I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare
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martedì 13 dicembre 2016

Tiriamo le somme: novembre 2016

Questo mese ho dedicato quasi tutte le serate a un solo gioco! Sono state infatti monopolizzate da Grandi Laghi, di cui abbiamo già parlato in passato. Ci sono alcuni dettagli ancora da limare, ma sta venendo benissimo e sono certo che tutto questo enorme lavoro porterà a dei grandi risultati.

A venire in soccorso alla mia anima di giocatore ci hanno pensato gli amici di In Ludo Veritas che, prendendo spunto dal torneo che organizziamo noi di Slowgame da 4 anni, hanno dato vita alla seconda edizione di Winter is Gaming, a Varese. La mia squadra si è classificata al terzo posto e ne sono molto soddisfatto, anche perché ci eravamo allenati pochissimo (e temo che se lo faranno sempre in questo periodo dell'anno, per me sarà sempre così). La mia giornata è iniziata male con la mia peggior prestazione di sempre a Ticket to Ride Europa (ho sbagliato a tenere un obiettivo che non sono riuscito a realizzare, maledizione) a cui avevo giocato proprio 0 partite negli ultimi mesi, ma poi è migliorata con le due vittorie a Race for the galaxy e Village (e lì sì che mi ero allenato, con ben una partita a ciascuno dei due giochi!). Quindi le mie sensazioni sono un misto fra il rammarico per la pessima sconfitta del mattino e la soddisfazione per essere stato il migliore della squadra e aver contribuito al podio. Alla fine, a far prevalere questo secondo stato d'animo è il fatto di aver fatto meglio de l'Avversario, che per l'occasione era mio compagno di squadra e che al mattino è partito male anche lui, ma al pomeriggio ha ottenuto SOLO un primo e un secondo posto, anziché le mie due sfavillanti vittorie!

Come dite? Me la sto tirando troppo? Ma dopotutto questi post mensili sono tutti dedicati al tirarmela, quindi che problema c'è???

Dai, quindi veniamo a spron battuto ai vari link che parlano di noialtri!

Partiamo dal materiale riguardante Lucca, ovviamente:
  • Nel resoconto della fiera di Board Game Friends si parla anche di Grandi Laghi. Come tutti coloro che l'hanno provato o anche solo visto ne parla benissimo... Però no, non ci saranno le miniature, Albo. Rassegnati :)
  • Ho partecipato al Gioconomicon Talk dal titolo Dietro le quinte del Boardgame, insieme a Sergio Roscini, Thiago de Souza Aranha e Alan D'Amico. Abbiamo parlato un po' del nostro lavoro e risposto a qualche domanda dal pubblico. Il resoconto è qui.
  • Sono stato nel Boardgame Studio insieme a Carlo Emanuele Lanzavecchia per parlare di Ziuq e ho anche fatto una bellissima battuta sul fatto di cantare ubriachi su un pezzo di Ligabue. Sono troppo simpatico. Ecco il video.
Proseguo poi con una video review di Florenza (in inglese), l'unboxing di Kepler-3042 a cura di Ilsa e il video tutorial ufficiale di Growerz.

Per chiudere, giusto per mostrarvi che qui non ci si riposa mai (o quasi. Ammetto di aver fatto anche 3 giorni di vacanze, durante il mese), abbiamo anche annunciato un nuovo giochino veloce e divertente, ovvero Time Bomb di Pasquale Facchini, edito da Più Trentanove e a cui abbiamo lavorato come consulenti, facendolo provare in diverse serate presso Slowgame o la Ludoteca Galliatese.



Quindi ecco la stringatissima lista di titoli di novembre.
In ordine cronologico:

Ziuq
Village (2)
Isle of Skye
Race for the galaxy (2)
Quadropolis
Kingsburg
Ticket to ride
Flying Kiwis


  • Due parole riguardo a Village, dunque. La meccanica dei meeple numerati che muoiono durante la partita è bellissima, soprattutto perché le morti non avvengono a caso ma dipendono dalle azioni del giocatore, il che dà vita a considerazioni sia tattiche, sia strategiche, condite anche dalla possibilità di rischiare un po' (faccio morire quel meeple subito per avere un posto nella storia, oppure gli faccio fare altre cose, con la possibilità che quel posto mi venga soffiato da un altro?). Per il resto è un bel german classico con meccaniche solide e gradevoli. Immagino che a qualcuno possa dare fastidio l'estrazione durante la messa, da cui dipendono alcuni punti vittoria: nella partita di torneo ho vinto di un punto proprio perché il mio meeple blu è stato estratto quando nel sacchetto c'era solo lui insieme ai 4 neri e ne andava tirato fuori solo uno. Il mio avversario immagino non sarà stato contento e lo posso capire benissimo. Quindi se queste cose urtano, forse non è il gioco per voi :)



mercoledì 8 giugno 2016

Tiriamo le somme: maggio 2016

Conferenza a IDeA G Roma
Avrei voluto iniziare il blog di maggio dicendo che Kepler-3042 è live su Kickstarter, ma la verità è che oggi è l'8 giugno e ancora non ci siamo.
Abbiamo spiegato i motivi qui. In pratica, stiamo aspettando il video del recensore USA e appena ci arriverà partiremo.
Sappiamo che attendere non piace a nessuno, ma vogliamo davvero che il progetto nasca e cresca bene, quindi meglio pazientare qualche giorno in più e avere la campagna come l'abbiamo pensata fin dall'inizio che non mandarne online una monca, no?

Riguardo al gioco è già uscito del materiale, per chi non l'avesse visto:

Il video ufficiale:



Il video di Recensioni Minute:



E la presentazione ufficiale di Placentia Games:


Poi abbiamo anche l'articolo scritto da I Giullari sulla Tana dei Goblin e il topic dedicato al gioco sul loro forum.

Segnalo inoltre un articolo che mi ha fatto molto piacere, cioè quello di Dado Critico sulla versione family di Ark & Noah, che ha giocato con sua figlia. Sono sempre felice quando escono critiche positive a questo gioco, che è davvero troppo poco conosciuto e meriterebbe maggior fortuna.

Infine, è uscita anche una recensione delle due espansioni di Drizzit, su Gioconomicon.

Ok. Fatte le segnalazioni di rito, passiamo a parlare di quello che ho fatto questo mese, visto che è stato parecchio interessante:

Iniziamo dal torneo multigioco a squadre "F. Besozzi" che SlowGame ha organizzato per la quarta volta. Per l'occasione siamo tornati alle origini, cioè nella palestra dove si tenne la prima edizione. A parte un po' di rimbombo e il fatto di dover spostare tavoli, la location è comunque stata all'altezza delle aspettative.



Alla fine hanno vinto i ragazzi di Corbetta, seguita da In Ludo Veritas di Varese, che si era aggiudicata le prime due edizioni e fra le cui fila militava Stefano Bassi, classificatosi miglior giocatore. Al terzo posto si è classificata SlowGame, ma non la squadra di cui facevo parte io, bensì quella dell'Avversario. Ah! Maledizione! Va beh, ogni tanto è giusto che mi batta, dopotutto.

Corbetta

Varese

SlowGame

Per la cronaca noi siamo arrivati di nuovo quarti e io ho vinto solo a Race for the galaxy con un bel distacco, sono arrivato secondo a un'incollatura dal primo a Marco Polo e a St. Petersburg e ho preso una scoppola memorabile a El Grande. Diciamo che sono andato come era già successo a Varese quest'inverno: bene all'inizio e crollo nel finale. Uff :(
Alla fine però quello che più conta è che tutto sia andato bene e che io abbia potuto finalmente fare il mio primo discorso da Presidente, sia all'inizio che alla fine della giornata :)
Il torneo è stato anche recensito da The Impenitent Meeple, che ringrazio per le belle parole!

Gli altri impegni del mese sono stati più lavorativi, con la prima edizione di IDeA G Roma che mi sono molto goduto per 3 motivi:
  • Ho tenuto, insieme a Roberto Corbelli, Federico Dumas e Andrea Angiolino, una conferenza sul rapporto fra autori ed editori, moderata da Massimiliano Calimera di Gioconomicon. Secondo me è stata molto bella e utile: siamo andati oltre i tempi previsti, ma nessuno se ne è lamentato, anzi ci sono state domande e partecipazione.
  • Ne ho approfittato per attaccarci due giorni di turismo a Roma, finalmente. Le altre volte che ci ero sceso ero sempre dovuto risalire velocemente senza mai vedere nulla.
  • Ho preso con me tre prototipi molto promettenti :)
In generale, continuano a piacermi molto questi incontri fra autori ed editori. Un po' ho anche per questo evento le stesse critiche che ebbi per quello di Torino, però penso siano comunque molto utili e che abbiano contribuito ad alzare il livello medio della produzione autoriale italiana.
Il rovescio della medaglia è un po' di appiattimento delle proposte e anche un po' del ruolo stesso di autore. Mi sembra che gli esordienti tendano a cercare dagli esperti ricette infallibili su come fare buoni giochi e anche su come rapportarsi con gli editori. Questo da una parte è lecito, però bisogna stare attenti a non dare l'illusione che certe cose funzionino sempre e comunque o che certi aspetti della vita di un autore e del suo rapporto con un editore siano dogmi (alcuni sì, sono diritti irrinunciabili di tutti, altri però si conquistano con il tempo e proponendo giochi validi, mentre altri ancora sono semplicemente legati alle situazioni). È un discorso lungo e complesso e ho in mente da tempo di scriverci un post... Riuscirò mai a farlo?

Per finire, sono stato a Burg Stahleck, come tutti gli anni. Kepler-3042 è stato molto giocato per tutto il tempo, raccogliendo unanimi consensi. La demo più bella è stata quella con Daniele Tascini e i ragazzi di Horrible Games, all'una e mezza di notte. Vedendo il gioco si aspettavano di tirar mattina, invece la partita è durata un'ora e un quarto :)


Quindi sempre in giro, sempre di corsa, sempre a playtestare e mi è rimasto il tempo per giocare solo a questi titoli.

In ordine cronologico:

I Viaggi di Marco Polo (3)
Tobago
St Petersburg
Race for the galaxy
El Grande
Terra Mystica
Dominion
Titan Race
7 Wonders Duel
Concept
CS-Files
Can't Stop
Soqquadro
Time's Up blu
Vudù
Colosseum
Bang!
Perudo

  • Di Terra Mystica cosa volete che dica? È un gioco perfetto, ha regole semplici ma varietà di effetti e strategie enorme. Ha una bella grafica, bei materiali, ottime soluzioni di game design e tutto sommato non dura neanche tantissimo. È un capolavoro, senza dubbio. Ovviamente, come altri giochi del genere, alla prima partita può lasciare spaesati per l'enorme scelta di possibili mosse, ma questo direi che è un bene. Diciamo che con Kepler-3042 vorremmo ricreare le stesse sensazioni :)
  • Tutt'altro gioco è Perudo, di cui mi sembra strano non aver parlato prima, eppure è così. Gioco da fine serata per eccellenza, piace molto agli amanti del bluff e provoca sonore risate. Soprattuto quando si rimane solo in due si assiste a dei duelli in cui la tensione è altissima. Attenzione però a non prenderlo per un gioco da principianti: spesso l'ho visto proporre a dei totali neofiti e li ho visti shockati perché presuppone dei ragionamenti non così banali.
    Poi sì, vincere o perdere è anche molto questione di fortuna, ma non sto parlando dell'esito finale della partita, bensì delle sensazioni che si provano mentre si gioca :)

venerdì 13 maggio 2016

Tiriamo le somme: aprile 2016

Scrivo questo post mentre mi trovo su un treno che mi porta a Roma (ufficialmente per IDeA G, ma ci ho ataccato anche un paio di giorni di cazzeggio culturale), perché ultimamente è davvero difficile trovare un po' di tempo libero.
Sì, perché come avrà già visto chi segue il blog di Placentia Games, stiamo preparando il Kickstarter di Kepler-3042 di Simone Cerruti Sola, il che richiede parecchio lavoro (per esempio l'apertura della pagina BGG su cui ci sono già un paio di immagini). Il gioco è stato presentato a Play, insieme a Grandi Laghi di Danilo Sabia e ha suscitato ottime impressioni.
Sono già usciti un paio di articoli sul gioco, che potete trovare su Board Game Friends e su Gioconomicon e a quanto pare a breve ne arriveranno altri. La data di inizio campagna si avvicina e non vediamo l'ora di leggerli!

Segnalo inoltra due brevi video, uno di Nerdando e uno de Il Gioco, entrambi girati a Play.

Per il resto, che dire? Sulla pagina Facebook di Post Scriptum abbiamo pubblicato Prugnino come nuovo personaggio print&play per Drizzit e io ho playtestato tantissimo (11 prototipi solo nel weekend di Torino Comics e GiocaCon) con ottimi riscontri, quindi aspettatevi ghiotte novità molto presto.

Ma il tempo per giocare ce l'ho avuto? Beh, sì, come sempre! Soprattutto al Custodi Day, organizzato con i Custodi del Lago, che quest'anno era tutto dedicato a una famosa serie fantay spaziale, con il mattino dedicato a Star Wars Saga e Magic con carte Star Wars e al pomeriggio tornei di X-Wings e Carcassonne Star Wars (la foto in alto mostra me in veste di arbitro, mentre faccio il simpatico insieme ai finalisti).
L'idea carina era che, sebbene i quattro eventi fossero separati fra di loro, ogni iscritto doveva comunque comunicare per che lato della Forza voleva gareggiare e alla sera si sono tirate le somme.
All fine, lato chiaro e lato oscuro hanno pareggiato, quindi nessun turbamento di equilibri :)
Io fra le altre cose ho giocato a Star Wars Saga, ma devo dire che amo di più i gdr narrativi e interpretativi e non riesco ad appassionarmi alle fasi di combattimento :(
Però, grazie al bel tempo, il 25 aprile ho ricominciato a giocare a Kubb!

In ordine cronologico:

Sherlock Holmes Consulente Investigativo (3)
Dockers (2)
Micio Mao
Carcassonne: Star Wars
MammuZ
Colt Express
Dr. Eureka (2)
Drako (2)
Orgoglio Nerd: Area Stampa
Bandits On Mars
Rattus
Viva il re
Star Wars Saga
Welcome to the dungeon
Dojo Kun
Pitchcar
10 down
Bellz! (2)
Tsuro
Mamma mia!
The resistance (2)
Kubb (2)
Caylus
Port Royal
Agricola


  • Iniziamo i consueti pareri da Carcassonne: Star Wars. In pratica la domanda è: ne vale la pena? Beh, già dalla lettura del regolamento si capisce che il gioco è rivolto a un pubblico di giocatori occasionali e a questo scopo è stato semplificato togliendo i campi. Per noi gamers, ovviamente, ciò lo rende parercchio meno interessante, ma c'è una cosa importante da dire, e cioè che è un prodotto che, grazie al marchio, può portare un gioco intelligente nelle case di persone che conoscono solo i vecchi classici da supermercato. In questo senso, quindi, applaudo alla sua esistenza e spero possa essere una chiave per far nascere la nostra passione anche in gente nuova.
    E comunque il fatto di poter attaccare i pianeti è carino :)
  • Dr. Eureka, come molti altri giochi di Roberto Fraga, è semplice e divertente. Io sono scarsissimo, ma trovo che sia un gioco (e un prodotto) davvero geniale!
  • Colt Express secondo me merita tutti i premi che ha vinto. Ha un impatto estetico notevolissimo, grazie a cui attira i curiosi (il che non è mai un male), regge fino a 6 giocatori e ha regole abbastanza semplici (gli occasionali spesso fanno fatica a ricordare i vari effeti) e ricche di interazione. Insomma, come gli altri due giochi elencati sopra, anche questo può esssere un ottimo mezzo per diffondere il verbo.
Viva questo genere di giochi!


mercoledì 13 aprile 2016

Tiriamo le somme: marzo 2016

Iniziamo questo post dando risalto alla notizia che tutti i giornali internazionali hanno  strillato in prima pagina (*): lunedì 7 marzo sono stato eletto presidente di SlowGame! Mi hanno subito telefonato Mattarella, Obama e gli altri più importanti presidenti del mondo (*).
(*potrebbe non essere vero)

I nomi dei consiglieri, a dire il vero, sono cambiati ben poco: il direttivo è rimasto per 4/5 composto dalle stesse persone, ma tutti abbiamo salutato con gioia l'ingresso di Alex, classe '93, a ringiovanirlo un po', come già era stato fatto un paio di mandati fa con Lele, nato nell'87 e ora diventato ufficialmente vicepresidente e responsabile principale della sezione GdR. Al momento abbiamo quindi due under 30 su cinque e mi sembra un buon segnale, per un'associazione che ha ormai nove anni. Di fatto, dei membri fondatori che costituirono SlowGame nel 2007 è rimasto solo Andrea e penso che sia una cosa positiva: negli anni sono arrivate persone nuove, giovani come quelle citate sopra o meno giovani come il sottoscritto o il presidente uscente Luca, che si sono dimostrate degne di fiducia e stanno portando sempre nuove idee. Molte associazioni che ho conosciuto basano la loro esistenza principalmente sul lavoro di una singola persona ed è bello che per SlowGame non sia così. Il futuro delle nostre attività ludiche è su tante spalle diverse e come tale ben saldo.

Al volo dirò anche che, per la prima volta dal 2008, a marzo ho fatto anche un'intera settimana di vacanza, che ci voleva proprio per ritemprarmi e ricaricarmi in vista degli impegni lavorativi. La meta erano le isole Svalbard, all'estremo nord del pianeta, in compagnia di cinque persone che non frequentano il mondo ludico. Mi ha fatto molto piacere che mi abbiano chiesto di portare dei giochi e che li abbiano davvero voluti provare in varie occasioni: in appartamento quando il tempo era troppo brutto per vedere l'aurora boreale, al pub o in aeroporto in attesa di qualche volo di collegamento.
Alla fine ne sono rimasti entusiasti e mi hanno chiesto di organizzare una serata in Italia appositamente per giocare ancora :)

La selezione di titoli portati in vacanza, adattati alla valigia

Va beh, parliamo un po' anche di lavoro, però, dai!
La notiziona è che Placentia Games ha aperto il suo blog, dove ha già annunciato i prossimi progetti. Il post più letto è stato quello riguardante la campagna Kickstarter per Kepler-3042, che ha suscitato anche una bella discussione su Facebook (la trovate cercando il mio nome in questo gruppo).
L'argomento è delicato e, soprattutto, si tratta di una vera e propria svolta per Placentia, quindi siamo tutti molto ansiosi ed eccitati per questo progetto. Sosteneteci e non ve ne pentirete, perché il gioco merita davvero.

Come link esterno, questo mese ne segnalo solo uno, ma piuttosto carino, cioè il tutorial della versione principianti di Zena 1814 a cura di GiocoNauta. Forse non solleticherà l'interesse dei gamers più esperti, ma ricordiamo che per divulgare la nostra passione bisogna rivolgersi a chi esperto non è ;)

Per finire, fra vacanze, serate ludiche consuete, giorno di Pasqua trascorso a giocare, giorno di Pasquetta trascorso a giocare e qualche sporadica occasione extra, ecco l'elenco di ciò che ho avuto sul tavolo questo mese.

In ordine cronologico:

Grand Austria Hotel
Robinson Crusoe: viaggio verso l'isola maledetta
Lupus in Tabula (2)
One Night Ultimate Werewolf
Dominion, con espansione Prosperity
Time's Up blu (2)
Timeline (3)
Fresco
Storie nere (2)
Brick Party (2)
Diamant
Backgammon (5)
Lettere da Whitechapel (2)
Insoliti sospetti (3)
Port Royal (4)
Bretagne
Terra Mystica
Istanbul (2)
Imperial
Carcassonne
Soqquadro
Shakespeare
Polterfass


  • Timeline è stato davvero molto apprezzato da tutti i neofiti a cui l'ho sottoposto: si spiega in 30" e, nonostante molta gente lo tema perché lo vede come gioco di nozionismo culturale, in realtà ci si rende subito conto che è davvero giocabile da tutti e che spesso conta più il ragionamento che non l'erudizione. C'è anche spazio per un filino di tattica che consiste nella scelta del giusto ordine in cui giocare le carte. A ben vedere, di solito la vittoria va a chi è più fortunato nella pesca (in una partita io avevo la carta "Formazione della Terra"...), però è giusto affrontarlo davvero come un passatempo, che si tiene in tasca e che si gioca al volo ovunque. Le tre partite segnate in elenco in realtà sono tre sessioni in ognuna delle quali abbiamo sempre giocato almeno tre o quattro volte. 
  • Fresco mi piace: di norma mi trovo a mio agio nei giochi di pianificazione ed esecuzione e questo non fa eccezione. La meccanica di gestione del turno è un buon esempio di bash the leader non pesante e funziona bene. Nel complesso è un titolo di media complessità che ho proposto anche a neofiti. L'hanno trovato un po' difficile all'inizio, ma dopo un paio di turni l'hanno capito senza troppi problemi. 
  • In un pub di Longyearbyen, fra vari giochi di scarso interesse, c'era un Backgammon a cui ho subito sfidato un'amica con cui ero in vacanza. Ho sempre ammirato questo gioco e chi lo sa giocare bene. Molti pensano che sia solo questione di fortuna, ma non è così vero: un giocatore con già solo un po' di infarinatura sulle strategie di gioco credo batta un neofita il 99% delle volte. Sfortunatamente per me, l'infarinatura ce l'aveva anche la mia avversaria, quindi la sfida è finita 3 a 2 per lei :)
  • A Lettere da Whitechapel riesco a giocare pochissimo perché è davvero taaaaaanto lungo, ma quando ci riesco è sempre una festa. Ho passato gran parte del pomeriggio di Pasqua a sfuggire all'Avversario e ce l'ho fatta non senza patemi. Il gioco è davvero educativo e ben fatto. Peccato che per apprezzarlo in pieno si debba per forza giocare la partita completa con tutte le notti possibili e quindi risulta davvero impegnativo in termini di tempo. Ma quando c'è l'occasione, cerco di non farmela sfuggire.


lunedì 10 agosto 2015

Tiriamo le somme: luglio 2015

Quanto siamo sexy!
Grande mese, questo luglio, sotto tutti i punti di vista! Come editore innanzitutto, visto che sono stati annunciati i quattro giochi che usciranno a Essen 2015: in ordine cronologico, siamo partiti dalle consulenze, con Zena1814, che ha stimolato enorme curiosità per il fatto di essere l'opera prima della neonata Demoelâ (qui l'annuncio sul blog, qui la recensione minuta, qui l'intervista al team) e con Bretagne, quarto titolo dell'ormai rodata Placentia Games, che i gamers stanno già aspettando con impazienza, visto che l'abbiamo definito (e lo ribadiamo) il degno successore di Florenza.
Proseguendo, abbiamo poi annunciato i giochi che usciranno a marchio nostro: Sator Arepo Tenet Opera Rotas verrà ristampato, sempre in coproduzione con Scribabs, con l'aggiunta della nuova espansione Malleus Maleficarum, che introduce una nuova modalità di gioco più interattiva, e Brick Party, nuovo titolo sfornato dallo stesso team di Fun Farm, dedicato a famiglie e giocatori occasionali.
Insomma, un mese pieno di annunci, che fra l'altro non sono ancora finiti. A settembre  annunceremo ancora una nuova consulenza, un nuovo gioco Post Scriptum e... Qualcosa di incredibile, che ci riempie di orgoglio e trepidazione :)

Fra l'altro, ho anche trovato il tempo di tenere un laboratorio nell'ambito del progetto Exp(o)erience, rivolto a ragazzi provenienti da vari Paesi d'Europa, coi quali abbiamo inventato tre piccoli giochi in due giorni. Certo, il tempo di tre ore per gruppo era veramente poco, ma alla fine credo che abbiano imparato qualcosa e che, soprattutto, si siano divertiti. Uno dei tre giochi alla fine è risultato troppo didattico per essere divertente, ma gli altri due funzionavano bene e tutti ne siamo stati soddisfatti. Bene così, per essere il primo anno.

Uno dei gruppi al lavoro
Luglio, però è stato un gran mese anche se visto con gli occhi di un giocatore: ho partecipato, in compagnia de L'infame (un mio compagno di ludoteca che ha molti soprannomi fra cui questo è il più gentile, anche perché se l'è dato da solo) a due tornei challenge BGL dopo tantissimo tempo che non lo facevo e direi che sono andati bene visto che in quello di Dominion sono arrivato secondo a pari punteggio col primo e in quello di Ticket to Ride ho vinto (sempre per spareggio, ma vabbè, che c'entra! Una vittoria è una vittoria!) :)
Ho potuto tirarmela per un'intera settimana in tutte le ludoteche, anche perché, nel momento in cui scrivo, sono in testa alla classifica nazionale di quel gioco (visto che non si sono ancora disputati altri tornei) :D

Infine, ho partecipato al picnic ludico organizzato da TeOoh e, come potete vedere dalla foto sopra e dal video qui sotto, è stata una giornata parecchio spensierata e divertente. Aspettiamo le prossime edizioni!


Riguardo ai giochi provati, ci sono stati alcuni titoli interessanti.

In ordine cronologico:

Istanbul
Mahé
Lewis & Clark (2)
King of Tokyo
Il Castello
Ubongo
Ticket to ride: Europa
1969
Fresco
Pie Factory
Cuba
Kubb (6)
Dominion (3)
Ticket to ride (2)
Colt Express
Pastiche
Biblios
Il sesto senso
Dead of Winter
Port Royal
Pingo Pingo
Who am I? (2)
Death Note Investigation Card Game (2)
Picchiatello
Cacao
Palastgeflüster
Patchwork


  • Ultimamente in ludoteca stanno arrivando alcuni nuovi iscritti e spesso in questi casi propongo Ubongo: le regole sono semplici e il gioco è sufficientemente diverso da quello che un profano può aver già visto in precedenza da suscitare meraviglia. Il problema che ha è la differenza fra chi già è abituato a giocarci e chi ancora è alle prime armi. Un po' questo si mitiga avendo le schede con un lato facile e uno difficile, ma non sempre basta. Diciamo che fra giocatori di pari livello è parecchio divertente :)
  • Lo confesso: ho sbrigativamente liquidato il Ticket to Ride originale dopo una sola partita fatta dieci anni fa, ricordando sempre il senso di frustrazione provato per non essere riuscito a pescare le carte giuste per completare le tratte che mi servivano. Ho quindi sempre giocato al suo cugino Ticket to Ride: Europa, in cui intervengono le stazioni in aiuto del giocatore. Dopo tutto questo tempo, per via del torneo di cui parlavo sopra, ho finalmente riprovato il capostipite e devo dire che, giocato con la cognizione che ho ora e non con quella che (non) avevo dieci anni fa, in effetti il problema non si sente poi così tanto. Ci sono tante tratte grigie e la ramificazione permette di trovare parecchi percorsi per giungere da un posto all'altro. A occhio, direi che in questo gioco contano di più i punti fatti durante la partita che non quelli dati dagli obiettivi finali, ma non sono un top player, quindi posso sbagliarmi. Comunque, promosso a pieni voti. Scusi, Mr. Alan R. Moon, per aver dubitato :)
  • In occasione della visita di alcuni eminenti esponenti della Ludoteca Galliatese (fra cui il mio Famiglio <3 ), ho rispolverato dall'armadio di SlowGame Death Note Investigation Card Game, che era lì a prender polvere da un po' perché io pensavo che all'Avversario non piacesse e lui pensava che non piacesse a me... Bah, misteri della vita. In realtà, trovo che fra i giochi di questo genere "lupesco" sia uno dei più interessanti, perché è quello che più di ogni altro permette di fare reali deduzioni basate su fatti concreti e non su elementi di metagame o sensazioni personali. Certo, questo lo rende più adatto a chi vuole spaccarsi il cervello e meno gradito a chi vuole qualcosa di leggero, ma io mi trovo a mio agio in entrambe le categorie, quindi trovo che sia un'ottima alternativa ad altri titoli simili :)
  • Non sono né il primo, né l'ultimo a dirlo, ma Patchwork è davvero un gioiellino: si spiega in un minuto ed è bello profondo da giocare. Combina bene alcuni ragionamenti classici dei giochi tattici a due giocatori ("Se io prendo quella tessera, allora lui prende quella e poi tocca ancora a lui, quindi prenderà anche l'altra e io allora..." ecc.) con considerazioni più spaziali, causate dalla concreta disposizione dei pezzi sulla propria plancetta. Alla fine è tutt'altro che facile giocare bene, quindi quando ci si riesce dà sempre parecchia soddisfazione :)


venerdì 17 ottobre 2014

E finalmente... Fun Farm!

La storia di Post Scriptum raccontata da Lord Fiddlebottom si avvicina ai giorni nostri: finalmente, infatti, si parla del gioco che ha cambiato per sempre il ruolo della nostra casa editrice nel mondo ludico.
E mentre il Lord ne parla, noi siamo alla fiera di Essen, dove ne vendiamo altre copie e scriviamo questa introduzione in albergo.
Il gioco in questiome, inutile dirlo, è Fun Farm!

<<<Puntata precedente
Io, che sono Lord Fiddlebottom, non è che me ne sto con le mani in mano. Potrei essere ovunque, in posti che non ti aspetti. Potrei anche essere a ESSEN 2014, proprio in questo momento, o a Lucca Comics, o al grande incontro degli autori di giochi, IdeaG.
Tu non sai chi sono io, ma io potrei sapere chi sei tu.
E potrei anche essere cattivo come il caro vecchio Puzzillo, il terrore di tutti gli autori di giochi, ma che ha preferito mollare l’ascia.
Ha lasciato l’onere a me di mettere alla berlina il mondo del gioco da tavolo attuale.
Però, caro amico lettore, e forse autore o editore di giochi, sei fortunato, perché sono sì come un novello Puzzillo, però che se la prende solo con Mario Scriptum
(e viene pagato per farlo! Yeah!)

POST & SCRIPTUM: L’arrivo di Fun Farm

Come quella volta che vidi Mario Scriptum accanto a Luca Bellini a IdeaG 2013, che si sfregava le mani e aveva gli occhi luminosi, perché aveva trovato la gallina dalle uova d’oro, Fun Farm.
Con la lingua di fuori, ad assaporare la ricchezza.


Questi editori che pensano solo ai soldi. Tsè!
Ma facciamo un passo indietro:
Post Scriptum, dopo Florenza e Ark & Noah, continuò la collaborazione con Placentia grazie a Florenza Card Game, il gioco di maggior successo della casa degli amici piacentini, che ebbe la buona idea di sfruttare le illustrazioni della versione da tavolo e abbattere così i costi di produzione. Con Florenza Card Game, Placentia imparò anche a camminare sulle sue gambe dal punto di vista commerciale e distributivo. 
Quindi per Post Scriptum stava andando bene, ma volevano ancora più soldi, soldi, soldi!
Luca Bellini, l’autore di Jungle Brunch e amico di vecchia data del nostro venale protagonista, fece vedere tempo addietro un prototipo di un gioco di destrezza in cui si dovevano afferrare dei legnetti colorati, che a Mario Scriptum non convinse.
Leggenda narra che Luca Bellini si recò alla Dechatlon e una pallina da golf a forma di animaletto gli cadde in testa, mentre era appoggiato a un palo della pallacanestro, e lì ebbe l’illuminazione.
Sostituì i legnetti con quei buffi animaletti tondi come i nostri protagonisti blu.
A IdeaG 2013, dicevo, c’ero anch’io, e vidi la presentazione di quel gioco, che prima si chiamava Takkiappo, e fece andare in brodo di giuggiole prima Mario Scriptum, e poi Matteo Post, mentre io avevo un prototipo di un gioco che non aveva cagato nessuno. Snort.
Grazie a Takkiappo, Post e Scriptum ricevettero grandissime attenzioni durante la fiera di Norimberga, e riuscirono a piazzare ben 7000 copie del gioco, che era un gran numero, secondo gli standard della casa editrice.
C’era però da fare un gran bel lavoro di produzione, perché gli animaletti del gioco originale, mica era facile procurarseli.
Quegli stupidi della casa di produzione dei pallini da golf della Decathlon chiesero talmente tanto, che si risparmiava di più ad andare ad ogni Decathlon d’Italia e a saccheggiare le ceste presenti nella sezione “Golf for dummies”, e quindi bisognava passare ad altro.
La ricerca per trovare dei pupazzetti fu ardua e difficile, ma alla fine, quasi all’ultimo dalle scadenze, trovarono il produttore giusto.
Che teneri gli animaletti che hanno fatto, morbidi! Talmente efficaci che:

  • Aumentarono la prima tiratura del gioco a ben 15000 copie.
  • Il gioco sta spopolando in tutta Europa ed è presente pure nei supermercati, cioè.
  • Non si chiama più Takkiappo, ma Fun Farm (fiuuuu).
  • Matteo Post si è sposato.
  • Adesso il gioco ha raggiunto ben 52000 copie in solo due anni, portando un sacco di soldi in casa Post Scriptum.

Se Mario Scriptum avesse scelto il mio gioco, durante IdeaG 2012, ora probabilmente Post e Scriptum avrebbero venduto 52 copie, e non avrebbero avuto tutti quei soldi, ma cosa sono i soldi se non uno stupido strumento del capitalismo che inacidisce gli animi e rovina i rapporti e le amicizie?
AUTORI DI GIOCHI BRUTTI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!

Lord Fiddlebottom



giovedì 2 ottobre 2014

La consulenza di cui siamo più orgogliosi: Florenza!

Questa volta il nostro Lord Fiddlebottom ha davvero rischiato il licenziamento mettendo in dubbio i gusti musicali di Mario!!! 
Ma alla fine lo perdoniamo perché ha promesso che in cambio ci parlerà di uno dei nostri giochi preferiti, dandoci la possibilità di far capire ai lettori che non devono aver paura di affidare il proprio gioco nelle mani di un team di sviluppo, soprattutto se quel team siamo noi :)
Ecco dunque la storia di Florenza!
La gente sta iniziando a chiedersi: “Ma chi è Lord Fiddlebottom?”
(No, non è vero, non l’ha chiesto nessuno, non interessa a nessuno - N.d.A)
Sappiate che sono l’incubo peggiore degli editori di giochi, colui che potrebbe rivelare le peggiori abitudini e perversioni delle sue ignare vittime.

Per esempio, a Mario Scriptum piace Van De Sfroos.
BLEAH!



POST & SCRIPTUM: La collaborazione con Placentia Games

Dopo l’esperienza di Salvanèl e il buon lavoro di SATOR e di Caligula, bisognava che la macchina Post Scriptum crescesse e si sviluppasse, che seguisse la scia del successo!
Mario e Matteo quindi decisero di promuovere con maggiore attenzione il loro servizio di consulenza per la produzione di giochi per aziende, altre case editrici e autoproduttori.
Nel giro di poco tempo vennero contattati da una piccola casa editrice, la Placentia Games, fondata da Stefano, Franco e Sandro Placentia. I neo-editori avevano desiderio di produrre un gioco di Stefano Groppi, sul rinascimento a Firenze, che fosse molto attento all’aspetto estetico e all’ambientazione.
Post e Scriptum invitarono i piacentini per una partita di playtest.
Quella giornata fu memorabile. il gioco era pieno di elementi curiosi e interessanti, ma aveva un piccolo difetto:
la partita durò tutto il giorno.


Alla fine della sfiancante giocata, Post e Scriptum diedero il loro parere, sulle modifiche che ritenevano necessarie, e su dove avrebbero lavorato per accorciare i tempi di gioco.
Stefano, Franco e Sandro Placentia sembravano recepire i consigli, ma come spesso succede, si spaventarono per la grossa mole di cambiamenti che sembravano necessari per “aggiustare” il gioco e renderlo vendibile. Si presero quindi un po’ di tempo per pensarci.

Precisamente un anno.

In quell’anno accaddero molte cose. La più importante fu che Matteo Post fece un incidente in moto e battè la testa. Un evento preoccupante e molto drammatico, che creò dei grandi cambiamenti nella psiche del socio della nostra casa editrice:
Prima di tutto iniziò a mangiare le verdure, che prima rifiutava categoricamente.
Poi conobbe l'amore, incontrando la donna che sarebbe diventata sua moglie.
Ma, nonostante le speranze di Mario, non iniziò ad ascoltare Van De Sfroos, cosa che mise a dura prova la collaborazione fra i nostri due eroi (In realtà l'unico problema veramente insormontabile sarebbe stato se avesse voluto iniziare a giocare col blu! N.d.Mario)


Un anno dopo, i piacentini ricomparvero davanti alla porta:
“Scusate per l’attesa, ci abbiamo impiegato un po’ di tempo, abbiamo chiesto in giro altri pareri a tanta altra gente e alla fine in un anno abbiamo ricevuto gli stessi consigli che voi ci avete dato in una serata”
Iniziò così l’avventura di “Florenza”, la più importante consulenza per la Post Scriptum.

Il gioco necessitò di un forte aggiustamento: Mario e Matteo eliminarono tutti gli aspetti dedicati alla guerra, bilanciarono, snellirono, cercando però di mantenere il cosiddetto “flavour” originale. Placentia Games fu collaborativa e comprese la scelta di ogni cambiamento.

A livello di Playtest, Mario e Matteo riproposero la stessa dinamica usata per Caligula: un costante ed efficace confronto, e una completa comprensione dell’obbiettivo e dei metodi per raggiungerlo.
Anche a livello produttivo fu un lavoro complesso, ma enormemente curato, che fu molto apprezzato dai piacentini. Le illustrazioni vennero scelte dai Placentia, ma vennero ben impostate nel gioco dal bravo Paolo Scribabs.
Infine il regolamento, curato in ogni minimo dettaglio, chiaro e pulito, al punto che è stato riconosciuto come uno dei regolamenti meglio organizzati, a fronte della complessità del gioco.

All’uscita, il gioco fece sold out, e ricevette il premio a Lucca Comics, come “Miglior Progetto Editoriale”.

Insomma, un bel successo per Post Scriptum e per la neonata Placentia Games.
C’era soltanto da festeggiare!
Poi Mario Scriptum rovinò tutto, e mise un brano di Van De Sfroos.

Lord Fiddlebottom

venerdì 2 maggio 2014

Ad aprile 2014 ho giocato a:

Doverosa premessa iniziale: a Play non ho giocato a niente, quest'anno. Da un lato è un bene, perché vuol dire che ho avuto tanto lavoro da fare (e, nello specifico, tanti prototipi da provare, fra l'altro molto buoni, in media), ma dall'altro di certo ho invidiato gli amici della ludoteca con cui ero sceso a Modena e che si sono fatti una due giorni di full immersion ludica.
Ci sono comunque state numerose altre occasioni di gioco, in questo mese, a partire dalla Pasquetta, interamente passata a giocare, fino a qualche serata extra in compagnia di nuovi amici che stanno iniziando a entrare nel dorato mondo dei giochi.
Fra l'altro, ho fatto una partita con la loro scatola di Kingsburg, senza espansione. Era davvero tanto che non lo giocavo così e devo dire che cambia parecchio. Ero piuttosto spaesato, lo ammetto: dopo tantissime partite giocate seguendo certe logiche, l'esperienza di gioco è stata davvero tanto diversa. Infatti ho perso :(
Va beh, vediamo i giochi di questo mese!

In ordine cronologico:

The castle of Burgundy
Storie nere
Florenza Card Game (4)
Imperial
Perudo (2)
Ark & Noah (2)
Otto minuti per un impero
Mamma mia!
Radio Londra (2)
Taluva
Steam Park
Kingsburg
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
La Boca
Coyote
Il verme è tratto
7 Wonders
To court the king (2)
Lupus in Tabula
The Resistance
Troyes
Hab & Gut
Room 25

E, come al solito, le opinioni!

  • Spesso dico che Mamma mia! secondo me è il miglior gioco di Uwe Rosenberg, ricevendo in risposta sguardi scandalizzati. Sì, lo ammetto: in realtà è un'affermazione a metà fra la battuta e la provocazione, ma un fondo di verità c'è. Intendiamoci: i suoi gioconi (su tutti, Agricola e Le Havre) mi piacciono molto, ma devo essere nello stato d'animo giusto, per giocarci. Invece una partita a Mamma mia! non la rifiuto mai. Lo trovo davvero semplice, divertente, facilissimo da imparare, ma allo stesso crea una bellissima tensione, sia durante la fase di gioco, sia, soprattutto, in quella di risoluzione. Consigliatissimo.
  • Lupus in Tabula è in assoluto il gioco a cui ho fatto più partite, in vita mia, seguito da The Resistance. Per entrambi, sono 54 quelle segnate su BGG, ma in realtà ne avevo fatte parecchie altre a Lupus, prima di iniziare a loggarle sul sito americano.  Entrambi i titoli mi piacciono davvero tanto: The Resistance (rigorosamente giocato senza carte espansione) ha l'indubbio vantaggio di lasciare tutti in gioco fino alla fine, mentre Lupus può essere giocato da molte più persone. Certo, ha il problema dell'eliminazione del giocatore (che personalmente sento molto poco, visto che faccio quasi sempre il master), ma evidentemente la regola dei fantasmi lo risolve sufficientemente bene, visto che in ludoteca ci sono molte persone che lo giocano volentieri. Personalmente apprezzo anche Wherewolf, ma è molto più difficile da far giocare, perché generalmente chi ama questo genere vuole molta semplicità di regole e poteri. Un po' mi spiace, perché lo giocherei volentieri.
  • To court the king è un titolo a cui gioco volentieri in 2-3 giocatori, mentre trovo che soffra di eccessivo downtime in 4-5. Come ho scritto più volte, amo molto i giochi in cui bisogna gestire i lanci di dadi, quindi parte avvantaggiato nelle mie preferenze, però trovo che sia un po' più banale rispetto ad altri dello stesso genere. Spesso le scelte migliori da fare sono molto evidenti e questo lo penalizza un po'. Come detto, comunque, giocando in pochi ciò non è un problema perché la partita dura poco e lascia lo spazio per bullarsi di un lancio fortunato o per canzonare un avversario quando i dadi gli danno contro :)
  • Di 7 Wonders, e di come viene percepito, ho già scritto qualcosa qui. Anche questo è un titolo a cui gioco volentieri, però soffro un po' la mancanza di strategia a lungo termine che mi aspetterei da un gioco di questo genere: fra i vari punteggi, infatti, ci sono le carte verdi e la guerra, che appunto renderebbero al meglio se inseguiti per tutta la partita e trovo che non sia così scontato riuscire a farlo. Di fatto, ho sempre avuto l'impressione che lo sviluppo della partita dipenda esclusivamente dalle carte che si pescano. Attenzione: non ho detto l'esito, ma lo sviluppo: di norma credo che chi gioca meglio vinca, ma la scelta di quale carta giocare, secondo me è quasi sempre immediata e raramente si può iniziare una partita dicendo "oggi voglio provare a seguire questa particolare strategia". Un po' mi spiace.
L'ultimissima annotazione riguarda le quattro partite a Florenza Card Game: ormai si può dire, visto che i nostri amici (e clienti) di Placentia Games ne stanno già parlando: stiamo lavorando all'espansione e ci stiamo divertendo tantissimo, nel farlo! State sintonizzati!

mercoledì 9 ottobre 2013

È arrivato Florenza Card Game!

Siamo lieti di annunciare che l'ultimo nato di casa Post Scriptum è finalmente disponibile! Dopo l’ottimo successo di Florenza, Stefano Groppi e Placentia Games sfornano il suo seguito! Pur essendo un gioco di durata più contenuta e dalle dinamiche semplificate rispetto al predecessore, Florenza: The Card Game ne mantiene il fascino, basato sull’arte fiorentina del rinascimento e sui 40 personaggi realmente esistiti (pittori, scultori, architetti e predicatori) già presenti nel titolo del 2010.
Essendo un gioco con materiali molto semplici, il nostro lavoro si è concentrato principalmente sulle scelte grafiche e sui playtest, che sono stati davvero numerosi e hanno portato a continui aggiustamenti di regole (in accordo con l'autore) fino a trovare l'alchimia perfetta. Alla fine si è scelto di porre l'attenzione sul limitato numero di azioni concesse al giocatore, che gli impone continue scelte, mai banali e spesso neanche semplici.
Questo fa sì che la pesca delle carte non sia mai decisiva ai fini della vittoria: le strade per ottenerla sono molteplici, ma passano tutte per la corretta gestione della propria mano.
L'attività di consulenti ormai procede da cinque anni e l'abbiamo svolta sia per giochi promozionali, sia per titoli più complessi. Ovviamente, ci siamo divertiti molto di più lavorando a questi ultimi, e particolarmente ai titoli di Placentia!
Configurazione di inizio partita
Informazioni sul gioco:
Giocatori: 2-4
Età: 14+
Durata: 45/60’
Contenuto:
220 carte grandi, suddivise in:
● 27 carte Monumento
● 76 carte Florenza (Abitazioni, Botteghe, Arti, Predicatori, Opere d’Arte)
● 28 carte Fiorini
● 86 carte Risorsa (Legno, Marmo, Metallo, Oro, Spezia, Tessuto)
● 1 carta Capitano del Popolo
● 2 carte Riassunto del turno
110 carte piccole, suddivise in:
● 85 carte Artisti
● 17 carte Botteghe centrali
● 3 carte Artisti anonimi
● 4 carte Famiglia
● 1 carta Segna azioni
Contenuti del gioco

Alla produzione abbiamo lavorato insieme allo stesso team che aveva già prodotto Florenza:
Autore: Stefano Groppi
Illustratori: Ivan Zoni, Daniele Zurla, Valeria Gobbi, Stefano Groppi
Grafica: Scribabs.