I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

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giovedì 16 luglio 2015

Tiriamo le somme: giugno 2015

Questo post esce parecchio in ritardo rispetto al solito, perché, come vi sarete accorti se avete letto gli annunci di Zena1814, Bretagne e Sator, c'è davvero tantissimo da fare in questo periodo e si fa fatica a trovare anche solo il tempo per scrivere queste poche righe.  E se pensate che ci sono altri annunci da fare, beh, capite bene quanto siano forsennati questi mesi.

Tanto per dire: grazie al fatto che Florenza Card Game è sbarcato su Boardgamearena, avevo iniziato a giocare un po' online, ma sono riuscito a farlo giusto per una settimana prima di esaurire del tutto i miei punti tempo.
Va beh, fortunatamente il mio lavoro mi diverte e soddisfa sempre tanto, quindi non mi lamento (ma me la tiro, quello sì, eh!).

In questo mese, ho comunque trovato il tempo di andare in gita alla Sagra dei fumetti di Verona, insieme ad Andrea Chiarvesio, dove fra le altre cose siamo passati allo stand Shockdom per parlare con Bigio di... Beh, inutile negarlo, per parlare della prossima espansione per Drizzit. Vedremo quando e come sarà nei prossimi mesi :)
Sono poi stato ad altri eventi locali (Cascina Roccafranca a Torino, compleanno della Compagnia della Forca a Gravellona) e soprattutto ho partecipato alla seconda edizione di Game Happens!, con un tavolo tutto dedicato a Post Scriptum e ai suoi giochi. Devo dire che, essendo l'unico a portare prodotti non digitali, ho suscitato parecchia curiosità e c'è sempre stata gente seduta con me, a parlare di giochi da tavolo o ad acchiappare velocemente animaletti gommosi :)

Qui potete trovare il video del minitalk che ho tenuto per l'occasione. Sinceramente ero un po' spaesato (e si vede), perché avevo capito che sarebbe stata una specie di dialogo con pubblico, mentre invece si trattava di parlare a una telecamera. Va beh, si vede che fare lo youtuber non è il mio mestiere, ma in tanti mi hanno detto che i contenuti sono interessanti (persino l'Avversario, pensate un po'), quindi lo pubblico :)
Il titolo è in inglese ma il video è in italiano.



Come sempre, ho cercato di giocare il più possibile. In ordine cronologico:

The Resistance (2)
Coal Baron
Mahé
Time's Up blu
One Night Ultimate Werewolf (2)
Kubb (4)
The Sheep Race
Splendor (2)
Robber Knights
Bang! The dice game (2)
Cani nella vigna
Bruxelles 1893
Martinique
Imperial 2030
DC Comics deck building game
Rush & Bash
Co-Mix
Ascension
Alta Tensione: First Sparks (2)
King of New York
Room 25
Carcassonne: The City (2)
Taluva
Smash Up
St. Petersburg
Richard I
Shogun
Origin
Olympus
To Court the King


  • Mahé è proprio il mio tipo di gioco: press your luck semplicissimo, con regole che si spiegano in un minuto e possibilità di farsi qualche dispetto divertente. Ideale per l'inizio serata, quando stiamo aspettando che arrivino altri giocatori per far partire giochi più lunghi. Stando nel genere, trovo che Can't Stop gli sia superiore, perché l'intervento del giocatore è più importante, mentre qui si va molto più a fortuna, però dura meno e coinvolge fino a 7 giocatori, quindi va benissimo anche questo :)
  • The Sheep Race mi ricorda Royal Turf, che è uno dei miei giochi di Knizia preferiti, anche se qui il caso dice quale pecora muovere e il giocatore decide come muoverla, mentre là è il contrario. In entrambi i giochi comunque bisogna applicare le proprie decisioni a un lancio di dadi in base a delle scommesse fatte in precedenza guardando i valori degli animali in gara. Li trovo entrambi molto divertenti e piacevoli e non saprei dire quale sia il migliore dei due. Nel dubbio, gioco volentieri a entrambi :)
  • Imperial 2030 mi ha spiazzato, lo ammetto. Le regole sono sostanzialmente le stesse del suo predecessore Imperial, però ci sono un paio di differenze che lo cambiano radicalmente (per esempio, il fatto che vengano dati i bonus all'amministratore di una nazione ogni volta che tassa e non solo quando la fa ingrandire) e che hanno fatto sì che perdessi malissimo la partita. Ho l'impressione che questi particolari lo rendano migliore del predecessore, ma devo riprovare a giocarlo entrando nella sua ottica e non in quella dell'altro gioco. La differenza è sottile, ma decisiva.

giovedì 4 giugno 2015

Tiriamo le somme: maggio 2015

Torneo in corso
Mese ricco di eventi, tanto per cambiare. Su tutti, naturalmente, c'è il torneo multigioco organizzato con Slowgame, a cui hanno partecipato anche i Custodi del Lago di Verbania, la Ludoteca Galliatese, In Ludo Veritas di Varese, i Guerrieri Valsesiani di Vanzone e la new entry ludoteca Spazio Gioco di Corbetta.

Personalmente ho giocato a Ticket to Ride Europa, arrivando terzo (su tre) per un erroraccio nel finale, a Rattus dove sono arrivato secondo, Agricola che ho vinto a pari merito e Dominion dove ho ottenuto un altro secondo posto.
Insomma, non una grande edizione come giocatore, ma sono molto soddisfatto come organizzatore, come già detto qui.

Inoltre, ci sono stati un meraviglioso addio al celibato ludico che ha coinvolto le due ludoteche di Slowgame e Galliate (dobbiamo rifarlo, ragazzi) e le trasferte a Giocacon, Galliate Fanta Comics and Games e Carrarashow, in ognuna delle quali ho avuto occasione di provare parecchi giochi per me nuovi. Riguardo alle prime due c'è poco da dire: ci ero già stato negli anni passati e si sono confermate piacevoli occasioni di gioco, concepite su scala locale e ottime per far appassionare i giocatori occasionali.
Riguardo a Carrara, beh, nell'unico giorno in cui ci sono stato (domenica 31) ho visto una fiera davvero enorme e con un'offerta pazzesca. Purtroppo le smisurate dimensioni dei padiglioni hanno creato un effetto di vuoto che non si poteva non notare. Un po' di gente ai tavoli c'era, ma i suddetti tavoli erano talmente tanti che sembravano comunque vuoti. A quanto mi dicono, non è stata molto pubblicizzata: io sapevo da tempo che ci sarebbe stata, ma fra i miei amici delle varie ludoteche nessuno ne sapeva nulla. Di fatto, quello di loro che mi ha accompagnato, (che chiamerò Waldo anche se non si veste di rosso e bianco) ha giocato insieme a me a parecchi giochi da due, ha fatto un paio di partite con altra gente, ma ha anche vagato da solo e senza trovare compagni di gioco quando io avevo gli appuntamenti di lavoro. Certo, c'erano parecchi stand da visitare, ma non si può dire che fosse una situazione ottima.

Beh, speriamo che comunque ci siano altre edizioni, perché senz'altro è molto promettente (comunque la coda per Bigio c'era anche lì, eh...)

Poi, va beh, durante il mese abbiamo anche celebrato il decimo compleanno di Post Scriptum (e anche salutato Lord Fiddlebottom), ma davvero credo che sia già stato detto nel post dedicato all'evento. Siamo contenti dell'affetto ricevuto e del disegno che ci ha fatto Bigio per l'occasione. Cercheremo di fare ancora tanta altra strada :)


Come al solito, ecco anche due parole sui giochi di questo mese.
In ordine cronologico:

Richard I
Alchimisti
Funny Friends
Ca$h and Gun$ (3)
Can't stop
Blood of the Werewolf (3)
Mysterium
Fake Artist
Alta Tensione
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
Animal upon animal
Love Letter (3)
One Night Ultimate Werewolf
Agricola
St. Petersburg
Medina
Historia
Packet Row (2)
El Grande
Alta tensione: Fabrikmanager
8 minuti per un impero (2)
Port Royal
Alhambra
Il piccolo principe
King of Tokyo (con espansione Halloween)
Alta tensione: first sparks
Perudo (3)
Ticket to ride: Europa
Rattus
Agricola
Dominion
Battlestar Galactica
Florenza
Ticket to ride: Nordic Countries
Argent: the consortium
Carcassonne: the city
Tobago
Safranito
Vichinghi selvaggi
Storie nere
Rush & Bash
Mahé
Spinderella
Beasty Bar
Tutti Frutti
Storie gialle: un piede nella fossa


  • Richard I fa parte dei giochi che avevo playtestato prima che uscissero, quando aveva ancora i cubetti al posto delle carte. Avevo sempre detto ad Andrea che era un peccato che non fosse adatto alla nostra linea editoriale, perché lo trovavo un bel gioco. Provandone la versione edita ho avuto conferma della buona impressione iniziale: è sì un classico worker placement, ma le opzioni che si possono scegliere sono molto interessanti. Immagino che ci sia gente che storcerà il naso per la meccanica di risoluzione della crociata, con la rivelazione delle carte inserite dai giocatori, e in effetti è un aspetto delicato, perché durante la partita non si fanno poi molti punti e l'ultima battaglia, che può essere vinta da una fazione per una singola carta, può  essere decisiva per la vittoria. Da una parte anche a me questo aspetto spaventa un po', ma dall'altra dà al gioco quel brivido di imprevedibilità che lo distingue da tanti altri del genere. In pratica, noi siamo tutti a corte in Inghilterra e possiamo fare del nostro meglio per aiutare od ostacolare il re lontano, ma come poi andrà la guerra non può certo dipendere da noi!
  • Love Letter è un gioco che di norma facciamo a tavola in attesa che arrivi il cibo. Confesso che non è il mio preferito, fra i titoli di bluff: è sicuramente semplice e veloce, ma per me lo è anche troppo. Mi mancano gli intricatissimi ragionamenti che spesso sono implicati da giochi di questo genere. C'è però da dire che, giocandolo con TeOoh diventa divertentissimo, soprattutto quando lo batto :)
  • St Petersburg è uno dei miei giochi preferiti. È stato terreno di scontro per eccellenza fra me e l'Avversario, visto che secondo noi rende ottimamente anche in 2. Alcuni giocatori, al torneo multigioco, si sono lamentati della troppa aleatorietà nell'uscita delle carte. Personalmente non sono d'accordo: trovo che costi e benefici siano ben bilanciati e che in genere vinca chi gioca meglio. Spesso mi trovo a dover prendere decisioni difficili e questo, come già detto più volte, mi elettrizza molto. È uno dei titoli che abbiamo preso a modello nello sviluppo di Florenza Card Game: volevamo che le sensazioni ed emozioni provate fossero simili a quelle di questo gioco e rifaremmo questa scelta mille volte :)
  • Carcassonne: the city è un titolo che giaceva in un armadio di casa mia da anni, perché agli albori della ludoteca era stato inserito nella lista di quelli da non portare perché non c'è spazio nell'armadio, visto che non piaceva all'Avversario. Io non sono mai stato d'accordo con questa scelta, ma ammetto che lo avevo proprio dimenticato. L'ho rispolverato (letteralmente!) in occasione di una trasferta a Galliate e ribadisco che per me è validissimo. Trovo che sia più complesso del Carcassonne base, perché ci sono due tipi di mosse senza ritorno, ovvero il piazzamento di meeples nelle aree residenziali (equivalenti ai campi) o sulle torri di guardia. Entrambi i piazzamenti vanno generalmente fatti in momenti in cui non si ha certezza di quanto frutteranno a fine partita, quindi bisogna fare molto attenzione alle decisioni che si prendono in merito (anche perché il numero di meeples a disposizione dei giocatori è lo stesso del gioco base, solo che ne tornano meno). Carina anche la gestione delle torri, che vanno posizionate al momento giusto per ottenere il massimo punteggio col minimo rischio.
  • Tobago ha quest'idea fantastica dei tesori che vengono individuati gradatamente, man mano che si procede col gioco. I giocatori possono contribuire attivamente alla determinazione del punto finale in cui si troveranno, in un susseguirsi di collaborazioni estemporanee e sgambetti improvvisi per ritrovarsi, alla fine, più ricchi di tutti gli altri! Sempre piacevole!

venerdì 17 ottobre 2014

E finalmente... Fun Farm!

La storia di Post Scriptum raccontata da Lord Fiddlebottom si avvicina ai giorni nostri: finalmente, infatti, si parla del gioco che ha cambiato per sempre il ruolo della nostra casa editrice nel mondo ludico.
E mentre il Lord ne parla, noi siamo alla fiera di Essen, dove ne vendiamo altre copie e scriviamo questa introduzione in albergo.
Il gioco in questiome, inutile dirlo, è Fun Farm!

<<<Puntata precedente
Io, che sono Lord Fiddlebottom, non è che me ne sto con le mani in mano. Potrei essere ovunque, in posti che non ti aspetti. Potrei anche essere a ESSEN 2014, proprio in questo momento, o a Lucca Comics, o al grande incontro degli autori di giochi, IdeaG.
Tu non sai chi sono io, ma io potrei sapere chi sei tu.
E potrei anche essere cattivo come il caro vecchio Puzzillo, il terrore di tutti gli autori di giochi, ma che ha preferito mollare l’ascia.
Ha lasciato l’onere a me di mettere alla berlina il mondo del gioco da tavolo attuale.
Però, caro amico lettore, e forse autore o editore di giochi, sei fortunato, perché sono sì come un novello Puzzillo, però che se la prende solo con Mario Scriptum
(e viene pagato per farlo! Yeah!)

POST & SCRIPTUM: L’arrivo di Fun Farm

Come quella volta che vidi Mario Scriptum accanto a Luca Bellini a IdeaG 2013, che si sfregava le mani e aveva gli occhi luminosi, perché aveva trovato la gallina dalle uova d’oro, Fun Farm.
Con la lingua di fuori, ad assaporare la ricchezza.


Questi editori che pensano solo ai soldi. Tsè!
Ma facciamo un passo indietro:
Post Scriptum, dopo Florenza e Ark & Noah, continuò la collaborazione con Placentia grazie a Florenza Card Game, il gioco di maggior successo della casa degli amici piacentini, che ebbe la buona idea di sfruttare le illustrazioni della versione da tavolo e abbattere così i costi di produzione. Con Florenza Card Game, Placentia imparò anche a camminare sulle sue gambe dal punto di vista commerciale e distributivo. 
Quindi per Post Scriptum stava andando bene, ma volevano ancora più soldi, soldi, soldi!
Luca Bellini, l’autore di Jungle Brunch e amico di vecchia data del nostro venale protagonista, fece vedere tempo addietro un prototipo di un gioco di destrezza in cui si dovevano afferrare dei legnetti colorati, che a Mario Scriptum non convinse.
Leggenda narra che Luca Bellini si recò alla Dechatlon e una pallina da golf a forma di animaletto gli cadde in testa, mentre era appoggiato a un palo della pallacanestro, e lì ebbe l’illuminazione.
Sostituì i legnetti con quei buffi animaletti tondi come i nostri protagonisti blu.
A IdeaG 2013, dicevo, c’ero anch’io, e vidi la presentazione di quel gioco, che prima si chiamava Takkiappo, e fece andare in brodo di giuggiole prima Mario Scriptum, e poi Matteo Post, mentre io avevo un prototipo di un gioco che non aveva cagato nessuno. Snort.
Grazie a Takkiappo, Post e Scriptum ricevettero grandissime attenzioni durante la fiera di Norimberga, e riuscirono a piazzare ben 7000 copie del gioco, che era un gran numero, secondo gli standard della casa editrice.
C’era però da fare un gran bel lavoro di produzione, perché gli animaletti del gioco originale, mica era facile procurarseli.
Quegli stupidi della casa di produzione dei pallini da golf della Decathlon chiesero talmente tanto, che si risparmiava di più ad andare ad ogni Decathlon d’Italia e a saccheggiare le ceste presenti nella sezione “Golf for dummies”, e quindi bisognava passare ad altro.
La ricerca per trovare dei pupazzetti fu ardua e difficile, ma alla fine, quasi all’ultimo dalle scadenze, trovarono il produttore giusto.
Che teneri gli animaletti che hanno fatto, morbidi! Talmente efficaci che:

  • Aumentarono la prima tiratura del gioco a ben 15000 copie.
  • Il gioco sta spopolando in tutta Europa ed è presente pure nei supermercati, cioè.
  • Non si chiama più Takkiappo, ma Fun Farm (fiuuuu).
  • Matteo Post si è sposato.
  • Adesso il gioco ha raggiunto ben 52000 copie in solo due anni, portando un sacco di soldi in casa Post Scriptum.

Se Mario Scriptum avesse scelto il mio gioco, durante IdeaG 2012, ora probabilmente Post e Scriptum avrebbero venduto 52 copie, e non avrebbero avuto tutti quei soldi, ma cosa sono i soldi se non uno stupido strumento del capitalismo che inacidisce gli animi e rovina i rapporti e le amicizie?
AUTORI DI GIOCHI BRUTTI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!

Lord Fiddlebottom



venerdì 2 maggio 2014

Ad aprile 2014 ho giocato a:

Doverosa premessa iniziale: a Play non ho giocato a niente, quest'anno. Da un lato è un bene, perché vuol dire che ho avuto tanto lavoro da fare (e, nello specifico, tanti prototipi da provare, fra l'altro molto buoni, in media), ma dall'altro di certo ho invidiato gli amici della ludoteca con cui ero sceso a Modena e che si sono fatti una due giorni di full immersion ludica.
Ci sono comunque state numerose altre occasioni di gioco, in questo mese, a partire dalla Pasquetta, interamente passata a giocare, fino a qualche serata extra in compagnia di nuovi amici che stanno iniziando a entrare nel dorato mondo dei giochi.
Fra l'altro, ho fatto una partita con la loro scatola di Kingsburg, senza espansione. Era davvero tanto che non lo giocavo così e devo dire che cambia parecchio. Ero piuttosto spaesato, lo ammetto: dopo tantissime partite giocate seguendo certe logiche, l'esperienza di gioco è stata davvero tanto diversa. Infatti ho perso :(
Va beh, vediamo i giochi di questo mese!

In ordine cronologico:

The castle of Burgundy
Storie nere
Florenza Card Game (4)
Imperial
Perudo (2)
Ark & Noah (2)
Otto minuti per un impero
Mamma mia!
Radio Londra (2)
Taluva
Steam Park
Kingsburg
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
La Boca
Coyote
Il verme è tratto
7 Wonders
To court the king (2)
Lupus in Tabula
The Resistance
Troyes
Hab & Gut
Room 25

E, come al solito, le opinioni!

  • Spesso dico che Mamma mia! secondo me è il miglior gioco di Uwe Rosenberg, ricevendo in risposta sguardi scandalizzati. Sì, lo ammetto: in realtà è un'affermazione a metà fra la battuta e la provocazione, ma un fondo di verità c'è. Intendiamoci: i suoi gioconi (su tutti, Agricola e Le Havre) mi piacciono molto, ma devo essere nello stato d'animo giusto, per giocarci. Invece una partita a Mamma mia! non la rifiuto mai. Lo trovo davvero semplice, divertente, facilissimo da imparare, ma allo stesso crea una bellissima tensione, sia durante la fase di gioco, sia, soprattutto, in quella di risoluzione. Consigliatissimo.
  • Lupus in Tabula è in assoluto il gioco a cui ho fatto più partite, in vita mia, seguito da The Resistance. Per entrambi, sono 54 quelle segnate su BGG, ma in realtà ne avevo fatte parecchie altre a Lupus, prima di iniziare a loggarle sul sito americano.  Entrambi i titoli mi piacciono davvero tanto: The Resistance (rigorosamente giocato senza carte espansione) ha l'indubbio vantaggio di lasciare tutti in gioco fino alla fine, mentre Lupus può essere giocato da molte più persone. Certo, ha il problema dell'eliminazione del giocatore (che personalmente sento molto poco, visto che faccio quasi sempre il master), ma evidentemente la regola dei fantasmi lo risolve sufficientemente bene, visto che in ludoteca ci sono molte persone che lo giocano volentieri. Personalmente apprezzo anche Wherewolf, ma è molto più difficile da far giocare, perché generalmente chi ama questo genere vuole molta semplicità di regole e poteri. Un po' mi spiace, perché lo giocherei volentieri.
  • To court the king è un titolo a cui gioco volentieri in 2-3 giocatori, mentre trovo che soffra di eccessivo downtime in 4-5. Come ho scritto più volte, amo molto i giochi in cui bisogna gestire i lanci di dadi, quindi parte avvantaggiato nelle mie preferenze, però trovo che sia un po' più banale rispetto ad altri dello stesso genere. Spesso le scelte migliori da fare sono molto evidenti e questo lo penalizza un po'. Come detto, comunque, giocando in pochi ciò non è un problema perché la partita dura poco e lascia lo spazio per bullarsi di un lancio fortunato o per canzonare un avversario quando i dadi gli danno contro :)
  • Di 7 Wonders, e di come viene percepito, ho già scritto qualcosa qui. Anche questo è un titolo a cui gioco volentieri, però soffro un po' la mancanza di strategia a lungo termine che mi aspetterei da un gioco di questo genere: fra i vari punteggi, infatti, ci sono le carte verdi e la guerra, che appunto renderebbero al meglio se inseguiti per tutta la partita e trovo che non sia così scontato riuscire a farlo. Di fatto, ho sempre avuto l'impressione che lo sviluppo della partita dipenda esclusivamente dalle carte che si pescano. Attenzione: non ho detto l'esito, ma lo sviluppo: di norma credo che chi gioca meglio vinca, ma la scelta di quale carta giocare, secondo me è quasi sempre immediata e raramente si può iniziare una partita dicendo "oggi voglio provare a seguire questa particolare strategia". Un po' mi spiace.
L'ultimissima annotazione riguarda le quattro partite a Florenza Card Game: ormai si può dire, visto che i nostri amici (e clienti) di Placentia Games ne stanno già parlando: stiamo lavorando all'espansione e ci stiamo divertendo tantissimo, nel farlo! State sintonizzati!

lunedì 4 novembre 2013

A ottobre 2013 ho giocato a:

Ottobre, finalmente!
Anche nel 2013, come già successo in passato, è in questo mese che sono usciti i frutti di tante sudate settimane di lavoro: Florenza Card Game e Fun Farm!
Ma non ho giocato solo a quelli, tranquilli. Anzi, li ho principalmente fatti giocare agli altri.

In ordine cronologico:
Sator Arepo Tenet Opera Rotas
Kingdom Builder
Arkham Horror
Ubongo
Stone Age (2)
Florenza: the card game (2)
Drako
The Resistance (2)
Oddville
Clans
Fun Farm (9)
Alta Tensione: Fabrik manager
Saint Petersburg
Diamant
King of Tokyo
Race for the Galaxy
Pentos
Spyrium

Come di consueto, ecco qualche opinione sparsa su questi titoli:

  • ad Alta Tensione: Fabrik manager gioco almeno una partita quasi tutti i mesi. Mi piace molto il senso di crescita che provo mentre ci gioco e vedo i miei capitali e le mie rendite salire sempre più, ma apprezzo la maggior semplicità e minor durata nei confronti del suo fratello maggiore Alta Tensione (che è un capolavoro, beninteso). Certo: quando tutto sembra iniziare a girare bene e la fabbrica sembra lanciata verso successo ed espansione inarrestabili, il gioco finisce. Ma è proprio quello il bello: se avessimo tempo infinito saremmo capaci tutti di far fruttare le nostre risorse!
  • a Race for the Galaxy purtroppo riesco a giocare molto poco: in ludoteca non è molto apprezzato perché viene avvertito come "troppo pesante per essere un card game" (mah...), quindi di fatto fra una partita e l'altra passa sempre troppo tempo per ricordarmi le strategie che mi vengono in mente mentre gioco. Questo è un peccato, ma riconosco che sia un problema mio e non del gioco. Di fatto, non sono ancora in grado di giudicarlo in tutta la sua profondità, ma senz'altro è un titolo molto, molto valido. Anche qui, come nel caso precedente, apprezzo molto il senso di crescita che si avverte durante la partita.
  • Arkham Horror soffre di un paio di problemi comuni a tanti collaborativi: c'è un forte rischio che alcuni giocatori siano semplici esecutori di quelli più esperti e, soprattutto, mi sembra troppo facile vincere (di fatto, credo di aver avuto un 90% di successi). Inoltre ha troppi elementi che modificano le normali regole per periodi limitati di tempo (carte Miti, soprattutto, ma non solo) e spesso si corre il rischio di dimenticarsi qualche effetto. Ogni tanto ci gioco volentieri, perché comunque è un passatempo divertente, ma non lo trovo un capolavoro come molti altri ritengono.



mercoledì 9 ottobre 2013

È arrivato Florenza Card Game!

Siamo lieti di annunciare che l'ultimo nato di casa Post Scriptum è finalmente disponibile! Dopo l’ottimo successo di Florenza, Stefano Groppi e Placentia Games sfornano il suo seguito! Pur essendo un gioco di durata più contenuta e dalle dinamiche semplificate rispetto al predecessore, Florenza: The Card Game ne mantiene il fascino, basato sull’arte fiorentina del rinascimento e sui 40 personaggi realmente esistiti (pittori, scultori, architetti e predicatori) già presenti nel titolo del 2010.
Essendo un gioco con materiali molto semplici, il nostro lavoro si è concentrato principalmente sulle scelte grafiche e sui playtest, che sono stati davvero numerosi e hanno portato a continui aggiustamenti di regole (in accordo con l'autore) fino a trovare l'alchimia perfetta. Alla fine si è scelto di porre l'attenzione sul limitato numero di azioni concesse al giocatore, che gli impone continue scelte, mai banali e spesso neanche semplici.
Questo fa sì che la pesca delle carte non sia mai decisiva ai fini della vittoria: le strade per ottenerla sono molteplici, ma passano tutte per la corretta gestione della propria mano.
L'attività di consulenti ormai procede da cinque anni e l'abbiamo svolta sia per giochi promozionali, sia per titoli più complessi. Ovviamente, ci siamo divertiti molto di più lavorando a questi ultimi, e particolarmente ai titoli di Placentia!
Configurazione di inizio partita
Informazioni sul gioco:
Giocatori: 2-4
Età: 14+
Durata: 45/60’
Contenuto:
220 carte grandi, suddivise in:
● 27 carte Monumento
● 76 carte Florenza (Abitazioni, Botteghe, Arti, Predicatori, Opere d’Arte)
● 28 carte Fiorini
● 86 carte Risorsa (Legno, Marmo, Metallo, Oro, Spezia, Tessuto)
● 1 carta Capitano del Popolo
● 2 carte Riassunto del turno
110 carte piccole, suddivise in:
● 85 carte Artisti
● 17 carte Botteghe centrali
● 3 carte Artisti anonimi
● 4 carte Famiglia
● 1 carta Segna azioni
Contenuti del gioco

Alla produzione abbiamo lavorato insieme allo stesso team che aveva già prodotto Florenza:
Autore: Stefano Groppi
Illustratori: Ivan Zoni, Daniele Zurla, Valeria Gobbi, Stefano Groppi
Grafica: Scribabs.