I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

I giochi visti da chi li fa e li fa giocare
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venerdì 22 febbraio 2019

Settembre-dicembre 2018: perché non si ristampano i giochi introvabili?


Come promesso nei precedenti post, proseguiamo il recupero dei mesi perduti e parliamo di un intero quadrimestre, in cui sono successe tantissime cose, che mi toccherà sintetizzare all'osso.
Niente foto della mia settimana di vacanze in Sardegna, quindi. Mi spiace perché sono davvero belle :P

Partiamo come al solito dalle mie esperienze in campo associativo, su cui ci sono alcune cose da dire.
La prima è che, dopo 8 anni nel consiglio dei Custodi del Lago, non mi sono più ricandidato per il rinnovo e di conseguenza ne sono uscito.
Lo stesso hanno fatto altri due consiglieri e il motivo è che finalmente, dopo qualche anno in cui ci sentivamo sostanzialmente forzati ad andare avanti, abbiamo visto che c'erano tanti nuovi giovani entusiasti e vogliosi di entrare al posto di noi anziani. Il nuovo consiglio mi piace molto e sono davvero fiducioso per il futuro.

L'associazione di cui resto invece consigliere,  o più precisamente, vicepresidente, è SlowGame, che in questi quattro mesi è stata parecchio attiva. Anche qui l'ingresso di figure nuove avvenuto a inizio 2018 ha dato nuova linfa alla voglia di organizzare cose nuove (in questo caso si è trattato di un allargamento da 5 a 7 consiglieri, proprio per fare posto a persone che avevano voglia di darsi da fare). Oltre ai consueti Giochi dell'Uva di settembre, infatti, svoltisi un po' in sordina a causa del tempo non troppo brutto per annullarli ma neanche sufficientemente bello per invogliare la gente a uscire di casa, abbiamo iniziato a organizzare delle giornate di gioco mensili, chiamate Slow Days, che hanno permesso di giocare dalla mattina alla sera e, soprattutto, di unire sia gli appassionati di giochi da tavolo sia quelli di wargames nello stesso luogo. La cosa sta piacendo e intendiamo portarla avanti per tutto il 2019.
Infine, durante i weekend di dicembre, abbiamo messo in atto i Giochi alla Grande, ovvero quattro gazebo con versioni giganti di altrettanti giochi da far provare ai passanti. I titoli scelti sono stati Viva il Re, La Boca, Onitama e Ricochet Robots, perché li abbiamo ritenuti particolarmente adatti alle necessità divulgative che avevamo. La risposta è stata decisamente soddisfacente, con tanta gente che si è fermata nonostante il freddo.



Giochi dell'Uva (con clima uggioso)

Giochi alla Grande
Slow Days
E veniamo quindi agli eventi a cui abbiamo partecipato come Post Scriptum, quindi!

Accennavo a una settimana di vacanza in Sardegna. Chi mi conosce si sarà stupito di questa scelta, ma in realtà il motivo ufficiale era organizzare a Montiferru Play, una convention organizzata, fra gli altri, dai ragazzi di Demoelâ. Molti bambini, molte famiglie e qualche prototipo interessante. Non metto foto proprio perché sono tutte strapiene di minorenni :)

Siamo poi ovviamente stati a Essen, dove abbiamo riconfermato lo stand da 40 metri quadri dell'anno scorso. Wendake: New Allies è andato oltre ogni più rosea previsione. Avevamo portato un sacco di copie e le abbiamo finite venerdì! È una sensazione dolceamara, perché da un lato è bello vendere tutto, ma dall'altro è frustrante dover dire di no alla gente che lo vuole comprare :(
Per il resto, solita bella fiera, con una cinquantina di appuntamenti, un sacco di corse qua e là e un team di una dozzina di persone a far andare avanti l'area demo e vendita.
Anche Radetzky ha avuto risultati soddisfacenti: il gioco era stato molto poco pubblicizzato, ma ha comunque avuto i tavoli sempre pieni e quasi tutti coloro che lo giocavano poi lo compravano. Bene!




Neanche il tempo di riposarsi e subito a Lucca, dove avevamo due tavoli demo in area Raven. Anche qui entrambi i giochi hanno riscosso un ottimo successo.



Per finire, prima volta per noi a G! come Giocare, dove abbiamo portato Radetzky insieme a Gran Milàn, l'altro gioco dedicato alla città prodotto con Demoelâ. Personalmente mi ha fatto piacere vedere famiglie e bambini dare la caccia agli Austriaci divertentendosi e apprendendo il gioco con facilità.



A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, all'allestimento del nostro stand a Essen, ovviamente. Abbiamo confermato i 40 mq dell'anno scorso e preparato nuove grafiche per Radetzky e Wendake: New Allies. Inoltre, abbiamo migliorato la disposizione delle aree ufficio e magazzino per poter svolgere i circa cinquanta appuntamenti previsti nel modo più confortevole ed ergonomico.
  • Alla realizzazione di grafiche e mock up dei giochi 2019 e 2020 da portare in fiera.
  • Alla finalizzazione e all'uscita di alcuni giochi promozionali (in primis Gran Milàn e la nuova versione di TorinoXXL, ma non solo). 
  • Al gioco W la Dislessia, che è sì anche lui un prodotto promozionale, ma gli dedico un punto a parte perché tratta di un argomento delicato e vorrei dargli maggiore risalto.

Cosa hanno detto di noi
Beh, in quattro mesi hanno detto un sacco di cose, quindi sarò super sintetico:
La polemica del mese
Qualche polemica interessante ci sarebbe, a dire il vero, ma preferisco dare spazio a una riflessione che ritengo importante e che prende le mosse da questo post su Boardgamegeek di Ignacy Trzewiczek (sì, ho copincollato il cognome dal suo profilo, per scriverlo), editore di Portal Games, nota casa editrice polacca con un sacco di ottimi titoli in catalogo.
L'autore parte da un annuncio fatto dall'altra casa editrice polacca Lacerta, che si rivolge agli acquirenti dicendo "questa è la lista di nuove uscite che non saranno mai ristampate. Se vi interessano, prendetele ora o mai più".
Il post prosegue con la frase che più mi ha colpito: l'autore dice infatti che stava parlando con un suo amico dicendo che Lewis & Clark è uno dei suoi 5 giochi preferiti di sempre (e devo dire che piace tantissimo anche a me, come ho scritto qui) e l'interlocutore rispose che non l'aveva mai neppure sentito nominare.
Il commento è tanto triste quanto vero (traduco letteralmente): "Era ovvio che non l'avesse [sentito nominare]. Il gioco è stato pubblicato 5 anni fa. Nei giochi da tavolo è una decade. Mai ristampato, non più disponibile, perso nel tempo. Uno dei migliori giochi gestionali. Coperto dalle sabbie del tempo."
L'autore poi prosegue citando una conversazione con un suo amico editore (di cui non fa il nome) che aveva un gioco attesissimo da tutti in uscita e che gli raccontava di averlo esaurito in un lampo, perché era davvero la hit del momento. È quindi corso a ristamparlo, ma fra il tempo per la stampa vera e propria, quello per la spedizione e quello per la distribuzione, gli è arrivato quando ormai non interessava più a nessuno, ritrovandosi così col magazzino pieno di scatole che nessuno voleva e perdendo un sacco di soldi.
L'amara chiusura di Trzewiczek recita: "è contro il mio DNA, è contro la mia filosofia, io amo i giochi che pubblico. Penso che Robinson Crusoe, Imperial Settlers, Cry Havoc, Tides of Time e altri giochi siano ancora validi oggi come lo erano 2, 3 o 5 anni fa. Mi sforzo e combatto. Negli ultimi mesi abbiamo avuto discussioni devastanti con i distributori riguardo alla ristampa di 51st State. Ogni giorno, ogni singolo giorno, riceviamo email da fan che chiedono se il gioco verrà ristampato. E ogni volta chiediamo ai distributori se intendono ordinarlo e la loro risposta è "No, grazie, non lo vogliamo". È un titolo vecchio, per loro. Non sono interessati a rimetterlo sugli scaffali, né lo sono i giocatori, che stanno già cercando la prossima luccicante novità. È l'intera industria che guarda solo le nuove proposte.
Non sto dicendo che l'industria sia malata e vada curata, ma sto dicendo che potrebbe necessitare di alcune vitamine, giusto per sicurezza. Lewis and Clark è uno dei migliori gestionali mai creati. E voi non lo giocherete mai, perché tutti preferiscono le luccicanti novità."

Non ho molto da aggiungere a quanto scritto da Trzewiczek: è verissimo ed è un aspetto che abbiamo visto anche sulla nostra pelle. Le vendite di un gioco di norma si concentrano tutte nei primi mesi e dopo diventa sempre più difficile svuotare i magazzini. Anche noi, come lui, riceviamo continuamente richieste di ristampa dei nostri giochi (specialmente Florenza), ma è davvero difficile accontentare chi ci scrive, perché a fronte di una disponibilità economica forzatamente limitata, la stragrande maggioranza dei giocatori preferisce le novità alle ristampe.

Peraltro, questo post mette l'accento anche su uno degli aspetti più difficili della vita di un editore, e cioè decidere quale sarà la tiratura iniziale di un nuovo gioco. Ovviamente abbiamo dei dati da cui partire, ma la verità è che una parte della decisione è sempre una questione di caso e di indole più o meno prudente: stampare troppo poco fa rodere le mani, perché se vendi migliaia di scatole in poche settimane, ti rendi conto che potresti venderne parecchie altre, se solo le avessi. Ma stampare troppo e avere merce ferma in magazzino è un problema enorme per un editore, come testimonia l'amico che Trzewiczek cita nel suo post.

Ulteriore corollario: per chi come noi fa giochi complessi e ci tiene ad averli molto ben curati e bilanciati, il problema della velocità di fruizione è doppiamente impattante, perché il mercato ci mette MOLTO meno ad assorbire un gioco rispetto a quanto ci mettiamo noi a farlo e quindi a volte ci troviamo a dover saltare un anno, almeno per quanto riguarda i giochi più complessi (spoiler: sì, quello che sto cercando di dirvi è che non sono previste nuove uscite Placentia nel 2019).

Sinceramente, trovo poco realistico l'invito a somministrare vitamine al mercato: la tendenza a buttarsi subito sulle scintillanti novità durerà a lungo, secondo me, perché le capacità produttive migliorano di anno in anno e i materiali saranno sempre più sfavillanti e attraenti.
Certo, in uno scenario simile non tutti sopravviveranno, per via delle difficoltà elencate sopra, il che porterà forse, prima o poi, a una riduzione delle uscite, con conseguente riduzione della frenesia da gioco nuovo. Da parecchio tempo, ormai, si parla del mercato dei giochi come di "una bolla che fra non molto scoppierà" e personalmente ritengo che in un certo senso è necessario che ciò accada al più presto (anche perché, diciamocelo, non è che TUTTE queste nuove uscite siano poi davvero belle e divertenti da giocare). Può sembrare cinico aspettare che altri falliscano, ma ehi, è il capitalismo baby: non a caso fra le risposte al post c'è chi dice che è una dinamica comune a molti settori dell'intrattenimento. 
E comunque c'è da vedere se il numero di editori che soccomberanno non sarà superato da quelli nuovi che si affacceranno nel settore.
Insomma, è un bel caos. Per dare una replica finale al post su BGG, direi che probabilmente no, l'industria non è malata, ma sta vivendo una crescita molto problematica e incontrollabile, che non sappiamo dove porterà.
Sostanzialmente, sta vivendo la sua adolescenza,
E, come tutti sanno, l'adolescenza è un gran casino.

A cosa ho giocato

Settembre
Tsuro
Can't Stop
Lorenzo il Magnifico
Puerto Rico
Azul
Trax
Jenga (2)
Cranium Zigity
Brick Party
Coloretto
Jaipur
Sam Bukas Bande (2)
Diamant (2)
Clank!
T.I.M.E. Stories: il caso Marcy

Ottobre
Pandemic Legacy: stagione 1
Welcome To...
Coal Baron: the great card game
Radetzky: Milano 1848
Nome in codice visual (2)
Lettere da Whitechapel

Novembre
Radetzky: Milano 1848 (6)
Wendake (2)
Vektorace (4)
Crown of Emara
Quinque
Funny Friends
Imperial
Concept
Dominion, con espansione Prosperità

Dicembre
Modern Art
FATAL
Flamme Rouge (13), con espansioni Pelotòn (9) e Meteo (7)
Nimble
ThemAtìk
Cortex
The quacks of Quedinburg


Dopo qualche mese senza commenti, dico la mia su due giochi!

  • VektoRace mi ha colpito subito. Per me è una ventata d'aria fresca: meccaniche semplici e pulitissime e partite davvero avvincenti. È vero che se uno guida bene ed è in vantaggio è terribilmente difficile andarlo a riprendere, ma a volte basta una piccola imprecisione e si assiste a rimonte incredibili. Super divertente, secondo me.
  • Flamme Rouge è meno rivoluzionario, ma ha un sistema di gioco super semplice e super intuitivo, che si spiega in due minuti. Le gare sono emozionanti e spesso la vittoria si decide all'ultima carta. Sì, la fortuna conta parecchio, ma come ho già detto in molte occasioni, questo per me è tutt'altro che un difetto. Io e l'Avversario stiamo facendo una corsa a tappe molto avvincente, il che spiega l'elevato numero di partite.
Insomma, forse mi piacciono i giochi di corse :)

lunedì 21 gennaio 2019

Giugno-agosto 2018: tipologie di giocatori e scelte editoriali.

A Giochi Con! Questo diventerà Radetzky!
Ed eccoci qui alla prima parte degli esami di riparazione! Ho spiegato nell'ultimo post i motivi della scomparsa del blog e l'auspicio di recuperare i mesi persi. Questo è il primo dei due post in cui lo farò (se riesco, ovviamente).
Dunque, via a razzo, saliamo sulla Delorean senza indugiare oltre e torniamo a quando faceva caldo e le scadenze di Essen e Natale sembravano ancora tranquillamente lontane! Ah, com'ero ingenuo, da giovane!

Iniziamo parlando della sesta edizione del Torneo Multigioco a Squadre "F. Besozzi", che si è tenuta il 17 giugno, organizzata da SlowGame.
Il torneo ha visto coinvolti 29 giocatori divisi in 6 squadre, ed è stato vinto nuovamente dai Tennisti da Tavolo, che già si erano imposti l'anno scorso.

Luca, il Presidente di SlowGame premia i Tennisti da Tavolo

Sinceramente, non starò a dilungarmi sulla formula e i dettagli dell'evento, visto che si trova materiale a bizzeffe nei vecchi post.
Quello che scriverò qui è che, nonostante i molti complimenti ricevuti negli anni per la formula e per l'organizzazione, è sempre più difficile trovare giocatori e squadre. Quella che era nata come una manifestazione che voleva essere principalmente amichevole, ha progressivamente visto l'allontanamento di molti giocatori meno competitivi.
Sia chiaro: a parte alcuni screzi avvenuti nella seconda edizione, causati da qualche malinteso fra giocatori e da inesperienza organizzativa (di cui abbiamo però fatto tesoro per gli anni successivi), il clima è sempre stato molto positivo e leggero. La competizione c'è ed è sentita, ma le rivalità sono sempre vissute col sorriso sulle labbra e tutti vanno sempre a casa felici e divertiti.
Però...
Però sempre meno gente, fra i partecipanti storici, ha voglia di allenarsi, competere e gareggiare.
Per intenderci, a fianco degli iscritti, ci sono state per tutto il giorno una decina di persone che hanno giocato liberamente ai vari titoli che avevamo messo a disposizione, approfittando del fatto di avere un'intera giornata per intavolare quelli troppo lunghi per una normale serata. Qualcuno si è anche fatto un bel po' di km per venire a NON giocare il torneo.
Se ne può trarre qualche conclusione? Beh, forse sì.
So bene che è un campione troppo piccolo, per essere significativo, ma mi sembra comunque un ulteriore indizio del fatto che il mondo dei giochi è fatto da una piccola parte di super appassionati e di una maggioranza di "altri". Prendendo ad esempio le associazioni invitate (so che è una statistica che lascia il tempo che trova, ma pazienza), si può dire che per ogni giocatore "da torneo" ce ne sono almeno altri 9 attivi e appassionati che si ritrovano regolarmente a giocare ma non sono interessati ad attività più agonistiche. E, in progressione, per ognuno di questi ce ne sono TANTI altri che giocano ogni tanto, in famiglia o con gli amici, senza neppure frequentare un'associazione, ma che conoscono i giochi "moderni". E per ognuno di questi ce ne sono chissà quanti che invece amano giocare, ma per un motivo o per l'altro non sono mai andati oltre a ciò che offrono i supermercati.
Quindi sì, anche se è un campione molto parziale, mi sembra che anche per questo torneo alla fine i dati combacino con quanto accade su scala più grande: i membri più attivi sui social, più disposti a muoversi, più propensi a partecipare od organizzare eventi sono i più visibili, ma "gli altri" sono molti di più.
Tornerò sull'argomento nella sezione dedicata alle polemiche.

Riguardo a Post Scriptum, invece, siamo stati a Giochi Con il nostro tavolo, a Genova, dove abbiamo presentato in anteprima Wendake: New allies e Radetzky - Milano 1848, il collaborativo edito con Demoelâ che ha assorbito gran parte delle nostre energie nella seconda metà dell'anno, ma della cui qualità siamo tutti super soddisfatti.
Riguardo a quest'ultimo gioco, i test di Genova sono stati particolarmente utili: è lì che abbiamo sistemato alcuni aspetti chiave grazie ai quali siamo davvero convinti che funzioni alla grande.

Per quelli di voi che l'avessero ancora provato, consiglio di farlo, se ne avrete occasione, perché a me piace davvero molto: offre un sacco di possibilità tattiche e quasi tutte le partite si risolvono in un tesissimo ultimo round in cui tutto può accadere. Ho visto vittorie quasi certe trasformarsi in sconfitte e viceversa
NOTA: ciò non è dovuto a eventi casuali o cose simili, eh. C'è ovviamente dell'alea nel combattimento ma si può tenere sotto controllo giocando bene.

Siamo anche tutti stati al Picnic Ludico organizzato da TeOoh, come ogni anno. Alla fine ho lavorato praticamente tutto il giorno, però è stato bello vedere nuova gente alle prese con i prototipi dei giochi per l'anno prossimo. Si sono divertiti tutti e siamo davvero convinti della loro validità, tanto che li ho successivamente portati a Gen Con, dove hanno riscosso ottimi pareri da parte di tutti i partner commerciali e i blogger a cui li ho mostrati. Sono davvero soddisfatto dell'andamento della fiera e penso che i prossimi titoli in uscita faranno divertire molta gente.
Sì, senza dubbio è un periodo esaltante, questa estate 2018.
Fra l'altro, in fiera sono anche apparso nel primo video dedicato a Wendake: New Allies


Come per Radetzky, il consiglio è di provare anche questa espansione, di cui siamo super soddisfatti perché aggiunge davvero nuove dinamiche interessantissime al gioco base, a parer nostro.

Infine, sono stato come sempre a GiocAosta, anche se è stata solo una toccata e fuga di un giorno. Volevo andare solo per divertirmi, ma alla fine ho visionato prototipi, parlato con autori e fatto testare Radetzky ai blogger, con la conseguenza di aver giocato a un solo gioco. Me tapino! Quanti sacrifici bisogna fare, per portare avanti i propri sogni!
Ma la manifestazione è sempre meravigliosa e sono contento di esserci stato, ovviamente.

A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, in tre mesi abbiamo lavorato a un sacco di cose: il gioco che ha assorbito più tempo è stato Radetzky, di cui abbiamo affinato le regole (l'ho già detto che secondo me è fichissimo???) e concluso la grafica.
  • Riguardo a Wendake: New Allies, le regole erano già ormai pronte, ma abbiamo ultimato gli ultimi ritocchi grafici.
  • Alla stesura dei regolamenti di entrambi i giochi, con relativa traduzione nelle varie lingue.
    Li trovate online qui e qui
  • Ai nuovi mock up da portare a Gen Con: un gran lavoro di forbici e colla (principalmente, da parte di Tambu). 
  • A tutti gli appuntamenti e gli altri dettagli organizzativi per Gen Con e, successivamente, per Essen.
  • A playtest forsennatissimi di Masamune, che sta crescendo davvvero bene!

Playtest di Masamune con autore!
Alla fine, la maggior parte del tempo è comunque stata dedicata alla sistemazione di questioni grafiche e devo dire che su questi aspetti siamo davvero pignoli oltre ogni limite. Però i disegnatori rispondono sempre con estrema cortesia e disponibilità alle nostre richieste. Evidentemente anche loro, in fondo in fondo, pensano che siano giuste e non ho dubbi che vogliano veder uscire il miglior risultato possibile.
Certo, poi le bamboline vudù di cui parlavo nell'ultimo post le confezionano lo stesso, eh!

Cosa hanno detto di noi
Grande protagonista del trimestre è stato Wendake: New Allies, di cui sono uscite tre anteprime!
Anche il gioco base è stato protagonista di due bloggate molto interessanti:
Ma ovviamente c'è stato spazio anche per Radetzky - Milano 1848 di cui sono uscite un paio di anteprime!
Questo limitatamente al materiale in italiano. Sono comunque usciti anche alcuni video interessanti in inglese, che trovate raccolti qui!

Ricordo a tutti che per restare aggiornati su tutto ciò che parla di noi, potete iscrivervi al canale Telegram di Post Scriptum!

La polemica del mese
Il post che ho scelto è stato questo, in cui riaffiora un'annosa questione che mi dà lo spunto per riallacciarmi a quanto scritto all'inizio del post riguardo alle tipologie di giocatori.
Mia risposta breve: "se parliamo solo di giochi su Kickstarter in effetti non hai torto. Se parliamo in generale non ne sarei così sicuro".

La spiegazione è nella risposta lunga, qui sotto.
Ovviamente che non mi sento titolato a parlare per tutti gli editori del mondo quindi non so cosa spinga i colleghi a fare inserti precisi per le carte non imbustate. A volte saranno questioni di spazio, a volte di soldi (nel senso di riutilizzare uno stampo già in possesso dell'editore), a volte in effetti menefreghismo o mancanza di attenzione o dimenticanza, perché no? Ognuno lavora a modo suo e non esistono regole fisse o un manuale del perfetto editore da seguire punto per punto.
Però a volte la questione può essere un'altra, ossia il fatto che l'editore reputa che lo spazio più grande per le carte fornite di preservat bustina renderebbe meno efficiente la sistemazione di quelle non lo sono. Magari l'editore pensa che quello spazio extra farebbe "ballare" le carte nella scatola col risultato di farle spargere in giro alla minima inclinazione.
E magari, quindi, pensa che gli acquirenti che non proteggono le carte siano molti di più di quelli che lo fanno.
È qui che torniamo a ciò che ho scritto nella prima sezione: su internet si sviluppano community di giocatori super appassionati che passano molto tempo a leggere o scrivere di giochi. È un fenomeno che esiste dagli albori della rete (e da prima, in altre forme) in tutti i settori della cultura e dell'intrattenimento. Ma questi utenti sono una punta dell'iceberg minima rispetto alla massa di persone che effettivamente entreranno in possesso nel gioco.
Per dire, nel gruppo stesso Giochi da Tavolo su cui è stato pubblicato il post ci sono oltre 17.000 persone, ma quante di queste imbustano davvero i giochi? Innanzitutto, molti utenti sono giocatori occasionali: alcuni si sono iscritti per chiedere consigli per regali, altri amano i giochi vintage o da supermercato, altri semplicemente amano giocare ma non sono feticisti dei materiali.
Giusto per capirci, dando un'occhiata alle foto pubblicate sul gruppo, si può notare che quelle in cui le carte sono libere e felici sono parecchie. A occhio, almeno quanto quelle in cui si vedono bustine, e lo stesso vale per l'altro grande gruppo, Giochi da Tavolo e di Società. Quindi per intenderci, andando a prendere le persone che fanno parte delle community online che già sono una nicchia, e andando a prendere, fra queste, quelle che postano foto dei loro giochi, che sono un'ulteriore nicchia, vediamo che gli imbustatori non sono affatto la maggioranza.
Anche perché, oh, 'ste bustine mica costano poco, a conti fatti!
Quindi la spiegazione della mia "risposta breve" (che, come già per quanto detto nella prima sezione si basa su dati tutt'altro che oggettivi e verificabili) è che sicuramente esiste un'utenza che ha effettivamente le manie citate nel post e che sicuramente gli editori farebbero bene ad accontentarla, quando possibile (soprattutto se si parla di Kickstarter), quindi sì, all'utente in questo senso mi sento di dare ragione.
Però facendo un discorso più ampio, visto che questo argomento è saltato fuori in mille altre occasioni, va detto che l'ergonomia di un vassoio dove le carte si incastrino precisamente, probabilmente accontenta più persone, nella maggior parte dei giochi.
E aggiungo che in generale eviterei sempre di scrivere cose come "ma cosa ci vuole a fare così", "ma cosa volete che costi fare così", "ma se ci arrivo io che faccio il pescivendolo come fanno a non arrivarci loro" e altre frasi simili lette nei commenti a questo e a mille altri post, perché il mondo (compreso quello dell'editoria) è molto più complesso di come appare su internet.

Detto questo, noi nei giochi per gamers privilegiamo la scelta di lasciare la scatola senza spazi predefiniti, ma con adeguata quantità di ziplock grandi abbastanza per far stare tutto anche con le bustine :P

A cosa ho giocato
A pochi titoli, ma importanti, visto che ho finalmente fatto le mie prime partite a Gloomhaven, T.I.M.E. Stories (persa malissimo per colpa mia e dell'Avversario. Si vede, che non dobbiamo giocare insieme!), This War of Mine, Black Orchestra e, soprattutto, Exploding Kittens :)
Soprattuto ad agosto ci sono davvero poche partite. Un po' è dovuto al fatto che sono stato a Gen Con, un po' al fatto che in ludoteca ho davvero testato o fatto testare tantissimo e non c'è stato tempo per altro.
L'ho già scritto "me tapino"? Sì, l'ho già scritto.

Giugno
Port Royal
7 Wonders
Apokalypsis
Exit: l'isola dimenticata
Timebomb: Sherlock vs. Moriarty
Wendake
Zombie 15' (2)
Expedition: the roleplaying card game (2)
Triple Agent
Gloomhaven
Exploding Kittens
T.I.M.E. Stories
Clank!
7 Wonders Duel
Drizzit, il gioco di carte
D&D: rock, paper, wizard (2)

Luglio
Viva il re!
Mezzanotte: delitto in alto mare
One Night Ultimate Werewolf
Pandemic Legacy: stagione 1
This War of Mine
The Resistance (2)
Black Orchestra
Clank!
Arcanum
The Mind (2)
Panico da pecora
Mammuz
Shipwreck Arcana
Imhotep

Agosto
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mercoledì 28 marzo 2018

Febbraio 2018: i costi di produzione dei giochi da tavolo.

Nella nuova sede di SlowGame!
Ed eccoci a parlare di febbraio, iniziando da una grandissima e importantissima notizia, ovvero l'apertura del nuovo blog Sfoggiare Inutile Erudizione, che non c'entra nulla con i giochi, ma è davvero assai lepido e divertente. Visitandolo potrete trovare sia gli articoli che erano stati originariamente pubblicati su La Piramide delle Bermuda (che ora si chiama Occulturiamoci), opportunamente aggiornati, sia le nuove rubriche Personalità Buffe e Pillole di Erudizione.
Si è già parlato, fra le altre cose, di efferati assassini, eroi di guerra, fondatori di religioni, cani spaziali, calciatori cialtroni e poi arte, scienza, allucinazioni, esoterismo e tirannosauri.
Come potete resistere???
[SPAM MODE = OFF]

Veniamo quindi agli argomenti ludici, iniziando dal fatto che SlowGame, l'associazione di cui sono vicepresidente, dopo le peripezie degli ultimi mesi ha finalmente una nuova sede adatta alle sue esigenze e che sembra possa durare a lungo. Anche stavolta ci siamo appoggiati a un bar che avesse caratteristiche a noi adatte, visto che per noi è la scelta migliore.
Avevo parlato nel dettaglio della situazione nel post di fine anno, e molti di voi si erano preoccupati della nostra sorte, quindi ci tengo a tranquillizzarvi: tutto procede per il meglio e il lunedì sera è tornato più affollato che mai (ma io gioco pochissimo perché devo sempre playtestare...). Inoltre, abbiamo anche partecipato a una giornata di autogestione del liceo locale, dove abbiamo tenuto 4 ore di laboratorio ludico, che mi sembra abbia riscontrato un buon successo fra i ragazzi. Sono cose che fanno piacere!

A proposito di SlowGame, stiamo anche organizzando la sesta edizione del torneo multigioco a squadre. Lo schema dei titoli scelti è qui sotto, mentre l'evento Facebook è qui!

Ovviamente, io e Tambu siamo stati anche a Norimberga, dove abbiamo passato quattro intensissimi giorni a guidare in mezzo alla neve e a fare accordi di distribuzione per i nostri giochi presenti e futuri.
In generale, tutti i nostri partner continuano a dirci che abbiamo davvero dei giochi interessanti e contiamo che la maggior parte di essi vadano effettivamente in porto. Di certo, rispetto agli anni scorsi, alcune cose sono cambiate (anche per via di alcune acquisizioni) e questo è uno dei motivi per cui c'è sempre più lavoro da fare. Un altro è la nostra intenzione di aumentare il numero di uscite.
Ma abbiamo già dei piani su come fare a starci dietro, state tranquilli ;)

A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, innanzitutto ai follow up post Norimberga: contratti, bozze grafiche, preventivi e accordi vari. Un turbine di mail e telefonate parecchio eccitante e foriero di grande fibrillazione. Spero di non essermene dimenticata nessuna! :D
  • Abbiamo poi proseguito con l'espansione di Wendake, che ha ancora parecchi dettagli da limare, ma siamo davvero convinti di essere sulla strada giusta. I test stanno evidenziando delle possibilità di gioco davvero interessanti, con tattiche e strategie nuove, rese possibili anche dalla possibilità di realizzare alcune combo davvero notevoli.
  • Nel frattempo, siamo al lavoro su altri cinque giochi, senza contare quelli promozionali. In particolare, il nuovo progetto che stiamo portando avanti insieme a Demolâ è davvero promettente!
Cosa hanno detto di noi

Iniziamo da due video che hanno analizzato Wendake da punti di vista diversi dal solito:
  • TeOoh ha pubblicato il gameplay di una partita in solitario, che era una cosa che mancava e che abbiamo apprezzato molto. Come potete vedere, anche giocare contro l'automa può essere decisamente stimolante!
  • Il progetto BEC (Boardgame E Cultura) del Boardgame Empire Club ha dedicato una puntata alla recensione di Wendake dal punto di vista storico. Ci fa molto piacere, perché è un aspetto a cui noi teniamo tantissimo!
  • Infine, sono usciti alcuni video in altre lingue. Li trovate, come sempre, nella nostra playlist International videos, su YouTube.
La polemica del mese

Innanzitutto: la polemica in questione è di marzo, non di febbraio, ma sticazz come già scritto in passato ho deciso che mi terrò libero dai riferimenti temporali del titolo, che valgono per le altre sezioni ma non ha senso ripescare argomenti vecchi quando ce ne sono di più nuovi e attuali.
Ancora una volta, non metto nessun link, ma in questo caso il motivo è che vorrei parlare più di un argomento generale, che non del caso particolare da cui sto prendendo spunto.
Tale caso è presto descritto: una nota casa editrice italiana ha localizzato un gioco estero cambiando alcuni materiali e in particolare eliminando un libretto e trasformando degli elementi di legno in cartonati. Ciò ha suscitato alcune polemiche, a cui la casa editrice ha risposto dicendo che il mantenimento dei materiali originali avrebbe alzato il prezzo di vendita di circa 7 euro. Molti giocatori hanno però detto che lo avrebbero preferito e alla fine, in un comunicato successivo. si è offerta di vendere i componenti aggiuntivi a prezzo di produzione, ovvero a 1,50, ed è da qui che la cosa inizia a diventare interessante.
In sostanza, in mezzo ad alcuni plausi e, ovviamente, ad alcune critiche, si sono alzate delle voci che hanno accusato l'editore di mentire, perché "se ora lo vendete a 1,50 perché l'altra volta avete detto 7? Potevate metterli da subito e alzare il prezzo di 1,50!"


Ricordo che un ragionamento simile saltava fuori ogni tanto anche in anni passati, in cui qualcuno chiedeva che gli editori mettessero già le bustine dentro alle scatole di giochi perché "tanto loro ne comprano tante e quindi le pagano poco".


Ora, sinceramente qui non ci sono opinioni da esporre, ma, in linea con gli scopi di questo blog, semplicemente un meccanismo da spiegare, che secondo me dovrebbe essere assolutamente scontato per tutti, ma evidentemente non è così.
Il costo a cui viene venduto un gioco al pubblico NON È il costo di produzione del gioco e se volete saperne di più dovete venire alla Tavola rotonda organizzata a Play dalla SAZ, a cui parteciperò anch'io.
Quindi a posto, ci vediamo lì. Possiamo andare a casa.

Come dite? Ormai ho lanciato il sasso e ne devo parlare già qui? Uff, per una volta che volevo svicolare...
Ok, dai.
Il fatto è stucchevolmente semplice: fra il costo di produzione e quello di vendita ci sono di mezzo le possibilità di guadagno dell'editore (e l'autore, ovviamente), il distributore, il negoziante e infine dello Stato, che ci mette su il 22% di iva alla fine.
Quindi, 1 euro in più di spesa per l'editore, per cubetti o bustine o qualsiasi altro elemento, si traduce in almeno 5 euro in più al pubblico ed è giusto che sia così.
Davvero, mi rendo conto che siano ragionamenti banali, ma esplicitarli mi aiuta a far capire meglio alcuni aspetti che vedo ancora troppo sottovalutati da parte della community ludica:
  1. Un gioco da tavolo è un prodotto decisamente complesso, da realizzare. Ho già spiegato in passato che non esiste una macchina che sforna giochi, ma ne esistono tante diverse che producono carta, cartone (no, non sono la stessa cosa e vanno incollati una sull'altro), legno, plastica, metallo, resina, biglie di vetro e altri materiali meravigliosi
  2. Il lavoro di un editore, sia che si tratti di un colosso multinazionale, sia che si tratti di piccole povere ditte come noi, consiste nello scegliere accuratamente ciò che va messo nella scatola, stando attenti a estetica, ergonomia, fruibilità, comprensibilità e, sinceramente, anche ad ogni singolo centesimo di costo di produzione, perché o alzerà il prezzo al pubblico, o ridurrà il margine di guadagno. Altre opzioni non ci sono.
  3. Il mercato, soprattutto per i titoli per appassionati dedicati solo al mercato italiano come quello da cui era partita la polemica, è ancora troppo piccolo per poter agire concretamente sul punto precedente. Su tirature piccole, i costi di produzione sono enormi e ogni singolo elemento può fare la differenza, anche per editori che sono spesso presenti in fiera e quindi possono vendere a prezzo pieno direttamente al pubblico (non illudetevi che questo appiani i conti: le fiere costano parecchio e comunque non è pensabile vendere solo lì saltando la normale filiera).
In conclusione, quindi, ripeto una frase già scritta tante volte, ma visto che non ho la presunzione di pensare che tutti conosciate a memoria i miei post, la ribadisco nuovamente: gli editori di giochi non sono entità malvagie e senza cuore che vi succhiano i soldi dalle tasche e che realizzano i giochi tritando bambini e trasformandoli in cubetti, ma persone appassionate che hanno avuto il coraggio o l'incoscienza di provare a creare qualcosa che, vi assicuro, può dare grandissime soddisfazioni.
Farsi strada in un mercato sempre più affollato e competitivo, rispettando richieste qualitative sempre più elevate e sapendo che ormai è normalissimo che gli acquirenti possano ordinare all'estero per avere prezzi migliori, è tutt'altro che facile. Portare in Italia titoli validi che possano far diffondere la cultura ludica anche al di fuori del nostro cerchio magico di forum e gruppi facebook è opera lodevole e meritoria, senza dubbio alcuno.
Poi per carità, le cazzate le possiamo fare tutti ed è più che legittimo che il pubblico critichi se ritiene che sia necessario, però almeno lasciatemi tentare di spiegare certi meccanismi di base, perché se una critica non parte quantomeno da lì, difficilmente potrà avere un minimo di sostanza.

A cosa ho giocato

Caligula
13 Minutes: the cuban missile crisis
Pandemic Legacy: Season 1
Sulle tracce di Marco Polo
Alta Tensione
Ca$h and Gun$ (2)
Takenoko
Diamant (2)
Wendake
Timebomb: Moriarty vs. Sherlock

  • E finalmente, con ingiustificabile ritardo, sono riuscito a intavolare Pandemic Legacy! Mettere insieme un gruppo di gioco disponibile a vedersi con regolarità almeno due volte al mese ha richiesto quasi due anni di ricerche, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.
    Doverosa premessa: a me Pandemic non ha mai fatto impazzire. Non sono un fan dei collaborativi puri di questo tipo, in cui un alpha player (che di solito è l'Avversario, che su queste cose è parecchio bravo) trova al volo la soluzione migliore e dice a tutti cosa fare (peggio ancora se in realtà non è neanche la soluzione migliore). Preferisco i giochi in cui ci siano dei traditori (qualcuno ha detto Battlestar Galactica???) o che impongano ai giocatori di decidere in fretta e/o senza poter condividere tutte le informazioni con gli altri (esempio classico: Space Alert).
    Devo però dire che questa versione Legacy, di cui tutti hanno sempre parlato benissimo, è davvero all'altezza delle aspettative. Nel momento in cui scrivo siamo a MARZO e sono già successe un sacco di cose super entusiasmanti. In qualità di proprietario della scatola, poi, mi sono anche occupato in prima persona di stracciare la prima carta. Son soddisfazioni!
    Insomma, al momento sta proprio rispettando tutte le promesse. A tutti i detrattori della modalità legacy dico che secondo me è davvero coinvolgente, al punto da trasformare un gioco nella media (pur arricchito da alcune meccaniche buone, su tutte quella di Contaminazione/Intensificazione che è davvero notevole) in un'esperienza di gioco incredibilmente appagante.
    E se alla fine non lo potremo più giocare... Ma chissenefrega!

mercoledì 14 giugno 2017

Maggio 2017: Heroquest e i suoi diritti d'autore.

OOOOOOhhhhhhhh, che bello! Questo mese posso parlare degli eventi organizzati con le ludoteche, così variamo un po' rispetto alle solite cose da editore.

Che però poi ci saranno, più sotto.

Perché non è che si possa smettere di lavorare solo perché devi organizzare un torneo.


You can check out anytime you like but you can never leave.

Va beh, dicevamo: eventi organizzati con le associazioni. Sono stati due, sono usciti bene e mi hanno tolto tempo prima ma sollevato il morale dopo. Li vediamo in ordine non cronologico, ossia parlo prima di quello svoltosi per secondo.
Domenica 28 maggio si è svolta la quinta edizione del torneo multigioco a squadre "F. Besozzi" organizzato da SlowGame. Per una serie di sfig imprevisti, quest'anno c'erano solo 7 squadre, ma nonostante ciò tutto si è svolto per il meglio. Contrariamente a quanto successo nelle prime quattro edizioni, abbiamo finito nei tempi previsti (anzi, addirittura un po' in anticipo) e senza nessun intoppo. Anche il pranzo tutti insieme è stato ottimo e divertente e alla fine tutti sono tornata a casa soddisfatti.
Dico la verità: è un torneo complesso da organizzare perché bisogna decidere i giochi tenendo conto dei gusti delle varie squadre, ma anche della reperibilità delle scatole, di quanto siano adatti al sistema di punteggio (per fare un esempio, il nostro Sator non potrebbe essere selezionato perché non restituisce punteggi finali sufficientemente distanziati, visto che si vince facendo 4 punti) e della loro durata. I titoli scelti si devono accoppiare bene in modo tale da non sforare le due ore per ciascuna fascia e questo non è banale (chi fosse interessato a leggere il funzionamento del torneo lo può trovare QUI).
Inoltre mi devo studiare bene tutti i 18 regolamenti per poter rispondere ai quesiti arbitrali e per essere disponibile a spiegare le regole a chi volesse allenarsi nelle settimane precedenti.
E tutto questo l'ho dovuto fare mentre avevo una campagna Kickstarter parecchio complessa da coordinare.
Per questo motivo ho forzato la mano con i miei compagni di ludoteca rifiutandomi categoricamente di giocare e di occuparmi delle squadre di SlowGame per dedicarmi solo a organizzazione e arbitraggio, costringendo quindi alcuni nuovi arrivati in associazione a imparare dei nuovi giochi, che è uno degli scopi per cui questo torneo è nato nel 2013 (e poi tanto non giocava neanche l'Avversario, quindi non avrei potuto misurarmi con lui. Senza lo stimolo a batterlo non è la stessa cosa).
Alla fine comunque è andato tutto talmente bene che non vedo l'ora sia l'anno prossimo per mettere in piedi la sesta edizione... E visto che so che stai leggendo te lo dico subito, caro Presidente Emerito: non ho intenzione di giocare neanche l'anno prossimo ;)

Torneo in corso
A pranzo tutti insieme!

Primi classificati: Tennisti da tavolo

Secondi classificati: SlowGame 2


Terzi classificati: Le due torri
L'altro evento di cui voglio parlare mi ha riempito di ancora maggiore entusiasmo, soprattutto perché si tratta di un'idea nuova che non avevo mai tentato prima. Si è svolto presso la sede dei Custodi del Lago a Verbania il 7 maggio ed è nato da un'idea balzana che abbiamo provato a mettere in pratica, ma che è risultata davvero divertente: un torneo Open davvero Open, in cui non c'erano accoppiamenti prestabiliti, ma ognuno poteva prendere la scatola del gioco che voleva e giocarci contro chi voleva. Ho scelto di organizzarlo limitandolo ai soli titoli che sarebbero stati usati nel multigame che si sarebbe svolto due settimane dopo, in modo da dare ai Custodi e agli ospiti venuti da fuori (fra cui, non a caso, proprio coloro che hanno poi vinto il "Besozzi") un'occasione per allenarsi.
QUI potete trovare il regolamento. Dico già che il sistema di punteggio non è perfetto: ho usato lo stesso che avrei poi usato a Borgomanero, sempre per la questione del possibile allenamento, ma di fatto ciò ha avvantaggiato troppo chi ha giocato ai titoli lunghi. Ho già comunque pensato a come cambiarlo e non vedo l'ora di riproporre questa formula al più presto.
Comunque sia, i 21 partecipanti e le 31 partite a 13 giochi diversi secondo me sono un risultato assolutamente ottimo. Mi rendo conto che perché funzioni ci debba essere il giusto spirito competitivo ma non troppo, volto più a divertirsi che a guardare la classifica finale, ma fortunatamente fra i Custodi del Lago è proprio questa, l'aria che si respira :)

Torneo in corso!
Ultima citazione veloce per un evento a cui invece abbiamo partecipato come visitatori interessati, ovvero GiocaCon, organizzata a Piacenza da Orizzonte degli Eventi. È stata l'occasione per mostrare Wendake a un po' di persone, fare il punto con l'autore riguardo agli ultimi dettagli e testare anche qualche gioco che sembra parecchio promettente. Vedremo se sboccerà qualcosa.

A cosa abbiamo lavorato

  • Potrei copincollare il post del mese scorso, a dire il vero: quasi solo Wendake! La campagna Kickstarter è ormai alle porte (mi sono imposto di far uscire questo post prima che parta) e davvero non c'è tempo per nient'altro. Abbiamo altri progetti e altre idee, ma per ancora un mesetto almeno staranno nei cassetti. Ora c'è troppo da fare.
    Per intenderci, al gioco stiamo lavorando in 16, senza contare playtester, blogger e fornitori, e il mio compito consiste nel coordinare tutto (inclusi, appunto, playtester, blogger e fornitori). Aggiungeteci che con qualcuno parlo al telefono, qualcuno via skype, altri via messenger, altri via hangout, altri via whatsapp, altri via telegram e i restanti via email e potete immaginare cosa siano le mie giornate in questi periodi.
    Comunque sia, sappiate che il regolamento ormai è scritto, la copertina è pronta, la plancia anche, gli stretch goal decisi, le grafiche e i video stanno arrivando e siamo molto soddisfatti di tutto.
    E dai dai dai.
  • Va beh, ho dedicato qualche serata a playtest di nuovi prototipi, dai. Principalmente party game brevi che hanno portato via poco tempo. Quasi tutti si sono meritati una seconda possibilità e prima o poi gliela daremo :D
  • Beh, questo non l'abbiamo proprio fatto noi, ma l'abbiamo testato e avallato, quindi conta come lavoro! Kepler-3042 è su Tabletopia e potete giocarci gratuitamente (in 2). Buon divertimento :)

Cosa hanno detto di noi

La polemica del mese

Ok, dai. Ho evitato l'argomento a lungo, quantomeno in pubblico, ma è giunto il momento (in realtà potevo evitarlo tranquillamente. N.d.A.) di fare coming out e dire la mia su Heroquest venticinquesimo anniversario, prendendo spunto da questo post. Se state leggendo questo blog, probabilmente la storia la conoscete, ma la riassumo al volo nel caso passasse mia zia che ogni tanto mi legge: qualche anno fa (2014, se non mi sbaglio) è uscita una campagna Kickstarter(*) dedicata alla riedizione di Heroquest, che ovviamente ha scatenato enormi entusiasmi. Il problema è che i tizi di Gamezone, che hanno lanciato la campagna, non avevano i diritti sul gioco e per questo sono stati respinti sia da Kickstarter (dopo un iniziale successo), sia da una seconda piattaforma di crowdfunding(*), riuscendo poi a raccogliere oltre 600.000 euro sulla terza piattaforma, in Spagna, approfittando del fatto che in quella nazione il nome Heroquest non era registrato da nessuno.
Soldi raccolti, dunque, però peccato che ora siamo nel 2017 e i simpatici signori di Gamezone non hanno ancora consegnato alcunché.
E qui iniziano le polemiche: il mondo ludico si divide in chi vede Gamezone come i novelli Robin Hood che sottraggono il tesoro al principe Hasbro Senzaterra e lo regalano al popolo e in chi li vede come... Beh, come dei semplici truffatori. In questa seconda schiera si annidano anche alcune persone che vedono i backers(*) del progetto come complici e, come tali, meritevoli di restare a becco asciutto.
Per questo motivo è un argomento molto delicato, ma vorrei fare chiarezza su due punti:
  1. Non è possibile tutelare le meccaniche di un gioco, come dimostrano per esempio i casi di Bang, Scarabeo, Uno/Solo/Dernier, e le varie versioni non ufficiali di Monopoly. Personalmente, sono anche contento che non lo sia, perché il lavoro di game design include sempre il riutilizzo di meccaniche già note e non poterlo fare ucciderebbe totalmente il settore (ma questo è un altro discorso).
    È però possibile (e più che giusto) tutelare un marchio!
  2. Gamezone ha i diritti sul NOME Heroquest in Spagna, non sul MARCHIO, il che fa una grossa differenza. Non può usare quel font, quella grafica, quei disegni ecc. Può quindi chiamare un gioco Heroquest (solo in Spagna, però. Spedirlo all'estero sarebbe illegale), ma non può essere quell'Heroquest che tutti avete presente.
Detto questo, a me appare evidente che Gamezone ha coscientemente messo in piedi una furbata, confidando in un sicuro successo visto il richiamo (principalmente nostalgico) che quel gioco ha su moltissime persone, sapendo benissimo di non avere i diritti per farlo e scegliendo di non richiederli in modo ufficiale.
Quindi sì, io sono fra quelli che sostanzialmente li vede come truffatori.
Riguardo ai backers, penso che al terzo tentativo la situazione fosse chiara e non sto dalla parte di chi ha voluto comunque sostenerli, però neanche me la sento di scrivere che siano complici. Diciamo che li capisco, a livello sentimentale, ma penso che sostenere questo progetto sia un errore, senza se e senza ma. E penso che ci sia stato il tempo di accorgersene, viste le due campagne cancellate, prima di sostenere la terza.
È un errore perché un progetto così fumoso e così poco legale potrebbe stare bloccando le possibilità di uscita di una vera riedizione di HQ. Hasbro non è interessata a farla direttamente, e questo è comprensibile, perché probabilmente non farebbe numeri all'altezza delle loro aspettative, ma altre case editrici avrebbero potuto esserlo. Una riedizione seria del gioco avrebbe potuto avere senso, ma ora come ora potrebbe scoraggiare molti editori: andarsi a infilare in quel ginepraio, col rischio che in qualche modo Gamezone butti fuori qualcosa, che i backers non siano disposti a sostenere un nuovo progetto, che Hasbro non sia propensa a cedere i diritti, che altri incredibili accadimenti possano accadere... Beh, non mi sembra molto saggio.
Mi spiace per chi invece pensa sinceramente che Dionisio sia un combattente per la libertà, o che Hasbro meriti ciò che Gamezone sta facendo, ma davvero penso abbiano torto e che davvero sia un classico caso di strada per l'inferno lastricata di buone intenzioni.
Avrei molto altro da scrivere, ma aggiungerebbe poco ai fiumi d'inchiostro digitale già versati. Se volete la mia opinione su qualcosa di specifico, chiedetemela nei commenti :)
(*)Va beh, non mi metto a spiegare a mia zia anche cosa siano Kickstarter, crowdfunding, backers ecc.

A cosa ho giocato

A molti giochi del torneo "F. Besozzi", non perché dovessi allenarmi io, ma per insegnarli a chi ci avrebbe poi giocato. Anzi, diciamo che tengo in lista sempre Race for the Galaxy principalmente per avere l'occasione di stracciar preparare i ragazzi della ludoteca :)

7 Wonders con espansione Leaders
Glen More (2)
Tragedy looper
Can't stop
Cacao (2)
Ark & Noah
Beyond Baker Street (2)
Il verme è tratto
Dominion
Race for the Galaxy (3)
No thanks (2)
Alhambra
Palastgeflüster
Fabled Fruit
Sheepland
Port Royal
Bang! The dice game
FUSE


  • E parliamo di Race for the Galaxy, dunque! In realtà l'avevo già fatto tempo fa, ma avevo sospeso il giudizio. Ora, a distanza di tre anni e mezzo posso dire senza mezzi termini che è un gioco che adoro: 
    • Super tattico per via della continua scelta fra quali carte giocare e quali usare come moneta, che a me piace moltissimo (non a caso ho approvato in pieno il riutilizzo di questa meccanica in S.P.A.C.E.); 
    • Bello teso e interattivo per la scelta delle fasi di gioco da giocare: saper leggere le intenzioni degli altri è fondamentale per la vittoria;
    • Strategico per via degli sviluppi che danno tanti punti a fine partita e per le opportunità offerte dalle fasi IV e V;
    • In definitiva, un grandissimo gioco da giocare e rigiocare per provare strade sempre nuove. Mi piace tantissimo e ve lo stra-consiglio :)

lunedì 30 gennaio 2017

2016: Croce e Delizia

Fra le altre cose, quest'anno ne ho compiuti 40...
E così, come già scritto nel 2014 e 2015, eccomi a raccontare il mio 2016 ludico dietro le quinte, cioè più intimo e personale rispetto alle considerazioni ufficiali da editore.

Ho intitolato questo post Croce e Delizia, perché mai come quest'anno abbiamo messo in cantiere grandi progetti, impegnativi e ambiziosi, che hanno portato tante soddisfazioni ma anche, non lo nego, tantissimo stress.
Volendo scrivere a cuore aperto, lo dico subito: mi sono sentito sull'orlo di una crisi di nervi più di una volta. Gli ultimi mesi dell'anno sono stati pieni di tensione e, se è vero che alla fine siamo riusciti a far andare tutto (quasi) come volevamo, è altrettanto vero che a farne le spese sono stati i miei Punti Sanità Mentale. Ho addirittura sentito fortissima l'esigenza di fare dei giorni di vacanza (una settimana a marzo, tre giorni a novembre), cosa che gli altri anni non era mai stata necessaria. Fortunatamente, la situazione migliorerà drasticamente in questo 2017, come dirò a fine post.

Veniamo quindi agli accadimenti ludici di quest'anno da poco finito:

VITA DA GIOCATORE:

CROCE
Ho giocato poco :(
Avendo dedicato tantissime serate ai playtest, alla fine ho all'attivo solo 296 partite a 164 giochi diversi, quindi molto meno del 2015. Il gioco a cui ho fatto più partite è stato Ziuq, il che ovviamente non stupisce.
Escludendo i titoli di Post Scriptum, il podio va invece a tre giochi semplici, spesso messi in tavola a inizio e fine serata: nell'ordine, Perudo, Port Royal e 7 Wonders Duel. Fra i giochi più complessi, la palma va a I viaggi di Marco Polo.
Tutti questi titoli mi piacciono parecchio, in modo diverso (per esempio, un Perudo a volte mi è graditissimo, a volte non mi va proprio e non saprei dire da cosa dipenda), quindi è una classifica che non mi stupisce affatto.

Playtest in corso alla Ludoteca Galliatese
DELIZIA
Sono salito sul podio di un torneo multigioco: dopo una sfilza di quarti posti, sono finalmente riuscito a far parte di una delle squadre premiate. Al torneo Winter is Gaming II organizzato da In ludo Veritas siamo arrivati terzi indossando i colori di SlowGame. Ho raccontato qui la mia soddisfazione, soprattutto per aver fatto meglio de l'Avversario (a onor del vero va detto che di norma si piazza meglio lui di me, in questi tornei).
Per il resto, ho cercato di provare più titoli possibili, mi sono divertito parecchio, ho sfoggiato bon ton in ogni occasione (soprattutto se al tavolo c'era TeOoh Boca) e anche nelle tantissime serate dedicate ai playtest, mi sono comunque divertito come sempre.
D'altronde, che giocare sia la mia attività preferita credo che lo abbiate capito ormai tutti :)
E comunque tutti questi test hanno dato ottimi frutti perché i giochi che ne sono usciti (o che ne stanno uscendo) mi convincono proprio!



VITA DA ASSOCIATO:

CROCE

SlowGame, dopo poco più di due anni, ha dovuto nuovamente cambiare sede. È un passo già accaduto a tutte le associazioni di cui ho fatto parte e porta sempre un po' di scompiglio. A volte si perde gente per strada, a volte se ne acquista. Nel nostro caso ne abbiamo persa un po', ma ne abbiamo poi acquisita altra, quindi ce la siamo cavata, direi.
La nuova sistemazione al Foro Boario, ospiti della Pro Loco con cui da sempre collaboriamo, è buona e pare che i vantaggi siano reciproci (gli associati consumano, la Pro Loco pratica prezzi bassi, tutti sono contenti). Metto questo cambio fra le croci, perché la decisione di abbandonare Magà non è stata semplice e anche la ricerca della nuova sede è stata non priva di incertezze. Alla fine è andato tutto bene, ma a livello personale è stata una preoccupazione in più in un periodo in cui davvero c'era già tanto, tanto altro da fare.


Nuova sede!
DELIZIA
Beh, come tutti i più importanti organi di stampa internazionale hanno riportato, sono stato eletto Presidente di SlowGame! Sì, lo so la mia naturale modestia(*) mi imporrebbe di inserire questo accadimento fra le croci da portare con umiltà e discrezione (e un po' lo è, in effetti), ma in realtà ci tenevo: pensavo che dopo 3 mandati da Consigliere e in qualità di fondatore della Ludoteca (che di SlowGame è una parte importante, ma non l'unica), fosse giunto il momento di propormi e sono soddisfatto di aver effettivamente ottenuto la carica. L'associazione sta crescendo bene in tutte le sue sezioni: gli incontri di gioco da tavolo, di ruolo e di miniature sono sempre più affollati, sia in sede, sia altrove. Ovviamente è tutto merito mio, eh! Il fatto che con gli altri consiglieri ci siamo diivisi bene i compiti per far crescere ogni sezione dell'associazione è del tutto ininfluente ;)
Sono stato anche riconfermato Consigliere dei Custodi del Lago, che è ormai una realtà sempre più solida e grande, in continuo progresso da anni.
Entrambe le associazioni hanno continuato a organizzare giornate aperte al pubblico o tornei per giocatori esperti (da tavolo e di ruolo), sempre con ottime affluenze. Hanno inoltre partecipato a eventi organizzati da altri cercando di farsi conoscere e di far giocare più gente possibile.
Se non sono delizie queste :)
(*)potrebbe non esistere





Eventi vari nel corso dell'anno

VITA DA EDITORE:

CROCE
Eh... Questo è stato l'anno del grande stress. Principalmente, va detto, per via della campagna Kickstarter di Kepler-3042 che ha assorbito una quantità di tempo ed energie che neanche sapevo di avere. Sapevamo che sarebbe stata dura e ci eravamo preparati bene, quindi alla fine l'abbiamo portata a casa senza disastri, però ciò ha richiesto corse a perdifiato, correzioni in corsa, realizzazione di miracoli e comunque non è andato tutto alla perfezione come avrei voluto. Abbiamo avuto problemi produttivi e ritardi di consegna per colpa di una macchina fustellatrice che si è rotta (quella dei famigerati adesivi) e abbiamo peccato di inesperienza in alcuni aspetti logistici (banalmente, il corriere che usavamo da anni e che si era sempre dimostrato affidabile per un po' di spedizioni ogni tanto, non lo è stato per spedizioni quotidiane e in gran numero).
Certo, il lavoro di editore è sempre una corsa contro il tempo, c'è sempre da ottimizzare tutto, da far fronte e imprevisti, da chiedere l'impossibile ai fornitori e prometterlo ai clienti, ma con una campagna Kickstarter tutto è amplificato, perché i clienti sono i giocatori stessi e non tutti possono sapere come funzionano certe cose.
E se si lamentano del fatto che la Kickstarter Exclusive arriva a casa loro dopo che quelle normali sono già nei negozi hanno ragione. Io posso affrettarmi a spiegare sui forum tutti i motivi per cui questo è successo, ma ciò non toglie che sarebbe meglio se non succedesse e che la prossima volta non dovrà succedere.
E quindi non si dorme la notte, si sta male e si fanno errori a catena anche su altri giochi (nulla che sia effettivamente arrivato sul prodotto finito, tranquilli, ma che ci ha fatto perdere ulteriori ore di lavoro e in un caso anche qualche centinaio di euro).
Ci sono stati momenti molto difficili, ve lo assicuro. Momenti in cui mi sembrava di stare buttando via in un mese tutta la credibilità costruita in dodici anni, attraverso giochi ben curati e ben sviluppati.
E Kepler-3042 lo è, eh! Anzi, secondo me è il meglio curato e il meglio sviluppato della mia carriera, però avevamo promesso di mandarlo a tutti a novembre, con la speranza in realtà di spedirlo a ottobre, e invece abbiamo sforato a dicembre. Lo so che per Kickstarter un mese di attesa è la norma, che non viene percepito poi come una tragedia, ma se abbiamo sempre messo la qualità del prodotto davanti a tutto, per me dev'essere qualità in tutto, sia nella realizzazione, sia nella consegna.
Tutta questa tensione si è riversata poi ovviamente su altri aspetti della mia vita, dal fatto di passare le serate del weekend a casa a lavorare o ad andare a dormire stremato, all'enorme irritabilità del periodo pre-Essen, in cui rispondevo male anche a chi mi faceva semplicemente gli auguri di buon compleanno (il quarantesimo, peraltro).
Sì, già che ci siamo, ne approfitto per aggiungere un altro piccolo sfogo. Odio quando la gente mi augura di divertirmi o, peggio, di provare tanti bei giochi a Essen: magari mi divertirò anche, in alcuni momenti, ma ci vado per lavorare e mai come quest'anno era un momento in cui si tiravano le fila di mesi e mesi di fatica. Il fatto che la gente mi parli come se stessi andando in vacanza mi è sempre più insopportabile e le risposte piccate sono sempre più frequenti.
Quindi, alla fine cosa voglio dire con questo lungo paragrafo? Che sì, il mio lavoro mi piace e l'ho voluto fare a tutti i costi, incentrando gli ultimi anni della mia vita unicamente su di esso, ma per la prima volta ho vissuto momenti in cui mi è venuta voglia di smettere.
Se qualche lettore di questo post ha idea di far partire una campagna Kickstarter stia pronto a mesi davvero, davvero duri. E non credo ci sia bisogno di sottolineare che se hanno fatto questo effetto a me che già sapevo come sviluppare e produrre il gioco, figuriamoci come possa essere travolta una persona che non ha mai fatto questo lavoro in vita sua.

DELIZIA
Beh, partiamo proprio dal risultato di questi mesi, dunque: Kepler-3042 è fantastico. È il gioco che mi piace di più fra quelli a cui ho lavorato in carriera e sono davvero soddisfatto del risultato finale. È vero che si tratta di un prodotto Placentia, ma io e Matteo abbiamo avuto davvero carta bianca nello sviluppo del prodotto e della campagna (con le conseguenze per la mia psiche che avete letto sopra), quindi posso essere orgoglioso di come è uscito. Inoltre, questa estenuante esperienza ci ha insegnato moltissimo e tutti pensiamo davvero che questo gioco ci aprirà nuovi interessanti orizzonti... E meno male, perché tutto questo lavoro deve dare dei bei frutti, no???
Ciliegina sulla torta: sono davvero felice di aver potuto lavorare con Adrian Fartade per inserire anche la parte scientifica. Come direbbe lui: WOW!



Non c'è però stato solo questo gioco: nel 2016, contando anche le ristampe e le nuove versioni di Brick Party, ho lavorato a dieci giochi editi, più ovviamente tutti quelli in programma per quest'anno o i successivi (di Grandi Laghi immagino abbiate già sentito parlare, no?). In particolare, come già detto più volte, ho adorato S.P.A.C.E., per via del tema scientifico e perché credo che davvero svolga bene il compito di gamificare un argomento affascinante come l'esplorazione spaziale: da nerd quale sono, non posso che essere orgoglioso di averci lavorato. E poi, certo, per via del suo autore, ma ne parlerò in fondo :)
Ovviamente anche Ziuq ha un posto speciale nel mio cuore: lavorare con Andrea Pisani (e Carlo Lanzavecchia, ma questo già lo sapevo) è stato davvero divertente e piacevole, compresa l'assurda serata in cui siamo finiti a vedere una puntata di Colorado in una saletta regia nel backstage, con tutti i comici che passavano a chiedere chi fossimo (e io, dico la verità, chiedevo ai miei amici chi fossero loro). A un certo punto ho tentato di spacciarmi per l'emissario di un produttore russo che voleva comprare gli studi, ma non mi hanno creduto...
Va beh, torniamo in tema: i giochi usciti nel 2016 sono stati tanti e non mi metterò a scrivere i miei sentimenti verso ognuno di essi. Sappiate solo che sono molto soddisfatto di come sono usciti, tutti, e che ogni volta che mi è arrivata la prima scatola fresca fresca mi sono sentito emozionato e ripagato di tutto. E questa, sì, è davvero una gran delizia.

VITA FUTURA:

DELIZIA
Ovviamente non mi auguro nessuna croce (anche se inevitabilmente ce ne saranno), mentre sono certo, certissimo che le delizie saranno portate dall'ingresso di Tambu in società.



Più volte, nel corso degli ultimi mesi, ho detto a Matteo che dovevamo assumere qualcuno perché era giunto il momento di ingrandirci e puntare più in alto e perché, lo confesso, avevo davvero bisogno di aiuto. Abbiamo anche sondato alcune persone per questo ruolo, ma quando Tambu, a seguito del lavoro fatto su S.P.A.C.E. si è offerto come socio, non abbiamo avuto dubbi. Ci piace lavorare con lui e siamo certi che il suo apporto gioverà tantissimo ai tanti progetti che abbiamo.
E ai miei Punti Sanità Mentale, naturalmente ;)