I giochi visti da chi li fa e li fa giocare

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sabato 30 settembre 2017

Agosto 2017: Monopoly è il male?

Iniziamo questo post partendo dalle brutte notizie: l'associazione ludica SlowGame, di cui sono attualmente presidente, è stata sfrattata da quella che era la sua sede da un anno e mezzo per questioni che poco hanno a che vedere con le sue attività. Essendo agosto, ne abbiamo approfittato per mettere in pausa le serate ludiche e attualmente siamo alla ricerca di un nuovo posto fisso dove passare il lunedì sera (abbiamo trovato una sede provvisoria, ma non è a Borgomanero ed è anche un po' piccola, per le nostre normali affluenze).
Personalmente, la cosa mi ha ferito molto (segno che anch'io ho dei sentimenti), oltre a mettermi in difficoltà perché avevo un sacco di lavoro da fare prima di partire per gli USA ed era una grana che mi sarei risparmiato volentieri.
Vabbè, vi terrò aggiornati, non temete...

Veniamo quindi alla parte più piacevole, anzi piacevolissima! Nonostante faccia questo lavoro dal 2005, ci sono sempre nuove esperienze da fare! Quest'anno, per la prima volta, sono stato a Gen Con!
Mi avete chiesto in tanti come sia e a tutti ho risposto che è enorme (beh, tutto negli USA è enorme). Ovviamente, rispetto a Essen, in cui si trovano visitatori di millemila nazioni, è molto orientata sul mercato statunitense, ma meglio così, perché mi riesce difficile immaginare di poterci mettere dentro altra gente. Non a caso, i biglietti d'ingresso, piuttosto costosi (beh, tutto negli USA è costoso), erano esauriti da tempo e io stesso ho faticato un po' a trovare un pass per entrare.
In tre giorni e mezzo, ho girato a malapena il Convention Center e lo stadio, senza neanche visitare gli eventi che si tenevano negli hotel e negli altri luoghi nei dintorni. Va detto che ero lì per lavorare e non per curiosare, ma davvero è qualcosa di enorme.
Ah, sì, gli appuntamenti sono andati benissimo e stiamo lavorando per concretizzare tanti nuovi progetti, a partire dall'anno prossimo :)

Dopo la fiera, comunque, c'è stato spazio per una decina di giorni di vacanza (anche se con computer al seguito, eh), fra Nashville, Pittsburgh, Washington e New York. Una mia vacanza così lunga non si verificava dall'interrail del '95, ma devo dire che non è poi così male... Dovrei rivalutarle, questo tipo di esperienze :)
Chi mi segue su Facebook ha già visto tutti i miei divertentissimi aggiornamenti quotidiani, dall'eclisse totale di sole a Nashville alle scorribande in bicicletta di notte nel National Mall, fino al pellegrinaggio al n. 3 di Washington Mews. Se per caso foste curiosi, guardateli lì... Ma probabilmente non lo siete, quindi procediamo con le solite cose!

A cosa abbiamo lavorato
  • Beh, la Gen Con stessa era lavoro! Come detto, tanti appuntamenti interessanti, tanti progetti, tante mani strette, tanti sogni da realizzare. Dai dai dai.
  • Nel frattempo, comunque, c'era un gioco da mandare in stampa, eh! Quindi, la mia serata tipo anche negli USA era stare in albergo al pc a controllare file di stampa o a mandare correzioni.
    Ma ne è valsa la pena, perché Wendake sta davvero venendo benissimo!
  • Altri aspetti di Wendake di cui ci siamo occupati sono stati la stesura del libretto storico e gli ultimi playtest sulla modalità solitario. Ciliegine sulla torta che secondo noi stanno davvero bene!
  • Nel frattempo è anche uscita la ristampa di Kepler-3042, quindi abbiamo seguito le fasi di produzione e distribuzione del gioco.
Cosa hanno detto di noi

La polemica del mese

Più che "del mese" è la polemica "di ogni mese", perché è un argomento ciclico che torna spesso, ma siccome non l'avevo mai trattato, eccoci qui.
Il pretesto è questo post, ma come detto poteva essere uno dei mille altri. E come mille altri è stato commentatissimo, con opinioni di vario tipo: da chi vede Monopoly e Risiko come il male assoluto (spesso, i gamer più accaniti) e chi invece li difende per il loro valore storico (spesso, gli adetti ai lavori). Io, che mi sento parte di entrambi i sottoinsiemi, sto nel mezzo :)
Per sicurezza, ho effettivamente giocato una partita a Monopoly, come potete notare leggendo l'elenco qui sotto, stando bene attento a rispettare le regole vere, quindi a giocarlo in modo giusto e devo dire che... non mi è piaciuto lo stesso.
È comunque durato tantissimo (di fatto, abbiamo interrotto la partita per limiti di tempo) e i segnalini delle altre giocatrici saltavano sempre regolarmente i miei tre elegantissimi, preziosissimi e arredatissimi terreni verdi, causandomi indicibile frustrazione :(
Va detto che, dopo aver giocato, ho letto un intervento di Spartaco Albertarelli che diceva che l'edizione italiana fa partire i giocatori con più soldi rispetto a quella originale, il che dà il via a partite più lunghe del previsto. Però il problema resta comunque, perché gli Italiani di fatto giocano con quella e su quella si devono necessariamente basare i giudizi.
Inoltre, a differenza di alcuni altri addetti ai lavori, io non rifuggo neanche la definizione di gioco intelligente che viene associata al nostro hobby. Non la uso mai, a dire il vero (di solito parlo di giochi moderni), ma non sono contrario al fatto che venga usata: per me i giochi da tavolo sono un modo intelligente di passare il tempo e non vedo che problema ci sia a dirlo. Se poi qualcuno dicesse apertamente che tutti i giochi "vecchi" sono stupidi, allora potrei contraddirlo, ma sono certo che anche alcuni titoli datati possano essere apprezzati e giudicati imparzialmente. Per esempio, mi è capitato alcune volte di parlare di Inkognito o Scotland Yard con appassionati e tutti hanno sempre concordato nel dire che sono ottimi titoli che non sfigurerebbero se uscissero oggi.
(Gamer mode: OFF / Editore mode: ON)
Sta di fatto, comunque, che un fronte che vede in Monopoly il male assoluto e che accolga con derisione chiunque lo giochi esiste davvero, e anche questo non è bene. I giocatori snob ci sono e, come ho già avuto modo di scrivere in passato, non fanno bene al nostro movimento. Essere entusiasti delle proprie passioni va benissimo, ma se arriva un neofita disposto ad ampliare i propri orizzonti, sminuire le sue esperienze passate non è un buon modo per accoglierlo. Porsi in posizione di superiorità è sempre arrogante e comporta sempre alte probabilità di non rivedere mai più il nuovo venuto. 
Poi, questo non vuol dire che per forza a chi arriva in ludoteca per la prima volta si debba sempre proporre qualche party game o un gioco per forza semplicissimo, col rischio di annoiarsi (perché lo so che per alcuni è così): basta scambiare due chiacchiere con la persona che si ha davanti per decidere cosa proporle. Se è vero che un gioco come Twilight Imperium non può sicuramente essere la scelta giusta per chi non ha mai giocato a nulla, ciò non significa necessariamente che si debbano per forza intavolare La Boca o Dobble (o meglio, Brick Party o Fun Farm!). Personalmente, per esempio, penso che Agricola nella versione senza carte sia utilizzabilissimo come entry level per un certo tipo di persone, perché non ha regole per nulla complicate da spiegare o da comprendere. E comunque sia, non è che proporre Dobble o Fun Farm sia per forza di cose un male: anche se non vi piace il genere potete resistere un quarto d'ora per vincere le diffidenze di chi si affaccia per la prima volta in associazione. Io partecipo spesso a serate aperte al pubblico occasionale (per esempio, una volta al mese al bar La Ca' Buiota, o in eventi come Verbania Gioca a cui abbiamo partecipato questo agosto con i Custodi del Lago) e agli sconosciuti propongo spesso un gioco super semplice e veloce per "calibrarli" e capire cosa cercano, ma non è raro che già nel corso della stessa serata si passi a titoli più impegnativi e generalmente da quel momento in poi, i party games iniziali non vengono più cercati.
Insomma, per tornare in tema, se una persona arriva (dal vivo o su internet) dicendo di aver giocato solo a Monopoly, è legittimo dire "allora oggi ti faremo giocare a un sacco di altri giochi, tutti diversi fra loro e tutti divertenti, e in nessuno di loro dovrai lanciare i dadi per muoverti", però non è affatto necessario aggiungere che Monopoly vi fa schifo, anche se magari lo pensate.
Ricordate sempre che un nuovo giocatore è un patrimonio inestimabile per ciascun appassionato!

A cosa ho giocato

Un discreto bottino, considerando che sono stato negli USA dal 17 al 31!

Frutta Fatata
Kingdomino
Colt Express
Onitama (5)
Viva il re
Magic Maze
Dominion
Diamant (4)
Perudo
Nome in codice (4)
Sheepland
In alto i calici (2)
UNO
Monopoly
Quoridor (2)
Fun Farm


  • Tanto per stare in giochi da supermercato, aggiungerò che ad agosto mi sono anche trovato a passare una serata a giocare a UNO e devo dire che mi sono abbastanza divertito. Sarà una scoperta dell'acqua calda, ma in effetti è chiarissimo perché questo gioco abbia il successo che ha, visto che è semplicissimo da spiegare e parecchio bastardo (o meglio, "ad alta interazione diretta"), che al di fuori della nostra cerchia di appassionati è spesso un gran pregio. Certo, si può obiettare che è un'operazione puramente commerciale, perché il gioco già esisteva da tempo immemorabile, si chiamava Dernier e si faceva con le normali carte da scala quaranta, ma se di fatto Dernier non lo conosceva nessuno e UNO lo conoscono tutti qualcosa vorrà dire.
    Comunque a fine serata ho giocato per più di un'ora a scopa d'assi e mi è piaciuto molto di più ;)
  • Onitama mi ha impressionato favorevolmente. Lo trovo geniale nella sua semplicità: si spiega in un minuto, ma le partite sono davvero intense, interessanti e, ovviamente, sempre diverse. Le carte con disegnate le possibili mosse dei vari pezzi sono chiarissime e il fatto di doverle mettere a disposizione dell'avversario dopo averle usate lascia spazio a considerazioni tattiche davvero profonde. Direi che è l'astratto più interessante in cui mi sia imbattuto negli ultimi anni.



martedì 8 marzo 2016

Tiriamo le somme: febbraio 2016

Ehi! Questo febbraio è andato davvero alla grande! Dopo le vacche magre di gennaio ho ricominciato a giocare una quantità decente di partite e ci sono anche un sacco di articoli e recensioni sui nostri giochi!
Inoltre sono stato al Festival des Jeux di Cannes, dove io e Matteo Post ci siamo incontrati con una certa casa editrice belga per parlare di un certo gioco sui moschettieri. Le cose si stanno sviluppando bene e non vediamo l'ora di darvi qualche anticipazione! :)

Veniamo dunque al consueto elenco di link!

A Max di Idee Ludiche piace Brick Party! Grazie, Max! :)

I ragazzi di Meeple Leaf consigliano Sator, anche se non riescono a pronunciarne il titolo :) (video in inglese).
TeOoh di Recensioni Minute, spiega brevemente sia Sator base che l'espansione, dandoci preziosi consigli.

Giochi e Giocatori dedica una recensione a Zena 1814, positiva come sempre. Pare proprio che questo gioco sia una bella sorpresa per tutti i blogger che lo provano :)

E veniamo quindi al vero protagonista del mese, ovvero Bretagne!
Board Game Friends prima dedica una recensione al gioco e poi intervista Alan d'Amico.
Il sito Late to the Table assegna al lavoro grafico di Alan e di Scribabs il primo posto per la plancia e il secondo per la copertina e al gioco il miglior tema.
Giochi sul nostro tavolo intervista l'autore, Marco Pozzi.
Rahdo racconta con entusiasmo i suoi pareri conclusivi sul gioco, promuovendolo in pieno. Nel video trovate anche i link alle spiegazioni dettagliate del regolamento (in inglese).

Veniamo quindi alla parte giocata: rispetto al mese di gennaio finalmente sono tornato ai consueti livelli, grazie anche alla seconda serata alla Ca Buiota di Vacciago (NO), che ormai diventerà un appuntamento fisso mensile per SlowGame: al momento li sto facendo giocare quasi solo a party games, ma credo che a breve introdurrò titoli un po' più complessi. Comunque c'è una bella atmosfera e ne sono molto felice.
Vediamo quindi a cosa ho giocato.

In ordine cronologico:

Mythotopia
Inkognito
Gino Pilotino
Tigris & Eufrates
Medieval Academy
The Castle of Burgundy
Saint Petersburg
Small World, con espansioni Be Not Afraid e Cursed!
Nosferatu (2)
To Court the King
One Night Ultimate Werewolf
Sheepland
Robinsoe Crusoe: viaggio verso l'isola maledetta
Insoliti Sospetti (2)
Karuba
Nome in Codice (2)
Brick Party
Funny Friends
Isle of Skye
Automania
Vanuatu
Imperial
Il Mistero dell'Abbazia
7 Wonders: Duel (5)


  • Abbiamo a giocato a Inkognito in occasione del carnevale, dietro mia insistenza, perché un po' è un tuffo nel passato, un po' è davvero un bel gioco. Era uno dei miei preferiti da piccolo e lo trovo più che valido anche ora. Senza dubbio è fra i migliori giochi da supermercato che io abbia mai giocato, come ho scritto anche sul profilo ask. Non a caso, è di Colovini e Randolph, quindi la cosa non stupisce. A voler essere pignoli, il gioco perde un pochino nel finale, perché, pur con la regola di fare un passo in più invece di avere un incontro, finché non escono i colori giusti non si può portare a termine la missione. Comunque ci sta: nessuno ha mai detto che fare la spia sia un lavoro facile :)
  • Isle of Skye mi ha conquistato per l'eleganza del sistema di commercio tessere. Davvero valido e lineare. Poi, per carità, non è male neppure il modo in cui vengono attribuiti i punteggi, però il vero cuore del gioco è nello stabilire i prezzi delle tessere da mettere in vendita. Ammiro molto come una meccanica così semplice abbia implicazioni così interessanti e per nulla banali.
  • 7 Wonders: Duel mi era stato regalato dai titolari della Repos dopo la scorsa Essen, ma per un motivo o per l'altro non l'avevo ancora giocato (vergogna a me). Beh, è stato un errore madornale, perché il gioco mi è piaciuto tantissimo! Tante scelte, tante strade verso la vittoria e tante variabili da tenere in considerazione. Il gioco è molto tattico, sia per via del fatto di liberare carte per l'avversario, sia per la possibilità di fare dei potentissimi doppi turni grazie alle meraviglie. Mi sembra pressoché impossibile vincere grazie alle carte verdi, ma sono sempre un ottimo spauracchio che ha una notevole influenza sulle scelte in partita.
    Insomma, super promosso! 



martedì 17 novembre 2015

Radio Deejay: dietro le quinte e considerazioni personali.

Innanzitutto, per chi non sa di cosa io stia parlando, ecco il post sul blog di Post Scriptum con la puntata completa di Catteland a cui ho partecipato il 13 novembre. Lì potete trovare i chiarimenti su quello che ho detto in trasmissione, mentre qui, visto che siamo nel mio spazio personale, ci tengo a scrivere due righe su quello che non si sente nel podcast :)

Innanzitutto, l'arrivo a Radio Deejay: ogni volta che ho un impegno in qualche grande città mi assale l'ansia da traffico e parcheggio  (a maggior ragione se, come in questo caso, non si può assolutamente tardare), quindi anche stavolta parto prestissimo, passando a prendere un'amica che ha tempo e voglia di accompagnarmi (ciao E., grazie per essere stata puntuale o mi sarebbe venuto un attacco isterico) e sopportarmi mentre continuo a ripeterle, a rotazione, queste due frasi:
  1. "Non mi hanno più richiamato, né mandato messaggi o mail di conferma. Speriamo che sia il giorno giusto!"
  2. "Speriamo di trovare parcheggio perché non possiamo tardare, eh!"
Risultato: ci presentiamo in portineria con un'ora di anticipo sull'appuntamento.
L'impatto non è dei migliori, visto che il portinaio non ha il mio nome scritto da nessuna parte e alle prime due telefonate non gli risponde nessuno. Guardo E. pensando che, vabbè, dopotutto è una bella giornata e Milano ha un sacco di meraviglie artistiche che in pochi conoscono, quindi mi preparo all'idea di andare a fare i turisti (cosa che effettivamente succederà nel pomeriggio).
Il portinaio riesce a parlare finalmente con qualcuno, che non ne sa nulla, ma si informerà. I minuti passano lenti, mentre io, ormai rassegnato al turismo mattutino, valuto se sia meglio andare in zona San Maurizio/Santa Maria delle Grazie/Vigna di Leonardo oppure verso Duomo/San Satiro/Pinacoteca Ambrosiana. Finalmente a un certo punto squilla il telefono, lui ascolta, riaggancia e ci dice, laconico "Fra tre quarti d'ora vi faccio entrare, così parlate direttamente con (nome di uomo che non ricordo). Aspettate qui"
"Qui" significa nei due metri quadri scarsi dell'ingresso, fra la porta sulla strada e i tornelli, senza sedie, divani o altro. Io ed E. ci guardiamo e decidiamo di fare un giretto verso l'Arco della Pace e il parco, da cui torniamo comunque con un quarto d'ora abbondante d'anticipo.
Alle 11.55 finalmente possiamo salire. Al momento, nessuno ha ancora confermato ufficialmente che sarò in trasmissione, ma mi consola il fatto che nessun altro ascoltatore si sia presentato dicendo di dover andare in onda.
Entriamo nell'anticamera dello studio giallo e finalmente vengo accolto da Stefy che mi saluta con entusiasmo, mi presenta la mia playlist e la mia scheda e mi inonda di spiegazioni e domande. Le dico di non essere stato ricontattato e si dimostra sorpresa. Dice che è stato un disguido. Io ovviamente ci credo e mi sento sollevato, ma diciamo che non entro in trasmissione proprio rilassato. A questo si aggiunga il fatto che, come potete sentire, all'inizio non riesco a dire proprio nulla perché Ale (posso chiamarlo Ale, no? Ormai siamo amici!) mi fa delle domande a cui si autorisponde leggendo la mia scheda e mi dice che il mio sembra un nome falso. Francamente mi sento un po' travolto, ma poi finalmente si inizia a parlare di giochi e lì inizio a sentirmi nel mio ambiente.
A dire il vero, la puntata vira spesso su giochi vecchi di cui so poco, quindi non mi sciolgo mai del tutto, ma va bene così. Cerco di stare rilassato, mi impongo di parlare velocissimo per sfruttare al massimo i minuti a disposizione e infilare dentro a forza alcuni argomenti a me cari (alla fine, bene o male, ci riesco) mentre nei fuorionda gli spiego i giochi, cerco di dirgli che di Brivido e Isola di Fuoco non so nulla e mi chiedo a cosa servano i numeri sui vari schermi (sembrano orari, ma non sono né l'ora corrente, né i minuti di trasmissione... Boh?) e i vari pulsanti vicino al microfono, visto che lui ne usa sempre solo uno.
Alla fine, baci, abbracci, strette di mano e un po' di foto.

In conclusione, nonostante la tensione e il troppo spazio ai giochi vintage, è comunque stata una bella esperienza, che spero abbia dato un minimo di visibilità al nostro mondo. La pagina Facebook di Post Scriptum ha ricevuto una quarantina di nuovi like in quei venti minuti e un po' di persone mi hanno scritto in privato domande varie sui giochi, quindi almeno un pochino credo sia servita.
Ah, sì, quando ho riacceso il telefono ho anche trovato quattro nuove offerte di prototipi, ovviamente :)

Detto questo, ci tengo a scrivere alcune cose:
  1. Francesco da Bologna, il tuo messaggio era bellissimo e mi spiace che l'abbia ignorato. Io l'ho indicato sullo schermo, ma ha preferito andare su quelli più nazionalpopolari, non so se perché realmente interessato ai giochi vintage o se perché li ritenesse un argomento più radiofonicamente interessante :(
  2. Mi spiace non essere riuscito a dire alcune cose personali a cui tenevo, cioè il modo in cui sono arrivato a fare questo lavoro (i mille weekend in giro per fiere ed eventi, le mille ludoteche visitate e la scelta, sofferta, di lasciare l'attività di famiglia), o il fatto di vedere gli altri editori più come amici che come concorrenti. Probabilmente non sarebbe stato interessante per nessuno, ma mi sarebbe piaciuto dirlo.
  3. La cosa che racconto a tutti è che a fine trasmissione è arrivato in anticamera Dj Angelo, dicendo "Oggi è venerdì! Di solito al venerdì non si mangia?" ricevendo da Stefy la risposta "Eh, no, questa volta l'ascoltatore non ha portato da mangiare, ma ci ha regalato due bellissimi giochi da tavolo". Dj Angelo mi ha guardato sorridendo e dicendomi che avevo fatto benissimo, ma non sono del tutto convinto che ne fosse davvero contento ;)
  4. Alla fine di tutto, mia mamma mi ha detto "Ma avevi solo quella camicia, da mettere?"


domenica 1 giugno 2014

A maggio 2014 ho giocato a:

...a un sacco di giochi! Fra il ponte del primo maggio (due giorni su quattro passati interamente a giocare), il Custodi Day, il Weegl e il torneo F. Besozzi con relativi allenamenti, ho passato davvero tante ore a giocare e ne sono felice.
Per la cronaca, i titoli a cui ho giocato in torneo sono stati Race for the Galaxy (a cui mi sentivo molto impreparato, quindi ho fatto più partite per allenarmi. Alla fine in torneo ho vinto perché ho trovato gente ancor più impreparata di me ;) ), Sant Petersburg, Hermagor ed El Grande (che invece non ero riuscito a ripassare e quindi sono arrivato secondo con una mossa incredibilmente stupida a inizio partita e poi un discreto recupero finale).

In ordine cronologico:

Battlestar Galactica
Il labirinto Magico
Space Alert (3)
Race for the Galaxy (5)
Shogun
Finca
Florenza Card Game (3)
Agricola
Ticket to Ride: Europa (2)
Dominion (2)
Smash Up
Steam Park
Carcassonne (3)
Hermagor (3)
Saint Petersburg (2)
El Grande
Imperial
The Boss
Mascarade (2)
Ark & Noah
Splendor
Coup
King of Tokyo
Tzolk'in
Kakerlakensalat
Mow
Fun Farm
Lewis & Clark

Come di consueto, ecco qualche opinione:

  • Space Alert è geniale. Frenetico, difficile, spaccacervelli, ma divertentissimo. Fra i collaborativi è uno dei pochi che mi piace davvero, perché c'è realmente la necessità che tutti facciano la loro parte e prendano le loro decisioni in tempo reale. Unica pecca: è assolutamente ingiocabile in ludoteca, a causa dei decibel emanati dagli altri tavoli. Non a caso, tutte e tre le partite si sono svolte in un pomeriggio a casa de l'Avversario (a cui peraltro spetta tutta la colpa per quelle che abbiamo perso, naturalmente).
  • Shogun è un gioco in cui sono incredibilmente scarso. Anche in questa partita ho perso malamente nonostante fossi in vantaggio fino al penultimo turno, per non aver saputo prevedere le mosse di quel fedifrago del mio ex-Famiglio. Detto questo, ci gioco sempre volentieri, perché mi piace molto la fase di pianificazione super complessa, ma molto interattiva. Le decisioni da prendere sono tantissime e mai nessuna è facile (ameno per me). Lo trovo davvero stimolante. Qualcuno si lamenta del meccanismo della torre lancia-dadi, ma io lo trovo invece molto azzeccato. La fortuna nei giochi di conquista ci sta sempre bene, altrimenti sarebbe sempre come giocare a scacchi (o a Diplomacy, ma questo è un altro discorso...)
  • El Grande ha ormai quasi vent'anni, ma resta ai vertici dei miei gusti personali. Tutti i suoi meccanismi pongono il giocatore di fronte a scelte non banali e permette di giocare sia in modo molto aggressivo, sia bandando principalmente a sé stessi. Il fatto poi che non sia spietato come altri titoli (anche il secondo e il terzo giocatore possono prendere punti, nelle regioni), rende possibili rimonte che danno incertezza fino a fine partita. Davvero un gran gioco.
  • Tzolk'in è parecchio complesso, senza dubbio: ormai ci ho fatto un po' di partite, ma ancora non mi sento di poter dire che l'ho capito in pieno. Di certo, le possibili strategie sono tante e la possibiltà di fare combo tattiche sono ancora di più. Ciò rende ogni partita diversa dalle altre (anche per via della dotazione iniziale variabile) e lascia sempre la voglia di rigiocarci per cercare di affrontarlo in modo diverso. Da editore, trovo che questo sia il pregio principale, per un gioco di questo genere.
    E poi le ruotone che fanno spostare tutti i cilindri sono fichissime, sia come meccanica di gioco che come componente visiva :)
  • Bonus! Ho giocato dopo moltissimi anni a Il labirinto magico e devo dire che è ancora divertente. Non è la mia prima scelta come filler, ma fra i giochi da supermercato è uno di quelli che si salva, dopotutto :)

lunedì 3 febbraio 2014

A gennaio 2014 ho giocato a:

Gennaio è tradizionalmente un mese in cui le serate ludiche lasciano il posto ai playtest, visto che c'è IDeA G e bisogna prepararsi per la fiera di Norimberga (che, per inciso, è andata benissimo). Ciononostante, tutto sommato ho giocato a un discreto numero di titoli.

In ordine cronologico:

Pictionary (2)
Finca
Steam Park
Rattus
Cartagena
Pick a Polar Bear (2)
Super Fantasy: assalto dei brutti musi
Caylus
Zombicide
Carnival Zombie
Dixit Quest
Lords of Waterdeep
Fun Farm
Augustus
Puerto Rico
Ark & Noah
Kingsburg (con espansione To Forge a Realm)
Florenza
Can't Stop (2)
Fresco!
ThémAtik (3)
Il Castello
The Resistance: Avalon (4)

I giochi di cui vorrei parlare sono:

  • Pictionary: anche questo giocato durante le vacanze natalizie con amici non giocatori. A differenza di ciò che scrissi riguardo a Trivial Pursuit, trovo che sia veloce e divertente. Senz'altro il tira e muovi non è il massimo, ma, al contrario che in Trivial, non vedo mai gente annoiata.
  • Steam Park: belle le giostrine, belli i disegni e divertente il gioco. Mi piace come si combinano la parte di frenesia iniziale e la possibilità di fare comunque parecchie scelte. Trovo che sia un mix veramente azzeccato. Unico appunto: personalmente non mi sembra che il tema steam punk emerga poi molto, ma non ritengo che sia un grosso problema. Fra l'altro, fra i playtester appaiono sia i ragazzi di SlowGame che quelli della Ludoteca Galliatese.
  • Super Fantasy: in una frase, è un gioco che promette ciò che mantiene. La gestione dei dadi e dei poteri mi sembra molto intelligente e, anche se risente del classico problema dei collaborativi (i giocatori più timidi tendono a eseguire gli ordini di quelli più sicuri di sé), le abilità dei personaggi permettono sempre di far emergere un ottimo spirito di gruppo. È uno dei giochi più giocati in ludoteca, speriamo che trattino bene la mia scatola autografata da Marco Valtriani

giovedì 2 gennaio 2014

A dicembre 2013 ho giocato a...

Dicembre è il mese delle feste e delle cene in famiglia, quindi ci sono molte partite a giochi leggeri, più o meno tradizionali.

In ordine cronologico:

To court the King
Wild Arena
Finca
Niagara
Saint Petersburg (2)
Time's up blu (7)
Tokio
Stone Age
Two Rooms and a Boom (2)
Rampage
Samurai Sword
Bookmaker
Florenza: the card game
Carrom
Space Alert (2)
Condottiere
Corsari dei caraibi (3)
Eat poop you cat
Lupus in tabula (2)
Trivial Pursuit
Pick a Polar Bear
1969
Fun Farm
Thématik
Small World
Dixit
Zombicide
Myrmes

Veniamo ora alle mie solite opinioni su alcuni di questi titoli:

  • Time's up (in questo caso blu) è stato il titolo più giocato, con ben sette partite, perché è davvero molto divertente ed è adatto sia per i momenti leggeri in ludoteca, sia per essere giocato con la famiglia o gli amici del bar. Grazie al meccanismo di gioco, si riescono a indovinare anche i personaggi non conosciuti. Da editore, riscontro le uniche pecche del prodotto nei materiali: la scatola è di cartone fragilissimo (praticamente inutile), parzialmente bilanciata dal sacchetto in stoffa in cui però si fatica a inserire tutto il materiale. Anche il blocchetto segnapunti ha quattro colonne, nonostante si giochi su tre manches, e il manuale non spiega nulla della colonna aggiuntiva. Infine, trovo che il prezzo sia un po' troppo elevato, per un gioco di sole carte senza illustrazioni. Il giudizio è comunque positivo, ma da questo punto di vista si sarebbe potuto fare di più.
  • Trivial Pursuit è un gioco storico, presente nelle case di moltissimi Italiani, ma non ho timore a dire seccamente che non mi piace neanche un po'. Dico la verità: quando me l'hanno proposto ho accettato di giocare solo per far compagnia ai miei amici e per avere la scusa per parlarne qui! Trovo che sia inutilmente lungo e che il tira e muovi lo rovini completamente. Per quanto un giocatore (o una squadra) possa essere più bravo degli avversari, il successo nella partita dipende essenzialmente dal fatto di arrivare col dado sulla casella giusta. Capisco che il gioco sia di oltre trent'anni fa e quindi è normale che abbia una meccanica così vecchia, ma mi spiace vedere che nelle case della gente non ci siano altri titoli a quiz più rapidi e giusti, che pure esistono. Tutte le partite che ho fatto in vita mia si sono sempre concluse con i giocatori annoiati che non vedevano l'ora che finisse.
  • Corsari dei Caraibi è un titolo che mi affascina molto, per via delle potenzialità che ha. In teoria c'è un'ampia libertà di scelta su cosa fare: ho provato ad essere pirata fin dal primo turno, ad essere mercante fino alla fine o, più spesso, a iniziare come mercante e poi darmi all'illegalità durante la partita, cercando di scegliere il momento migliore per farlo. In realtà, l'impressione che ho è che a vita da mercante sia decisamente più vantaggiosa e questo mi ha fatto passare la voglia di rigiocarci, dopo le tre partite in rapida successione fatte in questo mese. Di fatto, credo che per risplendere al meglio abbia bisogno di qualche house rule qua e là. 
  • Eat Poop You Cat, più che un vero gioco è un passatempo. Immancabile nella cena di Natale della ludoteca, suscita sempre un mare di risate. Si gioca ovunque, con solo un po' di fogli di carta e matite o biro. Consigliatissimo per una mezz'ora in allegria :)