi non era pronto.

A cosa ho giocato

Alhambra
The Game
La Granja
Drizzit: il gioco di carte, con tutte le espansioni (3)
Wendake (4)
Deep Sea Adventure (3)
The mind (2)
Imhotep (2)
Panico da pecora (2)
Castles of Burgundy
Santorini
St. Petersburg
  • A volte mi imbatto in giochi semplicissimi, ma con un twist geniale e penso "ma perché non è venuto in mente a me?" The mind è un perfetto esempio di questa categoria. 100 carte, 2 regole e una tensione pazzesca. Già mi aveva affascinato Kreus, relativamente a questa tipologia, ma The mind riduce ancora più tutto all'osso e si presenta come una meccanica pura, pulitissima ed elegantissima.
    So che molta gente lo potrebbe odiare, perché il divertimento sta tutto nel metagame, ma da parte mia, davvero, chapeau!

lunedì 30 gennaio 2017

2016: Croce e Delizia

Fra le altre cose, quest'anno ne ho compiuti 40...
E così, come già scritto nel 2014 e 2015, eccomi a raccontare il mio 2016 ludico dietro le quinte, cioè più intimo e personale rispetto alle considerazioni ufficiali da editore.

Ho intitolato questo post Croce e Delizia, perché mai come quest'anno abbiamo messo in cantiere grandi progetti, impegnativi e ambiziosi, che hanno portato tante soddisfazioni ma anche, non lo nego, tantissimo stress.
Volendo scrivere a cuore aperto, lo dico subito: mi sono sentito sull'orlo di una crisi di nervi più di una volta. Gli ultimi mesi dell'anno sono stati pieni di tensione e, se è vero che alla fine siamo riusciti a far andare tutto (quasi) come volevamo, è altrettanto vero che a farne le spese sono stati i miei Punti Sanità Mentale. Ho addirittura sentito fortissima l'esigenza di fare dei giorni di vacanza (una settimana a marzo, tre giorni a novembre), cosa che gli altri anni non era mai stata necessaria. Fortunatamente, la situazione migliorerà drasticamente in questo 2017, come dirò a fine post.

Veniamo quindi agli accadimenti ludici di quest'anno da poco finito:

VITA DA GIOCATORE:

CROCE
Ho giocato poco :(
Avendo dedicato tantissime serate ai playtest, alla fine ho all'attivo solo 296 partite a 164 giochi diversi, quindi molto meno del 2015. Il gioco a cui ho fatto più partite è stato Ziuq, il che ovviamente non stupisce.
Escludendo i titoli di Post Scriptum, il podio va invece a tre giochi semplici, spesso messi in tavola a inizio e fine serata: nell'ordine, Perudo, Port Royal e 7 Wonders Duel. Fra i giochi più complessi, la palma va a I viaggi di Marco Polo.
Tutti questi titoli mi piacciono parecchio, in modo diverso (per esempio, un Perudo a volte mi è graditissimo, a volte non mi va proprio e non saprei dire da cosa dipenda), quindi è una classifica che non mi stupisce affatto.

Playtest in corso alla Ludoteca Galliatese
DELIZIA
Sono salito sul podio di un torneo multigioco: dopo una sfilza di quarti posti, sono finalmente riuscito a far parte di una delle squadre premiate. Al torneo Winter is Gaming II organizzato da In ludo Veritas siamo arrivati terzi indossando i colori di SlowGame. Ho raccontato qui la mia soddisfazione, soprattutto per aver fatto meglio de l'Avversario (a onor del vero va detto che di norma si piazza meglio lui di me, in questi tornei).
Per il resto, ho cercato di provare più titoli possibili, mi sono divertito parecchio, ho sfoggiato bon ton in ogni occasione (soprattutto se al tavolo c'era TeOoh Boca) e anche nelle tantissime serate dedicate ai playtest, mi sono comunque divertito come sempre.
D'altronde, che giocare sia la mia attività preferita credo che lo abbiate capito ormai tutti :)
E comunque tutti questi test hanno dato ottimi frutti perché i giochi che ne sono usciti (o che ne stanno uscendo) mi convincono proprio!



VITA DA ASSOCIATO:

CROCE

SlowGame, dopo poco più di due anni, ha dovuto nuovamente cambiare sede. È un passo già accaduto a tutte le associazioni di cui ho fatto parte e porta sempre un po' di scompiglio. A volte si perde gente per strada, a volte se ne acquista. Nel nostro caso ne abbiamo persa un po', ma ne abbiamo poi acquisita altra, quindi ce la siamo cavata, direi.
La nuova sistemazione al Foro Boario, ospiti della Pro Loco con cui da sempre collaboriamo, è buona e pare che i vantaggi siano reciproci (gli associati consumano, la Pro Loco pratica prezzi bassi, tutti sono contenti). Metto questo cambio fra le croci, perché la decisione di abbandonare Magà non è stata semplice e anche la ricerca della nuova sede è stata non priva di incertezze. Alla fine è andato tutto bene, ma a livello personale è stata una preoccupazione in più in un periodo in cui davvero c'era già tanto, tanto altro da fare.


Nuova sede!
DELIZIA
Beh, come tutti i più importanti organi di stampa internazionale hanno riportato, sono stato eletto Presidente di SlowGame! Sì, lo so la mia naturale modestia(*) mi imporrebbe di inserire questo accadimento fra le croci da portare con umiltà e discrezione (e un po' lo è, in effetti), ma in realtà ci tenevo: pensavo che dopo 3 mandati da Consigliere e in qualità di fondatore della Ludoteca (che di SlowGame è una parte importante, ma non l'unica), fosse giunto il momento di propormi e sono soddisfatto di aver effettivamente ottenuto la carica. L'associazione sta crescendo bene in tutte le sue sezioni: gli incontri di gioco da tavolo, di ruolo e di miniature sono sempre più affollati, sia in sede, sia altrove. Ovviamente è tutto merito mio, eh! Il fatto che con gli altri consiglieri ci siamo diivisi bene i compiti per far crescere ogni sezione dell'associazione è del tutto ininfluente ;)
Sono stato anche riconfermato Consigliere dei Custodi del Lago, che è ormai una realtà sempre più solida e grande, in continuo progresso da anni.
Entrambe le associazioni hanno continuato a organizzare giornate aperte al pubblico o tornei per giocatori esperti (da tavolo e di ruolo), sempre con ottime affluenze. Hanno inoltre partecipato a eventi organizzati da altri cercando di farsi conoscere e di far giocare più gente possibile.
Se non sono delizie queste :)
(*)potrebbe non esistere





Eventi vari nel corso dell'anno

VITA DA EDITORE:

CROCE
Eh... Questo è stato l'anno del grande stress. Principalmente, va detto, per via della campagna Kickstarter di Kepler-3042 che ha assorbito una quantità di tempo ed energie che neanche sapevo di avere. Sapevamo che sarebbe stata dura e ci eravamo preparati bene, quindi alla fine l'abbiamo portata a casa senza disastri, però ciò ha richiesto corse a perdifiato, correzioni in corsa, realizzazione di miracoli e comunque non è andato tutto alla perfezione come avrei voluto. Abbiamo avuto problemi produttivi e ritardi di consegna per colpa di una macchina fustellatrice che si è rotta (quella dei famigerati adesivi) e abbiamo peccato di inesperienza in alcuni aspetti logistici (banalmente, il corriere che usavamo da anni e che si era sempre dimostrato affidabile per un po' di spedizioni ogni tanto, non lo è stato per spedizioni quotidiane e in gran numero).
Certo, il lavoro di editore è sempre una corsa contro il tempo, c'è sempre da ottimizzare tutto, da far fronte e imprevisti, da chiedere l'impossibile ai fornitori e prometterlo ai clienti, ma con una campagna Kickstarter tutto è amplificato, perché i clienti sono i giocatori stessi e non tutti possono sapere come funzionano certe cose.
E se si lamentano del fatto che la Kickstarter Exclusive arriva a casa loro dopo che quelle normali sono già nei negozi hanno ragione. Io posso affrettarmi a spiegare sui forum tutti i motivi per cui questo è successo, ma ciò non toglie che sarebbe meglio se non succedesse e che la prossima volta non dovrà succedere.
E quindi non si dorme la notte, si sta male e si fanno errori a catena anche su altri giochi (nulla che sia effettivamente arrivato sul prodotto finito, tranquilli, ma che ci ha fatto perdere ulteriori ore di lavoro e in un caso anche qualche centinaio di euro).
Ci sono stati momenti molto difficili, ve lo assicuro. Momenti in cui mi sembrava di stare buttando via in un mese tutta la credibilità costruita in dodici anni, attraverso giochi ben curati e ben sviluppati.
E Kepler-3042 lo è, eh! Anzi, secondo me è il meglio curato e il meglio sviluppato della mia carriera, però avevamo promesso di mandarlo a tutti a novembre, con la speranza in realtà di spedirlo a ottobre, e invece abbiamo sforato a dicembre. Lo so che per Kickstarter un mese di attesa è la norma, che non viene percepito poi come una tragedia, ma se abbiamo sempre messo la qualità del prodotto davanti a tutto, per me dev'essere qualità in tutto, sia nella realizzazione, sia nella consegna.
Tutta questa tensione si è riversata poi ovviamente su altri aspetti della mia vita, dal fatto di passare le serate del weekend a casa a lavorare o ad andare a dormire stremato, all'enorme irritabilità del periodo pre-Essen, in cui rispondevo male anche a chi mi faceva semplicemente gli auguri di buon compleanno (il quarantesimo, peraltro).
Sì, già che ci siamo, ne approfitto per aggiungere un altro piccolo sfogo. Odio quando la gente mi augura di divertirmi o, peggio, di provare tanti bei giochi a Essen: magari mi divertirò anche, in alcuni momenti, ma ci vado per lavorare e mai come quest'anno era un momento in cui si tiravano le fila di mesi e mesi di fatica. Il fatto che la gente mi parli come se stessi andando in vacanza mi è sempre più insopportabile e le risposte piccate sono sempre più frequenti.
Quindi, alla fine cosa voglio dire con questo lungo paragrafo? Che sì, il mio lavoro mi piace e l'ho voluto fare a tutti i costi, incentrando gli ultimi anni della mia vita unicamente su di esso, ma per la prima volta ho vissuto momenti in cui mi è venuta voglia di smettere.
Se qualche lettore di questo post ha idea di far partire una campagna Kickstarter stia pronto a mesi davvero, davvero duri. E non credo ci sia bisogno di sottolineare che se hanno fatto questo effetto a me che già sapevo come sviluppare e produrre il gioco, figuriamoci come possa essere travolta una persona che non ha mai fatto questo lavoro in vita sua.

DELIZIA
Beh, partiamo proprio dal risultato di questi mesi, dunque: Kepler-3042 è fantastico. È il gioco che mi piace di più fra quelli a cui ho lavorato in carriera e sono davvero soddisfatto del risultato finale. È vero che si tratta di un prodotto Placentia, ma io e Matteo abbiamo avuto davvero carta bianca nello sviluppo del prodotto e della campagna (con le conseguenze per la mia psiche che avete letto sopra), quindi posso essere orgoglioso di come è uscito. Inoltre, questa estenuante esperienza ci ha insegnato moltissimo e tutti pensiamo davvero che questo gioco ci aprirà nuovi interessanti orizzonti... E meno male, perché tutto questo lavoro deve dare dei bei frutti, no???
Ciliegina sulla torta: sono davvero felice di aver potuto lavorare con Adrian Fartade per inserire anche la parte scientifica. Come direbbe lui: WOW!



Non c'è però stato solo questo gioco: nel 2016, contando anche le ristampe e le nuove versioni di Brick Party, ho lavorato a dieci giochi editi, più ovviamente tutti quelli in programma per quest'anno o i successivi (di Grandi Laghi immagino abbiate già sentito parlare, no?). In particolare, come già detto più volte, ho adorato S.P.A.C.E., per via del tema scientifico e perché credo che davvero svolga bene il compito di gamificare un argomento affascinante come l'esplorazione spaziale: da nerd quale sono, non posso che essere orgoglioso di averci lavorato. E poi, certo, per via del suo autore, ma ne parlerò in fondo :)
Ovviamente anche Ziuq ha un posto speciale nel mio cuore: lavorare con Andrea Pisani (e Carlo Lanzavecchia, ma questo già lo sapevo) è stato davvero divertente e piacevole, compresa l'assurda serata in cui siamo finiti a vedere una puntata di Colorado in una saletta regia nel backstage, con tutti i comici che passavano a chiedere chi fossimo (e io, dico la verità, chiedevo ai miei amici chi fossero loro). A un certo punto ho tentato di spacciarmi per l'emissario di un produttore russo che voleva comprare gli studi, ma non mi hanno creduto...
Va beh, torniamo in tema: i giochi usciti nel 2016 sono stati tanti e non mi metterò a scrivere i miei sentimenti verso ognuno di essi. Sappiate solo che sono molto soddisfatto di come sono usciti, tutti, e che ogni volta che mi è arrivata la prima scatola fresca fresca mi sono sentito emozionato e ripagato di tutto. E questa, sì, è davvero una gran delizia.

VITA FUTURA:

DELIZIA
Ovviamente non mi auguro nessuna croce (anche se inevitabilmente ce ne saranno), mentre sono certo, certissimo che le delizie saranno portate dall'ingresso di Tambu in società.



Più volte, nel corso degli ultimi mesi, ho detto a Matteo che dovevamo assumere qualcuno perché era giunto il momento di ingrandirci e puntare più in alto e perché, lo confesso, avevo davvero bisogno di aiuto. Abbiamo anche sondato alcune persone per questo ruolo, ma quando Tambu, a seguito del lavoro fatto su S.P.A.C.E. si è offerto come socio, non abbiamo avuto dubbi. Ci piace lavorare con lui e siamo certi che il suo apporto gioverà tantissimo ai tanti progetti che abbiamo.
E ai miei Punti Sanità Mentale, naturalmente ;)

lunedì 9 gennaio 2017

Tiriamo le somme: dicembre 2016

Dicembre è passato, le feste sono alle spalle, il panettone (rigorosamente strapieno di canditi) è finito e con esso un altro anno e un altro mese.
Dell'anno ne parlerò con apposito post a breve, come di consueto, ma adesso vediamo com'è andato questo dicembre!

Innanzitutto ci tengo a dire che ho trascorso due giorni molto piacevoli a Torino Xmas Comics insieme ai ragazzi di GiocaTorino, a quelli del Jolly Joker e soprattutto ad Andrea Pisani e Carlo Emanuele Lanzavecchia.
Nelle fasce orarie in cui c'erano i due autori, ovviamente, il tavolo è stato dedicato solo a Ziuq, che è stato giocato da parecchie persone. Nel resto del tempo, qualche demo di Kepler-3042 e molte partite a Drizzit, che in eventi come questo è davvero sempre il gioco più apprezzato (e come al solito ci deve pensare Brandolino a togliere il party dai guai).
Ci tengo anche a esprimere per l'ennesima volta tutta la mia ammirazione per il modo in cui Andrea accoglie sempre col sorriso tutti quelli che vogliono farsi fotografare con lui. Fra parentesi, alla sera del sabato sono poi andato a vederlo partecipare al Festival della Canzone Improvvisata e mi sono divertito parecchio. Davvero un bel weekend.

Nel resto del mese ho continuato a testare Grandi Laghi in quasi tutte le serate ludiche e anche in altre occasioni. Ormai è davvero a buon punto e necessita solo degli ultimi ritocchi. A Idea G potrete provarlo con mano.
Uno degli effetti di questi playtest è stato quello di rendere il gioco più veloce, quindi a fine serata è sempre avanzato tempo per fare anche altro. Di conseguenza, rispetto a novembre il numero di partite giocate è tornato a salire e non può che farmi piacere. :)

Playtester d'eccezione per Grandi Laghi: Simone Cerruti Sola, autore di Kepler-3042!

In mezzo a tutto questo, comunque, c'è stato anche il tempo per lavorare a nuovi giochi in ottica 2017 e soprattutto di postare una nuova carta Print&Play per Drizzit sulla nostra pagina Facebook.
Fra l'altro, piccola indiscrezione: è molto probabile che nel 2017 esca qualcosa di nuovo per il gioco di Andrea e Bigio, quindi se ne siete appassionati, state sintonizzati :)

Veniamo quindi a cosa dicono di noi i vari siti:

Iniziamo dalle recensioni:

Tutte e tre fanno molto piacere, perché in questi giochi, in modi diversi, abbiamo davvero messo tanto lavoro e pensiamo siano prodotti ottimi per quello che si prefiggono di fare e che verranno apprezzati dai giocatori a cui sono destinati. Non nascondo che personalmente sono davvero felice di aver potuto lavorare a S.P.A.C.E., che unisce le mie due più grandi passioni, cioè gioco e scienza (in particolare astronomia).
  • Segnaliamo inoltre il numero 42 di ILSA, che presenta brevemente tutti i giochi usciti a Essen, dedicando ottime parole a Kepler-3042.
Proseguiamo con le liste di regali di Natale (o simili) in cui sono inseriti i nostri giochi. Spero le abbiate seguite!
Concludiamo con un paio di onori ricevuti:
Insomma, niente male, direi!!!

Veniamo quindi alle partite che mi hanno visto al tavolo questo mese, fra cui come sempre spunta Eat Poop You Cat, che non è un vero gioco, ma una tradizione irrinunciabile alla cena di Natale di SlowGame! Inoltre, le mie prime partite ufficiali a Kepler-3042 col gioco edito. Mi vergogno molto a non averne fatte prima, ma come già detto è stato un delirio. A ottobre e novembre l'ho però spiegato tantissime volte :)

In ordine cronologico:

Alta Tensione: First Sparks
King of Tokyo
Atlantis
Hystericoach (2)
Imagine (2)
In alto i calici (4)
Time Bomb
St. Petersburg
Ziuq
Mythomakya
13 indizi
Drizzit: il gioco di carte, con entrambe le espansioni (2)
Eat Poop You Cat
Kingdomino
Lorenzo il Magnifico
Kepler-3042 (2)
Star Realms
S.P.A.C.E.
Coloretto
Maiali al galoppo
Fabled fruit
Bruges
Diamant


  • Alta Tensione: First Sparks ricorda il suo illustre "genitore" in alcuni aspetti: l'asta per ottenere le nuove tessere che si svolge in ordine partendo dal giocatore con più punti e tutte le altre fasi che si svolgono in ordine inverso sono meccanismi collaudati e consolidati che funzionano benissimo (non a caso, sono presenti anche in Alta Tensione: Fabrikmanager, con cui questi due giochi condividono poco altro). Anche la meccanica di diffusione territoriale, con aumento di costi quando si raggiungono territori già posseduti da altri, è simile ed è uno dei punti di forza di entrambi i giochi. Come nella versione classica, penso che ci sia troppo il rischio che la partita sia condizionata dalle tessere estratte per il mercato, e che sia molto difficile, se non impossibile, riprendersi dopo un turno sbagliato. Restano comunque due bei giochi, se giocati con avversari di pari livello: impegnano e permettono considerazioni sia tattiche che strategiche molto interessanti. Fra i due preferisco questo perché lo trovo più vario. A livello produttivo, devo però esprimere il mio biasimo per questo dettaglio:


    Le tessere con la quantità di animali che vanno messe al contrario rispetto a quelle disegnate sulla plancia sono uno di quei particolari che se il mio grafico avesse proposto a me (o io a lui) avrebbero causato scariche di insulti, maledizioni e minacce a non finire!
  • Un gioco che invece ha componenti spettacolari è In alto i calici, edito da uno dei miei editori preferiti in assoluto  :)
    Ammetto che, quando l'avevo provato in anteprima sei mesi prima che uscisse, mi aveva lasciato perplesso. Era davvero un po' troppo incontrollabile anche per il party game che voleva essere. Mi sono quindi approcciato alla versione edita con qualche dubbio, ma alla fine ho notato che è decisamente migliorato (d'altronde è a questo che servono i playtest!). Ora è sempre difficilissimo sapere TUTTO, ed è questa la parte divertente del gioco, ma è possibile tenere d'occhio le cose a cui si è realmente interessati. Poi è chiaro che non sempre basta, ma credo che il brivido dell'imprevisto sia una parte fondamentale di ogni sua partita. Se diventasse un gioco matematico perderebbe totalmente il suo fascino.
    E poi volete mettere la soddisfazione di avvelenare i propri avversari???

venerdì 11 novembre 2016

Tiriamo le somme: ottobre 2016

Ok, ok, tutti i blog di ottobre iniziano allo stesso modo: sì, anche quest'anno, per la dodicesima volta consecutiva, sono stato a ESSEN! Ed è andata benissimo!
La parte del leone l'ha fatta, ovviamente, Kepler-3042. Lo stand di Placentia era nella hall 7, quindi apparentemente un po' appartato, ma parecchia gente è venuta a trovarci lo stesso e i 3 o 4 tavoli demo sono sempre stati pieni senza sosta. Abbiamo iniziato a far provare il gioco al mercoledì, mentre allestivamo lo stand e abbiamo avuto gente veramente fino alla fine.
Abbiamo venduto tutte le scatole portate e fatto parecchi accordi commerciali interessanti. Una Essen trionfale sotto ogni aspetto, dunque! :)




Ovviamente c'è stata anche Lucca. Lì lo stand era decisamente più piccolo, ma Kepler-3042 è stato comunque molto giocato, complice anche la presenza di Simone Cerruti Sola, l'autore, che ha firmato parecchie scatole. Nei primi giorni c'era stato anche Alan D'Amico ed è passato a trovarci anche Adrian Fartade, quindi, che dire... Una vera e propria celebrazione di un gran gioco!

Emma Frausin, vincitrice del contest per avere la sua faccia nel gioco,
insieme ad Alan D'Amico e con il disegno originale.
Doppio disegno combinato di Alan D'Amico sulle scatole di Kepler-3042 e Bretagne. WOW! 
Demo in corso

Demo in corso

Due bambini hanno giocato a Drizzit. Si sono divertiti molto, ma ci chiediamo
come abbiano fatto a lasciare il tavolo così facendo una sola partita!

Adrian è passato a trovarci in stand! E ha firmato la scatola del baldo dimostratore
Mattèo, già autografata da Simone e con disegno di Alan.
Il tizio sulla destra invece è nella foto solo per renderla più bella :D

E poi, tanto tanto altro! A partire dal workshop Di-Stratti, che ho tenuto a inizio mese presso lo spazio MAST di Rho, organizzato dalla cooperativa La Fucina. In cinque giorni, da lunedì 3 a venerdì 7, ho coordinato un gruppo di ragazzi nella creazione di un gioco sulla mediazione dei conflitti. Non è stato semplice, anche perché il tema sarebbe stato più adatto a un gioco di ruolo, ma uno degli scopi del workshop era mostrare ai ragazzi in cosa consiste la produzione di un gioco in tutti i suoi aspetti, nel caso volessero candidarsi per lavorare presso una casa editrice. Per questo motivo, abbiamo scelto di realizzare un prodotto con scatola, carte, pedine e plancette varie, in modo da poter parlare della realizzazione concreta di questi elementi, dedicando del tempo anche ai testi sul retro della scatola e alla stesura di una cartella stampa.
La prima cosa che ho detto ai ragazzi è che per fare un gioco di solito ci vuole almeno un anno e non una settimana, quindi abbiamo dovuto saltare a piè pari tutta la parte di bilanciamento regole. In pratica ho iniziato il venerdì dicendo "ok, lo so bene che il gioco ha ancora molti problemi, ma diamo per scontato di averli risolti in mesi e mesi di playtest e passiamo alla finalizzazione del prodotto e alla stesura dei comunicati come se tutto girasse a perfezione".
Alla fine abbiamo preparato anche delle piccole slide a uso interno e abbiamo mostrato tutto agli altri relatori che si erano occupati delle parti più teoriche del workshop, suscitando parecchio entusiasmo.
Insomma, un'esperienza molto stancante, soprattutto perché nella settimana prima di Essen, ma anche molto appagante. Ho solo questa foto, fatta durante la chiacchierata introduttiva del lunedì mattina, perché dopo abbiamo iniziato a lavorare a spron battuto e mi sono dimenticato di farne :)


Altro grande evento di questo mese pienissimo è stata la quarta edizione del Concorso di Mastering organizzato a Verbania dai Custodi del Lago. Ho partecipato come giocatore e mi sono cimentato con due sistemi autoprodotti, uno di stampo molto narrativo e l'altro più tradizionale. I gdr non sono la mia specialità, quindi non mi permetto di giudicarli troppo (ma qualcosa ci capisco, comunque, perché alcuni aspetti sono comuni anche ai giochi da tavolo), comunque ho trovato in entrambi alcune idee interessanti e li ho giocati volentieri.
Il torneo ha come al solito attirato parecchia gente, fra cui alcuni giocatori nuovi da posti nuovi.
Unico dispiacere: la ridottissima presenza femminile di quest'anno. Alcune giocatrici storiche non hanno potuto partecipare (qualcuna perché diventata mamma nel frattempo, quindi è perdonata) e quindi la foto di gruppo è davvero composta QUASI totalmente da brutte facce come queste :)


Per chi fosse interessato a partecipare l'anno prossimo, ecco il link all'evento, con tanto di regolamento.
Qui, inoltre, c'è la classifica di quest'anno :)

Ok, con gli eventi abbiamo finito. Veniamo quindi ai link. Sarò rapidissimo perché il post è già abbastanza lungo. Per esempio, non includerò le anteprime su cosa porteremo a Lucca ed Essen fatte dai vari siti perché tanto ormai quelle fiere sono alle spalle :)

Segnalo quindi un podcast e quattro video!
Podcast: la puntata de Il dado incantato con le interviste da Essen, fra cui la mia in cui parlo di Kepler-3042 (al minuto 17).

Sempre in diretta da Essen, e sempre riguardo a Kepler-3042, ecco il video di Boardgamegeek in cui presento il gioco. Ok, sono molto impacciato e me ne rendo conto. La fiera era appena partita e io ero lì col corpo, ma con la testa ero ancora in stand a risolvere magagne. Va beh, accontentiamoci :)


Molto meglio di me se l'è cavata invece Luigi Cornaglia di Demoelâ che ha presentato Growerz! Fra l'altro ho dimenticato di scriverlo sopra, ma anche questo gioco sta andando benissimo, con una quantità impressionante di scatole vendute sia a Essen che a Lucca. Bravi ragazzi!




Proseguiamo con la Recensione Minuta di ZIUQ. Qui trovate l'articolo e qui sotto il video!



E per finire, sempre riguardo a ZIUQ, ecco il video dei Panpers che ci giocano! E su questo, cosa volete che vi dica? È divertentissimo! :)




Ma quindi, in totale, fra tutti questi eventi, sono riuscito a giocare a qualcosa?
Mah... Poco o niente, in realtà. Solo a questi titoli.

In ordine cronologico:

Race for the Galaxy
Aztlan
Il verme è tratto
Hermagor
Metropolis
Arboretum
Nome in codice (2)
Brick Party (2)
One Night Ultimate Werewolf
Chimère
Commissioner Victor: the lost painting case
7 Wonders Duel con espansione Pantheon
Augustus
Tobago
Dixit Jinx


  • Con così poca scelta, dedico solo qualche riga a Il verme è tratto, un gioco che nei primi anni di passione ludica giocavo tantissimo e che adesso per qualche motivo non salta fuori mai.
    Come tutti sanno, amo i press your luck e questo gioco ha davvero i meccanismi giusti per tenere alta la tensione e permettere rovesciamenti di fronte improvvisi. Il fatto di essere obbligati ad avere un solo verme, unito al fatto di non poter scegliere una faccia di dado già tenuta da parte in precedenza, crea spesso situazioni in cui non si sa se accontentarsi o sperare in un lancio migliore. Inoltre, la possibilità di rubare le tessere avversarie ottenendo il loro valore esatto aggiunge un ulteriore livello di profondità al gioco, perché fra i vari elementi da tenere in considerazione c'è la velocità con cui si vuol far finire la partita.
    Ciliegina sulla torta: le tessere in simil-avorio danno una bella soddisfazione tattile, soprattutto quando si toglie quella dalla cima della pila di un avversario per metterla sulla propria.
    Insomma, un gioco vecchio, ma sempre soddisfacente, con delle meccaniche davvero ben studiate. Probabilmente l'autore farà strada :)
Ah, dimenticavo: e la torta nella foto in alto? Beh, quella mi è stata fatta da un frequentatore della ludoteca perché a ottobre ho accidentalmente compiuto 40 anni... Ma tanto non invecchio finché non smetto di giocare, no? ;)

giovedì 11 agosto 2016

Tiriamo le somme: giugno e luglio 2016

Le mie doti oratorie convincono tutti
Oh, no! Il mese scorso ho saltato il solito resoconto! Non è che non abbia avuto il tempo materiale di farlo, eh... Una pagina di sciocchezze si scrive abbastanza velocemente... Me ne sono semplicemente dimenticato! :(
Fra Kickstarter e finalizzazione di sei (SEI!) giochi da mandare in stampa, sono stati due mesi davvero intensi. Continuo a pensare che il mio lavoro sia bellissimo, ma se qualcuno si illude che si tratti solo di "provare i giochi e poi metterci i soldi per produrli" si sbaglia di grosso.
Anche perché i soldi per produrre Kepler-3042 li avete messi voi! :D
La campagna Kicstarter è andata a buon fine: abbiamo commesso alcuni errori di inesperienza, ma siamo riusciti a correggere la rotta in tempo e raccogliere il 125% di quanto richiesto, che non sarà una percentuale stratosferica, ma è comunque un successo al primo tentativo, che ci ha insegnato MOLTISSIMO per le prossime eventuali esperienze.
Gran parte del merito per questo risutato va ad Andrea Pomelli che ci ha fatto da consulente da un certo punto in poi e ad Alan D'Amico e Paolo Vallerga che hanno confezionato a tempo di record le grafiche di cui avevamo bisogno.

Proprio di Kepler-3042 abbiamo parlato in questo post sul blog di Post Scriptum, in cui dichiariamo di metterci un po' in gioco, anche se solo come consulenti, imbarcandoci in un'avventura nuova.
È da sempre una caratteristica della nostra casa editrice e personalmente spero che lo resterà a lungo: sperimentare, esplorare, voler sempre imparare cose nuove sono aspetti entusiasmanti di questo lavoro e, onestamente, sono anche modi per provare a intraprendere nuovi cammini, alcuni dei quali si possono interrompere subito, mentre altri possono portare lontano.
In questo senso si inserisce anche il post successivo, ovvero l'annuncio di ZIUQ!
Fare un gioco inventato da un personaggio televisivo come Andrea Pisani è stato sicuramente divertente, ma dal punto di vista commerciale è senza dubbio una novità non priva di rischi: le persone che lo seguono per i suoi film, sketch e video saranno interessati a un gioco? Purtroppo spesso ho visto che esistono parecchie persone che proprio non vogliono giocare (e non riesco a capire perché). E invece, gli appassionati di giochi come lo prenderanno? Gli daranno una chance o penseranno che è un party game scemo fatto da un vip e, come tale, non meritevole di una prova?
Beh, spero proprio che nessuno che legge questo blog la pensi così, sia perché il coautore è Carlo Emanuele Lanzavecchia, che già ha parecchi giochi alle spalle (e parecchi premi vinti), sia perché comunque dietro al gioco ci siamo anche noi, e ormai pensiamo di poter dire che i giochi scemi siamo capaci di farli! :)
La notizia dell'uscita è già stata rimbalzata da IL GIOCO, ma presto avremo nuovo materiale da fornire ai vari blogger, quindi c'è da aspettarsi che esca ancora qualcosa.

A proposito di blogger e recensori vari, ecco il solito elenco di link!
Brick Party è sbarcato negli USA e di conseguenza arrivano i primi tutorial. Per esempio, TheGameBoyGeek lo spiega molto bene in questo video (in inglese). Ne trovate altri qui!
Nel frattempo, l'edizione italiana è stata recensita da Gioconomicon, che ne ha parlato molto bene qui.
Sempre Gioconomicon ha postato il reportage della tavola rotonda svoltasi a Idea G Roma (di cui avevo parlato nel blog di maggio) con tanto di video integrale. Dura un'oretta, ma è molto interessante. Trovate tutto qui.

Riguardo agli altri giochi, Wired ha inserito Florenza Card Game nella lista dei giochi da portare in viaggio e Educere Ludendo ha intervistato il Prof. Antonio Zarcone, che durante le sue lezioni fa giocare i suoi alunni con vari giochi da tavolo, fra cui Ark & Noah e Sator.

E veniamo a Kepler-3042, che ovviamente ha fatto la parte del leone, con recensioni scritte da:
Geek.pizza
Nerdando
Il Nano Borbone
Balena Ludens
Giochi sul nostro tavolo
The Impenitent Meeple
Opinionated Gamers (in inglese)

Video di:
Sgananzium
Cliquenabend (in inglese)

Interviste di:
Idee Ludiche
La Tana dei Goblin

E, ultimo ma non ultimo, il post sul blog di Alan D'Amico che parla delle illustrazioni del gioco.

Come sempre, sono anche stato un po' in giro, ma più per giocare che per altro. Sono andato anche a Paris Est Ludique, che si conferma sempre un evento molto interessante, ma non vi annoierò con le mie disavventure aeree (chi mi conosce di persona già è stato ammorbato a dovere). Al massimo se proprio volete vedermi posso dirvi di guardare il resoconto del secondo picnic ludico organizzato da TeOoh, da cui è anche presa la GIF in cima. Quest'anno non ho portato l'ukulele, ma ho nuovamente battuto l'Avversario a Kubb, che è la cosa più importante!

Veniamo dunque ai titoli giocati in questo bimestre!
In ordine cronologico:

Giugno
Metro
Stone Age
Sushi Go!
Camel Up (2)
Worm Up!
Can't stop
Hall of fame (2)
Crossing
Karuba
Splash!
La Boca
7 Wonders
Mahé
S.O.S. Titanic
Welcome to the dungeon
Diamant (2)
Ca$h and Gun$ (2)
Colt Express
Insoliti Sospetti
Port Royal
Alcatraz: il capro espiatorio
Dark Tales
Roll for it! (2)
I viaggi di Marco Polo
Tides of Time
Montego Bay

Luglio
Deep Sea Adventure (3)
Eldritch Horror
Istanbul
Battlestar Galactica con espansione Pegasus
I viaggi di Marco Polo
Concordia
Ark & Noah
Capitan Sonar (2)
Kubb
Crossboule
Soqquadro Outdoor
Ricochet robot
A fake artist goes to New York (3)
Lobo 77


  • Da amante dei press your luck non posso non apprezzare Deep Sea Adventure. L'idea che la riserva d'aria sia comune a tutti introduce un concetto che non avevo mai visto, cioè il fatto che in un gioco completamente competitivo, il rischio che decido di prendermi io ricada anche sugli altri. Questo crea momenti molto divertenti, perché ogni giocatore vive la continua alternanza di emozioni fra quanto tocca a lui, ed è tentato a rischiare sulla pelle degli altri, e quando tocca ai suoi avversari che fanno la stessa cosa sulla sua. Divertentissimo.
  • Capitan Sonar è un'idea meravigliosa (d'altronde Roberto Fraga è uno degli autori che ammiro di più proprio per la genialità delle sue intuizioni). Il gioco in sé è tutt'altro che facile e, negli ambienti in cui ci ho giocato io (ludoteca e picnic ludico), ha sofferto un po' del rumore di fondo circostante che rendeva difficile sentire le indicazioni del capitano avversario.
    Diciamo che il possibile problema del gioco è che richiede team ben coordinati, composti da gente sveglia e di pari livello e questo è tutt'altro che facile da trovare. L'impressione è che basti anche una sola persona che non abbia poi così voglia di giocare, o che banalmente sia alla prima partita, per decretare la sconfitta della squadra. Detto questo, comunque, è davvero intrigante e coinvolgente.
  • A fake artist goes to New York è un party game divertente, ma secondo me può soffrire del fatto che per non correre il rischio che il falsario indovini il disegno, la gente tende a tracciare tratti minuscoli o a scegliere soluzioni astruse. Il risultato dell'ultima partita è stato che il cavallo che avevo chiesto di disegnare sembrava preso da Guernica. Andrebbe strutturata un po' meglio questa parte, però per il resto è comunque gradevole.


mercoledì 8 giugno 2016

Tiriamo le somme: maggio 2016

Conferenza a IDeA G Roma
Avrei voluto iniziare il blog di maggio dicendo che Kepler-3042 è live su Kickstarter, ma la verità è che oggi è l'8 giugno e ancora non ci siamo.
Abbiamo spiegato i motivi qui. In pratica, stiamo aspettando il video del recensore USA e appena ci arriverà partiremo.
Sappiamo che attendere non piace a nessuno, ma vogliamo davvero che il progetto nasca e cresca bene, quindi meglio pazientare qualche giorno in più e avere la campagna come l'abbiamo pensata fin dall'inizio che non mandarne online una monca, no?

Riguardo al gioco è già uscito del materiale, per chi non l'avesse visto:

Il video ufficiale:



Il video di Recensioni Minute:



E la presentazione ufficiale di Placentia Games:


Poi abbiamo anche l'articolo scritto da I Giullari sulla Tana dei Goblin e il topic dedicato al gioco sul loro forum.

Segnalo inoltre un articolo che mi ha fatto molto piacere, cioè quello di Dado Critico sulla versione family di Ark & Noah, che ha giocato con sua figlia. Sono sempre felice quando escono critiche positive a questo gioco, che è davvero troppo poco conosciuto e meriterebbe maggior fortuna.

Infine, è uscita anche una recensione delle due espansioni di Drizzit, su Gioconomicon.

Ok. Fatte le segnalazioni di rito, passiamo a parlare di quello che ho fatto questo mese, visto che è stato parecchio interessante:

Iniziamo dal torneo multigioco a squadre "F. Besozzi" che SlowGame ha organizzato per la quarta volta. Per l'occasione siamo tornati alle origini, cioè nella palestra dove si tenne la prima edizione. A parte un po' di rimbombo e il fatto di dover spostare tavoli, la location è comunque stata all'altezza delle aspettative.



Alla fine hanno vinto i ragazzi di Corbetta, seguita da In Ludo Veritas di Varese, che si era aggiudicata le prime due edizioni e fra le cui fila militava Stefano Bassi, classificatosi miglior giocatore. Al terzo posto si è classificata SlowGame, ma non la squadra di cui facevo parte io, bensì quella dell'Avversario. Ah! Maledizione! Va beh, ogni tanto è giusto che mi batta, dopotutto.

Corbetta

Varese

SlowGame

Per la cronaca noi siamo arrivati di nuovo quarti e io ho vinto solo a Race for the galaxy con un bel distacco, sono arrivato secondo a un'incollatura dal primo a Marco Polo e a St. Petersburg e ho preso una scoppola memorabile a El Grande. Diciamo che sono andato come era già successo a Varese quest'inverno: bene all'inizio e crollo nel finale. Uff :(
Alla fine però quello che più conta è che tutto sia andato bene e che io abbia potuto finalmente fare il mio primo discorso da Presidente, sia all'inizio che alla fine della giornata :)
Il torneo è stato anche recensito da The Impenitent Meeple, che ringrazio per le belle parole!

Gli altri impegni del mese sono stati più lavorativi, con la prima edizione di IDeA G Roma che mi sono molto goduto per 3 motivi:
  • Ho tenuto, insieme a Roberto Corbelli, Federico Dumas e Andrea Angiolino, una conferenza sul rapporto fra autori ed editori, moderata da Massimiliano Calimera di Gioconomicon. Secondo me è stata molto bella e utile: siamo andati oltre i tempi previsti, ma nessuno se ne è lamentato, anzi ci sono state domande e partecipazione.
  • Ne ho approfittato per attaccarci due giorni di turismo a Roma, finalmente. Le altre volte che ci ero sceso ero sempre dovuto risalire velocemente senza mai vedere nulla.
  • Ho preso con me tre prototipi molto promettenti :)
In generale, continuano a piacermi molto questi incontri fra autori ed editori. Un po' ho anche per questo evento le stesse critiche che ebbi per quello di Torino, però penso siano comunque molto utili e che abbiano contribuito ad alzare il livello medio della produzione autoriale italiana.
Il rovescio della medaglia è un po' di appiattimento delle proposte e anche un po' del ruolo stesso di autore. Mi sembra che gli esordienti tendano a cercare dagli esperti ricette infallibili su come fare buoni giochi e anche su come rapportarsi con gli editori. Questo da una parte è lecito, però bisogna stare attenti a non dare l'illusione che certe cose funzionino sempre e comunque o che certi aspetti della vita di un autore e del suo rapporto con un editore siano dogmi (alcuni sì, sono diritti irrinunciabili di tutti, altri però si conquistano con il tempo e proponendo giochi validi, mentre altri ancora sono semplicemente legati alle situazioni). È un discorso lungo e complesso e ho in mente da tempo di scriverci un post... Riuscirò mai a farlo?

Per finire, sono stato a Burg Stahleck, come tutti gli anni. Kepler-3042 è stato molto giocato per tutto il tempo, raccogliendo unanimi consensi. La demo più bella è stata quella con Daniele Tascini e i ragazzi di Horrible Games, all'una e mezza di notte. Vedendo il gioco si aspettavano di tirar mattina, invece la partita è durata un'ora e un quarto :)


Quindi sempre in giro, sempre di corsa, sempre a playtestare e mi è rimasto il tempo per giocare solo a questi titoli.

In ordine cronologico:

I Viaggi di Marco Polo (3)
Tobago
St Petersburg
Race for the galaxy
El Grande
Terra Mystica
Dominion
Titan Race
7 Wonders Duel
Concept
CS-Files
Can't Stop
Soqquadro
Time's Up blu
Vudù
Colosseum
Bang!
Perudo

  • Di Terra Mystica cosa volete che dica? È un gioco perfetto, ha regole semplici ma varietà di effetti e strategie enorme. Ha una bella grafica, bei materiali, ottime soluzioni di game design e tutto sommato non dura neanche tantissimo. È un capolavoro, senza dubbio. Ovviamente, come altri giochi del genere, alla prima partita può lasciare spaesati per l'enorme scelta di possibili mosse, ma questo direi che è un bene. Diciamo che con Kepler-3042 vorremmo ricreare le stesse sensazioni :)
  • Tutt'altro gioco è Perudo, di cui mi sembra strano non aver parlato prima, eppure è così. Gioco da fine serata per eccellenza, piace molto agli amanti del bluff e provoca sonore risate. Soprattuto quando si rimane solo in due si assiste a dei duelli in cui la tensione è altissima. Attenzione però a non prenderlo per un gioco da principianti: spesso l'ho visto proporre a dei totali neofiti e li ho visti shockati perché presuppone dei ragionamenti non così banali.
    Poi sì, vincere o perdere è anche molto questione di fortuna, ma non sto parlando dell'esito finale della partita, bensì delle sensazioni che si provano mentre si gioca :)