I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

venerdì 22 febbraio 2019

Settembre-dicembre 2018: perché non si ristampano i giochi introvabili?


Come promesso nei precedenti post, proseguiamo il recupero dei mesi perduti e parliamo di un intero quadrimestre, in cui sono successe tantissime cose, che mi toccherà sintetizzare all'osso.
Niente foto della mia settimana di vacanze in Sardegna, quindi. Mi spiace perché sono davvero belle :P

Partiamo come al solito dalle mie esperienze in campo associativo, su cui ci sono alcune cose da dire.
La prima è che, dopo 8 anni nel consiglio dei Custodi del Lago, non mi sono più ricandidato per il rinnovo e di conseguenza ne sono uscito.
Lo stesso hanno fatto altri due consiglieri e il motivo è che finalmente, dopo qualche anno in cui ci sentivamo sostanzialmente forzati ad andare avanti, abbiamo visto che c'erano tanti nuovi giovani entusiasti e vogliosi di entrare al posto di noi anziani. Il nuovo consiglio mi piace molto e sono davvero fiducioso per il futuro.

L'associazione di cui resto invece consigliere,  o più precisamente, vicepresidente, è SlowGame, che in questi quattro mesi è stata parecchio attiva. Anche qui l'ingresso di figure nuove avvenuto a inizio 2018 ha dato nuova linfa alla voglia di organizzare cose nuove (in questo caso si è trattato di un allargamento da 5 a 7 consiglieri, proprio per fare posto a persone che avevano voglia di darsi da fare). Oltre ai consueti Giochi dell'Uva di settembre, infatti, svoltisi un po' in sordina a causa del tempo non troppo brutto per annullarli ma neanche sufficientemente bello per invogliare la gente a uscire di casa, abbiamo iniziato a organizzare delle giornate di gioco mensili, chiamate Slow Days, che hanno permesso di giocare dalla mattina alla sera e, soprattutto, di unire sia gli appassionati di giochi da tavolo sia quelli di wargames nello stesso luogo. La cosa sta piacendo e intendiamo portarla avanti per tutto il 2019.
Infine, durante i weekend di dicembre, abbiamo messo in atto i Giochi alla Grande, ovvero quattro gazebo con versioni giganti di altrettanti giochi da far provare ai passanti. I titoli scelti sono stati Viva il Re, La Boca, Onitama e Ricochet Robots, perché li abbiamo ritenuti particolarmente adatti alle necessità divulgative che avevamo. La risposta è stata decisamente soddisfacente, con tanta gente che si è fermata nonostante il freddo.



Giochi dell'Uva (con clima uggioso)

Giochi alla Grande
Slow Days
E veniamo quindi agli eventi a cui abbiamo partecipato come Post Scriptum, quindi!

Accennavo a una settimana di vacanza in Sardegna. Chi mi conosce si sarà stupito di questa scelta, ma in realtà il motivo ufficiale era organizzare a Montiferru Play, una convention organizzata, fra gli altri, dai ragazzi di Demoelâ. Molti bambini, molte famiglie e qualche prototipo interessante. Non metto foto proprio perché sono tutte strapiene di minorenni :)

Siamo poi ovviamente stati a Essen, dove abbiamo riconfermato lo stand da 40 metri quadri dell'anno scorso. Wendake: New Allies è andato oltre ogni più rosea previsione. Avevamo portato un sacco di copie e le abbiamo finite venerdì! È una sensazione dolceamara, perché da un lato è bello vendere tutto, ma dall'altro è frustrante dover dire di no alla gente che lo vuole comprare :(
Per il resto, solita bella fiera, con una cinquantina di appuntamenti, un sacco di corse qua e là e un team di una dozzina di persone a far andare avanti l'area demo e vendita.
Anche Radetzky ha avuto risultati soddisfacenti: il gioco era stato molto poco pubblicizzato, ma ha comunque avuto i tavoli sempre pieni e quasi tutti coloro che lo giocavano poi lo compravano. Bene!




Neanche il tempo di riposarsi e subito a Lucca, dove avevamo due tavoli demo in area Raven. Anche qui entrambi i giochi hanno riscosso un ottimo successo.



Per finire, prima volta per noi a G! come Giocare, dove abbiamo portato Radetzky insieme a Gran Milàn, l'altro gioco dedicato alla città prodotto con Demoelâ. Personalmente mi ha fatto piacere vedere famiglie e bambini dare la caccia agli Austriaci divertentendosi e apprendendo il gioco con facilità.



A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, all'allestimento del nostro stand a Essen, ovviamente. Abbiamo confermato i 40 mq dell'anno scorso e preparato nuove grafiche per Radetzky e Wendake: New Allies. Inoltre, abbiamo migliorato la disposizione delle aree ufficio e magazzino per poter svolgere i circa cinquanta appuntamenti previsti nel modo più confortevole ed ergonomico.
  • Alla realizzazione di grafiche e mock up dei giochi 2019 e 2020 da portare in fiera.
  • Alla finalizzazione e all'uscita di alcuni giochi promozionali (in primis Gran Milàn e la nuova versione di TorinoXXL, ma non solo). 
  • Al gioco W la Dislessia, che è sì anche lui un prodotto promozionale, ma gli dedico un punto a parte perché tratta di un argomento delicato e vorrei dargli maggiore risalto.

Cosa hanno detto di noi
Beh, in quattro mesi hanno detto un sacco di cose, quindi sarò super sintetico:
La polemica del mese
Qualche polemica interessante ci sarebbe, a dire il vero, ma preferisco dare spazio a una riflessione che ritengo importante e che prende le mosse da questo post su Boardgamegeek di Ignacy Trzewiczek (sì, ho copincollato il cognome dal suo profilo, per scriverlo), editore di Portal Games, nota casa editrice polacca con un sacco di ottimi titoli in catalogo.
L'autore parte da un annuncio fatto dall'altra casa editrice polacca Lacerta, che si rivolge agli acquirenti dicendo "questa è la lista di nuove uscite che non saranno mai ristampate. Se vi interessano, prendetele ora o mai più".
Il post prosegue con la frase che più mi ha colpito: l'autore dice infatti che stava parlando con un suo amico dicendo che Lewis & Clark è uno dei suoi 5 giochi preferiti di sempre (e devo dire che piace tantissimo anche a me, come ho scritto qui) e l'interlocutore rispose che non l'aveva mai neppure sentito nominare.
Il commento è tanto triste quanto vero (traduco letteralmente): "Era ovvio che non l'avesse [sentito nominare]. Il gioco è stato pubblicato 5 anni fa. Nei giochi da tavolo è una decade. Mai ristampato, non più disponibile, perso nel tempo. Uno dei migliori giochi gestionali. Coperto dalle sabbie del tempo."
L'autore poi prosegue citando una conversazione con un suo amico editore (di cui non fa il nome) che aveva un gioco attesissimo da tutti in uscita e che gli raccontava di averlo esaurito in un lampo, perché era davvero la hit del momento. È quindi corso a ristamparlo, ma fra il tempo per la stampa vera e propria, quello per la spedizione e quello per la distribuzione, gli è arrivato quando ormai non interessava più a nessuno, ritrovandosi così col magazzino pieno di scatole che nessuno voleva e perdendo un sacco di soldi.
L'amara chiusura di Trzewiczek recita: "è contro il mio DNA, è contro la mia filosofia, io amo i giochi che pubblico. Penso che Robinson Crusoe, Imperial Settlers, Cry Havoc, Tides of Time e altri giochi siano ancora validi oggi come lo erano 2, 3 o 5 anni fa. Mi sforzo e combatto. Negli ultimi mesi abbiamo avuto discussioni devastanti con i distributori riguardo alla ristampa di 51st State. Ogni giorno, ogni singolo giorno, riceviamo email da fan che chiedono se il gioco verrà ristampato. E ogni volta chiediamo ai distributori se intendono ordinarlo e la loro risposta è "No, grazie, non lo vogliamo". È un titolo vecchio, per loro. Non sono interessati a rimetterlo sugli scaffali, né lo sono i giocatori, che stanno già cercando la prossima luccicante novità. È l'intera industria che guarda solo le nuove proposte.
Non sto dicendo che l'industria sia malata e vada curata, ma sto dicendo che potrebbe necessitare di alcune vitamine, giusto per sicurezza. Lewis and Clark è uno dei migliori gestionali mai creati. E voi non lo giocherete mai, perché tutti preferiscono le luccicanti novità."

Non ho molto da aggiungere a quanto scritto da Trzewiczek: è verissimo ed è un aspetto che abbiamo visto anche sulla nostra pelle. Le vendite di un gioco di norma si concentrano tutte nei primi mesi e dopo diventa sempre più difficile svuotare i magazzini. Anche noi, come lui, riceviamo continuamente richieste di ristampa dei nostri giochi (specialmente Florenza), ma è davvero difficile accontentare chi ci scrive, perché a fronte di una disponibilità economica forzatamente limitata, la stragrande maggioranza dei giocatori preferisce le novità alle ristampe.

Peraltro, questo post mette l'accento anche su uno degli aspetti più difficili della vita di un editore, e cioè decidere quale sarà la tiratura iniziale di un nuovo gioco. Ovviamente abbiamo dei dati da cui partire, ma la verità è che una parte della decisione è sempre una questione di caso e di indole più o meno prudente: stampare troppo poco fa rodere le mani, perché se vendi migliaia di scatole in poche settimane, ti rendi conto che potresti venderne parecchie altre, se solo le avessi. Ma stampare troppo e avere merce ferma in magazzino è un problema enorme per un editore, come testimonia l'amico che Trzewiczek cita nel suo post.

Ulteriore corollario: per chi come noi fa giochi complessi e ci tiene ad averli molto ben curati e bilanciati, il problema della velocità di fruizione è doppiamente impattante, perché il mercato ci mette MOLTO meno ad assorbire un gioco rispetto a quanto ci mettiamo noi a farlo e quindi a volte ci troviamo a dover saltare un anno, almeno per quanto riguarda i giochi più complessi (spoiler: sì, quello che sto cercando di dirvi è che non sono previste nuove uscite Placentia nel 2019).

Sinceramente, trovo poco realistico l'invito a somministrare vitamine al mercato: la tendenza a buttarsi subito sulle scintillanti novità durerà a lungo, secondo me, perché le capacità produttive migliorano di anno in anno e i materiali saranno sempre più sfavillanti e attraenti.
Certo, in uno scenario simile non tutti sopravviveranno, per via delle difficoltà elencate sopra, il che porterà forse, prima o poi, a una riduzione delle uscite, con conseguente riduzione della frenesia da gioco nuovo. Da parecchio tempo, ormai, si parla del mercato dei giochi come di "una bolla che fra non molto scoppierà" e personalmente ritengo che in un certo senso è necessario che ciò accada al più presto (anche perché, diciamocelo, non è che TUTTE queste nuove uscite siano poi davvero belle e divertenti da giocare). Può sembrare cinico aspettare che altri falliscano, ma ehi, è il capitalismo baby: non a caso fra le risposte al post c'è chi dice che è una dinamica comune a molti settori dell'intrattenimento. 
E comunque c'è da vedere se il numero di editori che soccomberanno non sarà superato da quelli nuovi che si affacceranno nel settore.
Insomma, è un bel caos. Per dare una replica finale al post su BGG, direi che probabilmente no, l'industria non è malata, ma sta vivendo una crescita molto problematica e incontrollabile, che non sappiamo dove porterà.
Sostanzialmente, sta vivendo la sua adolescenza,
E, come tutti sanno, l'adolescenza è un gran casino.

A cosa ho giocato

Settembre
Tsuro
Can't Stop
Lorenzo il Magnifico
Puerto Rico
Azul
Trax
Jenga (2)
Cranium Zigity
Brick Party
Coloretto
Jaipur
Sam Bukas Bande (2)
Diamant (2)
Clank!
T.I.M.E. Stories: il caso Marcy

Ottobre
Pandemic Legacy: stagione 1
Welcome To...
Coal Baron: the great card game
Radetzky: Milano 1848
Nome in codice visual (2)
Lettere da Whitechapel

Novembre
Radetzky: Milano 1848 (6)
Wendake (2)
Vektorace (4)
Crown of Emara
Quinque
Funny Friends
Imperial
Concept
Dominion, con espansione Prosperità

Dicembre
Modern Art
FATAL
Flamme Rouge (13), con espansioni Pelotòn (9) e Meteo (7)
Nimble
ThemAtìk
Cortex
The quacks of Quedinburg


Dopo qualche mese senza commenti, dico la mia su due giochi!

  • VektoRace mi ha colpito subito. Per me è una ventata d'aria fresca: meccaniche semplici e pulitissime e partite davvero avvincenti. È vero che se uno guida bene ed è in vantaggio è terribilmente difficile andarlo a riprendere, ma a volte basta una piccola imprecisione e si assiste a rimonte incredibili. Super divertente, secondo me.
  • Flamme Rouge è meno rivoluzionario, ma ha un sistema di gioco super semplice e super intuitivo, che si spiega in due minuti. Le gare sono emozionanti e spesso la vittoria si decide all'ultima carta. Sì, la fortuna conta parecchio, ma come ho già detto in molte occasioni, questo per me è tutt'altro che un difetto. Io e l'Avversario stiamo facendo una corsa a tappe molto avvincente, il che spiega l'elevato numero di partite.
Insomma, forse mi piacciono i giochi di corse :)

lunedì 21 gennaio 2019

Giugno-agosto 2018: tipologie di giocatori e scelte editoriali.

A Giochi Con! Questo diventerà Radetzky!
Ed eccoci qui alla prima parte degli esami di riparazione! Ho spiegato nell'ultimo post i motivi della scomparsa del blog e l'auspicio di recuperare i mesi persi. Questo è il primo dei due post in cui lo farò (se riesco, ovviamente).
Dunque, via a razzo, saliamo sulla Delorean senza indugiare oltre e torniamo a quando faceva caldo e le scadenze di Essen e Natale sembravano ancora tranquillamente lontane! Ah, com'ero ingenuo, da giovane!

Iniziamo parlando della sesta edizione del Torneo Multigioco a Squadre "F. Besozzi", che si è tenuta il 17 giugno, organizzata da SlowGame.
Il torneo ha visto coinvolti 29 giocatori divisi in 6 squadre, ed è stato vinto nuovamente dai Tennisti da Tavolo, che già si erano imposti l'anno scorso.

Luca, il Presidente di SlowGame premia i Tennisti da Tavolo

Sinceramente, non starò a dilungarmi sulla formula e i dettagli dell'evento, visto che si trova materiale a bizzeffe nei vecchi post.
Quello che scriverò qui è che, nonostante i molti complimenti ricevuti negli anni per la formula e per l'organizzazione, è sempre più difficile trovare giocatori e squadre. Quella che era nata come una manifestazione che voleva essere principalmente amichevole, ha progressivamente visto l'allontanamento di molti giocatori meno competitivi.
Sia chiaro: a parte alcuni screzi avvenuti nella seconda edizione, causati da qualche malinteso fra giocatori e da inesperienza organizzativa (di cui abbiamo però fatto tesoro per gli anni successivi), il clima è sempre stato molto positivo e leggero. La competizione c'è ed è sentita, ma le rivalità sono sempre vissute col sorriso sulle labbra e tutti vanno sempre a casa felici e divertiti.
Però...
Però sempre meno gente, fra i partecipanti storici, ha voglia di allenarsi, competere e gareggiare.
Per intenderci, a fianco degli iscritti, ci sono state per tutto il giorno una decina di persone che hanno giocato liberamente ai vari titoli che avevamo messo a disposizione, approfittando del fatto di avere un'intera giornata per intavolare quelli troppo lunghi per una normale serata. Qualcuno si è anche fatto un bel po' di km per venire a NON giocare il torneo.
Se ne può trarre qualche conclusione? Beh, forse sì.
So bene che è un campione troppo piccolo, per essere significativo, ma mi sembra comunque un ulteriore indizio del fatto che il mondo dei giochi è fatto da una piccola parte di super appassionati e di una maggioranza di "altri". Prendendo ad esempio le associazioni invitate (so che è una statistica che lascia il tempo che trova, ma pazienza), si può dire che per ogni giocatore "da torneo" ce ne sono almeno altri 9 attivi e appassionati che si ritrovano regolarmente a giocare ma non sono interessati ad attività più agonistiche. E, in progressione, per ognuno di questi ce ne sono TANTI altri che giocano ogni tanto, in famiglia o con gli amici, senza neppure frequentare un'associazione, ma che conoscono i giochi "moderni". E per ognuno di questi ce ne sono chissà quanti che invece amano giocare, ma per un motivo o per l'altro non sono mai andati oltre a ciò che offrono i supermercati.
Quindi sì, anche se è un campione molto parziale, mi sembra che anche per questo torneo alla fine i dati combacino con quanto accade su scala più grande: i membri più attivi sui social, più disposti a muoversi, più propensi a partecipare od organizzare eventi sono i più visibili, ma "gli altri" sono molti di più.
Tornerò sull'argomento nella sezione dedicata alle polemiche.

Riguardo a Post Scriptum, invece, siamo stati a Giochi Con il nostro tavolo, a Genova, dove abbiamo presentato in anteprima Wendake: New allies e Radetzky - Milano 1848, il collaborativo edito con Demoelâ che ha assorbito gran parte delle nostre energie nella seconda metà dell'anno, ma della cui qualità siamo tutti super soddisfatti.
Riguardo a quest'ultimo gioco, i test di Genova sono stati particolarmente utili: è lì che abbiamo sistemato alcuni aspetti chiave grazie ai quali siamo davvero convinti che funzioni alla grande.

Per quelli di voi che l'avessero ancora provato, consiglio di farlo, se ne avrete occasione, perché a me piace davvero molto: offre un sacco di possibilità tattiche e quasi tutte le partite si risolvono in un tesissimo ultimo round in cui tutto può accadere. Ho visto vittorie quasi certe trasformarsi in sconfitte e viceversa
NOTA: ciò non è dovuto a eventi casuali o cose simili, eh. C'è ovviamente dell'alea nel combattimento ma si può tenere sotto controllo giocando bene.

Siamo anche tutti stati al Picnic Ludico organizzato da TeOoh, come ogni anno. Alla fine ho lavorato praticamente tutto il giorno, però è stato bello vedere nuova gente alle prese con i prototipi dei giochi per l'anno prossimo. Si sono divertiti tutti e siamo davvero convinti della loro validità, tanto che li ho successivamente portati a Gen Con, dove hanno riscosso ottimi pareri da parte di tutti i partner commerciali e i blogger a cui li ho mostrati. Sono davvero soddisfatto dell'andamento della fiera e penso che i prossimi titoli in uscita faranno divertire molta gente.
Sì, senza dubbio è un periodo esaltante, questa estate 2018.
Fra l'altro, in fiera sono anche apparso nel primo video dedicato a Wendake: New Allies


Come per Radetzky, il consiglio è di provare anche questa espansione, di cui siamo super soddisfatti perché aggiunge davvero nuove dinamiche interessantissime al gioco base, a parer nostro.

Infine, sono stato come sempre a GiocAosta, anche se è stata solo una toccata e fuga di un giorno. Volevo andare solo per divertirmi, ma alla fine ho visionato prototipi, parlato con autori e fatto testare Radetzky ai blogger, con la conseguenza di aver giocato a un solo gioco. Me tapino! Quanti sacrifici bisogna fare, per portare avanti i propri sogni!
Ma la manifestazione è sempre meravigliosa e sono contento di esserci stato, ovviamente.

A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, in tre mesi abbiamo lavorato a un sacco di cose: il gioco che ha assorbito più tempo è stato Radetzky, di cui abbiamo affinato le regole (l'ho già detto che secondo me è fichissimo???) e concluso la grafica.
  • Riguardo a Wendake: New Allies, le regole erano già ormai pronte, ma abbiamo ultimato gli ultimi ritocchi grafici.
  • Alla stesura dei regolamenti di entrambi i giochi, con relativa traduzione nelle varie lingue.
    Li trovate online qui e qui
  • Ai nuovi mock up da portare a Gen Con: un gran lavoro di forbici e colla (principalmente, da parte di Tambu). 
  • A tutti gli appuntamenti e gli altri dettagli organizzativi per Gen Con e, successivamente, per Essen.
  • A playtest forsennatissimi di Masamune, che sta crescendo davvvero bene!

Playtest di Masamune con autore!
Alla fine, la maggior parte del tempo è comunque stata dedicata alla sistemazione di questioni grafiche e devo dire che su questi aspetti siamo davvero pignoli oltre ogni limite. Però i disegnatori rispondono sempre con estrema cortesia e disponibilità alle nostre richieste. Evidentemente anche loro, in fondo in fondo, pensano che siano giuste e non ho dubbi che vogliano veder uscire il miglior risultato possibile.
Certo, poi le bamboline vudù di cui parlavo nell'ultimo post le confezionano lo stesso, eh!

Cosa hanno detto di noi
Grande protagonista del trimestre è stato Wendake: New Allies, di cui sono uscite tre anteprime!
Anche il gioco base è stato protagonista di due bloggate molto interessanti:
Ma ovviamente c'è stato spazio anche per Radetzky - Milano 1848 di cui sono uscite un paio di anteprime!
Questo limitatamente al materiale in italiano. Sono comunque usciti anche alcuni video interessanti in inglese, che trovate raccolti qui!

Ricordo a tutti che per restare aggiornati su tutto ciò che parla di noi, potete iscrivervi al canale Telegram di Post Scriptum!

La polemica del mese
Il post che ho scelto è stato questo, in cui riaffiora un'annosa questione che mi dà lo spunto per riallacciarmi a quanto scritto all'inizio del post riguardo alle tipologie di giocatori.
Mia risposta breve: "se parliamo solo di giochi su Kickstarter in effetti non hai torto. Se parliamo in generale non ne sarei così sicuro".

La spiegazione è nella risposta lunga, qui sotto.
Ovviamente che non mi sento titolato a parlare per tutti gli editori del mondo quindi non so cosa spinga i colleghi a fare inserti precisi per le carte non imbustate. A volte saranno questioni di spazio, a volte di soldi (nel senso di riutilizzare uno stampo già in possesso dell'editore), a volte in effetti menefreghismo o mancanza di attenzione o dimenticanza, perché no? Ognuno lavora a modo suo e non esistono regole fisse o un manuale del perfetto editore da seguire punto per punto.
Però a volte la questione può essere un'altra, ossia il fatto che l'editore reputa che lo spazio più grande per le carte fornite di preservat bustina renderebbe meno efficiente la sistemazione di quelle non lo sono. Magari l'editore pensa che quello spazio extra farebbe "ballare" le carte nella scatola col risultato di farle spargere in giro alla minima inclinazione.
E magari, quindi, pensa che gli acquirenti che non proteggono le carte siano molti di più di quelli che lo fanno.
È qui che torniamo a ciò che ho scritto nella prima sezione: su internet si sviluppano community di giocatori super appassionati che passano molto tempo a leggere o scrivere di giochi. È un fenomeno che esiste dagli albori della rete (e da prima, in altre forme) in tutti i settori della cultura e dell'intrattenimento. Ma questi utenti sono una punta dell'iceberg minima rispetto alla massa di persone che effettivamente entreranno in possesso nel gioco.
Per dire, nel gruppo stesso Giochi da Tavolo su cui è stato pubblicato il post ci sono oltre 17.000 persone, ma quante di queste imbustano davvero i giochi? Innanzitutto, molti utenti sono giocatori occasionali: alcuni si sono iscritti per chiedere consigli per regali, altri amano i giochi vintage o da supermercato, altri semplicemente amano giocare ma non sono feticisti dei materiali.
Giusto per capirci, dando un'occhiata alle foto pubblicate sul gruppo, si può notare che quelle in cui le carte sono libere e felici sono parecchie. A occhio, almeno quanto quelle in cui si vedono bustine, e lo stesso vale per l'altro grande gruppo, Giochi da Tavolo e di Società. Quindi per intenderci, andando a prendere le persone che fanno parte delle community online che già sono una nicchia, e andando a prendere, fra queste, quelle che postano foto dei loro giochi, che sono un'ulteriore nicchia, vediamo che gli imbustatori non sono affatto la maggioranza.
Anche perché, oh, 'ste bustine mica costano poco, a conti fatti!
Quindi la spiegazione della mia "risposta breve" (che, come già per quanto detto nella prima sezione si basa su dati tutt'altro che oggettivi e verificabili) è che sicuramente esiste un'utenza che ha effettivamente le manie citate nel post e che sicuramente gli editori farebbero bene ad accontentarla, quando possibile (soprattutto se si parla di Kickstarter), quindi sì, all'utente in questo senso mi sento di dare ragione.
Però facendo un discorso più ampio, visto che questo argomento è saltato fuori in mille altre occasioni, va detto che l'ergonomia di un vassoio dove le carte si incastrino precisamente, probabilmente accontenta più persone, nella maggior parte dei giochi.
E aggiungo che in generale eviterei sempre di scrivere cose come "ma cosa ci vuole a fare così", "ma cosa volete che costi fare così", "ma se ci arrivo io che faccio il pescivendolo come fanno a non arrivarci loro" e altre frasi simili lette nei commenti a questo e a mille altri post, perché il mondo (compreso quello dell'editoria) è molto più complesso di come appare su internet.

Detto questo, noi nei giochi per gamers privilegiamo la scelta di lasciare la scatola senza spazi predefiniti, ma con adeguata quantità di ziplock grandi abbastanza per far stare tutto anche con le bustine :P

A cosa ho giocato
A pochi titoli, ma importanti, visto che ho finalmente fatto le mie prime partite a Gloomhaven, T.I.M.E. Stories (persa malissimo per colpa mia e dell'Avversario. Si vede, che non dobbiamo giocare insieme!), This War of Mine, Black Orchestra e, soprattutto, Exploding Kittens :)
Soprattuto ad agosto ci sono davvero poche partite. Un po' è dovuto al fatto che sono stato a Gen Con, un po' al fatto che in ludoteca ho davvero testato o fatto testare tantissimo e non c'è stato tempo per altro.
L'ho già scritto "me tapino"? Sì, l'ho già scritto.

Giugno
Port Royal
7 Wonders
Apokalypsis
Exit: l'isola dimenticata
Timebomb: Sherlock vs. Moriarty
Wendake
Zombie 15' (2)
Expedition: the roleplaying card game (2)
Triple Agent
Gloomhaven
Exploding Kittens
T.I.M.E. Stories
Clank!
7 Wonders Duel
Drizzit, il gioco di carte
D&D: rock, paper, wizard (2)

Luglio
Viva il re!
Mezzanotte: delitto in alto mare
One Night Ultimate Werewolf
Pandemic Legacy: stagione 1
This War of Mine
The Resistance (2)
Black Orchestra
Clank!
Arcanum
The Mind (2)
Panico da pecora
Mammuz
Shipwreck Arcana
Imhotep

Agosto
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venerdì 11 gennaio 2019

Ma cosa fa un editore tutto il giorno???

Stiamo lavorando a nuovi giochi? Sì.
Ehilà! Ben ritrovati! Come state? È da un po' che non ci si legge, eh?
Sì, lo ammetto, potrebbe essere colpa mia, perché se non scrivo niente, non posso lamentarmi di non venire letto.

Riparto quindi con questo post, in cui spiego perché il blog si è fermato ed esprimo l'auspicio che possa ripartire.
Sostanzialmente la causa dei mancati aggiornamenti è stata... Rullo di tamburi... Attenzione alla notizia bomba che nessuno si aspetta... LA MANCANZA DI TEMPO (e di energie).

La domanda che quindi vi starete facendo è: ma cosa fa un editore tutto il giorno per non avere neanche il tempo di buttar giù un post di qualche centinaio di parole una volta al mese?
E, cari amici, sappiate che noi di Il mondo è bello perché è Mario siamo qui per rispondervi!

Prendiamola un po' larga, visto che ormai avete capito che se di centinaia di parole non ne scrivo almeno un milione a post non sono contento.
Iniziamo dunque da
L'EVOLUZIONE DI POST SCRIPTUM (E DEL MERCATO) NEGLI ULTIMI DUE ANNI:
In breve: nel 2017 è entrato in società Tambu, come spiegato qui, mentre nel 2018 abbiamo assunto la nostra prima dipendente, Sara, come raccontato qui. Una delle conseguenze di questa evoluzione è stata la necessità di aumentare il numero di giochi a cui lavorare (sapete, per via di quella storia delle bocche da sfamare), mentre una conseguenza del sempre maggiore affollamento del mercato è stata la necessità di portare lo sviluppo preventivo dei giochi a livelli sempre più definitivi: in pratica, vista la concorrenza di tantissimi nuovi autori e game studio che nascono di continuo, per far colpo sui distributori e partner commerciali (che al contrario sono sempre meno, viste le acquisizioni e le fusioni degli ultimi anni) bisogna presentare fin dal primo appuntamento tanti progetti fichissimi non solo a livello di regole ma già di prodotto finito. A volte capita ancora di far vedere in anteprima qualcosa di molto abbozzato, ma è sempre più raro e comunque al massimo suscita curiosità e voglia di rivederlo quando sarà sviluppato.

MA QUINDI, IN COSA SI TRADUCE TUTTO QUESTO?
Beh, in un sacco di lavoro. Per darvi un'idea parliamo di:

  • playtest, ovviamente. Una marea di playtest.
  • Successivamente, stesura del regolamento, almeno in italiano e inglese, che è un processo sempre lunghissimo (anche perché la cura di questo aspetto è un nostro vanto e quindi non siamo mai contenti).
  • E poi di ore e ore passate anche solo a cercare il disegnatore giusto per ciascun gioco. 
  • Figuriamoci poi quante ne servono per valutare le prime bozze, decidere su quale puntare, richiedere le prime modifiche macroscopiche e poi via via quelle sempre più minuscole su ogni dettaglio (per la gioia dell'artista stesso che probabilmente nel frattempo avrà confezionato delle bambole vudù con le nostre fattezze. Meno male che non funzionano).
    Ve detto che alla fine i risultati sono immagini come quella che apre questo post, quindi ne vale decisamente la pena!
  • E una volta che i disegni sono pronti c'è da preparare una grafica che sia armonica ed efficace, ovviamente.
  • E poi bisogna impaginare i regolamenti, nelle varie lingue, rispondendo a tutte le varie domande sia dei traduttori sia del grafico, con la consapevolezza che aggiungere, togliere o spostare una frase potrebbe sminchiare (scusate il termine tecnico) la pagina, con la conseguenza di far perdere altro tempo e far confezionare altre bamboline vudù.
  • A poi realizzare i mock up il più possibile simili al prodotto definitivo: è un processo lunghissimo (e peraltro noiosissimo), che a volte possiamo far fare esternamente, ma non sempre. A volte capita di dover dedicare ore a lavori di forbici e colla anche a noi super mega professionisti del settore.
  • E poi bisogna metter giù i comunicati stampa, in italiano e inglese, decidere le campagne promozionali, preparare le scatole da inviare ai recensori (sì, anche noi super mega professionisti del settore dobbiamo dedicare del tempo a impacchettare giochi e produrre lettere di vettura per il corriere che  li venga a prendere), creare le pagine almeno su Facebook e Boardgamegeek.
  • Nel frattempo, si saranno scelti i fornitori, scartabellando tutte le loro offerte e tenendo conto di chi è bravo a fare cosa, stando attenti a tutti i dettagli e cercando di capire come mai questo nuovo che si sta proponendo oggi riesce a costare così poco. Dove sarà la fregatura? Ah, no, ecco! È che la roba che mi sta offrendo non è quella che ho chiesto io, ma una versione più brutta. E come mai quell'altro ha alzato così tanto il prezzo rispetto alla sua ultima offerta (e stavolta è proprio per ciò che ho chiesto io), ora lo chiamo e vediamo cosa mi dice, perché se conferma quel prezzo mi si sballano tutti i conti e devo cercare un altro fornitore o modificare altri dettagli del progetto, ecc. ecc. ecc.
Tutto questo per ogni singolo gioco.
E tutto questo non in questo bell'ordine sequenziale, che renderebbe le cose un filo più facili, ma con le fasi che si accavallano le une alle altre in base alle velocità di chi le deve realizzare o, più frequentemente, in seguito a qualche nuova fantastica idea che renderebbe il gioco ancora più fico (peccato però che ci sia da disfare e rifare qualcosa che si dava già per definitivo)!

Ovviamente tutto questo si fa in squadra: dietro a ogni gioco c'è sempre il lavoro di oltre una decina di persone (per i Kickstarter, molte di più), ma alla fine tutto deve tornare sotto gli occhi miei e di Tambu che siamo gli editori, anche solo per approvazione, perché abbiamo questa ambizione di fare giochi belli e curati in ogni dettaglio e di voler verificare tutto con estrema puntigliosità, maledizione a noi. 
Speriamo di non finire a confezionarci bamboline vudù a vicenda!


E questo discorso riguarda i giochi futuri, ma nel frattempo, ovviamente ci sono anche quelli presenti: nel 2018 abbiamo pubblicato Radetzky-Milano 1848 e Wendake: New Allies, ma abbiamo anche lavorato a Gran Milàn e ad altri 10 giochi promozionali, ognuno dei quali sicuramente porta via molto meno tempo rispetto a quelli di cui curiamo anche tutta la parte creativa, ma nel complesso reclamano giustamente la loro quantità di attenzioni anche loro, soprattutto perché fanno riferimento a clienti diversi, ognuno dei quali ha domande e richieste (quasi sempre) legittime che vanno accontentate.
Piccola chiosa su questo argomento: i giochi promozionali sono una parte minoritaria ma comunque importante della nostra attività e contribuiscono a tenere in piedi l'azienda. Se possiamo permetterci di non far uscire un gioco fino a quando non è davvero pronto, senza dover sfornare prodotti affrettati per far quadrare i conti è (anche) grazie alla filiera e al know-how che negli anni abbiamo messo in piedi per questo tipo di prodotto, che sappiamo realizzare in fretta e bene (sì beh, forse quest'ultima frase poteva essere vagamente pubblicitaria, ma non per questo meno vera).

QUINDI, IN CONCLUSIONE, NIENTE PIÙ BLOG? (spoiler sul futuro)
Spero proprio di no. Al blog non voglio rinunciare.
Però è vero che i ritmi degli ultimi mesi sono stati davvero forsennati e che spesso durante la giornata non c'è stato il tempo per scrivere e alla sera non ci sono state più le forze.
Ma ora il 2018 è finito e quindi è tempo di buoni propositi, dunque chiudiamo questo post con un piccolo elenco che li riguardi:
  1. Allargare ulteriormente l'organico. Ci stiamo già lavorando e se tutto andrà in porto come previsto, ciò dovrebbe avvenire a breve.
  2. Puntare al massimo sui giochi che abbiamo già in lavorazione, senza distrazioni e senza indugi. Per questo motivo abbiamo soffertamente deciso che, per la prima volta non saremo i IDeA G quest'anno. Ci rendiamo conto che così facendo potremmo farci sfuggire qualche gioco davvero buono, ma non possiamo permetterci di farci sviare da quelli che già abbiamo, che sono tanti, sono belli e vogliamo far uscire in pompa magna in tutto il mondo.
    Tanti amici ci hanno chiesto di passare anche in veste ufficiosa, anche solo per un giorno, ma abbiamo risposto che non vogliamo cadere in tentazione. Sappiamo che qualche bel gioco finirà a qualcun altro, ma non possiamo fare diversamente, al momento.
  3. Beh, parlando del blog mi piacerebbe riuscire a pubblicare almeno due post riguardo ai mesi mancanti del 2018, più uno conclusivo sull'annata in generale, anche dal punto di vista associazionistico, visto che c'è parecchio da dire in merito anche a quell'argomento.
Bene. Direi che mi sono dilungato abbastanza. Ora devo proprio tornare a giocare a Marvel's Spider-Man lavorare.
Alla prossima!