I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare
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venerdì 11 gennaio 2019

Ma cosa fa un editore tutto il giorno???

Stiamo lavorando a nuovi giochi? Sì.
Ehilà! Ben ritrovati! Come state? È da un po' che non ci si legge, eh?
Sì, lo ammetto, potrebbe essere colpa mia, perché se non scrivo niente, non posso lamentarmi di non venire letto.

Riparto quindi con questo post, in cui spiego perché il blog si è fermato ed esprimo l'auspicio che possa ripartire.
Sostanzialmente la causa dei mancati aggiornamenti è stata... Rullo di tamburi... Attenzione alla notizia bomba che nessuno si aspetta... LA MANCANZA DI TEMPO (e di energie).

La domanda che quindi vi starete facendo è: ma cosa fa un editore tutto il giorno per non avere neanche il tempo di buttar giù un post di qualche centinaio di parole una volta al mese?
E, cari amici, sappiate che noi di Il mondo è bello perché è Mario siamo qui per rispondervi!

Prendiamola un po' larga, visto che ormai avete capito che se di centinaia di parole non ne scrivo almeno un milione a post non sono contento.
Iniziamo dunque da
L'EVOLUZIONE DI POST SCRIPTUM (E DEL MERCATO) NEGLI ULTIMI DUE ANNI:
In breve: nel 2017 è entrato in società Tambu, come spiegato qui, mentre nel 2018 abbiamo assunto la nostra prima dipendente, Sara, come raccontato qui. Una delle conseguenze di questa evoluzione è stata la necessità di aumentare il numero di giochi a cui lavorare (sapete, per via di quella storia delle bocche da sfamare), mentre una conseguenza del sempre maggiore affollamento del mercato è stata la necessità di portare lo sviluppo preventivo dei giochi a livelli sempre più definitivi: in pratica, vista la concorrenza di tantissimi nuovi autori e game studio che nascono di continuo, per far colpo sui distributori e partner commerciali (che al contrario sono sempre meno, viste le acquisizioni e le fusioni degli ultimi anni) bisogna presentare fin dal primo appuntamento tanti progetti fichissimi non solo a livello di regole ma già di prodotto finito. A volte capita ancora di far vedere in anteprima qualcosa di molto abbozzato, ma è sempre più raro e comunque al massimo suscita curiosità e voglia di rivederlo quando sarà sviluppato.

MA QUINDI, IN COSA SI TRADUCE TUTTO QUESTO?
Beh, in un sacco di lavoro. Per darvi un'idea parliamo di:

  • playtest, ovviamente. Una marea di playtest.
  • Successivamente, stesura del regolamento, almeno in italiano e inglese, che è un processo sempre lunghissimo (anche perché la cura di questo aspetto è un nostro vanto e quindi non siamo mai contenti).
  • E poi di ore e ore passate anche solo a cercare il disegnatore giusto per ciascun gioco. 
  • Figuriamoci poi quante ne servono per valutare le prime bozze, decidere su quale puntare, richiedere le prime modifiche macroscopiche e poi via via quelle sempre più minuscole su ogni dettaglio (per la gioia dell'artista stesso che probabilmente nel frattempo avrà confezionato delle bambole vudù con le nostre fattezze. Meno male che non funzionano).
    Ve detto che alla fine i risultati sono immagini come quella che apre questo post, quindi ne vale decisamente la pena!
  • E una volta che i disegni sono pronti c'è da preparare una grafica che sia armonica ed efficace, ovviamente.
  • E poi bisogna impaginare i regolamenti, nelle varie lingue, rispondendo a tutte le varie domande sia dei traduttori sia del grafico, con la consapevolezza che aggiungere, togliere o spostare una frase potrebbe sminchiare (scusate il termine tecnico) la pagina, con la conseguenza di far perdere altro tempo e far confezionare altre bamboline vudù.
  • A poi realizzare i mock up il più possibile simili al prodotto definitivo: è un processo lunghissimo (e peraltro noiosissimo), che a volte possiamo far fare esternamente, ma non sempre. A volte capita di dover dedicare ore a lavori di forbici e colla anche a noi super mega professionisti del settore.
  • E poi bisogna metter giù i comunicati stampa, in italiano e inglese, decidere le campagne promozionali, preparare le scatole da inviare ai recensori (sì, anche noi super mega professionisti del settore dobbiamo dedicare del tempo a impacchettare giochi e produrre lettere di vettura per il corriere che  li venga a prendere), creare le pagine almeno su Facebook e Boardgamegeek.
  • Nel frattempo, si saranno scelti i fornitori, scartabellando tutte le loro offerte e tenendo conto di chi è bravo a fare cosa, stando attenti a tutti i dettagli e cercando di capire come mai questo nuovo che si sta proponendo oggi riesce a costare così poco. Dove sarà la fregatura? Ah, no, ecco! È che la roba che mi sta offrendo non è quella che ho chiesto io, ma una versione più brutta. E come mai quell'altro ha alzato così tanto il prezzo rispetto alla sua ultima offerta (e stavolta è proprio per ciò che ho chiesto io), ora lo chiamo e vediamo cosa mi dice, perché se conferma quel prezzo mi si sballano tutti i conti e devo cercare un altro fornitore o modificare altri dettagli del progetto, ecc. ecc. ecc.
Tutto questo per ogni singolo gioco.
E tutto questo non in questo bell'ordine sequenziale, che renderebbe le cose un filo più facili, ma con le fasi che si accavallano le une alle altre in base alle velocità di chi le deve realizzare o, più frequentemente, in seguito a qualche nuova fantastica idea che renderebbe il gioco ancora più fico (peccato però che ci sia da disfare e rifare qualcosa che si dava già per definitivo)!

Ovviamente tutto questo si fa in squadra: dietro a ogni gioco c'è sempre il lavoro di oltre una decina di persone (per i Kickstarter, molte di più), ma alla fine tutto deve tornare sotto gli occhi miei e di Tambu che siamo gli editori, anche solo per approvazione, perché abbiamo questa ambizione di fare giochi belli e curati in ogni dettaglio e di voler verificare tutto con estrema puntigliosità, maledizione a noi. 
Speriamo di non finire a confezionarci bamboline vudù a vicenda!


E questo discorso riguarda i giochi futuri, ma nel frattempo, ovviamente ci sono anche quelli presenti: nel 2018 abbiamo pubblicato Radetzky-Milano 1848 e Wendake: New Allies, ma abbiamo anche lavorato a Gran Milàn e ad altri 10 giochi promozionali, ognuno dei quali sicuramente porta via molto meno tempo rispetto a quelli di cui curiamo anche tutta la parte creativa, ma nel complesso reclamano giustamente la loro quantità di attenzioni anche loro, soprattutto perché fanno riferimento a clienti diversi, ognuno dei quali ha domande e richieste (quasi sempre) legittime che vanno accontentate.
Piccola chiosa su questo argomento: i giochi promozionali sono una parte minoritaria ma comunque importante della nostra attività e contribuiscono a tenere in piedi l'azienda. Se possiamo permetterci di non far uscire un gioco fino a quando non è davvero pronto, senza dover sfornare prodotti affrettati per far quadrare i conti è (anche) grazie alla filiera e al know-how che negli anni abbiamo messo in piedi per questo tipo di prodotto, che sappiamo realizzare in fretta e bene (sì beh, forse quest'ultima frase poteva essere vagamente pubblicitaria, ma non per questo meno vera).

QUINDI, IN CONCLUSIONE, NIENTE PIÙ BLOG? (spoiler sul futuro)
Spero proprio di no. Al blog non voglio rinunciare.
Però è vero che i ritmi degli ultimi mesi sono stati davvero forsennati e che spesso durante la giornata non c'è stato il tempo per scrivere e alla sera non ci sono state più le forze.
Ma ora il 2018 è finito e quindi è tempo di buoni propositi, dunque chiudiamo questo post con un piccolo elenco che li riguardi:
  1. Allargare ulteriormente l'organico. Ci stiamo già lavorando e se tutto andrà in porto come previsto, ciò dovrebbe avvenire a breve.
  2. Puntare al massimo sui giochi che abbiamo già in lavorazione, senza distrazioni e senza indugi. Per questo motivo abbiamo soffertamente deciso che, per la prima volta non saremo i IDeA G quest'anno. Ci rendiamo conto che così facendo potremmo farci sfuggire qualche gioco davvero buono, ma non possiamo permetterci di farci sviare da quelli che già abbiamo, che sono tanti, sono belli e vogliamo far uscire in pompa magna in tutto il mondo.
    Tanti amici ci hanno chiesto di passare anche in veste ufficiosa, anche solo per un giorno, ma abbiamo risposto che non vogliamo cadere in tentazione. Sappiamo che qualche bel gioco finirà a qualcun altro, ma non possiamo fare diversamente, al momento.
  3. Beh, parlando del blog mi piacerebbe riuscire a pubblicare almeno due post riguardo ai mesi mancanti del 2018, più uno conclusivo sull'annata in generale, anche dal punto di vista associazionistico, visto che c'è parecchio da dire in merito anche a quell'argomento.
Bene. Direi che mi sono dilungato abbastanza. Ora devo proprio tornare a giocare a Marvel's Spider-Man lavorare.
Alla prossima!

venerdì 1 giugno 2018

Aprile 2018: editori incapaci o commentatori saccenti?

In prima fila, Dorothy. In seconda fila decidete voi...
Sì, sì, lo so... Tutti vi aspettate che il blog di aprile inizi parlando di Play, ma dovrete aspettare qualche riga, perché prima devo fare due importanti comunicati ufficiali!
Il primo, da me attesissimo, è l'allargamento del team!
Ormai ne sentivo la necessità da parecchi mesi e finalmente io e i miei soci ci siamo decisi ad assumere una persona che ci aiutasse con la gestione della compagnia. Ecco quindi Sara, che potete vedere nella foto d'apertura. Dite ciao a Sara!
Sara sta affiancando Tambu nell'art direction e nella realizzazione di materiale grafico (le abbiamo anche fatto fare alcune illustrazioni, di cui siamo decisamente soddisfatti), e soprattutto sta aiutando me nelle questioni amministrative e pratiche, permettendomi di organizzare meglio tutti i lavori da cui sono sempre circondato, occupandosi in prima persona di parecchi di essi.
In pratica, Sara è ormai diventata la Pepper Potts di Post Scriptum: ora dobbiamo solo trovare un Tony Stark e siamo a posto!



Secondo comunicato: Wendake sbarca (o forse, sarebbe meglio dire "torna"?) in America, grazie a Renegade, che già aveva localizzato Kepler-3042! Siamo molto contenti di aver rafforzato la nostra partnership con loro e non vediamo l'ora che i nostri Nativi preferiti si espandano in tutto il continente. Qui trovate l'annuncio ufficiale.
Per chi se lo chiedesse: no, stavolta non rifaranno le illustrazioni. Sarà identico alla nostra versione, ad eccezione del fatto che sarà solo in inglese.

Ok, veniamo quindi agli eventi, inziando ovviamente da Play, in cui avevamo uno stand grande il doppio rispetto all'anno scorso.
Il weekend è iniziato dal venerdì, con Play Trade, in cui ho anche tenuto un paio di conferenze, di cui trovate le slide sulla nostra pagina Instagram, su cui fra l'altro ci sono un sacco di immagini della fiera e anche le splendide infografiche sui nostri giochi, che trovate anche in questo album Facebook.
Ah, come siamo fighi e social, noi di Post Scriptum!
Stavo dicendo?
Ah, sì, Play Trade.

La nostra postazione a Play Trade
Per essere una prima edizione, direi che è stata molto interessante: c'era parecchio pubblico, c'erano tanti espositori, c'erano tanti eventi. A dire il vero, secondo me erano persino troppi, per una sola giornata: l'unica vera critica che ho alla manifestazione è che mi sono trovato sballottato in giro per tutto il giorno, correndo verso l'impegno successivo. Addirittura, alcuni si sono accavallati e ho dovuto rimandare alcuni incontri al sabato, che sarebbe dovuto essere il giorno dedicato solo alla fiera.
Insomma: un buon inizio. Ora si può migliorare.
La fiera in sé è andata piuttosto bene, per noi: ci siamo trasferiti nel padiglione B per poter raddoppiare le dimensioni del nostro stand e la scelta pare aver funzionato, visto che i nostri tavoli sono sempre stati pieni tutto il tempo.



Anche il nuovo gioco annunciato per l'anno prossimo (il-german-che-attualmente-chiamiamo-Masamune) è stato molto apprezzato, come vedrete poi nella sezione dedicata ai link. In generale, ci hanno detto tutti che è all'altezza dei suoi predecessori, e ne siamo convinti anche noi.
Ultima nota: Danilo si è aggiudicato il premio come miglior autore italiano scelto dagli utenti di Board-Games.it, che fa sempre piacere :)


Prima di passare al prossimo punto, inserisco al volo qui qualche considerazione su una polemica che ha tenuto banco dopo la fiera (lo so che la sezione delle polemiche è un'altra, ma state tranquilli che c'è anche stavolta), cioè l'annosa questione delle demo, che già avevo trattato dodici mesi fa e vi rimando al mio vecchio post, perché la penso ancora allo stesso modo.
Aggiungo che, per quanto riguarda i nostri giochi Placentia, io personalmente penso che sarebbero sempre da provare dall'inizio alla fine, perché una componente presente in molti di essi è il senso di crescita che si avverte durante la partita e, spesso, vista la loro complessità, non è proprio possibile valutarli in mezz'ora. In generale, sono abbastanza convinto che chi afferma di poter capire in pochi turni qualsiasi gioco stia sopravvalutando sé stesso, perché molte volte non è possibile, come dirò poi anche nella sezione dedicata alla Polemica vera e propria (disclaimer: se tu che stai leggendo sei un autore a cui ho detto la stessa cosa, probabilmente il tuo gioco aveva un difetto di design, o comunque una caratteristica che lo rendeva inadatto al nostro catalogo, che si vedeva fin da subito).
Poi, nella realtà dei fatti, in fiera di solito il team che si occupa dello stand fissa dei tempi massimi per la partita perché deve gestire le tante richieste di demo che riceviamo. Io li lascio liberi di agire come meglio credono, tanto per me è fondamentale che il lato B2C possa essere gestito interamente senza di me, che di solito sono in altre faccende affaccendato. A Modena facevano demo di un'ora e mezza compresa spiegazione, che di norma lasciavano soddisfatti tutti.

Doverosa citazione anche per Torino Comics, dove abbiamo avuto uno stand in area games. Come di consueto, a farla da padrone in questa manifestazione è stato Drizzit, di cui abbiamo ormai esaurito la scatola base, che abbiamo in programma di ristampare.

Abbiamo inoltre partecipato alla Gioca Con di Piacenza, come ogni anno, dove ci siamo dedicati a playtest matto e disperatissimo... E abbiamo portato a casa un nuovo prototipo ;)

A cosa abbiamo lavorato
Beh, una volta passata la frenesia da fiera abbiamo proseguito il lavoro di sviluppo sui vari giochi:
  • L'espansione di Wendake ci piaceva già due mesi fa, ma abbiamo deciso di non accontentarci e proseguire cercando nuove strade. Sinceramente, abbiamo perso un paio di settimane cercando di introdurre un nuovo concetto che ci piaceva molto sulla carta, ossia il fatto che Inglesi e Francesi venissero a ostacolare i Nativi, ma purtroppo l'esperienza di gioco era molto più frustrante di quanto ci aspettassimo. La cosa buona è che da quei tentativi andati a vuoto sono uscite idee molto interessanti, che ci stanno convincendo parecchio e che sembrano davvero ben indirizzate.
  • Ovviamente, a mente fresca dopo Play, abbiamo dedicato qualche sessione anche a Il-german-che-attualmente-chiamiamo-Masamune e ci convince sempre di più, di partita in partita. Questo è per l'anno prossimo, ma ci teniamo a lavorare con parecchio anticipo per evitare le super corse degli ultimi due anni.
  • Abbiamo dedicato parecchie ore alla grafica dei giochi più leggeri. Per la precisione, tre party games e un family. Ancora non sappiamo quando usciranno, ma l'obiettivo è PRIMA POSSIBILE, perché secondo noi meritano.
  • Abbiamo inoltre proseguito il lavoro sul nuovo progetto con Demoelâ, di cui parlo ormai tutti i mesi senza dire nulla... Ma prima o poi lo farò!
  • Approfittando di Torino Comics, abbiamo messo giù il piano dell'opera della terza espansione di Drizzit, perché ormai il fumetto sta per volgere al termine e anche il gioco deve fare lo stesso.
  • Sempre a proposito di Drizzit, abbiamo pubblicato le carte Print&Play di Ugi da Quaggoth. Godetevele!
Cosa hanno detto di noi
  • Iniziamo da Wendake, con questa recensione di Balena Ludens. Sì, sì, è positiva... Ormai dovreste esserci abituati! :)
  • Stiamo sempre in tema, con una nuova intervista a Danilo Sabia su Giocareinscatola!
  • Passiamo invece a il-german-che-attualmente-chiamiamo-Masamune, di cui ha parlato Gioconomicon (sì, questo è uscito a maggio, ma si lega a Play, quindi lo segnalo in questo post... Che peraltro sta uscendo a giugno...).
  • Sempre di Masamune si parla anche in questo articolo post Play su Board-games.it...
  • ...E nella relativa diretta streaming.
  • Per finire, segnalo questo articolo su OggiScienza in cui si parla di giochi scientifici, e che non poteva che iniziare con S.P.A.C.E. e Kepler-3042!

La polemica del mese
Il post da cui prendo le mosse questa volta è questo, che non ha invero scatenato accesissime polemiche, ma offre parecchi spunti interessanti ai miei occhi.
Vado quindi di seguito ad elencarli:
  1. Sempre la solita solfa, sempre la solita minestra, questo Mario Sacchi scrive sempre le solite cose, uff.
    Sì, lo so, ma che ci devo fare? Alla fine pare proprio che il pettine a cui vengono tutti i nodi sia sempre il solito mercato ipertrofico: escono tantissimi giochi, sempre di più, e questo crea, fra mille altre conseguenze, anche le due che cito qui sotto:
  2. Sì, succede che escano giochi mal testati, a volte. In realtà è sempre successo, perché la lotta con le tempistiche esiste da quando esiste questo mestiere, ma ultimamente il problema si sta probabilmente acuendo. E a volte le tempistiche impongono di tagliar corto e andare in stampa(*), sacrificando la grafica, o l'ergonomia, o la qualità dei materiali, o il game design.
    Oppure succede perché non tutti gli editori sono poi così bravi e può capitare che sbaglino. Può anche capitare ripetutamente, come certamente anche voi avrete visto in alcuni casi.
    Come ho già scritto più volte, fare l'editore è un lavoro parecchio complesso, fatto di mille diverse fasi. Senza considerare tutta la parte amministrativa e quella commerciale, che pure portano via un sacco di ore e richiedono sforzi notevoli (ma che sono comuni a tutte le realtà imprenditoriali), va detto che la creazione di un gioco è davvero fatta di tante diverse competenze, che si devono incastrare alla perfezione. Di norma, include il lavoro di parecchie persone, magari che parlano ognuna la propria lingua, che devono essere coordinate al meglio perché un singolo errore di uno, che è sempre in agguato, può diventare un serio problema sul prodotto finale.
    Ovvio che comunque non è una scusante: se un prodotto è davvero buggato, o se ha una grafica incomprensibile o materiali pessimi, l'editore ha lavorato male, senza se e senza ma. Di casi simili me ne vengono in mente parecchi.
    Però, a volte non è questo il caso...
  3. Già, perché a volte il problema non sta davvero nel gioco, bensì nell'utente. Un'altra conseguenza del punto 1 è che spesso i giocatori hanno fretta di recensire un gioco perché presto ne avranno altri, quindi corrono a dare le loro valutazioni dopo una sola partita, a volte neanche completa. È vero che questo tipo di giocatori spesso ha davvero una grande esperienza, a livello di titoli provati, proprio perché non vede l'ora di giocare al successivo, ma può essere che tale esperienza si traduca più in un'esigenza di criticare, che in reale competenza per farlo, soprattutto nei casi citati dal post linkato, che parla espressamente di giochi apprezzati dalla critica, e soprattutto se tutte queste partite sono appunto PRIME partite, magari neanche complete.
    A volte succede proprio ai giocatori più appassionati, che cadono nel circolo vizioso del i giochi da tavolo sono la mia super passione -> li voglio provare tutti tuttissimi subito -> li voglio sempre più fichi e perfetti -> me ne piace uno ogni dieci -> quello che mi piace lo rigioco all'infinito, degli altri nove scrivo peste e corna sui social perché sono un appassionato e parlare di giochi mi interessa più di qualsiasi altro argomento. So bene che è una dinamica comune a molti altri settori, ma secondo me non è particolarmente positiva in nessuno di essi. Intendiamoci: il feedback dei giocatori a volte è preziosissimo e spesso e volentieri l'ho tenuto in grande considerazione in fase di sviluppo prodotto. Altre volte però mi sembra sia proprio solo figlio della voglia di dimostrare la propria (presunta) competenza.
    Faccio un paio di esempi che riguardano i nostri giochi, per far capire meglio a cosa mi riferisco:
    • "Ah, guarda, con Wendake ci avete preso, ma Kepler proprio no: le carte Progresso casuali rovinano completamente il gioco. Io non sono neanche riuscito a finire la prima partita".
      Ok, per carità... Tutti i pareri sono legittimi e se uno non riesce a finire una partita perché trova una regola così insopportabile, io non sono nessuno per giudicare i suoi gusti. Però il fatto che me lo venga a dire in fiera con tale sufficienza, aggiungendo pure che Wendake l'abbiamo azzeccato (wow! Che fortuna averlo azzeccato! Neanche ci avessimo fatto due anni di playtest intenso, eh...) mi ha davvero irritato. La regola in questione è stata provata con una marea di gente per oltre un anno, durante una pletora di partite e l'abbiamo inserita nel gioco nella formulazione che a nostro parere funzionava meglio. E per carità, noi siamo fallibili, come tutti, però vedere la spocchia con cui un giocatore qualunque si stava rivolgendo all'editore di un gioco che aveva ricevuto la quasi totalità di critiche positive mi ha davvero fatto girare le scatole (ah, come bisogna essere educati, qui sul blog!). Ma più che l'opinione in sé, mi ha seccato il fatto che tale opinione venisse presentata come un fatto, incontrovertibile e assoluto... E scaturito da una partita neanche finita.
      Sgrunt.
    • "Eh, sì, Wendake è carino, ma si vede proprio che la scala delle maschere l'avete aggiunta all'ultimo per far quadrare le cose. Peccato, avreste potuto fare di meglio, ma si capisce che avevate fretta".
      No. La scala delle maschere esiste fin dal primo prototipo e anzi è una delle poche meccaniche che è  giunta nel prodotto finale senza alcuna modifica, perché Danilo era partito dall'ambientazione e questo ne è un aspetto fondamentale (praticamente, è ciò che distingue gli Irochesi da tutte le altre tribù).
      Questo secondo esempio non mi ha dato fastidio quanto il primo, forse perché mi è stato espresso con un sorriso, ma analizzandolo non è poi così diverso. La critica sul fatto che la scala maschere sia slegata dal resto è accettabile, per carità. Lo sappiamo anche noi, e abbiamo deciso di tenerla perché ci piaceva lasciare un modo di fare punti che fosse indipendente da ciò che succedeva sulla plancia di gioco.
      Quello che invece disturba è l'accenno alla meccanica aggiunta in fretta e furia alla fine. Spiace, perché dopo anni a testare giochi fino alla nausea per sfornare prodotti sempre accolti benissimo dalla critica, fa male che qualcuno pensi che lavoriamo così.
      Per carità, non sto dicendo che  la gente non debba più esprimere le proprie opinioni sui giochi, eh. Anzi, sono importanti e spesso interessanti. Dico solo che, nella maggior parte dei casi, le scelte editoriali (comprese quelle di game design) hanno alle spalle precise motivazioni, e che liquidarle con sufficienza senza un'analisi approfondita è sbagliato. Precipitarsi online a sparare fango su un gioco prima di tutti gli altri non ha alcun effetto positivo sul settore, né sulla propria reputazione. Si generano solo flame dannosi, che presto fanno stancare la gente e che danno l'idea di una community con la puzza sotto il naso. Poi è chiaro che le critiche meritate esistano e siano anche utili, ma se vengono sommerse da quelle immotivate, rischiano di sparire nel mare di fastidio.
In conclusione: stiamoci attenti noi editori, a far uscire dei prodotti in grado di soddisfare il pubblico appassionato, ma stia attento anche il pubblico appassionato a non avere troppa fretta di valutare.
Il discorso si ricollega anche un po' a quanto scritto sopra riguardo alle demo in fiera e in particolare a chi sostiene che "in mezz'ora di partita si riesce a valutare qualsiasi gioco".
No, ragazzi. Io cito i miei giochi perché sono quelli che conosco, ma vi assicuro che né Kepler, né Wendake (né nessun altro gioco di Placentia) sono valutabili in mezz'ora di partita, davvero.
Giocateli bene, questi giochi. Date loro la possibilità di conquistarvi. Vi assicuro che ne vale la pena.

(*)
È successo anche a noi, a volte, di cedere alla fretta su qualche aspetto del gioco, ma si trattava sempre di questioni che ritenevamo del tutto secondarie. I prodotti effettivamente usciti ci hanno sempre convinto in pieno. In più di un'occasione abbiamo rimandato l'uscita di un gioco perché per noi non era pronto.

A cosa ho giocato

Alhambra
The Game
La Granja
Drizzit: il gioco di carte, con tutte le espansioni (3)
Wendake (4)
Deep Sea Adventure (3)
The mind (2)
Imhotep (2)
Panico da pecora (2)
Castles of Burgundy
Santorini
St. Petersburg
  • A volte mi imbatto in giochi semplicissimi, ma con un twist geniale e penso "ma perché non è venuto in mente a me?" The mind è un perfetto esempio di questa categoria. 100 carte, 2 regole e una tensione pazzesca. Già mi aveva affascinato Kreus, relativamente a questa tipologia, ma The mind riduce ancora più tutto all'osso e si presenta come una meccanica pura, pulitissima ed elegantissima.
    So che molta gente lo potrebbe odiare, perché il divertimento sta tutto nel metagame, ma da parte mia, davvero, chapeau!

lunedì 30 gennaio 2017

2016: Croce e Delizia

Fra le altre cose, quest'anno ne ho compiuti 40...
E così, come già scritto nel 2014 e 2015, eccomi a raccontare il mio 2016 ludico dietro le quinte, cioè più intimo e personale rispetto alle considerazioni ufficiali da editore.

Ho intitolato questo post Croce e Delizia, perché mai come quest'anno abbiamo messo in cantiere grandi progetti, impegnativi e ambiziosi, che hanno portato tante soddisfazioni ma anche, non lo nego, tantissimo stress.
Volendo scrivere a cuore aperto, lo dico subito: mi sono sentito sull'orlo di una crisi di nervi più di una volta. Gli ultimi mesi dell'anno sono stati pieni di tensione e, se è vero che alla fine siamo riusciti a far andare tutto (quasi) come volevamo, è altrettanto vero che a farne le spese sono stati i miei Punti Sanità Mentale. Ho addirittura sentito fortissima l'esigenza di fare dei giorni di vacanza (una settimana a marzo, tre giorni a novembre), cosa che gli altri anni non era mai stata necessaria. Fortunatamente, la situazione migliorerà drasticamente in questo 2017, come dirò a fine post.

Veniamo quindi agli accadimenti ludici di quest'anno da poco finito:

VITA DA GIOCATORE:

CROCE
Ho giocato poco :(
Avendo dedicato tantissime serate ai playtest, alla fine ho all'attivo solo 296 partite a 164 giochi diversi, quindi molto meno del 2015. Il gioco a cui ho fatto più partite è stato Ziuq, il che ovviamente non stupisce.
Escludendo i titoli di Post Scriptum, il podio va invece a tre giochi semplici, spesso messi in tavola a inizio e fine serata: nell'ordine, Perudo, Port Royal e 7 Wonders Duel. Fra i giochi più complessi, la palma va a I viaggi di Marco Polo.
Tutti questi titoli mi piacciono parecchio, in modo diverso (per esempio, un Perudo a volte mi è graditissimo, a volte non mi va proprio e non saprei dire da cosa dipenda), quindi è una classifica che non mi stupisce affatto.

Playtest in corso alla Ludoteca Galliatese
DELIZIA
Sono salito sul podio di un torneo multigioco: dopo una sfilza di quarti posti, sono finalmente riuscito a far parte di una delle squadre premiate. Al torneo Winter is Gaming II organizzato da In ludo Veritas siamo arrivati terzi indossando i colori di SlowGame. Ho raccontato qui la mia soddisfazione, soprattutto per aver fatto meglio de l'Avversario (a onor del vero va detto che di norma si piazza meglio lui di me, in questi tornei).
Per il resto, ho cercato di provare più titoli possibili, mi sono divertito parecchio, ho sfoggiato bon ton in ogni occasione (soprattutto se al tavolo c'era TeOoh Boca) e anche nelle tantissime serate dedicate ai playtest, mi sono comunque divertito come sempre.
D'altronde, che giocare sia la mia attività preferita credo che lo abbiate capito ormai tutti :)
E comunque tutti questi test hanno dato ottimi frutti perché i giochi che ne sono usciti (o che ne stanno uscendo) mi convincono proprio!



VITA DA ASSOCIATO:

CROCE

SlowGame, dopo poco più di due anni, ha dovuto nuovamente cambiare sede. È un passo già accaduto a tutte le associazioni di cui ho fatto parte e porta sempre un po' di scompiglio. A volte si perde gente per strada, a volte se ne acquista. Nel nostro caso ne abbiamo persa un po', ma ne abbiamo poi acquisita altra, quindi ce la siamo cavata, direi.
La nuova sistemazione al Foro Boario, ospiti della Pro Loco con cui da sempre collaboriamo, è buona e pare che i vantaggi siano reciproci (gli associati consumano, la Pro Loco pratica prezzi bassi, tutti sono contenti). Metto questo cambio fra le croci, perché la decisione di abbandonare Magà non è stata semplice e anche la ricerca della nuova sede è stata non priva di incertezze. Alla fine è andato tutto bene, ma a livello personale è stata una preoccupazione in più in un periodo in cui davvero c'era già tanto, tanto altro da fare.


Nuova sede!
DELIZIA
Beh, come tutti i più importanti organi di stampa internazionale hanno riportato, sono stato eletto Presidente di SlowGame! Sì, lo so la mia naturale modestia(*) mi imporrebbe di inserire questo accadimento fra le croci da portare con umiltà e discrezione (e un po' lo è, in effetti), ma in realtà ci tenevo: pensavo che dopo 3 mandati da Consigliere e in qualità di fondatore della Ludoteca (che di SlowGame è una parte importante, ma non l'unica), fosse giunto il momento di propormi e sono soddisfatto di aver effettivamente ottenuto la carica. L'associazione sta crescendo bene in tutte le sue sezioni: gli incontri di gioco da tavolo, di ruolo e di miniature sono sempre più affollati, sia in sede, sia altrove. Ovviamente è tutto merito mio, eh! Il fatto che con gli altri consiglieri ci siamo diivisi bene i compiti per far crescere ogni sezione dell'associazione è del tutto ininfluente ;)
Sono stato anche riconfermato Consigliere dei Custodi del Lago, che è ormai una realtà sempre più solida e grande, in continuo progresso da anni.
Entrambe le associazioni hanno continuato a organizzare giornate aperte al pubblico o tornei per giocatori esperti (da tavolo e di ruolo), sempre con ottime affluenze. Hanno inoltre partecipato a eventi organizzati da altri cercando di farsi conoscere e di far giocare più gente possibile.
Se non sono delizie queste :)
(*)potrebbe non esistere





Eventi vari nel corso dell'anno

VITA DA EDITORE:

CROCE
Eh... Questo è stato l'anno del grande stress. Principalmente, va detto, per via della campagna Kickstarter di Kepler-3042 che ha assorbito una quantità di tempo ed energie che neanche sapevo di avere. Sapevamo che sarebbe stata dura e ci eravamo preparati bene, quindi alla fine l'abbiamo portata a casa senza disastri, però ciò ha richiesto corse a perdifiato, correzioni in corsa, realizzazione di miracoli e comunque non è andato tutto alla perfezione come avrei voluto. Abbiamo avuto problemi produttivi e ritardi di consegna per colpa di una macchina fustellatrice che si è rotta (quella dei famigerati adesivi) e abbiamo peccato di inesperienza in alcuni aspetti logistici (banalmente, il corriere che usavamo da anni e che si era sempre dimostrato affidabile per un po' di spedizioni ogni tanto, non lo è stato per spedizioni quotidiane e in gran numero).
Certo, il lavoro di editore è sempre una corsa contro il tempo, c'è sempre da ottimizzare tutto, da far fronte e imprevisti, da chiedere l'impossibile ai fornitori e prometterlo ai clienti, ma con una campagna Kickstarter tutto è amplificato, perché i clienti sono i giocatori stessi e non tutti possono sapere come funzionano certe cose.
E se si lamentano del fatto che la Kickstarter Exclusive arriva a casa loro dopo che quelle normali sono già nei negozi hanno ragione. Io posso affrettarmi a spiegare sui forum tutti i motivi per cui questo è successo, ma ciò non toglie che sarebbe meglio se non succedesse e che la prossima volta non dovrà succedere.
E quindi non si dorme la notte, si sta male e si fanno errori a catena anche su altri giochi (nulla che sia effettivamente arrivato sul prodotto finito, tranquilli, ma che ci ha fatto perdere ulteriori ore di lavoro e in un caso anche qualche centinaio di euro).
Ci sono stati momenti molto difficili, ve lo assicuro. Momenti in cui mi sembrava di stare buttando via in un mese tutta la credibilità costruita in dodici anni, attraverso giochi ben curati e ben sviluppati.
E Kepler-3042 lo è, eh! Anzi, secondo me è il meglio curato e il meglio sviluppato della mia carriera, però avevamo promesso di mandarlo a tutti a novembre, con la speranza in realtà di spedirlo a ottobre, e invece abbiamo sforato a dicembre. Lo so che per Kickstarter un mese di attesa è la norma, che non viene percepito poi come una tragedia, ma se abbiamo sempre messo la qualità del prodotto davanti a tutto, per me dev'essere qualità in tutto, sia nella realizzazione, sia nella consegna.
Tutta questa tensione si è riversata poi ovviamente su altri aspetti della mia vita, dal fatto di passare le serate del weekend a casa a lavorare o ad andare a dormire stremato, all'enorme irritabilità del periodo pre-Essen, in cui rispondevo male anche a chi mi faceva semplicemente gli auguri di buon compleanno (il quarantesimo, peraltro).
Sì, già che ci siamo, ne approfitto per aggiungere un altro piccolo sfogo. Odio quando la gente mi augura di divertirmi o, peggio, di provare tanti bei giochi a Essen: magari mi divertirò anche, in alcuni momenti, ma ci vado per lavorare e mai come quest'anno era un momento in cui si tiravano le fila di mesi e mesi di fatica. Il fatto che la gente mi parli come se stessi andando in vacanza mi è sempre più insopportabile e le risposte piccate sono sempre più frequenti.
Quindi, alla fine cosa voglio dire con questo lungo paragrafo? Che sì, il mio lavoro mi piace e l'ho voluto fare a tutti i costi, incentrando gli ultimi anni della mia vita unicamente su di esso, ma per la prima volta ho vissuto momenti in cui mi è venuta voglia di smettere.
Se qualche lettore di questo post ha idea di far partire una campagna Kickstarter stia pronto a mesi davvero, davvero duri. E non credo ci sia bisogno di sottolineare che se hanno fatto questo effetto a me che già sapevo come sviluppare e produrre il gioco, figuriamoci come possa essere travolta una persona che non ha mai fatto questo lavoro in vita sua.

DELIZIA
Beh, partiamo proprio dal risultato di questi mesi, dunque: Kepler-3042 è fantastico. È il gioco che mi piace di più fra quelli a cui ho lavorato in carriera e sono davvero soddisfatto del risultato finale. È vero che si tratta di un prodotto Placentia, ma io e Matteo abbiamo avuto davvero carta bianca nello sviluppo del prodotto e della campagna (con le conseguenze per la mia psiche che avete letto sopra), quindi posso essere orgoglioso di come è uscito. Inoltre, questa estenuante esperienza ci ha insegnato moltissimo e tutti pensiamo davvero che questo gioco ci aprirà nuovi interessanti orizzonti... E meno male, perché tutto questo lavoro deve dare dei bei frutti, no???
Ciliegina sulla torta: sono davvero felice di aver potuto lavorare con Adrian Fartade per inserire anche la parte scientifica. Come direbbe lui: WOW!



Non c'è però stato solo questo gioco: nel 2016, contando anche le ristampe e le nuove versioni di Brick Party, ho lavorato a dieci giochi editi, più ovviamente tutti quelli in programma per quest'anno o i successivi (di Grandi Laghi immagino abbiate già sentito parlare, no?). In particolare, come già detto più volte, ho adorato S.P.A.C.E., per via del tema scientifico e perché credo che davvero svolga bene il compito di gamificare un argomento affascinante come l'esplorazione spaziale: da nerd quale sono, non posso che essere orgoglioso di averci lavorato. E poi, certo, per via del suo autore, ma ne parlerò in fondo :)
Ovviamente anche Ziuq ha un posto speciale nel mio cuore: lavorare con Andrea Pisani (e Carlo Lanzavecchia, ma questo già lo sapevo) è stato davvero divertente e piacevole, compresa l'assurda serata in cui siamo finiti a vedere una puntata di Colorado in una saletta regia nel backstage, con tutti i comici che passavano a chiedere chi fossimo (e io, dico la verità, chiedevo ai miei amici chi fossero loro). A un certo punto ho tentato di spacciarmi per l'emissario di un produttore russo che voleva comprare gli studi, ma non mi hanno creduto...
Va beh, torniamo in tema: i giochi usciti nel 2016 sono stati tanti e non mi metterò a scrivere i miei sentimenti verso ognuno di essi. Sappiate solo che sono molto soddisfatto di come sono usciti, tutti, e che ogni volta che mi è arrivata la prima scatola fresca fresca mi sono sentito emozionato e ripagato di tutto. E questa, sì, è davvero una gran delizia.

VITA FUTURA:

DELIZIA
Ovviamente non mi auguro nessuna croce (anche se inevitabilmente ce ne saranno), mentre sono certo, certissimo che le delizie saranno portate dall'ingresso di Tambu in società.



Più volte, nel corso degli ultimi mesi, ho detto a Matteo che dovevamo assumere qualcuno perché era giunto il momento di ingrandirci e puntare più in alto e perché, lo confesso, avevo davvero bisogno di aiuto. Abbiamo anche sondato alcune persone per questo ruolo, ma quando Tambu, a seguito del lavoro fatto su S.P.A.C.E. si è offerto come socio, non abbiamo avuto dubbi. Ci piace lavorare con lui e siamo certi che il suo apporto gioverà tantissimo ai tanti progetti che abbiamo.
E ai miei Punti Sanità Mentale, naturalmente ;)

mercoledì 8 giugno 2016

Tiriamo le somme: maggio 2016

Conferenza a IDeA G Roma
Avrei voluto iniziare il blog di maggio dicendo che Kepler-3042 è live su Kickstarter, ma la verità è che oggi è l'8 giugno e ancora non ci siamo.
Abbiamo spiegato i motivi qui. In pratica, stiamo aspettando il video del recensore USA e appena ci arriverà partiremo.
Sappiamo che attendere non piace a nessuno, ma vogliamo davvero che il progetto nasca e cresca bene, quindi meglio pazientare qualche giorno in più e avere la campagna come l'abbiamo pensata fin dall'inizio che non mandarne online una monca, no?

Riguardo al gioco è già uscito del materiale, per chi non l'avesse visto:

Il video ufficiale:



Il video di Recensioni Minute:



E la presentazione ufficiale di Placentia Games:


Poi abbiamo anche l'articolo scritto da I Giullari sulla Tana dei Goblin e il topic dedicato al gioco sul loro forum.

Segnalo inoltre un articolo che mi ha fatto molto piacere, cioè quello di Dado Critico sulla versione family di Ark & Noah, che ha giocato con sua figlia. Sono sempre felice quando escono critiche positive a questo gioco, che è davvero troppo poco conosciuto e meriterebbe maggior fortuna.

Infine, è uscita anche una recensione delle due espansioni di Drizzit, su Gioconomicon.

Ok. Fatte le segnalazioni di rito, passiamo a parlare di quello che ho fatto questo mese, visto che è stato parecchio interessante:

Iniziamo dal torneo multigioco a squadre "F. Besozzi" che SlowGame ha organizzato per la quarta volta. Per l'occasione siamo tornati alle origini, cioè nella palestra dove si tenne la prima edizione. A parte un po' di rimbombo e il fatto di dover spostare tavoli, la location è comunque stata all'altezza delle aspettative.



Alla fine hanno vinto i ragazzi di Corbetta, seguita da In Ludo Veritas di Varese, che si era aggiudicata le prime due edizioni e fra le cui fila militava Stefano Bassi, classificatosi miglior giocatore. Al terzo posto si è classificata SlowGame, ma non la squadra di cui facevo parte io, bensì quella dell'Avversario. Ah! Maledizione! Va beh, ogni tanto è giusto che mi batta, dopotutto.

Corbetta

Varese

SlowGame

Per la cronaca noi siamo arrivati di nuovo quarti e io ho vinto solo a Race for the galaxy con un bel distacco, sono arrivato secondo a un'incollatura dal primo a Marco Polo e a St. Petersburg e ho preso una scoppola memorabile a El Grande. Diciamo che sono andato come era già successo a Varese quest'inverno: bene all'inizio e crollo nel finale. Uff :(
Alla fine però quello che più conta è che tutto sia andato bene e che io abbia potuto finalmente fare il mio primo discorso da Presidente, sia all'inizio che alla fine della giornata :)
Il torneo è stato anche recensito da The Impenitent Meeple, che ringrazio per le belle parole!

Gli altri impegni del mese sono stati più lavorativi, con la prima edizione di IDeA G Roma che mi sono molto goduto per 3 motivi:
  • Ho tenuto, insieme a Roberto Corbelli, Federico Dumas e Andrea Angiolino, una conferenza sul rapporto fra autori ed editori, moderata da Massimiliano Calimera di Gioconomicon. Secondo me è stata molto bella e utile: siamo andati oltre i tempi previsti, ma nessuno se ne è lamentato, anzi ci sono state domande e partecipazione.
  • Ne ho approfittato per attaccarci due giorni di turismo a Roma, finalmente. Le altre volte che ci ero sceso ero sempre dovuto risalire velocemente senza mai vedere nulla.
  • Ho preso con me tre prototipi molto promettenti :)
In generale, continuano a piacermi molto questi incontri fra autori ed editori. Un po' ho anche per questo evento le stesse critiche che ebbi per quello di Torino, però penso siano comunque molto utili e che abbiano contribuito ad alzare il livello medio della produzione autoriale italiana.
Il rovescio della medaglia è un po' di appiattimento delle proposte e anche un po' del ruolo stesso di autore. Mi sembra che gli esordienti tendano a cercare dagli esperti ricette infallibili su come fare buoni giochi e anche su come rapportarsi con gli editori. Questo da una parte è lecito, però bisogna stare attenti a non dare l'illusione che certe cose funzionino sempre e comunque o che certi aspetti della vita di un autore e del suo rapporto con un editore siano dogmi (alcuni sì, sono diritti irrinunciabili di tutti, altri però si conquistano con il tempo e proponendo giochi validi, mentre altri ancora sono semplicemente legati alle situazioni). È un discorso lungo e complesso e ho in mente da tempo di scriverci un post... Riuscirò mai a farlo?

Per finire, sono stato a Burg Stahleck, come tutti gli anni. Kepler-3042 è stato molto giocato per tutto il tempo, raccogliendo unanimi consensi. La demo più bella è stata quella con Daniele Tascini e i ragazzi di Horrible Games, all'una e mezza di notte. Vedendo il gioco si aspettavano di tirar mattina, invece la partita è durata un'ora e un quarto :)


Quindi sempre in giro, sempre di corsa, sempre a playtestare e mi è rimasto il tempo per giocare solo a questi titoli.

In ordine cronologico:

I Viaggi di Marco Polo (3)
Tobago
St Petersburg
Race for the galaxy
El Grande
Terra Mystica
Dominion
Titan Race
7 Wonders Duel
Concept
CS-Files
Can't Stop
Soqquadro
Time's Up blu
Vudù
Colosseum
Bang!
Perudo

  • Di Terra Mystica cosa volete che dica? È un gioco perfetto, ha regole semplici ma varietà di effetti e strategie enorme. Ha una bella grafica, bei materiali, ottime soluzioni di game design e tutto sommato non dura neanche tantissimo. È un capolavoro, senza dubbio. Ovviamente, come altri giochi del genere, alla prima partita può lasciare spaesati per l'enorme scelta di possibili mosse, ma questo direi che è un bene. Diciamo che con Kepler-3042 vorremmo ricreare le stesse sensazioni :)
  • Tutt'altro gioco è Perudo, di cui mi sembra strano non aver parlato prima, eppure è così. Gioco da fine serata per eccellenza, piace molto agli amanti del bluff e provoca sonore risate. Soprattuto quando si rimane solo in due si assiste a dei duelli in cui la tensione è altissima. Attenzione però a non prenderlo per un gioco da principianti: spesso l'ho visto proporre a dei totali neofiti e li ho visti shockati perché presuppone dei ragionamenti non così banali.
    Poi sì, vincere o perdere è anche molto questione di fortuna, ma non sto parlando dell'esito finale della partita, bensì delle sensazioni che si provano mentre si gioca :)

giovedì 14 gennaio 2016

Il mio 2015 ludico

Pasticcini in ludoteca per il decimo compleanno di Post Scriptum!
E così, come già fatto l'anno scorso, dopo aver raccontato il 2015 da editore sul blog di Post Scriptum, con tanto di celebrazione strappalacrime per il decimo anniversario, è il momento di dedicare qualche riga alle serate associative trascorse in questi 365 giorni.

Iniziamo dai numeri: 127 serate ludiche "canoniche" presso SlowGame, i Custodi del Lago e la Ludoteca Galliatese, più i vari eventi negli altri giorni, per un totale di 449 partite a 191 giochi diversi, quindi più dell'anno scorso sotto tutti gli aspetti... E pensare che negli ultimi mesi ci sono stati tantissimi playtest a togliere spazio alle partite giocate solo per divertimento. Il gioco in assoluto più giocato è stato Drizzit, seguito da Brick Party (ma va'???). Fra quelli non editi da Post Scritpum, il primo posto va a Kubb (conta?), seguito da Dominion, Battlestar Galactica e Can't Stop. Il cinghiale a cui ho giocato più partite è stato Lewis & Clark, seguito da Agricola ed El Grande.

L'associazione che ha vissuto la novità più rilevante è stata la Ludoteca Galliatese, che a metà anno ha cambiato sede. Ora ci troviamo, sempre al mercoledì, al pub New Soliva (ovviamente a Galliate), che lascia una sala tutta per noi. Come già scritto l'anno scorso, è qui che proviamo i giochi più recenti, il che è un aspetto fondamentale del nostro lavoro. Da questo punto di vista mi fa piacere che anche il malefico Matteo Post abbia iniziato a frequentarla regolarmente, nonostante ci abiti parecchio distante: in questo modo spesso riusciamo a provare giochi nuovi tutti e due e, se ci piacciono particolarmente, la settimana dopo ce li scambiamo :)


Playtest di Zena 1814 alla Ludoteca Galliatese!

A proposito di Ludoteca Galliatese, una delle loro squadre ha vinto il Torneo Multigioco F. Besozzi organizzato da SlowGame, di Borgomanero, e sponsorizzato da Post Scriptum (come premio, si sono portati a casa Brick Party, Sator, Zena e Bretagne). Al secondo posto si sono classificati i Guerrieri Valsesiani di Vanzone (VC) e al terzo posto la ludoteca Spazio Gioco di Corbetta (MI), fra lui cui fila militava anche Filippo De Miccolis, premiato come miglior giocatore.
Quella di quest'anno è stata la terza edizione del nostro torneo, ormai diventato un appuntamento fisso per le associazioni di zona, tanto che i ragazzi di In Ludo Veritas ne hanno organizzato uno simile (chiedendoci l'autorizzazione a replicarne la formula e coinvolgendoci un po' nell'organizzazione). La squadra di cui facevo parte si è classificata quarta (maledizione!).
Corre voce che anche un'altra associazione voglia organizzare un evento simile e mi fa piacere che questa formula, che noi di SlowGame abbiamo sviluppato prendendo spunto dagli Italian Masters, piaccia così tanto. Sarebbe bello creare un vero e proprio circuito in cui le squadre si scontrano più volte.

Torneo in corso
L'altro appuntamento tradizionale organizzato da SlowGame sono i Giochi dell'Uva, a cui quest'anno non ho potuto partecipare perché ero a un matrimonio. La manifestazione comunque è andata decisamente bene, con decine di persone sedute ai tavoli a giocare. Sono stato il principale promotore della semplificazione di questa manifestazione (togliendo tutta la parte torneistica che c'era qualche anno fa e facendola confluire appunto nel multigioco) e continuo ad essere convinto di questa scelta: ben vengano le attività di contorno, come pittura miniature, cosplay, gdr o scuola di fumetto, ma penso che ogni manifestazione all'aperto debba essere rivolta principalmente a far giocare i passanti, soprattutto se si tratta del corso principale della città durante i giorni di festa più seguiti dell'anno. Da questo punto di vista, i Giochi dell'Uva funzionano molto bene e ne sono felice.




Attività varie ai Giochi dell'Uva
Per il resto, oltre alla consueta attività di Bloodbowl (se vi interessa, sta per iniziare il sesto torneo! Affrettatevi!), e alle tradizionali serate di gioco da tavolo del ludedì sera, l'associazione ha anche rafforzato la sua sezione di ruolo, confermando l'appuntamento fisso mensile iniziato a metà dell'anno scorso (prima Pathfinder, ora Richiamo di Chtulhu) che ha sempre visto un nutrito gruppo di giocatori (da una dozzina a una ventina) venire a trovarci con continuità. Per chi volesse saperne di più, è anche nata la pagina Facebook dedicata al GDR. Inoltre, è partita ufficialmente un'intensissima attività di wargames, con tornei e serate amichevoli dedicate a Warhammer 40k, 9th Age Fantasy Battles, Bolt Action (WWII), X-Wing e tanti altri giochi.
Insomma: la proposta ludica di questa associazione è sempre più ricca e variegata e viene davvero incontro a tutti i gusti, ormai. Se abitate in zona e avete voglia di giocare, non avete scuse ;)

BloodBowl 
Warhammer 40.000
Pathfinder

Termino la carrellata sulle associazioni parlando dei Custodi del Lago di Verbania. Quest'anno abbiamo organizzato due eventi che mi sono piaciuti davvero tanto: l'VIII Custodi Day ad aprile, in cui abbiamo dato vita a un'avventura di Richiamo di Chtulhu con 16 giocatori e 8 master (!!!) seguita da una partita ad Arkham Horror riadattato per avere gli stessi personaggi del gdr del mattino e con regole modificate (di fatto, c'erano i master anche lì). Un'esperienza molto coinvolgente, sia per i giocatori che per gli organizzatori. Speramo di riuscire a ripeterla in futuro.




Perché questo GdR si gioca sotto i gazebo? Segreto! :)
Arkham Horror con master
Gioco libero + Magic nel pomeriggio

L'altro evento è stata la terza edizione del torneo di mastering, a settembre. Da consigliere dell'associazione sono molto contento dell'affluenza sempre maggiore (50 partecipanti, quest'anno) e faccio i complimenti a chi l'ha effettivamente organizzata (io confesso che ho fatto ben poco). Personalmente, sono felice di essere riuscito a portarci Bigio, che era molto incuriosito dalla cosa e che alla fine si è anche classificato secondo!
Oltre a lui che è arrivato da Roma, ci sono stati anche giocatori o master da Lombardia, Torino, Monferrato o dal cuneese, segno che, anche se Verbania è un po' fuori mano per tanti, quando ci sono le buone idee, la gente è disposta a muoversi :)

Torneo in corso
I master
I giocatori
I Custodi del Lago hanno anche riassunto tutte le serate ludiche dell'anno in un video che trovate qui: se volete farvi un'idea dei giochi a cui abbiamo giocato, dategli un'occhiata :)

Concludo dicendo che, come sempre, il mio lavoro e la mia passione per i giochi mi danno modo di fare esperienze sempre nuove e interessanti. Dal semplice fatto di prendere l'auto e andare a Verona a vedere David Gilmour insieme ad Andrea di Mini G4m3s Studio, che non è propriamente un evento ludico, ma è sintomo del fatto che in questo mondo si trovano anche amici da frequentare lontano dai tavoli da gioco, all'esperienza a Radio Deejay, a quella che ho vissuto come la vera grande sfida di quest'anno, ovvero la realizzazione, insieme a Scribabs, dell'escape room La Casa degli Enigmi a Torino, che a quanto pare piace parecchio.

Quindi, per concludere: giocare è un'attività meravigliosa. Fatelo anche voi e, se potete, venite a trovarci ogni lunedì qui, ogni mercoledì qui e ogni venerdì qui. Non ve ne pentirete!