I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare
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venerdì 1 maggio 2015

Ultima puntata: arrivederci, Lord Fiddlebottom!

E così, finalmente il momento tanto atteso è arrivato. Stavolta ci siamo davvero. La serie regolare di post di Lord Fiddlebottom si conclude con questa puntata, come promesso. Da domani il nostro tornerà un blog serio e rispettato come prima (ahahahahah).
Ma dai, suvvia, non piangete... Può essere che lo rivedremo, prima o poi.
Dopotutto, alla fine ci siamo divertiti con lui!

Mamma mia, il tempo è passato così in fretta.
È quasi passato un anno da quei post in cui narravo le vicende di quella coppia di bambinoni che sono Mario Scriptum e Matteo Post.
Sono quasi passati 10 anni da quanto Mario Scriptum e Matteo Post firmarono il nome “Post Scriptum” all’agenzia delle entrate.
Vi ricordate, quando agli inizi avevano realizzato quel lontano e ingenuone “Medaglia D’Oro”?

È ora di tirare le somme, qui, perché in 10 anni sono successe un sacco di cose.
Tipo che ora Mario Scriptum ha un po’ meno capelli in testa, un po’ di pancia in più, qualche diottria in meno, un po’ di mali alla schiena, memoria deboluccia, ossa che scricchiolano, i reni che funzionano meno bene, bisogno di andare in bagno un po’ più spesso,  memoria deboluccia.
Invece Matteo Post è sempre giovane e bello. Cuoricini a gogò.


L’EPILOGO 
di Lord Fiddlebottom

Quindi, in questi 10 anni, che è successo, a conti fatti?
All’inizio uscì BauSquitMiao, quel bel gioco rosa di cui i nostri baldi protagonisti sono fierissimissimi. Proprio proprio.
10 anni fa il mercato era un po’ diverso rispetto a ora. Non c’era crowdfunding, c’erano molte meno case editrici, lo standard qualitativo era un po’ più basso.
Già ai tempi quel gioiellino di cartone fecero fatica a piazzarlo, ora probabilmente non riuscirebbero nemmeno a vendere nemmeno 4 scatole. E in totale hanno 5 parenti.
Poi iniziarono i primi contattiggiusti, come Scribabs, la cui collaborazione è ancora in corso. I primi giochi insieme, come High Voltage e Sator.
Poi ci furono i primi giochi promozionali, come Salvanèl, e i primi giochi con autori super divi, come Caligula di Zizzi.
Poi ci fu la grande avventura di Florenza, la prima consulenza per un’altra casa editrice, Placentia Games, con cui tuttora collaborano. 
E’ incredibile come tutti “collaborino tuttora” con Mario Scriptum e Matteo Post, una cosa che non riesco molto a comprendere, capirei se la gente volesse continuare a collaborare con me, che sono giovane, aitante, bello e simpatico. Mah!

Poi è arrivato il grande successo, Fun Farm, di Luca Bellini. Stiamo tutti aspettando espansioni su espansioni, soprattutto Fun Aquarium, giusto giusto per vedere Mario Scriptum sudare freddo, combattuto fra il toccare i viscidi pesciolini colorati immersi nella vaschetta (inclusa nella confezione) o rinunciare alla vittoria (chi ha seguito le puntate precedenti capirà di cosa si parla. N.d.Mario).



Grazie a Fun Farm, Post Scriptum ha fatto l’ingresso nell’Olimpo di quelli che con il gioco da tavolo ci campano.
E infine Drizzit, il gioco che apre la strada alle convergenze con altri media, come fumetti, cinema, musica. Certo, musica, perché un giorno li convincerò a quelli lì, a pubblicare il gioco del mio gruppo preferito, i Pop James. Sono troppo bravi quelli lì eh, soprattutto il bassista.
Sul futuro ne abbiamo già parlato nello scorso post e ne abbiamo ben donde. E adesso? Che fine farò io, che sono Lord Fiddlebottom?
Vabbè, per prima cosa andrò a cercare Madame Zsà Zsà, che sarà ancora a nascondersi da quel porcello del Colonnello Bubble.
Poi ritornerò sicuramente a commentare le bischerate che faranno negli anni a venire, i nuovi giochi, le nuove collaborazioni.
Poi oh, se qualche casa editrice è interessata a farsi schernire da me con insolenti post, sono sempre disponibile, eh? Prezzo modico.
Lord Fiddlebottom

venerdì 17 aprile 2015

Uno sguardo al futuro: i sogni diventano realtà.

E dopo aver parlato del passato e del presente di Post Scriptum (rispettivamente con la nostra storia e con le domande sul nostro lavoro), è giunto il momento, alla vigilia del commiato con Lord Fiddlebottom (evvivaaaaaa!), di dare uno sguardo al nostro futuro!

E... Sì, noi lo vediamo decisamente radioso! :)

Dovete sapere che Mario Scriptum, prima di diventare editore a tempo pieno, faceva il calzolaio, in una bottega buia e anfratta.

Mario, mentre cuciva i calzini e rattoppava le scarpe, ammirava il cielo notturno e stellato dalla finestra, sognando un futuro di gloria e ricchezza nel mondo dei giochi da tavolo, circondato da fan sfegatati e stimato dalle star del settore.

Ora, dopo tanti anni, ha messo giù ago e filo e si è dedicato in tutto e per tutto al lavoro di editore.
Perdendo migliaia di fan sfegatati per i suoi rattoppi e la stima delle star del settore calzaturiero.


LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE
a cura di Lord Fiddlebottom

E adesso? Quale futuro si prospetta per la Post Scriptum?

AH! Ora che Mario Scriptum è 24 su 24 al lavoro sui giochini, fustigato regolarmente dal sottoscritto, ne vedrete delle belle! Grandi emozioni!

Già avrete notato che è appena uscita l’espansione del gioco di carte con le nane e le maghe con le tette grosse da veri scostumati che voi siete.

Non vi basta? È in arrivo un nuovo gioco di Luca Bellini, con le illustrazioni di Erika Signini e le grafiche di Scribabs, proprio lo stesso team di Fun Farm! Qualcuno ha osato immaginare che dietro a questo giochino ci possano essere i soliti animaletti pucciosi, ma a Post e a Scriptum non piace ripetersi, è una cosa che è bene tenere a mente. E infatti questa informazione me la lego al dito. Che poi se me lo dimentico potrebbe ledermi l’ego, già delicato.

Non vi basta? Per Essen potrete trovare Sator Arepo Tenet Opera Rotas, in una nuova edizione e nuove regole che vi emozionerete a creare nuovi palindromi e giochi di parol… Ah, non è un gioco di parole? È un tattico/rompicap... Aspetta ma di che si trat… Ah ma se lo leggi al contrario si legg…

Non vi basta? Siete proprio esigenti eh. I nostri amici si stanno espandendo con nuove partnership estere che porteranno giuochi su giuochi per tutti i gusti, come Touchè, che una volta l’ho provato e, dato che ho vinto, avevano capito che c’erano parecchie cose da aggiustare, e quindi è ancora in sviluppo.

Non vi basta? Le consulenze stanno andando sempre benone, con due giochi bestioni in sviluppo, di quelli germanoni che piacciono a voi duri e puri del cubetto, fra cui il nuovo titolo della Placentia Games, Bretagne, che era in demo a Play e che sta regalando grandi soddisfazioni ai nostri due protagonisti.

Non vi basta? Dopo Drizzit, sento il profumo di nuove collaborazioni con partner non per forza legate al mondo ludico, sento il profumo di giochi ispirati a nuovi brand noti che faranno sobbalzare i vostri pigri sederotti.

Non vi basta? Post Scriptum ha annunciato che comprerà la Asmodeè! Quando avranno i soldi. Ve lo giuro eh.

Dopo quasi 10 anni, la nostra casa editrice ha deciso di fare sul serio, aumentando i titoli annuali e creando nuovi partner del settore.

Post Scriptum di anno in anno cresce sempre di più e fa numeri degni di quelle case editrici con gli standoni grossi che potete ammirare alle fiere come Modena o Lucca.

Io ogni volta propongo sempre di fare un grande stand con una statua in bronzo di Lord Fiddlebottom alta 8 metri, per creare un po’ di scalpore, ma oh, Mario e Matteo sono cocciuti.

In ogni caso, la crescita è esponenziale, a dimostrare il fatto che con impegno e umiltà, una piccola casa editrice può trasformare realmente la proprio passione in un lavoro.

E infatti, non vedo l’ora di tornare al mio lavoro:

“LAVORATE! STUPIDI EDITORI DA STRAPAZZO! SCHAAF, BECCATEVI QUESTO! SCHAAAAF! PIU’ GIOCHI! PIU’ GIOCHIII! SCHAAAAF!”


Lord Fiddlebottom

venerdì 3 aprile 2015

Domande Frequentemente Domandate: ma in conclusione, ne vale la pena?

Come annunciato a maggio dell'anno scorso, il decimo compleanno di Post Scriptum si avvicina e il nostro percorso insieme a Lord Fiddlebottom si avvia alla conclusione. È quindi giunto il momento di tirare le somme e rispondere alla domanda intorno a cui tutti questi post ruotano da quasi un anno: ne vale la pena? La nostra risposta ovviamente è , ma sempre ben sapendo che fare gli autori o gli editori di giochi è un lavoro vero, che porta via tanto tempo e tante energie. Ne vale la pena solo se lo fate bene. Ripetiamo: è un lavoro vero e come tale va affrontato. Chi prova a improvvisarsi autore senza averne le competenze può svilupparle con qualche anno di gavetta. Chi prova a improvvisarsi editore senza adeguata preparazione, spinto dall'entusiasmo per il proprio gioco, rischia davvero tanto.

Io, che sono Lord Fiddlebottom, non posso non conoscere i punti deboli di tutti gli editori di giochi.

Dovete sapere che Mario Scriptum ha un tremendo punto debole: i pesci (sì, c'è del vero, ma non stiamo ad approfondire... N.d.Mario).

Quindi: se volete proporre un gioco alla Post Scriptum, non ambientatelo nel mondo della pesca, se volete ingraziarvi Mario Scriptum con una cena romantica non preparate pesce, e soprattutto, mai fargli un pesce d’Aprile. 

A meno che non siete Grugno.


LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE
a cura di Lord Fiddlebottom

Ma quindi, conviene lavorare nel mondo del gioco?
Certo! Trovi un editore un po’ tocco, gli dici che sei bravo a scrivere sui blog, gli prepari qualche scarabocchio, e sei a cavallo! Soldi a palate! (e una copia di Caligula).

La verità è che dipende dall’ambito in cui intendi lavorare. 

Pochi autori riescono a guadagnarci abbastanza da trovarsi lo stipendio ben arrotondato in Italia, e al momento tutti continuano a dedicarsi al loro primo lavoro. Qualcuno è riuscito a mettersi part-time per lavorare ai giochi con maggiore dedizione, ma quanti contatti, quanti giri, quante mail, quanti giochi da buttare, quanti ritagli di carte.

Insomma, gli autori più affermati sono spinti principalmente dalla passione, per i giochi. Può succedere che qualche autore riesca a inserirsi come sviluppatore in un’azienda più grande, ma le competenze e le fatiche richieste aumentano, come per esempio fare le fotocopie per il Grande Capo, lucidare le scarpe al Grande Capo, fungere da poggiapiedi per il Grande Capo, fungere da tappeto davanti al camino del Grande Capo.

E per fare gli editori?
Beh, è un lavoro vero. Tipo aprire un ristorante, però non devi saper cucinare e paghi un po’ meno. 

Aprire una casa editrice è uno sforzo importante, che richiede un lavoro impegnativo, continuato, un budget iniziale, un buono studio del settore (vi faccio notare che escono ogni anno, solo a Essen, qualcosa come 800 giochi da tavolo).

E quindi, vai a sviluppare il gioco che vuoi fare uscire bello bilanciato, vai a contattare i fornitori dei legnetti e delle carte e delle scatoline e di tutte quelle robe che piacciono a voi ossessionati dai materiali, contatta grafici e illustratori che non ti facciano una tristissima rappresentazione dell’ennesimo paesino del nord della Germania.

Poi cerca i distributori, promuovi il tuo giochino, cerca di parlarne bene nei forum, e poi le royalties, e le vendite all’estero, e le licenze, eccetera eccetera. Una bella fatica di nulla.

Ormai è quasi passato un anno da quando ho iniziato a narrarvi delle faticosissime e impervissime vicende di Post & Scriptum, dagli inizi ingenui ai loro primi risultati fino a oggi, che ora sono talmente ricchi che possono permettersi di assumere proprio il sottoscritto, Lord Fiddlebottom, che pretende monete sonanti (e una copia di Caligula).


Mario Scriptum e Matteo Post potrebbero essere degli ottimi consulenti per i vostri inizi zoppicanti nel mondo del business del gioco da tavolo. E non lo dico perché ricevo monete sonanti (e una copia di Caligula). 

Cioè, anche!
I nostri due baldi eroi, lo ripeto per l’ultima volta poi me ne vado in vacanza eh, sanno mettere a posto i vostri giochi a puntino, hanno i contatti più adatti per le forniture di materiali, lavorano con grafici e illustratori di fiducia, riescono a indirizzarvi verso i canali distributivi, sono appassionati, sanno l’inglese. 

Sono belli. 

No, ok, questa era una marchetta. 
Sì, mi hanno pagato con un’altra copia di Caligula.

Lord Fiddlebottom

venerdì 20 marzo 2015

Domande Frequentemente Domandate: Possiamo fidarci di Post Scriptum?

Recentemente è uscito questo interessante articolo su Gioconomicon che parla di noi, in cui si dice, senza molti giri di parole, che siamo una realtà molto strana. In sostanza, il (legittimo) dubbio che emerge è: "ma se fate i consulenti per altri, non andate in concorrenza con i prodotti del vostro catalogo?".
La risposta è lunga e complessa, quindi la affidiamo all'unico che può darla!

Una Domanda Frequentemente Domandata che mi fanno spesso in privato è:
“Ma di Mario Scriptum… ci si può fidare?”
La risposta è Sì. Di Mario Scriptum vi potete fidare.
Mario Scriptum è una guida sicura. 
Ecco Mario Scriptum che vi mostra fieramente la corretta impugnatura del volante di un Tir.



LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE 
a cura di Lord Fiddlebottom

Ma quindi, Post Scriptum è uno studio di consulenza o una casa editrice?!
Entrambi!

E quindi c’è un conflitto d’interessi! COMPLOTTO!!!!11!!!!!!11!!!!
Buoni, state buoni! Mario Scriptum e Matteo Post distinguono con chiarezza, trasparenza e onestà le loro attività. 
No, non saboteranno mai il vostro gioco rendendolo brutto e invendibile per sbaragliare la concorrenza.  Se voleste renderlo brutto e invendibile dovreste rivolgervi alla Lord Fiddlebottom Edizioni, che è la mia casa editrice, specializzata proprio in oscenità ludiche e giochi da tavolo trash.
La linea editoriale di Post Scriptum si sta definendo e specializzando sempre più, e molto spesso i giochi curati attraverso la consulenza non si sposano con il loro catalogo. In ogni caso, Mario e Matteo hanno tutto l’interesse a rendere i prodotti sviluppati su consulenza dei bei giochi, degli ottimi giochi, in modo tale che il ritorno d’immagine sia anche per i nostri piccoli protagonisti viola, oltre che per il cliente di turno. Se dovesse succedere che il gioco proposto ci sta proprio bene nella linea Post Scriptum, non è scontato che la consulenza possa poi definirsi in una collaborazione di altro genere. 
Inoltre, i due baldi amici amano mettere le loro conoscenze ludiche a disposizione per migliorare e risolvere i problemi di giochi di qualsiasi livello di complessità, come hanno fatto con i germanoni della Placentia. Loro lavorano sempre volentieri su questa tipologia di giochi, che richiede bilanciamenti, aggiustamenti, soluzioni per rendere i meccanismi ben oliati, senza eccezioni o ineleganze di sorta. Il lavoro di sviluppo è complesso, richiede un bel bagaglio di conoscenze ludiche. Mario Scriptum e Matteo Post hanno giocato e analizzato talmente tanti giochi diversi che se mettessi in pila tutte le scatole e ti buttassi dalla cima, moriresti.
Io una volta ho impilato tutte le scatole di tutti i giochi che ho giocato, ci sono salito su, mi sono buttato e mi sono solo rotto una gamba.
.

(a conferma del fatto che conosciamo tanti titoli potete leggere qui, eh. N.d.Mario)
Mario Scriptum e Matteo Post sono anche terribilmente onesti: se ritengono che il tuo gioco abbia dei grossi problemi e sia difficilmente piazzabile nel mercato, anche con i più svariati aggiustamenti, ti mettono al corrente del rischio, anche a costo di perdere un potenziale cliente. Poi, se proprio insisti, loro il gioco te lo sistemano al meglio, curano sviluppo e grafica, eccetera eccetera, ma oh, se l’ambientazione deve rimanere “gestione di un pulispurghi fantasy” o “gioco di civilizzazione di una coltura micotica sulla pianta di un piede puzzolente”, ecco, lì Post e Scriptum non garantiscono sul successo del prodotto (però la Lord Fiddlebottom Edizioni prenderebbe seriamente in considerazione queste due genialate).

Insomma, ve lo assicuro, il problema non si pone: la correttezza e la professionalità di Mario e Matteo non viene a mancare quando si tratta di occuparsi di una consulenza, che sia aziendale, per altre case editrici o per singoli autori desiderosi di vedere il proprio gioco incellophanato e venduto nel negozio sotto casa.
(Ok, nel caso in cui vendiate con il vostro gioco più copie di Fun Farm, può succedere che un losco figuro vestito di nero vi gambizzi)

Lord Fiddlebottom

venerdì 6 marzo 2015

Come rivolgersi a un editore (per esempio Post Scriptum) - parte 3: quanto tempo ci vuole?

Sapete da che gioco arriva quest'orologio, vero?
Continuiamo la nostra serie di post sui rapporti autore/editore con un argomento che ci sta molto a cuore, tanto che abbiamo praticamente costretto Lord Fiddlebottom a frustate, visto che lui voleva parlare di altro. La realtà è che è un tema ricorrente nelle mail con gli aspiranti autori o clienti (di fatto, il Sorrisino del testo è un insieme di persone realmente incontrate), quindi vorremmo dargli la giusta rilevanza.

Un giorno, Sorrisino chiamò Mario Scriptum:
“Ciao Mario! Piacere di conoscerti, sono un autore di un gioco che ritengo molto bello, e che avrei piacere a mostrarti, posso venire da te questa settimana?”
“Ciao, non c’è problema per vedere il prototipo, però preferirei organizzare in una sede apposita, che ne dici di vederci a SanQuiriComics & Games, che ho preparato l’area apposita per valutare i prototipi?”
“Eh… non so, sai SanQuiricomics è un po’ scomodo per me… ma se c’incontrassimo nella tua ludoteca?”
“Il fatto è che in questo periodo stiamo testando gli ultimi giochi, e non abbiamo tanto tempo…”
“Ok… vabbè ma sostanzialmente il gioco è pronto, quindi appena lo vedete, nel giro di toh, due mesi, lo pubblichereste, no?”
“… a parte che non… comunque due mesi è impossibile, le tempistiche sono molto più lunghe, i giochi sono da testare, c’è da rispettare i tempi dei grafici e degli illustratori, seguire la filiera produttiva, è un grande impegno!”
Dall’altra parte della cornetta, il sorriso ingenuo di Sorrisino si stava incrinando in un deluso GRUGNO.


Le Domande Frequentemente Domandate
a cura di Lord Fiddlebottom.

Ma quanto ci impiegate a prendere in considerazione il mio gioco???
Da quando i nostri amici Post e Scriptum hanno attivato il form di cui vi parlai anzitempo, ora tutto scorre più velocemente, qualcuno di voi se ne sarà pure accorto!
Me ne sono accorto io, che compilo quotidianamente il form per il mio gioco “Rice for the galaxy” e, ancor prima di cliccare “invia”, arrivano già molte risposte: “non provarci”, “scordatelo”, “pussa via”, “non sentiamo LALALALA non sentiamo”.

Mario Scriptum e Matteo Post cercano di rispondere velocemente, ma ci sono dei periodi dell’anno in cui le visioni dei prototipi non hanno la priorità, rispetto ad altre attività. Tendenzialmente, è una cosa saggia mandare la richiesta prima dei più importanti eventi dedicati al gioco (Fiera di Norimberga, Fiera di Cannes, Modena Play, Essen...), perché vi diranno di portare il gioco in quelle occasioni. Dopo, semplicemente, potrebbe toccarvi di aspettare un po’ di più. Ma quelli lì rispondono eh! Alla peggio rispondo io, se il gioco è brutto brutto brutto (Finora nessun gioco è mai stato così brutto da far rispondere lui, state tranquilli. N.d.Mario).

Va bene, avete visto il mio gioco e vi è piaciuto: ora cosa succede?
Allora, nel mondo del gioco bisogna avere un po’ di pazienza. Il lavoro che ci sta dietro è complesso, richiede che il gioco venga preso a cura in tutti i suoi aspetti, dal gameplay ai materiali, alle illustrazioni, alla burocrazia, eccetera eccetera.
Mario Scriptum e Matteo Post lavorano alacremente, sia per soddisfare le richieste dei clienti che richiedono la consulenza, sia per poter inserire nuovi giochi nella loro linea editoriale. Se il vostro gioco merita, sappiate che in un modo o nell’altro lo realizzano, dovete solo dare giusto il tempo di mettere assieme tutti i pezzi, che io lo so che succede se fate le cose veloci, dimenticate il pezzo qua, l’errore sul testo lì, il disegno storto là…
Avete letto la bellissima biografia di Post Scriptum, scritta da me medesimo? Vi ricordate che cosa hanno fatto con BauSquitMiao? Babba bia!

C’è un elemento che non è da escludere, in tutta la filiera di produzione del gioco. E cioè le distribuzioni all’estero. Il gioco deve essere in qualche modo approvato dai partner tedeschi, francesi, inglesi, per poter avere una buona base produttiva, e avere una maggiore diffusione della vostra creatura ludica, per conquistare tutto il mondo! Però, anche per quello ci vuole pazienza (e un pizzico di fortuna).

Io ho proposto una consulenza: quanto ci impiegate a realizzare il mio gioco?
In questo caso, Post e Scriptum ti daranno una tempistica precisa, e quella tempistica la rispetteranno, anche al costo di lavorare con la pistola puntata alla tempia dal sottoscritto alle 4 del mattino. Però sappiate che i tempi di realizzazione possono essere ampi, per essere sicuri di non avere intoppi e per poter realizzare il prodotto con precisione. Quindi, anche per le consulenze, valutate se il gioco che avete proposto necessita di una pubblicazione imminente (perché avete pensato al gioco sull’invenzione del calzascarpe e guarda caso fra pochi mesi vige l’anniversario del suo brevetto) o se è possibile attendere un attimo e rispettare i tempi che vi proporranno i nostri 2 amici bluastri.

Non avete pazienza? Rivolgetevi alla Lord Fiddlebottom Edizioni! Confezioni fatte su scatole da scarpe scarabocchiate! Pedine rubate dai giochi della Post Scriptum! Regolamenti scritti a mano! E soprattutto, il mio bel faccione in copertina, che così siete sicuri del successo immediato del vostro gioco.



(Non è inclusa nel costo la corruzione della Guardia di Finanza per chiudere un occhio sul marchio CE).
Lord Fiddlebottom

venerdì 20 febbraio 2015

Come rivolgersi a un editore (per esempio Post Scriptum) - parte 2: cosa NON fare

E così, siamo finalmente giunti all'articolo che tutti aspettavano da quando abbiamo iniziato la collaborazione con Lord Fiddlebottom: finalmente si parla della nemesi di Post Scriptum, ovvero l'autore che non vorremmo mai (più) incontrare.
Forse non esisterà una ricetta sicura al 100% per farsi pubblicare il gioco, ma di certo esiste quella per non farselo pubblicare!!
PS: Grugno è un personaggio di fantasia... ma non troppo :(

In ogni storia degna di questo nome, ci sono degli elementi narrativi da rispettare: abbiamo i protagonisti, i nostri fidi Post e Scriptum, che hanno affrontato l’impervia avventura dell’autoproduzione, abbiamo principesse, abbiamo fidi compagni che hanno sostenuto l’impresa, abbiamo i colpi di scena. Cosa manca?

Manca un avversario temibile. Un vero antagonista. Un nemico da affrontare.
Grugno.




LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE
a cura di Lord Fiddlebottom

Chi è Grugno?
Ok, non è propriamente una Domanda Frequentemente Domandata. Però potremmo riscriverla così:

Chi è il peggior autore di giochi che avete mai incontrato nella vostra carriera?
Grugno.
Grugno è un autore di giochi di miniature, di quelli lunghi, con i regolamenti portentosi, con mille cavilli, e tanti mostri e draghi e soldatini che sparano laser, che ci stanno sempre bene. Non è per forza un male, eh, non voglio giudicare.
Ma Mario Scriptum e Matteo Post non producono giochi di miniature, non è il loro campo, come i giochi astratti e i giochi di Lord Fiddlebottom (snort!).
Quindi è inutile che proviate a proporre un gioco di miniature a Post e Scriptum, perché è molto molto probabile che venga rifiutato. Te lo diranno con gentilezza, ma non te lo pubblicheranno.
E invece Grugno pensò bene di proporre WarNail. Gioco fantasy in cui si risolvono i combattimenti tirando una martellata sui reggimenti in gioco, e controllando i danni di ogni miniatura con sofisticate regole che verificano la curvatura delle picche al colpo, il livello di schiacciamento delle basi d’appoggio dei soldatini, e cose veloci e divertenti di questo tipo.




Mario Scriptum, come prevedibile, rispose gentilmente, con un semplice: “Non abbiamo mai fatto giochi di miniature e non abbiamo i canali adatti a distribuirli :(
Di sicuro la ACE (AltraCasaEditrice) è un ottimo partner per il gioco, molto più adatto di noi”
Ecco, Grugno la prese sul personale, e iniziò a dar di matto: “Come? Il mio bellissimo gioco di miniature INNOVATIVISSIMO (innovativo è innovativo, non c’è nulla da dire…) viene rigettato così?”. Poi ha iniziato a imprecare addosso ai nostri amici con frasi tipo “Stupidini!”, “Sciocchi!”, “Bruttini!”, “Poco Saggi!” (eh, sì, magari avesse usato davvero questi termini... N.d.Mario).
Questa comunicazione efficace è ancora usata da Grugno, in periodi alterni. Sono note lunghe schermaglie sui social e sui forum fra Mario Scriptum e Grugno, a suon di improperi e pernacchie. 
Ecco, il mio suggerimento è di non entrare in relazione con qualsiasi editore in questo modo, perché rischiate di apparire un po’ antipatici. E a qualsiasi editore non piace lavorare con gente antipatica. Perché un editore deve lavorare per tanto tempo con voi autori, e potete pure aver realizzato “Battle Masterpiece”, ma se siete intrattabili e inflessibili, privi di fiducia e umiltà, fidatevi che quell’editore vi farà un bel gesto dell’ombrello.
L’editore ha tutto l’interesse a trattare bene il vostro gioco, a non inserirlo in linee editoriali che possano “nasconderlo” dal resto dei giochi, a rispettare gli impegni presi.
L’editore ha tutto il piacere a continuare a collaborare con voi, se credete nei cambiamenti che potrebbe porre nei vostri prodotti.
Insomma, l’editore ha tutto l’interesse che venga fuori un buon gioco, sia per voi autori che per sé stesso.

Quindi non siate frettolosi, permalosi e irascibili. Che alla fine chissà che Mario capisce il vostro talento e vi pubblica pure quel gioco lì che avevate riposto nel cassetto un po’ frustrati. 
Comunque pare che WarNails sia stato pubblicato: leggenda narra che gli editori si siano trovati una frase scritta con il sangue centinaia di volte, sulle pareti delle loro case:
“il 5% sugli incassi e i cambiamenti alle regole rendono Grugno un ragazzo irascibile”





Lord Fiddlebottom

venerdì 6 febbraio 2015

Come rivolgersi a un editore (per esempio Post Scriptum) - parte 1: come contattarci

Con questa puntata, inizia una nuova serie delle Domande Frequentamente Domandate, ovvero i consigli su come rivolgersi a un editore. Visto che però gli editori non sono tutti uguali, diciamo che sono consigli validissimi per rivolgersi a noi. Siamo convinti che comunque molti aspetti funzionino anche con gli altri, però ovviamente non ci permettiamo di parlare per loro.
In quest'ottica, iniziamo con un argomento molto concreto, ovvero come affrontare il nostro form di contatto!

Io, che sono Lord Fiddlebottom, non sto con le mani in mano. Non sono solo uno sputa sentenze che non porta a casa i risultati. Anch’io realizzo giochi da tavolo. Vi ricorderete sicuramente del mio bellissimo gioco “Rice for the Galaxy”, l’avventura spaziale delle mondine, o “Munch chi?”, gioco di deduzione a tema artistico-fantasy. Sicuramente non ho mai realizzato “Mood X”.





LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE 
a cura di Lord Fiddlebottom.

Vorrei sottoporvi un gioco bellissimo ma il vostro form è proprio difficile da compilare!
Per aiutarvi in questa impresa impervia, ho deciso di mostrarvi la compilazione del form per il mio bellissimo gioco, che verrà SICURAMENTE pubblicato dalla Post Scriptum, che mica si possono perdere delle occasioni così.




In effetti anch’io ho avuto alcune difficoltà, soprattutto sul nome. Se avessi messo il mio vero nome ora sarei esposto ai rischi della popolarità, le groupies mi cercherebbero, non avrei più tempo per me, ma solo per portare gioia alle mie migliaia di fan in ludibrio. Quindi se volete mettere un nickname, lo comprendiamo. 




Se hai bisogno di 512 caratteri per scrivere l’elenco dei materiali, vorrei vedere il tuo gioco, magari già montato, così lo posso ammirare dal mio elicottero personale.


Pretendevate di scrivere tutto il regolamento? Ma lo sapete che Madre Teresa di Calcutta una volta ha letto un regolamento e ha bestemmiato per la noia? I regolamenti sono la cosa più pallosa che l’uomo ha inventato, e Mario Scriptum piange ogni volta che arriva un regolamento mal scritto, pieno di ripetizioni. Se il vostro gioco è interessante, non ha bisogno di tante spiegazioni. È il vostro momento per “vendere” il vostro prodotto. Accentuate il punto forte del vostro gioco, senza dimenticare un accenno a tutto il resto, alla meccanica e all’ambientazione. Se la meccanica è efficace, può essere esposta in poche righe.



La durata del gioco serve a due cose: una, a dare un altro elemento sulla tipologia di gioco e sul target, e due, a darci un feedback sui playtest che avete effettuato. O perlomeno uno sprone a farne di altri, prima di mandarci la scheda del tuo gioco.




Che ve ne pare? Rice for the Galaxy può appartenere a queste categorie? Anche questa sezione ci dà una bella dritta sul tipo di gioco che ci stai sottoponendo. Per non parlare della sezione dedicata alle…



Diciamo che questa sezione vi potrebbe mettere un po’ alla prova. Anche se i nostri baldi Mario Scriptum e Matteo Post hanno badato a formulare dei termini che indicano varie meccaniche con semplicità, magari non conoscete non vi è chiaro cosa voglia dire “Worker placement” o “Deck/pool building”. È un altro sprone a non proporre un’idea magari buona ma realizzata con ingenuità, perché non accompagnata da un minimo studio e analisi del vostro gioco. Credo che se selezionate solo “Lancia i dadi muovi”, credo che dia un messaggio di errore, tipo “Ma scordatelo”.



Non so le note a cosa possano servire, io ho pensato che potessero essere utili per spiegare il perché il mio gioco avesse quel twist in più rispetto a giochi simili, e quale fosse l’Unique Selling Point del prodotto.
Vedete? Ora, grazie al form di Post Scriptum, il mio gioco “Rice for the Galaxy” è in produzione, uscirà in 2 milioni di copie in tutto il mondo, e sarà il più grande successo della casa editrice, muaahaahaahah! E tutto questo perché il form è talmente efficace che Mario e Matteo hanno abboccato! Vero Mario? Ora lo pubblichiamo, vero? Mario? Matteo? Ehi?


Lord Fiddlebottom

venerdì 23 gennaio 2015

Domande Frequentemente Domandate: sviluppare un gioco

Continuano gli articoli di Lord Fiddlebottom, che fra le altre cose si lamenta dei prototipi provati a Idea G. Beh, a noi è andata decisamente meglio, visto che ne abbiamo trovati di ottimi!
In questa puntata, la nostra simpatica canaglia ci parla del lavoro di sviluppo che viene fatto sui giochi più complessi. A volte può durare mesi o anni, a volte è quasi scoraggiante, ma permetteteci di dire che pensiamo di essere bravi a svolgerlo :)

Bene bene bene, anche quest’anno sono stato presente a IdeaG, a deridere e a sbeffeggiare i vostri giochi brutti, sbilanciati, incompleti, dalla grafica posticcia, dalle regole non chiare, dalle meccaniche inutili, dalle dinamiche arzigogolate, dall’ambientazione scontata, dai contenuti risibili, dal nome ridicolo…



LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE 
a cura di Lord Fiddlebottom

Perché, io che sono titolare di una casa editrice, dovrei rivolgermi alla Post Scriptum?
Già, sembra un controsenso vero? Una casa editrice che si rivolge a un’altra casa editrice, cioè! Ma che onta! Che disonore! Come se un regista hollywoodiano si rivolgesse ad altri registi per i loro film, tipo, non so, George Lucas che chiede a Spielberg di dirigere Indiana Jones, o Lou Reed che si fa produrre da David Bowie, vi sembra possibile?
Come se Mario Scriptum si rivolgesse a Lord Fiddlebottom per scrivere le FAQ del suo blog, bah!

Forse è meglio partire da un esempio concreto: Florenza.
Primo titolo della Placentia Games, di Stefano Groppi, e sviluppato, appunto, dal vostro duo preferito, Mario Scriptum e Matteo Post.
Ma perché Placentia Games si è rivolta a questi due squinternati?
Perchè Placentia era ben giovincella e aveva un po’ di cose da imparare (ne abbiamo parlato qui e quiN.d.Mario): il mercato del gioco (la prima versione di Florenza era molto complessa e una partita durava parecchie ore), alcune importanti basi di Game Design, le difficoltà editoriali e i contatti con le aziende di materiali, i partner per le distribuzioni estere.
Insomma, ci voleva un bel boost per i piacentini, che ora hanno imparato a camminare con le proprie gambe, ma a quanto pare, hanno apprezzato il lavoro dei nostri amici bluastri al punto da voler continuare la collaborazione tuttora.
Post Scriptum riesce nella complessa impresa di fungere da editore e al contempo di prestare ascolto alle richieste del suo cliente e della sua politica editoriale. Insomma, sa cosa vuol dire fare un buon prodotto, ma sa anche rispettare le richieste di chi il gioco effettivamente lo produce.
Parlando con Mario Scriptum, sono saltati fuori degli esempi che spiegano alcuni step dell’evoluzione del gioco, proprio come quei contenuti speciali dei DVD, che guardate probabilmente in due.
Mario e Matteo puntarono da subito a una semplificazione delle regole, piuttosto piene di eccezioni e cavilli che appesantivano l’esperienza di gioco. Un esempio fra tutti, le botteghe: se un giocatore giungeva con la sua pedina nella bottega di un avversario, doveva donare Punti Vittoria al proprietario in modo abbastanza complesso (in pratica, valevano come punti a fine partita, ma non per la corsa al ruolo di Capitano del popolo, introducendo parecchie eccezioni. N.d.Mario). Post e Scriptum optarono per un semplice passaggio di un solo Punto Vittoria da un giocatore all’altro, pulito pulito. Anche il convento subì una strutturale semplificazione, per non parlare della decisione di abbandonare l’idea dei casati: ogni giocatore otteneva risorse diverse a seconda della famiglia di origine, e questo complicava decisamente il bilanciamento. 
I piacentini invece non accettarono di modificare una regola a loro cara, che riguarda i negozi.
Un pupazzetto masticato da Matteo Post per il primo utente che indovina la regola in questione.

E per quanto riguarda i componenti? Piacentia Games propose il suo illustratore di fiducia, che fu approvato dai nostri, che invece fecero un gran lavoro sulla ricerca dei materiali e sulla scrittura del regolamento, considerato da tutti gli acquirenti un buon esempio di regolamento ben scritto (inizia a stuccarmi il dover parlare bene di Post e Scriptum! Non è da me! Io devo essere più cattivo! Brrr!).
Come già sappiamo, Florenza vinse il Best of Show per “miglior progetto editoriale” al Lucca Comics & Games.

La validitá del contest è confermata dal fatto che Mario Scriptum e Matteo Post NON vinsero il premio "Editore più bello dell'anno" (ottenuto meritatamente, come tutti gli anni, da Lorenzo Silva della Horrible Games)!


venerdì 9 gennaio 2015

Domande Frequentemente Domandate - scrivere un regolamento

Dopo la pausa natalizia proseguono gli illuminanti post di Lord Fiddlebottom (che dopo aver scritto questo articolo licenzierei volentieri, ma purtroppo l'ho pagato in anticipo N.d.Mario). Questa volta lo spunto è arrivato, oltre che dalle effettive domande di molti appassionati nel corso degli anni, anche dalla lettura di questo articolo, che sostanzialmente condividiamo, ma che soprattutto ci ha fatto pensare al lavoro di immedesimazione nel lettore che facciamo ogni volta che rileggiamo un nostro regolamento. Principalmente, cerchiamo di stare molto attenti ai possibili significati distorti che possono essere attribuiti a una frase per trarne vantaggio dai giocatori più competitivi. E siccome a volte tali interpretazioni vanno proprio contro lo spirito del gioco, dobbiamo stare attenti a evitarle.
C'è da dire però che, tutto sommato, il fatto di essere noi stessi giocatori di quel genere ci aiuta parecchio, in merito.

Mario Scriptum è uno di quei giocatori che vuole sempre vincere. È talmente competitivo che alla ludoteca si porta sempre l’avvocato.


 LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE 
a cura di Lord Fiddlebottom

Scrivere un regolamento è una sciocchezza! Perché mai dovrei rivolgermi a Post Scriptum?!
No, aspetta.
Prendere in giro Mario Scriptum è una sciocchezza, scrivere regolamenti non è una sciocchezza.
Un regolamento con una minima frase non chiara può danneggiare tutta l’esperienza di gioco.
Un regolamento deve essere scritto, corretto, riletto, ri-corretto, sistemato, con esempi chiari che possano districare ogni minimo dubbio.
Un po’ di numeri: un gioco come Play Different, appena pubblicato grazie alla consulenza di Post Scriptum, ha richiesto almeno una decina di revisioni del regolamento. E stiamo parlando di un gioco semplicissimo, con poche regole (chiarisco che per "revisione" intendiamo un effettivo cambiamento del file, partendo dal testo già definitivo e controllato N.d.Mario).
Pensate a un gioco come Florenza: solo per la seconda edizione, Mario Scriptum e Matteo Post hanno dovuto fare piccoli cambiamenti alle regole, che hanno richiesto svariate letture e riletture, per verificare che non ci fosse discontinuità nel testo, in seguito ai cambiamenti di gioco.
Mario e Matteo cercano con tutti i mezzi di chiarire ogni dubbio, anche minimo, di rendere la lettura del regolamento fluida, di creare immagini chiare ed esplicative con numerosi esempi di gioco.
La stesura di un regolamento è un’operazione che richiede metodo, ma non solo. Deve venire incontro anche alle esigenze del lettore e del giocatore. Pensate a quei giocatori che si mettono a giocare senza aver nemmeno finito di leggere tutto il regolamento, o a quelli che vanno a cercare il minimo cavillo.
Post e Scriptum si premurano di scrivere regolamenti chiari ed esplicativi alla prima lettura, ma anche privi di elementi che possano creare dubbi e domande esistenziali, tipo “ma perché sto giocando a questo stupido gioco?”
Io per esempio, piuttosto che provare a improvvisarmi sviluppatore di regolamenti, preferisco investire il mio tempo prendendo in giro Mario Scriptum: è più facile e divertente! Mario Scriptum scemotto! Ahahahah! Mario Scriptum puzzone! Ohohohohohoh!

Qualche consiglio per scrivere un buon regolamento?
Può sembrare banale, ma la prima cosa è: non dare nulla per scontato. Ogni singola riga del vostro testo deve essere smontata e analizzata, ripulita da qualsiasi parola ambigua. Immaginatevi di essere sia dei neofiti totalmente ignari del mondo del gioco, sia degli hardcore gamers ultra competitivi.
Scrivere un regolamento non è facile, perché non è detto che il flusso di gioco sia lineare. È come pretendere di scrivere frasi d’amore orinando sulla neve, contro vento.
Ogni termine tecnico deve essere univoco e riconoscibile, e lo stile deve essere uniforme.
Gli esempi sono fondamentali, chiariscono il gameplay, mettono in evidenza dei casi particolari e rispondono a parecchie domande. Un esempio ben concepito vale più di mille descrizioni dettagliatissime.
Se avete dei dubbi su come mettere per iscritto una regola, sappiate che è preferibile un testo un po' colloquiale, ma chiaro e semplice rispetto a un periodo formalmente corretto ma difficile da comprendere. Meglio usare forme gergali, piuttosto!
Qualche consiglio di gioco può essere determinante a valorizzare una data meccanica, e a diminuire il rischio che una specifica regola passi inosservata.
Ecco, ora siete pronti per andare sul form dei contatti di Post Scriptum e mandare il vostro regolamento scritto finalmente bene a modino!


Se invece pensate che non siete ancora abili, potreste sempre tentare la strada del ruffianaggio: scrivere quanto bello e simpatico è Mario Scriptum per farvi aiutare da lui, magari accompagnando il tutto con una vostra foto di una frase d’amore, scritta in giallo, sulla neve.

Lord Fiddlebottom

venerdì 12 dicembre 2014

Domande Frequentemente Domandate - I giochi per aziende

Play Different!
Dopo le prime due puntate sul nostro lavoro di editori e su quello di consulenti per chi vuole produrre un gioco per appassionati, e dopo l'intervista di Dado Critico che svela un po' di retroscena molto interessanti (a detta di tutti), eccoci giunti al terzo ramo della nostra attività, ovvero la realizzazione di giochi promozionali per aziende o associazioni (per esempio negli ultimi giorni ne sono usciti due: Fiorisci e Play Different).
Forse è un aspetto che agli appassionati duri e puri interesserà poco, ma noi pensiamo che sia comunque un modo per far entrare carte e pedine nelle case della gente e per far capire quanto possa essere efficace il gioco come mezzo di comunicazione.
Lasciamo quindi la parola a Lord Fiddlebottom, ricordandovi però che fra due venerdì sarà il 26 dicembre, quindi il nostro freelance dovrà riprendersi dai bagordi natalizi. Lo rileggerete dopo le feste!

“Il mondo aziendale è difficile, competitivo, pieno di squali che potrebbero azzannarti da un momento all’altro. Bisogna essere pronti, versatili, eclettici. Saper vendere il proprio prodotto nella maniera più efficace possibile. Bisogna essere innovativi, professionali nella promozione. Io ho la soluzione per voi. La soluzione è…”
No aspetta, deve esserci un refuso. La soluzione è…?
Rivolgersi a Post & Scriptum?!? Ma chi si rivolgerebbe mai a Post Scriptum per promuov…

LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE
a cura di Lord Fiddlebottom

Vorrei promuovere i valori e i prodotti della mia azienda, perché dovrei rivolgermi a Post Scriptum?
Forse hai capito che produrre la penna con il logo della tua azienda forse non è proprio il massimo della promozione.



Certo, forse potresti realizzare una campagna pubblicitaria costosa e impegnativa.
Invece, ebbene sì, con Post Scriptum, e con i suoi giochi, vai sul sicuro.
Suvvia, prova a immaginarti un bel gioco da tavolo. Realizzato con tutti i crismi, che riesca a rendere il giocatore, e potenziale cliente, attivo e propositivo all’interno dell’esperienza ludica. I buoni giochi da tavolo trasmettono in maniera attiva il messaggio che vuoi trasmettere. Perché i giocatori possono immedesimarsi all’interno del piccolo mondo che gli hai creato, e lì dentro si possono esplorare, fare scelte, migliorare. Un gioco da tavolo può aiutare a crescere mentalmente. Guarda me, guarda quanto sono diventato intelligente. Sono sicuro che i tuoi potenziali clienti sono molto intelligenti, sennò non comprerebbero il tuo prodotto, vero?
Insomma, un gioco da tavolo promuove facilmente gli ideali della tua azienda, permette di far scoprire la qualità dei tuoi prodotti, in maniera attiva ed efficace, e soprattutto costa poco.
Quelli di Post Scriptum ne conoscono di giochi, ne conoscono a migliaia, e ognuno di essi è diverso dagli altri, quindi fidati, loro sanno come “comunicare attivamente” al giocatore. Sanno come far divertire il giocatore, e al contempo come fargli nascere la curiosità e la riflessione sui temi a te più cari.



Ho realizzato un gioco da tavolo per promuovere la mia azienda, me lo producete?
Certo che te lo produciamo, però ti faremo riflettere sulle scelte, sia di gioco che realizzative, che hai intenzione di porre nel prodotto. Ti faremo notare se quel gioco è davvero funzionale al target richiesto. Sceglieremo i materiali più adatti, ti proporremo le grafiche più in tono, sempre seguendo le tue richieste. Ma ricordati, Post Scriptum non è una tipografia. Produrre un BUON gioco da tavolo non è semplice come credi. Richiede un lavoro di contatti, forniture, aggiustamenti, correzioni. Scrittura di regolamenti, attenzione ai materiali, continuo contatto con clienti e fornitori. 
E ricordati sempre questa regola aurea: la tua richiesta deve sempre comprendere 1000 copie, come minimo.

Guarda, ti assicuro, mio caro imprenditore, che non rimarrai deluso da Post & Scriptum. Se ti fidi di loro, paghi meno di quanto avresti pagato da solo, ti viene fuori un gioco che non stonerebbe dentto ai negozi specializzate, sia per le grafiche e i materiali, sia per il regolamento e il tipo di gioco. Questi due ometti si metterebbero a lavorare giorno e notte per fare in modo che quella scatola sia il migliore mezzo di comunicazione che tu possa avere per promuovere la tua azienda.
Certo, puoi rimanere a fare penne, cappellini, magliettini, bloc notes, ombrelli e tappetini del mouse, con il logo della tua azienda.

Però, ora che sai, come minimo sei un po’ noiosetto, eh.

Lord Fiddlebottom

venerdì 28 novembre 2014

Domande Frequentemente Domandate - cosa fa un consulente

E così, dopo la puntata di due settimane fa, in cui Lord Fiddlebottom spiegava a modo suo come funziona il nostro lavoro di editori, ora è la volta di dedicare pari attenzioni all'altro ramo della nostra attività, ovvero cosa facciamo quando ci ingaggiate come consulenti.
Sì, è vero, ci abbiamo scritto sopra una Guida all'Autoproduzione (insieme ad Andrea Chiarvesio), ma quella è lunga e seria, mentre quest'articolo... 
Va beh, voi leggetelo e fateci sapere!
(PS: qualcuno di voi si è accorto che qui a sinistra c'è il logo che mettiamo sulle consulenze e la volta scorsa c'era quello che mettiamo sulle edizioni?)

Ancora che vuoi pubblicare il tuo gioco da tavolo! Ma che noia! Ma chi te lo fa fare? Perché non ti dai allo sport? Alla musica? Compra una macchina fotografica! È più sexy che fare giochi! Cucchi di più!


LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE
a cura di Lord Fiddlebottom

Ho realizzato un gioco da tavolo troppo bello, e vorrei pubblicarlo, posso rivolgermi a Post Scriptum?
Certo! A tuo rischio e pericolo. Post e Scriptum non hanno peli sulla lingua. Non sono i tuoi amici che ti diranno sempre che il tuo gioco è bellissimo, che lo vogliono provare e riprovare solo per farti piacere, non sono i tuoi genitori e i tuoi parenti. Post e Scriptum ti faranno uscire dalla confort zone. Se il gioco è brutto, te lo diranno. Saranno spietati a mostrarti ogni singolo difetto e problema.
Potrai seguire i loro consigli, oppure rimanere abbracciato al tuo prototipo e piangere che non vuoi nemmeno una modifichina perché è il tuo giochino adorato. Va bene. Non lamentarti poi eh.
Post e Scriptum si occuperanno di ridurre i materiali di troppo o troppo impegnativi per i costi (“un tabellone di un metro e mezzo per due, con 450 carte tutte illustrate, yeah”), cureranno le grafiche e le illustrazioni con un lavoro professionale, scriveranno il regolamento in modo tale che sia chiaro e comprensibile come solo loro sanno fare, e infine il tutto sarà pronto per la stampa.


Stai bene attento a quello che ti dico qui:
Non meno di 1000 copie. Non si transige. Non è possibile nemmeno fare una copia di prova. Ma su quest’ultimo punto garantiamo i materiali più sensati e funzionali. I nostri baldi editori hanno ottimi contatti con tutte le aziende produttrici di materiali da gioco, e sanno scegliere con attenzione, sanno rispettare le tempistiche. Insomma, sanno fare il loro lavoro, e lo fanno al meglio. Te lo giuro!
E te lo seguiranno passo-passo, con un impegno a tempo pieno, come se fosse un gioco di loro produzione, certo: vogliono che tu torni con il tuo secondo gioco, perché il primo ha venduto tantissimo. Vogliono che apprezzi il loro lavoro e che lo vai a dire in giro. Vogliono che tu diventi ricco e famoso, che così lo diventano un po’ anche loro. E un po’ anch’io magari, chissà.

Sì ma io non ho così tanti soldi!
Ovviamente iniziare un’autoproduzione richiede un investimento iniziale, che dipende dalla tipologia di gioco. Se realizzi un classico gioco di carte con semplici illustrazioni ripetute, costerà meno che realizzare un grosso gioco di miniature. In ogni caso, sappi che con noi, in totale, spenderai molto meno, sia in tempo che in denaro, rispetto a una totale autoproduzione.
Ritieni che la tua idea di gioco sia accattivante e possa far breccia sul cuore degli appassionati? Potrebbe essere al caso tuo aprire una campagna di Kickstarter: in questo caso, Post Scriptum ti realizzerà il business plan completo, in modo tale da essere totalmente sicuro sui costi di produzione necessari da raggiungere per i tuoi stretch goals, oltre a offrirti consigli sulla realizzazione di una buona campagna.
Certo, se sei stato così grullo da non rivolgerti a Post Scriptum prima e hai già malauguratamente vinto la tua campagna Kickstarter, puoi comunque rimediare contattandoli a quel punto, che almeno il tuo giochino esce bene, non sprechi i soldi, e non vieni linciato dai tuoi finanziatori.

Ma sei ancora sicuro di volerti dedicare ai giochi da tavolo? Non cucito? Pesca? Enologia? Chimica nanotecnologica? Cucina vegan fruttariana? Danze cino-irlandesi?  

Lord Fiddlebottom

venerdì 14 novembre 2014

Domande Frequentemente Domandate - cosa fa un editore

L'avevamo promesso! Finita la storia di Post Scriptum, il nostro freelance Lord Fiddlebottom inizia a dedicarsi al presente e al futuro, rispondendo alle vostre domande sul mondo dei giochi e sul rapporto con noi.
E, come sempre lo fa a modo suo!

Oh, finalmente, questa noia di storia di Post Scriptum è finita, e io, che sono il potente Lord Fiddlebottom, posso finalmente rilassarmi in questa grande piscina piena di pupazzetti di Fun Farm, gentilmente regalati da quei due fessacchiotti di Post e Scriptum…

DRIIIIIIIIIN!

“Chi è, chi osa disturbare Lord Fiddlebottom?”
“Pronto, Magnificissimo Lord (potrei non aver detto esattamente così. N.d.Mario), sono Mario Scriptum, abbiamo ancora bisogno del suo prezioso aiuto! Siamo sommersi da mail con Domande Frequentemente Domandate! Ci aiuti a sbrogliare questa matassa” 
“Non lo so… cosa mi date in cambio stavolta? Mi avete riempito di pupazzetti di Fun Farm, adesso sinceramente voglio di più”
“Che ne dice, Lord Fiddlebottom, di un regalino dal nostro ultimo gioco, Drizzit?”



LE DOMANDE FREQUENTEMENTE DOMANDATE
a cura di Lord Fiddlebottom.

1: Ma cos’è Post Scriptum?
Iniziamo bene, snort.
Post Scriptum è una casa editrice di giochi da tavolo, sorta nel 2005, fondata da Matteo “Post” Panara e Mario “Scriptum” Sacchi. 
Nel corso degli anni, Post Scriptum ha prodotto giochi da tavolo di varie tipologie, come giochi strategici, giochi per bambini e giochi su licenza. 
Post Scriptum offre anche un servizio di consulenza per editori, autori di giochi e aziende, che vorrebbero vedere il loro giochino sugli scaffali: Post Scriptum crea giochi su misura, li sviluppa e cura il gameplay in ogni dettaglio, ricerca i migliori fornitori per i materiali e i migliori illustratori e grafici. Come se fosse un gioco prodotto da loro, mica così, alla pizza e fichi.
Ma insomma, ho scritto 10 post sulla storia di Post Scriptum, che così capisci un po’ di che si parla e il mio lavoro non è andato sprecato! Leggilo che è troppo bello, l’ho scritto io!

2: Ma cosa fa una casa editrice di preciso?
Beh, prima di tutto sceglie i giochi da produrre. Post Scriptum riceve tantissime proposte di giochi, centinaia, che deve poter valutare, per capire la fattibilità, i costi, il mercato, quanto quel gioco è valido o da migliorare, etc.
Poi quel gioco deve essere testato, giocato, aggiustato, con mille partite, con mini software che verificano i casi limite e le probabilità. Si ragiona sui materiali inutili da togliere, sulle regole di troppo, si lima. È un lavoro che richiede parecchio tempo, per i giochi più complessi si parla anche di anni. Che noia fare l’editore di giochi.

A quel punto si passa alla produzione: bisogna valutare il migliore stampatore per quel prodotto specifico, ragionando sui prezzi, sulla qualità dei materiali, sulle tempistiche.
Si cercano illustratori e grafici che possano dare risalto al gioco stesso, si ragiona sullo stile più adatto, con un occhio anche al mercato.
Si cercano clienti e distributori, per avere già la sicurezza che il gioco venga acquistato, secondo le richieste di ogni parte interessata.
E tutto questo è da coordinare come un produttore esecutivo di un film, tenere d’occhio il budget e le tempistiche stimate, badare agli errori di produzione e risolvere tutti i problemi che sicuramente si trovano lungo il cammino.
Ma chi ve lo fa fare di fare gli editori di giochi?!

3: Ho realizzato un gioco da tavolo, come ve lo posso sottoporre?
Quando vuoi proporci un gioco, valuta un po’ di cose:
riesci a spiegare il concetto del gioco, delle sue meccaniche, in poche righe?
Io ogni tanto leggo le mail e non capisco nulla, oh, sarò lento, ma leggendo i regolamenti mi addormento dopo la parte “componenti”. Prima mandaci un piccolo riassunto, non dell’ambientazione, ma di come si gioca. Sbizzarrisciti! Manda un video, un riassunto grafico, ma giusto per darci un’infarinatura. Poi, se il gioco ci sembra interessante, Post Scriptum ti contatterà, magari si organizza un incontro durante le fiere o fissando un appuntamento, per provarlo direttamente, che è la cosa migliore. Scrivi sempre da dove vieni, bischerotto!

Ma non penserai mica di poter chiedere solo tu! Adesso due domande te le facciamo noi!

1: Il gioco è giocabile, un minimo?
Spero che tu non l’abbia provato solo con il tuo gruppetto di poveri sfortunati amichetti che se dicevano che il gioco era brutto li picchiavi. Oppure facevano giusto i paracul gentili, oppure non ne capiscono nulla di giochi. 



Cerca di contattare una ludoteca presso il luogo dove abiti, fallo provare a gente che non conosci, verifica le loro reazioni. E magari, per torturare i tuoi nuovi amici ancora un po’, prova il cosiddetto Blind test: appioppi a loro il regolamento, ti vai a prendere una birra e poi torni, e vedi se hanno iniziato a giocare o se stanno facendo gli origami con le carte del tuo gioco. Così verifichi il tuo prodotto, il regolamento e la tua faccia tosta, che ci vuole. Guarda che faccia tosta che ho io, che scrivo dietro uno pseudonimo.

2: Il gioco è adatto alla nostra linea?
Post Scriptum ha prodotto tante tipologie di gioco diverse, ma predilige i giochi semplici e per famiglie. Non amano tantissimo i giochi di carte e gli astratti. Non chiedermi il perché, questa è un’informazione che ti do di soppiatto, che sappiamo solo io e te, solo io e te.
“Ma è nel blog ufficiale del sit…”
Shhhhhh! 
Solo io e te.
Lord Fiddlebottom